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	<title>Nucleare &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Nucleare &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>Il nucleare l&#8217;han distrutto i politici, non la democrazia diretta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 00:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i detrattori della democrazia diretta è comune appellarsi ai referendum sul nucleare del 1987 per dimostrare che il popolo, certe cose, non deve deciderle, che deve pensarci la politica,</p>
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<p>Tra i detrattori della democrazia diretta è comune appellarsi ai referendum sul nucleare del 1987 per dimostrare che il popolo, certe cose, non deve deciderle, che deve pensarci la politica, che, grazie al &#8220;primato della politica&#8221;, è in grado di guidare il popolo, poi solitamente si continua con un rant sul perché tutti i quesiti abrogativi dalla nascita della Repubblica ad oggi son troppo tecnici e dunque indecidibili da parte dell&#8217;elettore medio, che è buono solo a votare dove si va a mangiare stasera.</p>



<p><strong>C&#8217;è un problema: gli italiani, all&#8217;epoca, non avevano votato lo stop al nucleare</strong>. Avevano votato, invece, tre quesiti:</p>



<ol><li>Il primo, che rendeva impossibile costringere gli enti locali ad avere centrali nucleari sul proprio territorio</li><li>Il secondo, che eliminava i sostegni economici per chi ospitava le centrali</li><li>Il terzo, che vietava ad ENEL di partecipare alla costruzione di centrali all&#8217;estero</li></ol>



<p>Onestamente, non mi pare nulla di troppo tecnico, mica ti chiedevano di scegliere tra questa o quella tecnologia: si parlava di due quesiti &#8220;autonomisti&#8221; (d&#8217;altronde, uno può essere pro nucleare ma contrario all&#8217;imporlo ai comuni) e uno di politica estera. Cose che, un popolo adeguatamente informato, può far tranquillamente.</p>



<p>Il passaggio del sì non ha imposto a nessuno di chiudere le centrali, potevano restare attive, il governo poteva anche aprirne di nuove!</p>



<p><strong>Eppure i politici, proprio quelli che dovrebbero &#8220;correggere&#8221; le voglie del popolo, hanno scelto di chiuderle</strong>. Se Latina e Trino erano vicine alla fine della vita operativa, Caorso invece era praticamente nuova, e chiuderla ha portato ad un investimento sconveniente: pagare le spese di smantellamento senza aver in cambio decenni. Per di più, era già in costruzione una centrale a Montalto, centrale riconvertita in inquinante termoelettrica.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b1/Energia_percentuale_storico_ita.png" alt="" width="372" height="225"/><figcaption>Il nucleare è il rosso chiaro. Non avevamo chissà che programma, ecco&#8230; (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Energia_percentuale_storico_ita.png">Fonte con copyright</a>)</figcaption></figure></div>



<p><strong>Non è stato il referendum a dire stop al nucleare in Italia, sono stati i governi Goria, De Mita e Andreotti (sesto)</strong>. D&#8217;altronde, ricordiamolo, i politici vivono per essere eletti, e per esserlo debbono essere votati dai cittadini. Se i cittadini sono contrari al nucleare, chiuderlo, specie se si ha un programma molto piccolo, è un&#8217;ottima maniera per ottenere voti.</p>



<p><strong>E mica serve un referendum: vediamo lo stesso trend in Germania</strong> dove i Verdi, pur di far chiudere le centrali nucleari, son disposti a finanziare quelle a carbone, che buttano le proprie scorie nell&#8217;aria.</p>



<p>Se il popolo è contrario, il nucleare non si fa, che tale contrarietà venga espressa in un referendum, in un sondaggio, o alle elezioni politiche.</p>



<p>E anche nel 2011, dove effettivamente il referendum ha abrogato le disposizioni che avrebbero permesso il ritorno dell&#8217;atomo, si parlava di annullare il referendum perché&#8230; il governo Berlusconi aveva sospeso a tempo indeterminato la costruzione, o qualsiasi passo verso essa, dopo l&#8217;incidente di Fukushima, in attesa di non meglio precisate evoluzioni politiche e scientifiche.</p>



<p>Anche senza referendum, in sostanza, sarebbe stato fermato il nucleare, per semplice paura. D&#8217;altronde, anche il successivo governo Monti, uno dei più slegati dalla politica partitica, era contrario al nucleare.</p>



<p>Per concludere, ironia della sorte, oggi è più probabile che passi il nucleare per referendum che per vie parlamentari. D&#8217;altronde, sempre più persone sono favorevoli al nucleare, chi perché lo era storicamente, chi perché non aveva un&#8217;opinione e l&#8217;ha formata, chi perché era contrario e ha cambiato idea, che sia per ragioni economiche o per la convinzione che il nucleare di ultima generazione sia accettabile.</p>



<p>I partiti, invece, la vedono come questione ideologica: il PD sarà sempre contro perché deve tenersi buoni gli alleati contrari, così avrà convenienza a vendere il nucleare come &#8220;energia della destra sovranista&#8221;, anche perché solitamente un elettore contrario al nucleare, essendo mosso dalla paura e dall&#8217;ideologia, è decisamente più propenso a cambiare partito in caso di scelta nuclearista rispetto ad un elettore pro nucleare.</p>



<p><strong>Proprio per questa ragione, tra qualche anno, un nuovo referendum sul nucleare potrebbe paradossalmente passare</strong>, peccato che in Italia non abbia referendum propositivi e, dunque, siamo in mano al Parlamento che litiga e che manda a spiegare agli ingegneri che il nucleare è sbagliato qualche diplomato al classico&#8230;</p>


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		<title>Altro che populismo nucleare, populista è chi crede che la crisi passerà domani</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/04/27/altro-che-populismo-nucleare-populista-e-chi-crede-che-la-crisi-passera-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 00:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così, il ministro Andrea Orlando ha detto, pochi giorni fa, che chi pensa di affrontare la crisi energetica col nucleare è&#8230; Un populista nucleare. Onestamente, più penso al 2018, quando</p>
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<p>Così, il ministro Andrea Orlando ha detto, pochi giorni fa, che chi pensa di affrontare la crisi energetica col nucleare è&#8230; Un populista nucleare.</p>



<p>Onestamente, più penso al 2018, quando il PD era ritenuto il partito dei competenti e diceva addirittura &#8220;vota la scienza, scegli il PD&#8221;, più vedo l&#8217;attuale situazione tra no al nucleare, sì al coprifuoco, totale osmotizzazione con il Movimento 5 Stelle e  chi più ne ha più ne metta, più mi viene da ridere (e quasi divento nostalgico per Renzi).</p>



<p><strong>Mi sembra ovvio che in Italia il nucleare non sia una soluzione a breve termine, visto che ci vogliono almeno 10 anni per costruire le centrali.</strong></p>



<p>Parimenti, mi sembrano ovvie altre due cose:</p>



<ol><li>La politica energetica non va pensata per le prossime settimane, ma per i prossimi decenni</li><li>La questione non è solo italiana, ma europea</li></ol>



<p>D&#8217;altronde, cosa pensa chi dice che il nucleare non può avere spazio perché il gas manca ora? <strong>Che se tra sei mesi Putin depone le armi ricominciamo ad acquistare il gas come prima e magari lo invitiamo insieme a Zelensky per una bella grigliata?</strong> Lo diciamo oggi con Gazprom che ha tagliato il gas alla Polonia?</p>



<p>Eh, no, il distacco dalla Russia sarà un processo permanente, e i nuovi partner non è che siano particolarmente affidabili: abbiamo l&#8217;Egitto, a cui ad un orecchio diciamo &#8220;Verità per Giulio Regeni&#8221; e all&#8217;altro l&#8217;ordine del gas, l&#8217;Algeria, la Repubblica del Congo e l&#8217;Azerbaigian, non propriamente stabili democrazie, ecco.</p>



<p>Che ne sappiamo noi che tra cinque anni l&#8217;Egitto non ammazza un altro ricercatore europeo &#8211; o più di uno &#8211; o che l&#8217;Azerbaigian si riprende l&#8217;Artsakh e fa una classica pulizia etnica, rendendo quindi inaccettabile acquistare il gas da loro?</p>



<p><strong>Sul lungo periodo il nucleare è essenziale sia per avere l&#8217;indipendenza energetica</strong> da eventi del genere, come abbiamo ben visto dalla Francia, che sta pagando meno di tutti questa crisi, proprio grazie al nucleare, <strong>sia per la tutela ambientale</strong>, visto che è una delle forme di generazione più pulite che abbiamo, le cui scorie sono controllabili e ridotte, a differenza delle centrali termoelettriche che rilasciano tutto nell&#8217;aria.</p>



<p>Ma chiaramente ai politici, che non sanno se nel 2033 saranno sindaci del proprio paese dopo una carriera fallimentare o al Quirinale, poco importa di una soluzione a lungo termine, addirittura col rischio che venga ultimata da un governo di colore diverso che se ne prende i meriti, è molto più semplice mettere una toppa e sperare che tutto vada bene&#8230;</p>
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