FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Altro che populismo nucleare, populista è chi crede che la crisi passerà domani

Così, il ministro Andrea Orlando ha detto, pochi giorni fa, che chi pensa di affrontare la crisi energetica col nucleare è… Un populista nucleare.

Onestamente, più penso al 2018, quando il PD era ritenuto il partito dei competenti e diceva addirittura “vota la scienza, scegli il PD”, più vedo l’attuale situazione tra no al nucleare, sì al coprifuoco, totale osmotizzazione con il Movimento 5 Stelle e chi più ne ha più ne metta, più mi viene da ridere (e quasi divento nostalgico per Renzi).

Mi sembra ovvio che in Italia il nucleare non sia una soluzione a breve termine, visto che ci vogliono almeno 10 anni per costruire le centrali.

Parimenti, mi sembrano ovvie altre due cose:

  1. La politica energetica non va pensata per le prossime settimane, ma per i prossimi decenni
  2. La questione non è solo italiana, ma europea

D’altronde, cosa pensa chi dice che il nucleare non può avere spazio perché il gas manca ora? Che se tra sei mesi Putin depone le armi ricominciamo ad acquistare il gas come prima e magari lo invitiamo insieme a Zelensky per una bella grigliata? Lo diciamo oggi con Gazprom che ha tagliato il gas alla Polonia?

Eh, no, il distacco dalla Russia sarà un processo permanente, e i nuovi partner non è che siano particolarmente affidabili: abbiamo l’Egitto, a cui ad un orecchio diciamo “Verità per Giulio Regeni” e all’altro l’ordine del gas, l’Algeria, la Repubblica del Congo e l’Azerbaigian, non propriamente stabili democrazie, ecco.

Che ne sappiamo noi che tra cinque anni l’Egitto non ammazza un altro ricercatore europeo – o più di uno – o che l’Azerbaigian si riprende l’Artsakh e fa una classica pulizia etnica, rendendo quindi inaccettabile acquistare il gas da loro?

Sul lungo periodo il nucleare è essenziale sia per avere l’indipendenza energetica da eventi del genere, come abbiamo ben visto dalla Francia, che sta pagando meno di tutti questa crisi, proprio grazie al nucleare, sia per la tutela ambientale, visto che è una delle forme di generazione più pulite che abbiamo, le cui scorie sono controllabili e ridotte, a differenza delle centrali termoelettriche che rilasciano tutto nell’aria.

Ma chiaramente ai politici, che non sanno se nel 2033 saranno sindaci del proprio paese dopo una carriera fallimentare o al Quirinale, poco importa di una soluzione a lungo termine, addirittura col rischio che venga ultimata da un governo di colore diverso che se ne prende i meriti, è molto più semplice mettere una toppa e sperare che tutto vada bene…

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.