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	<title>Islam &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Islam &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>La patatina sacrilega è un diritto, la verità sul profeta pedofilo un reato: storie di un&#8217;Europa sottomessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 23:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Maometto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di autoregolamentazione pubblicitaria avevo già parlato ormai quattro anni fa nel caso Melosushi e torno a parlarne oggi per la pubblicità dell&#8217;Amica Chips: tale pubblicità, vagamente dissacrante nei confronti dell&#8217;Eucaristia,</p>
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<p>Di autoregolamentazione pubblicitaria avevo già parlato ormai quattro anni fa <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/07/14/melosushi-e-la-pubblicita-nel-2020/">nel caso Melosushi</a> e torno a parlarne oggi per la pubblicità dell&#8217;Amica Chips: tale <a href="https://www.open.online/2024/04/09/spot-patatina-ostia-violazione-convinzioni-religiose-iap/">pubblicità, vagamente dissacrante nei confronti dell&#8217;Eucaristia, è stata sospesa dall&#8217;IAP, ossia l&#8217;autodisciplina pubblicitaria</a>.</p>



<p>C&#8217;è chi grida allo scandalo, ma il codice di autodisciplina è chiaro: <em>la comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose</em>. Se lo si firma lo si deve rispettare e la quasi totalità delle reti televisive aderisce allo IAP. </p>



<p>Tra l&#8217;altro, diciamocelo, chi parla di censura religiosa, di ingerenze vaticane o di assalto alla laicità se qualcuno avesse fatto una pubblicità che ironizza sulle donne, sugli omosessuali o sugli immigrati avrebbe chiesto non l&#8217;intervento dell&#8217;autodisciplina (che sarebbe stato giusto e sacrosanto), ma della procura e del codice penale.</p>



<p><strong>Questo articolo però non è tanto sull&#8217;ipocrisia di chi si erge a scudo di chiunque ma poi ritiene doveroso disegnare bersagli dietro al cristianesimo, o meglio, sì, lo è, ma quando a farlo è la Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo.</strong></p>



<p>Infatti, alla CEDU sono arrivati ben due casi a tema: uno dalla Lituania nel 2012 e uno dalla Georgia, nel 2018. Nel primo, <em>Sekmadienis v. Lituania</em>, immagini di Gesù e della Madonna vennero usate per pubblicizzare una succinta linea di abbigliamento, nel secondo, <em>Gachechiladze v. Georgia</em>, l&#8217;immagine di una santa ortodossa viene usata per sponsorizzare in modo abbastanza allusivo dei preservativi.</p>



<p>In entrambi i casi si arriva ad una condanna amministrativa di poche centinaia di Euro, confermata a livello nazionale e ribaltata dall&#8217;organismo del Consiglio d&#8217;Europa sulla base del diritto alla libera espressione: addirittura, le autorità georgiane sono state bacchettate per aver messo prima la sensibilità della Chiesa ortodossa e poi i principi della Dichiarazione europea.</p>



<p><strong>Ma sapete cosa non è libera espressione secondo la stessa identica corte? Dire che un uomo di circa 55 anni che fa sesso con una bambina di 9 anni è un pedofilo. Se solo questo uomo si chiama Maometto.</strong></p>



<p>Nel 2018 infatti, nel caso E.S. v. Austria, la Corte ha determinato come condannare un&#8217;insegnante ad una multa per aver detto che Maometto è un pedofilo, ossia una cosa fattuale, sia ok perché il diritto alla libertà d&#8217;espressione dev&#8217;essere bilanciato con il diritto di avere i propri sentimenti religiosi tutelati. <strong>Addirittura, definire un cinquantacinquenne che fa sesso con una bambina di nove anni viene definito un attacco abusivo fondato su dati parzialmente falsi (quando in realtà è un fatto testimoniato dalle fonti più importanti dell&#8217;islam),</strong> una descrizione soggettiva e che potrebbe offendere gli altri, quindi l&#8217;Austria ha tutto il diritto per tutelare la pace religiosa di censurare quella che noi tutti sappiamo essere una verità, per quanto la Corte abbia provato a reinventare il significato di pedoflia escludendo chi ha anche rapporti con donne adulte.</p>



<p>Detta semplice, e senza veli: i cristiani ti tagliano la pubblicità se tocchi il momento più importante della loro fede, i musulmani ti tagliano la testa se fai notare che il loro profeta toccava le bambine.</p>



<p>Ormai è evidente: mettere Gesù e la Madonna nelle proprie pubblicità lo si fa perché si vuole scandalizzare, mettere un preservativo in mano a una santa a cosa serve se non a offendere i credenti? <strong>Il che va bene, ma solo se questi credenti sono cristiani</strong>. Ricordare un fatto storico relativo al profeta dell&#8217;Islam invece non è libertà, anzi, la Corte si spinge a dire che non è un fatto, altrimenti loro si offendono. E se loro si offendono la pace religiosa viene turbata, ossia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_alla_sede_di_Charlie_Hebdo">succedono cose poco belle</a>.</p>



<p>Sembra un vero ricatto, lo abbiamo anche visto con i roghi del Corano in Danimarca: loro si offendono, <a href="https://www.lavocedelnord.net/2023/09/01/tornano-i-reati-di-blasfemia-nel-nome-della-tolleranza-questa-e-integrazione/">si mette il reato</a>.  Se l&#8217;islam prevede esplicitamente la sottomissione e il soggiogamento degli infedeli (Sura 9:29) a quanto pare, noi, il lavoro lo stiamo facendo tutto da soli&#8230;</p>


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		<title>Non è lo statuto di Hamas, ma la base dell&#8217;Islam</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/10/18/non-e-lo-statuto-di-hamas-ma-la-base-dellislam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 16:45:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo periodo di guerra vedo spesso citare alcune parti dello statuto originale di Hamas come dimostrazione che sia un partner intollerante, non aperto alla possibilità di una pace con</p>
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<p>In questo periodo di guerra vedo spesso citare alcune parti dello statuto originale  di Hamas come dimostrazione che sia un partner intollerante, non aperto alla possibilità di una pace con lo Stato ebraico. Un classico esempio, che qui riporto in italiano, è:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me</p></blockquote>



<p><strong>Tuttavia è bene notare che non si tratta di una fantasiosa invenzione di qualche poetico jihadista palestinese, tali parole sono in realtà alla base dell&#8217;Islam</strong>: si trovano infatti nei più fidati libri di Hadith, ossia i racconti della vita di Maometto e delle origini della religione, che contano molto nella definizione del diritto per la stragrande maggioranza dei musulmani. Immaginiamoli come una sorta di Vangelo sotto steroidi, c&#8217;è il Corano, parola eterna rivelata direttamente da Dio, e ci sono poi questi racconti che costituiscono in larga parte la Sunna, ossia la tradizione, da cui le scuole giuridiche islamiche capiscono ciò che è obbligatorio, permesso, vietato e così via. Ci sono &#8211; pochi &#8211; musulmani che ritengono che il Corano da solo sia sufficiente, ma sono solitamente considerati eretici, mentre gli sciiti, anch&#8217;essi esigua minoranza, seguono una sunna differente che non pare includere questo hadith.</p>



<p>Il racconto continua parlando dell&#8217;albero di Gharqad, un albero che è degli ebrei, e dunque non dirà ai musulmani se vi si nasconde un ebreo, in questa lotta del giorno del giudizio in cui, tra l&#8217;altro, dovrebbe anche tornare Gesù in versione mujahidin per distruggere la croce, abolire la tassa sugli infedeli e uccidere i maiali.</p>



<p><strong>Tutto ciò per dire cosa? Siamo profondamente ignoranti, di media, in fatto di religione</strong>. Anche chi la studia a scuola si limita a pochi dettagli ed è facile, partendo dalla nostra base tendenzialmente di derivazione illuminista e con un testo sacro non eccessivamente prescrittivista, pensare che tutte le religioni siano così, che si limitino a dare alcune indicazioni spiriturali: ebbene, così non è per la seconda più diffusa del pianeta, nata mentre nasceva uno Stato, dove la dottrina religiosa e quella civile si fondono.</p>



<p>Non è un mistero che dei paesi che puniscono penalmente, anche con la morte, l&#8217;apostasia, non ce ne sia uno che non sia islamico, così come per l&#8217;omosessualità, l&#8217;unico paese con la pena capitale a non essere a maggioranza islamica è l&#8217;Uganda. L&#8217;accettazione dell&#8217;omosessualità è bassissima nei Paesi a maggioranza musulmana, anche quelli ritenuti moderati, e anche nelle comunità migranti: nel 2016 la maggioranza dei musulmani britannici riteneva sbagliato che essa fosse legale nel Regno Unito, in Francia nel 2009 solo il 35% dei musulmani la riteneva moralmente accettabile. Se il Belgio e Canada la situazione è migliore, basta guardare alla situazione generale dei sondaggi per capire che la situazione è seria, <a href="https://www.pewresearch.org/religion/2013/04/30/the-worlds-muslims-religion-politics-society-beliefs-about-sharia/">come ha fatto Pew Research</a>: la maggioranza degli intervistati ritiene che la Sharia, non certamente un sistema legale noto per essere avanzato, venga da Dio, solo nei paesi moderati del Magreb la maggioranza sostiene che possa avere più interpretazioni, e in ben pochi Stati, molti di tradizione secolare influenzata dagli europei, si ritiene che non debba essere la legge dello Stato. Se volete vedere i dati su quanti la sostengono come legge penale, quanti vorrebbero la pena di morte per chi lascia l&#8217;Islam e, scorrendo un po&#8217;, quanti ritengano le donne inferiori e dove, potete consultare direttamente quel link.</p>



<p><strong>In ogni caso, considerando che molti conflitti nel mondo sono legati a questa ideologia e che sempre più persone che la professano migrano in Europa portando valori spesso incompatibili con i nostri, direi che è bene conoscerla</strong>, quantomeno per evitare di citare un qualcosa di fondamentale nella fede islamica come se fosse un semplice delirio di qualche militante palestinese. D&#8217;altronde, se nello statuto del Family Day ci fosse il Levitico 20:15-16 citato, diremmo che è una citazione dello statuto del Family Day o la Bibbia? Con la differenza che nessun paese al mondo ha la &#8220;legge biblica&#8221;, mentre non pochi impiccano persone nel nome della legge islamica&#8230;</p>



<p>Ma, soprattutto, è bene conoscerla per evitare di essere ingannati, specie se si tiene al nostro modo di vivere. È pieno di presunti difensori della diversità che negano questa indole della religione islamica dicendo che &#8220;nel Corano questa cosa non c&#8217;è&#8221;, ma come spiega la quasi totalità del mondo islamico, senza Sunna non si può capire il Corano.</p>



<p><strong>Ciò ci dà forse un pass per discriminare e odiare qualsiasi musulmano? Certo che no</strong>. Ma pensare che basterà mostrare il nostro modello per convincere la maggioranza di questi, convinti che quello che hanno è l&#8217;eterna parola di Dio, dimostrata dal comportamento del profeta, miglior esempio di uomo ad aver mai camminato sulla faccia della terra, è mera speranza, e si sa bene che chi vive sperando, muore in una determinata azione che non citerò.</p>



<p>In ogni caso, voler difendere a tutti i costi questa diversità, anche a costo di rinunciare alla nostra libertà e serenità, non pare certamente né un piano sensato, né un qualcosa che fa onore all&#8217;idea di diversità stessa. Inoltre, può essere anche pericoloso. Chiedetelo a Pim Fortuyn, di <a href="https://www.lavocedelnord.net/2023/09/01/tornano-i-reati-di-blasfemia-nel-nome-della-tolleranza-questa-e-integrazione/">cui vi ho parlato</a> un mesetto fa&#8230;</p>



<p></p>


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