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	<title>Donald Trump &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Donald Trump &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>Trump, l&#8217;Europa e i divieti d&#8217;aborto: a tre anni da Dobbs cosa possiamo dire?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non credo proprio che Trump introdurrà un divieto federale dell&#8217;aborto. Non tanto perché mi fido della sua parola ma per il semplice fatto che la sua storia politica non è</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/">Leggi </a></div>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Non credo proprio che Trump introdurrà un divieto federale dell&#8217;aborto</strong>. Non tanto perché mi fido della sua parola ma per il semplice fatto che la sua storia politica non è quella di un ardito pro-life, quanto quella di un moderato che, pur non essendone un grande fan, non ha come priorità la sua proibizione. </p>



<p><strong>Che poi, nella magica landa oltreoceano dove la nostra 194 verrebbe considerata un &#8220;12 week abortion ban&#8221;, pare il sentimento prevalente</strong>: checché ne pensasse Kamala non ci si vince le elezioni, ma gli elettori non sono per il divieto. E parlo di magica landa perché se qui in Italia c&#8217;è una sorta di presunzione che l&#8217;aborto avvenga per gravi ragioni e spesso anche chi si definisce pro-choice non lo considera un bene e guarda con occhio torvo certi movimenti che potremmo definire ultra-abortisti, negli States c&#8217;è chi supporta allegramente il fare l&#8217;iniezione letale al feto di otto mesi senza porsi il minimo dubbio etico, cosa che qui risulterebbe sostanzialmente inaccettabile.</p>



<p>In ogni caso, se Trump con l&#8217;aborto c&#8217;entra poco, abbiamo già visto i pro-life europei abbracciarlo come paladino e i pro-choice, qui e oltreoceano, porsi in difesa delle &#8220;libertà riproduttive&#8221; minacciate, forse wireless, dalla semplice elezione del tycoon. Volendo però fare una riflessione non etica ma politica ho l&#8217;impressione che <strong>il timore non sia tanto che si applichino delle restrizioni all&#8217;aborto, ma che funzionino.</strong></p>



<p>Lasciatemi spiegare: la mia opinione sull&#8217;aborto la conoscete, è un male tipicamente derivante da altri mali (povertà, abusi, sessualità disordinata, manipolazione maschile, e mi si permetta una nota femminista: <strong>se si vuole contrastare l&#8217;aborto bisogna anche contrastare quegli uomini che usano le donne in modo usa e getta, ben dicevano le prime femministe, in un tempo in cui erano strenuamente nel campo pro-life: la donna ha libertà di scelta ed è colpevole, ma l&#8217;uomo che la porta ad abortire è tre volte colpevole!</strong>) ma al momento un approccio di ristretta legalizzazione, come quella attuata in Italia, dove il punto di accesso ad esso è anche punto d&#8217;accesso ad alternative per proseguire la maternità, è una buona soluzione per ridurre i danni sociali a ogni livello, vista la difficoltà nell&#8217;attuare un divieto per una cosa che solitamente viene effettuata in privato con maggiori danni.</p>



<p><strong>Ma cosa accadrebbe se gli Stati Uniti, quindi un paese occidentale moderno e di dimensioni tali da offrire un reale esempio</strong> (non me ne vogliano i microstati europei ma i loro divieti sono poco più che delle dichiarazioni d&#8217;intenti, né me ne voglia la Polonia, che è abbastanza un unicum nella sua zona) <strong>mostrassero che restringere l&#8217;accesso all&#8217;aborto non porta alle conseguenze gravi che crediamo? Nei fatti, salterebbe il tavolo e la mia posizione sarebbe insostenibile o, quanto meno, gravemente ignava.</strong></p>



<p>Quando passò Dobbs era pieno di &#8220;<em>may</em>&#8220;, incertezza totale sulle leggi appena approvate o entrate in vigore automaticamente, le cosiddette <em>trigger laws</em>: tra chi prevedeva decine di migliaia di donne morte per mano degli aborti clandestini e chi invece esultava convinto che fossero la soluzione a tutto. A tre anni i risultati, con una grande incognita che vedremo dopo, smentiscono entrambi i campi.</p>



<p><strong>Le leggi restrittive sull&#8217;aborto adottate negli US hanno certamente grandi problemi per quanto riguarda le eccezioni</strong>, tant&#8217;è che qualcuno nel mentre le ha riviste. L&#8217;assenza in alcuni stati, tra cui il Texas, di eccezioni legate a malattie del feto ha portato ad un aumento delle morti infantili (per quanto bisogna anche dire che, in un&#8217;ottica in cui la vita umana inizia alla concezione, sempre morte è) e, cosa decisamente molto più grave, <strong>leggi vaghe o addirittura restrittive sui pericoli per la salute della donna hanno portato alla morte di alcune gestanti</strong>. Non si può imputare ogni caso di malasanità nei riguardi donna in gravidanza agli abortion ban, cosa che in tutta onestà i media pro-choice amano fare, ma ci sono chiaramente vari casi dove la legge ha portato a ritardi tali da causare la morte della donna, cosa che i media pro-life tendono a minimizzare.</p>



<p><strong>C&#8217;è anche la tematica delle gravidanze a seguito di stupro: trovo molto problematico non riconoscere alla donna violentata quella che, nei fatti, è l&#8217;unica occasione di decidere se avere o meno quella gravidanza.</strong> Alcuni Stati non riconoscono eccezioni nemmeno in quel caso e, seppur le stime siano controverse per metodo, è il classico caso in cui anche una sola volta è troppo.</p>



<p><strong>Tuttavia, nulla di ciò che abbiamo visto di per sé giustifica un ritorno all&#8217;aborto libero e indiscriminato.</strong> Tutti gli articoli che negli Stati Uniti sono stati prodotti per dimostrare come tali leggi siano dannose e vadano abrogate riguardano le eccezioni o si sintetizzano come &#8220;questa coppia voleva abortire. Ora hanno un figlio&#8221;, che non è propriamente una tragedia.</p>



<p><strong>Le eccezioni devono essere tali e non un divieto surrettizio di aborto, come spesso capita negli stati rossi americani</strong>, ma se ci sono donne stuprate che non hanno possibilità di decidere se avere una gravidanza o meno e donne che rischiano la vita perché la legge è troppo stretta e permette di intervenire solo quando sono sul filo del rasoio la soluzione è che <strong>sia legale abortire in caso di stupro o che si possa intervenire in caso di necessità medica senza attendere troppo, non la liberalizzazione totale.</strong> </p>



<p>Facendo un riferimento di cultura dei miei che ben conoscete: stavo guardando qualche tempo fa una puntata di Law and Order SVU dove una ragazzina tredicenne stuprata scappa da uno stato con un duro divieto per andare a New York ad abortire. Mentre fuori dal tribunale c&#8217;erano i due campi, quello dell&#8217;aborto libero sino al nono mese e quello de &#8220;l&#8217;aborto è omicidio&#8221; l&#8217;assistente procuratore newyorkese Carisi, un cattolicissimo italo-americano, va dal procuratore dello stato d&#8217;origine della ragazzina per dirgli che concorda con lui che l&#8217;aborto sia morte, dato che sua madre aveva abortito quando il ginecologo le aveva detto che il figlio avrebbe avuto una gravissima malformazione cardiaca che l&#8217;avrebbe portato alla morte in poche ore, che ma nel caso specifico si stava parlando di una ragazzina violentata. <strong><a href="https://youtu.be/Hh2QINxjnxU">Guardate la scena</a></strong><strong> e ditemi se non è un qualcosa di illuminante, dove la semplicità degli slogan di entrambe le parti si scontra con la triste realtà dell&#8217;esistenza mali fisici, di violenze, coercizioni e coazioni.</strong></p>



<p>Comunque, prima parlavo di un&#8217;incognita: ovviamente <strong>è ancora lecito andare in un altro stato ad abortire</strong>. Se ci fosse un divieto federale è ovviamente impossibile sapere quanti di questi aborti legali diventerebbero aborti clandestini che mettono in pericolo la vita della donna. <strong>Le restrizioni sono state efficaci ad aumentare la natalità negli stati che le hanno adottate, indice immediato di efficacia,</strong> ma ironicamente non si può sapere con certezza cosa accadrebbe senza attuarne uno.</p>



<p>Ma bisogna prestare attenzione anche ad adottare l&#8217;indice della natalità come successo: si cade nell&#8217;idea per cui la limitazione dell&#8217;aborto avviene in ottica di far fare figli alla gente, ma ciò è problematico in ottica di autodeterminazione individuale. Una persona dovrebbe poter scegliere, con mezzi leciti e meno dannosi socialmente, la genitorialità o meno. <strong>Un indice molto interessante sarà quello delle infezioni sessualmente trasmissibili.</strong></p>



<p>Ci sono persone che hanno la tara di misurare tutto secondo le leggi di mercato, di costi e benefici e domanda e offerta, e nel 2002 <a href="https://www.law.gmu.edu/assets/files/publications/working_papers/02-11.pdf">erano arrivati alla conclusione che sì, la legalizzazione dell&#8217;aborto ha portato ad un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili misurabile e non ignorabile</a>.</p>



<p>Effettivamente, la gravidanza è uno dei costi più alti che possono derivare da un coito, e non solo per la donna, visto che poi va mantenuto il pargolo se non dato in adozione: se si offre una via rapida per uscirne il costo del sesso cala nettamente e non vi è particolare ragione per contenersi e non adottare comportamenti notoriamente a rischio per la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili&#8230; ciò valeva nel 2003 e ancora di più vale nel 2023, ultimo anno di statistiche, dato che la situazione è in peggioramento da tempo.</p>



<p><strong>Sarebbe sicuramente ironico se tutti gli obiettivi che dovevano essere raggiunti dall&#8217;educazione sessuale venissero raggiunti da leggi più severe sull&#8217;aborto</strong>, è sicuramente possibile: al momento i dati americani sono abbastanza inconcludenti, ma è anche presto per avere dati affidabili. Chi vivrà, vedrà.</p>



<p><strong>Non crediamoci immuni da un&#8217;estremizzazione del dibattito stile americano, anzi, sta già accadendo</strong>: per i giovani sessualmente attivi oggi l&#8217;aborto è parte sana e naturale della propria sessualità, completamente slegata dai suoi naturali effetti, d&#8217;altronde <strong>se fallisce la contraccezione o non la si usa non si può certamente pretendere che un atto riproduttivo abbia effetti riproduttivi</strong>. A loro, anzi, i limiti posti dalla 194 sembrano anche stretti, e dato che nella loro ottica è un diritto (positivo! nemmeno negativo!) non hanno tutti i torti: se è un diritto come mai un medico non dovrebbe prestare la propria mano, perché dovrebbe esserci un&#8217;attesa di sette giorni, perché il consultorio dovrebbe proporre alternative? Se vado a comperare i preservativi o la pillola non fanno queste storie e l&#8217;aborto altro non è che ciò che si usa quando il contraccettivo ordinario non funziona: nulla di quanto (tipicamente poco) viene offerto dallo stato o dalle associazioni farà cambiare idea anzi, è offensivo!</p>



<p>La risposta di chi non condivide questa visione sovente è un rifiuto totale e a prescindere dalla situazione dell&#8217;aborto: avevo visto qualche settimana fa un sondaggio informale su un canale Telegram generalista di news e le due opzioni sostenute dalla maggioranza erano il divieto d&#8217;aborto e la sua legalizzazione sino alla nascita. <strong>Capite che c&#8217;è un grave problema che rischia di scoppiare nei prossimi anni</strong>, quando la memoria delle donne che hanno vissuto i tempi bui in cui spesso la gravidanza era imposta dall&#8217;uomo e l&#8217;aborto l&#8217;unica via d&#8217;uscita scomparirà e saremo divisi tra chi lo ritiene un omicidio inaccettabile in qualsiasi caso e chi, invece, lo ritiene una cosa come un&#8217;altra.</p>



<p><strong>D&#8217;altro canto, però, a una normalizzazione sociale della pratica corrisponde una sempre più inefficacia della 194 come strumento</strong>: non c&#8217;è bisogno di prevenire un qualcosa che non è un male, ma al contempo, <strong>l&#8217;idea che ad un atto sessuale a cui si acconsente sapendo che c&#8217;è una certa probabilità che finisca in gravidanza corrisponda un dovere della collettività di terminare questa gravidanza</strong> a proprie spese e magari usando il proprio potere coercitivo nei riguardi del personale sanitario per farlo <strong>è onestamente velleitaria</strong>. In questo gli Stati Uniti insegnano una lezione importante: Roe e Casey non istituirono un diritto positivo all&#8217;aborto, ma uno negativo, nessuno poteva essere perseguito per aver procurato un aborto entro i limiti stabiliti dalla Corte.</p>



<p>Nonostante tassi di obiezione di coscienza da Sicilia (tra l&#8217;altro ammessa anche in situazioni d&#8217;emergenza) l&#8217;accesso all&#8217;aborto non è mai stato seriamente problematico prima di Dobbs, un po&#8217; perché i limiti erano ben generosi rispetto alle medie europee, un po&#8217; perché un&#8217;organizzazione di mercato cerca di attirare clienti in modo più efficace.</p>



<p><strong>In effetti, chi è preoccupato del &#8220;diritto all&#8217;aborto&#8221; dovrebbe ben guardare al modello americano pre-Dobbs, che grazie all&#8217;assenza di significativa regolamentazione governativa era di sostanziale liberalizzazione</strong>, mentre chi non vorrebbe una grande accessibilità di esso e una certa prevenzione farebbe bene a riapprezzare la 194, chiedendone magari un&#8217;applicazione più integrale, ma stiamo andando off topic.</p>



<p><strong>Quello che gli Stati Uniti mostrano è, a mio parere, che la domanda del bene aborto è molto più flessibile rispetto a cinquant&#8217;anni fa</strong>. Se un tempo era spesso l&#8217;unica via per scegliere se avere una gravidanza o meno, oggi ben più spesso quella scelta si può fare al momento del coito o, addirittura, prima, con determinati tipi di intervento chirurgico. Se un divieto di aborto cinquant&#8217;anni fa portava alla clandestinità, oggi può portare a una revisione dei comportamenti dalle persone, con possibili conseguenze di salute pubblica positive (una vita sessuale più responsabile) o negative (vasectomia e liberi tutti).</p>



<p>Ma ogni caso è a sé e non possiamo sapere quanti casi un divieto eviterebbe, portando a una nascita o a comportamenti più responsabili, e quanti spingerebbe verso la clandestinità. La realtà è che al momento possiamo solo dire che <strong>una revisione restrittiva delle leggi sull&#8217;aborto con tutta probabilità non porterebbe a una strage</strong>, che è sicuramente una buona notizia. Per il resto, tre anni di dati viziati da ciò che ci siamo detti, e in realtà anche di difficile interpretazione per via di numerosi altri avvenimenti contemporanei, sono pochi per trarre conclusioni, non credete?</p>



<p><strong>Che una riduzione dell&#8217;accessibilità della pratica porti a una riduzione della domanda non ci vuole un genio a capirlo, e in Europa ne abbiamo un buon esempio nella Romania</strong>, dove si è passati da uno dei tassi di abortività più alti d&#8217;Europa ad uno dei più bassi semplicemente perché i medici hanno smesso di praticarlo e lo stato non offre particolari sostegni ad esso. <strong>Ma a tale riduzione è corrisposto anche un aumento dei casi di difficoltà per donne stuprate di accedere a quella che è l&#8217;unica via per decidere se avere una gravidanza o meno</strong>.</p>



<p>Cosa fare, dunque? Non lo so. Non sono qui a fare l&#8217;oracolo di verità ma a descrivere una situazione, una situazione su cui ho speso quasi duemila parole e che tanti liquidano con slogan semplicistici e come se fosse una partita di calcio, quando invece meriterebbe una seria analisi.</p>


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		<title>Come il woke ha buttato i transessuali nel tritacarne trumpista</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/01/25/come-il-woke-ha-buttato-i-transessuali-nel-tritacarne-trumpista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 09:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche mia nonna, classe 1924, era arrivata a capire il concetto di transessualità, che alla fine non è così estraneo da come noi vediamo la natura: c&#8217;è l&#8217;uomo, c&#8217;è la</p>
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<p>Anche mia nonna, classe 1924, era arrivata a capire il concetto di transessualità, che alla fine non è così estraneo da come noi vediamo la natura: c&#8217;è l&#8217;uomo, c&#8217;è la donna, ci sono delle persone che pur essendo nate con un sesso si identificano nell&#8217;altro e, con una serie di interventi e terapie, possono assumere le caratteristiche esterne di esso e vivere la propria vita più serenamente.</p>



<p><strong>Risulta molto difficile, se non impossibile, credere che il sesso biologico si possa effettivamente cambiare</strong>. Una volta che, biologicamente parlando, si è nati uomini si rimane tali, idem se si nasce donne. <strong>Ma tutto sommato, ciò è poco influente</strong>: nell&#8217;ambito sociale contano molto più gli attributi esterni dello status biologico e, con una mano dalla legge che può, a determinate condizioni, permettere di cambiare il sesso legale, si può dare a queste persone una vita adatta a ciò che si sentono e che, nei fatti, per loro è spesso l&#8217;unica degna di essere vissuta.</p>



<p>Il problema sorge quando si esce dall&#8217;obiettività del sesso per inventarsi il genere 2.0. Perché, di per sé, il termine genere non ha nulla di sbagliato, la definizione dell&#8217;OMS è ottima<em>: le caratteristiche di donne, uomini, ragazze e ragazzi che sono socialmente costruite</em>. <strong>Che l&#8217;uomo abbia il pene e che la donna abbia la vagina è sesso, che l&#8217;uomo non debba piangere e la donna debba stare a casa con la calzetta sono tematiche di genere</strong>, che ovviamente variano da cultura a cultura e da periodo storico a periodo storico.</p>



<p>Ma se ci si inventa che il genere può essere letteralmente qualsiasi cosa, che oltre ad essere uomo o donna si può essere entrambi, nessuno, un qualcosa nel mezzo o un qualcosa di non binario, c&#8217;è un problema. Richard Dawkins, che certamente non dice ciò perché &#8220;<em>Dio creò l&#8217;uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina</em>&#8220;, <a href="https://www.newstatesman.com/ideas/2023/07/biological-sex-binary-debate-richard-dawkins">sintetizza il tutto con</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Oggi è di moda usare il “genere” per quello che potremmo chiamare sesso fittizio: il “genere” di una persona è il sesso a cui sente di appartenere, in contrapposizione al suo sesso biologico. In questo senso, i “generi” sono proliferati selvaggiamente. L&#8217;ultima volta che ne ho sentito parlare erano 83. Ma era ieri. Cosa significa realmente “genere”?</p><cite>R. Dawkins</cite></blockquote>



<p>Leggete l&#8217;articolo linkato, è veramente interessante, ma il punto che fa è semplice: solo nel sesso possiamo trovare oggettività, <strong>mentre nel genere inteso come si intende oggi tutto è possibile</strong>. </p>



<p><strong>Qualcuno dirà che ognuno ha il diritto di fare e di sentirsi ciò che vuole, il che è vero, il problema è quando si pretende che tutto il pubblico accetti questa visione</strong>, lo faccia rinunciando a quella che manteneva prima, che guarda caso è la visione naturale delle cose, e che abbracci concetti che non stanno né in cielo né in terra. Ancor peggio, quando si chiede allo stato di usare la propria forza per zittire chi non è d&#8217;accordo, insegnare tutte queste cose nelle scuole, inserire improbabili riconoscimenti di non binarietà nei documenti e imporre un linguaggio inclusivo che stupra la storia delle lingue romanze.</p>



<p>Dov&#8217;è se un uomo si sente poco maschile e vuole vestirsi in modo più neutrale o femminile? Se però vuole fare finta di non essere un uomo senza voler essere donna, mi permetto di giudicare la situazione.  <strong>Se pretende che tutti riconoscono che non sia un uomo ma una qualche nuova categoria, protesto.</strong> E lo faccio menzionando una semplice verità: il sesso umano è binario. Gli intersessuali non negano questa verità (sono anzi un ottimo esempio di &#8220;eccezione che conferma la regola&#8221;), poiché non producono un nuovo gamete capace di creare un terzo sesso e, per quanto indubbiamente la loro condizione porti a dubbi comprensibilissimi sulla propria identità, cariotipicamente il sesso solitamente è definibile secondo un semplice principio: se c&#8217;è una Y maschio, se non c&#8217;è femmina.  </p>



<p>Parimenti, quando ci vengono propinati concetti assurdi come gli uomini che partoriscono l&#8217;unica possibile risposta è la verità: <strong>una persona che partorisce è una donna, per definizione</strong>. Se un <em>uomo trans</em> partorisce, non è un uomo, né lo è mai stato, né mai lo sarà. Spiace per quelli che accusano la Chiesa cattolica di essere contro la scienza per aver processato Galileo secoli addietro e ora vorrebbero processare per crimine d&#8217;odio chiunque esponga questa banale realtà.</p>



<p><strong>Così, finiamo a dire la parte silente ad alta voce, per parafrasare gli inglesi. </strong>Anche doverosamente, ma ciò che diciamo non è un proiettile mirato, ma un colpo di cannone che colpisce anche chi non merita, ossia chi vive in una reale situazione di disforia di genere.</p>



<p>Tra l&#8217;altro, spesso, queste visioni estremizzano gli stereotipi di genere: se si immagina l&#8217;uomo come per forza estremamente mascolino e la donna come estremamente femminile qualsiasi deviazione dalla norma sociale, quella che varia in base a cultura e periodo storico, deve per forza implicare che si sia un qualcosa di diverso da uomo e donna quando sappiamo bene che non è così: l&#8217;abbiamo visto tutto un <em>maschiaccio</em>.</p>



<p>Noto spesso, in chi porta avanti argomenti d&#8217;ordine naturale, una totale mancanza di carità nei confronti di chi ha problemi del genere. C&#8217;è chi scherza sul drammatico tasso di suicidi tra chi soffre di disforia di genere, per esempio, per non parlare di chi va a perseguitare transessuali ricordando loro in ogni possibile occasioni che non saranno mai veramente del sesso di cui si sentono parte.</p>



<p><strong>Onestamente è difficile credere che l&#8217;ordine esecutivo di Donald Trump che stabilisce che il governo statunitense riconosca solo maschio e femmina e che tale riconoscimento sia legato al sesso al momento del concepimento</strong> (e checché ne dica qualcuno non siamo tutti femmine, solito discorso del cariotipo) <strong>sia stato emesso per puro amore nei riguardi della verità</strong>. Ma basta vedere certi commenti, tra chi è convinto che la scienza abbia dimostrato che esistono innumerevoli generi (quando, in realtà, solitamente gli studi seri toccano il tema con un palo lungo 1 parsec giusto quando devono provare a capire perché ci sono persone che &#8220;nascono nel corpo sbagliato&#8221;), che questo sia un ritorno al Medioevo, all&#8217;Inquisizione, che le persone che &#8220;non appartengono ai due generi classici&#8221; sono depersonificate (quando l&#8217;ordine, diciamola come la direbbe un teologo, considera gli altri generi &#8220;invalidi&#8221;, non &#8220;validi ma illeciti&#8221;) e via discorrendo per capire che forse è necessario riportare un po&#8217; d&#8217;ordine e di realtà nella mente di tante persone e che un ordine esecutivo del genere è facilmente giustificabile con questo ragionamento.</p>



<p>Certo, dire ad una persona che magari ha fatto anche un intervento di vaginoplastica o falloplastica che vive da decenni come se fosse del sesso d&#8217;elezione che da oggi torna al sesso di nascita sui documenti è da stronzi. Ma purtroppo è perfettamente coerente con il pensiero naturalista in materia.</p>



<p>Sono però convinto che se nessuno avesse provato a riscrivere la realtà, a banalizzare il sesso biologico e il suo ruolo nell&#8217;identità delle persone dall&#8217;alba dei tempi, a provare a tutti i costi a cancellare le donne e il termine &#8220;donna&#8221; inventandosi orrori come &#8220;persone con utero&#8221; o &#8220;persone mestruanti&#8221; (mentre invece &#8220;uomo&#8221; rimane &#8220;uomo&#8221;) e dando accesso agli spazi femminili a chiunque firmi autocertificazioni dichiarandosi donna, a imporre linguaggi inclusivi senza senso, normalizzare cose contro natura come uomini che partoriscono e accusare di essere complici di ogni suicidio di persone non strettamente eterosessuali tutti quelli che stortano un po&#8217; il naso <strong>oggi il tema sarebbe molto, molto meno controverso</strong>.</p>



<p>In Italia per fortuna la situazione sembra sotto controllo. Quando si tratta di temi del genere sembriamo un&#8217;isola felice, sarà che sotto sotto, anche se non lo diciamo troppo in giro, un po&#8217; cattolici siamo, per quanto di quelli un po&#8217; progressisti.  Ma come mi è capitato di far notare parlando di aborto le cose cambiano rapidamente nelle nuove generazioni, più esposte grazie ai social alle novità che provengono dal resto del mondo.</p>



<p>Tra esse c&#8217;è anche la polarizzazione sul tema dell&#8217;identità sessuale: se <strong>oggi c&#8217;è un consenso generale che guarda con misericordia e supporto a chi si sente &#8220;nato nel corpo sbagliato&#8221; pur riconoscendo che quello è pur sempre il suo corpo</strong> stiamo andando verso una divisione tra chi pensa che l&#8217;essere maschio o femmina sia un qualcosa che ti senti ma anche che non ti senti, dato che puoi anche non esserlo, e che dichiararsi tale operi una transustanziazione del corpo che tutti devono riconoscere e rispettare, a costo di cambiare linguaggio e realtà, a cui tanti rispondono ritenendo chiunque abbia problemi con il proprio sesso natio un malato mentale da portare in neurodeliri di volata con la camicia di forza.</p>



<p>Speriamo di non dover mai vedere qui un dibattito così estremizzato, che alla fine fa male a tutte le parti in causa.</p>


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