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	<title>Redazione &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Redazione &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>Nasce il &#8220;Movimento Autonomista Lombardo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 18:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento autonomista lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gianni Fava: &#8220;Tornare alla questione settentrionale, il tema non sono rave e immigrati Lunedì 31 ottobre a San Giuliano Milanese si è tenuto il primo incontro programmatico-organizzativo di un nuovo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 style="text-align: left;">Gianni Fava: &#8220;Tornare alla questione settentrionale, il tema non sono rave e immigrati</h2>



<p style="text-align: justify;">Lunedì 31 ottobre a San Giuliano Milanese si è tenuto il primo incontro programmatico-organizzativo di un nuovo gruppo politico denominato al momento &#8216;Movimento Autonomista Lombardo&#8217; al quale stanno aderendo molte delle sigle del mondo autonomista e indipendentista lombardo, nonché numerosissime persone intenzionate a dar vita ad un primo embrione di un nuovo movimento politico che intende espandersi alle altre regioni del nord nei prossimi mesi. </p>
<p>A darne conferma all&#8217;Adnkronos, <strong>Gianni Fava</strong> ex assessore lombardo alla agricoltura della giunta Maroni ed ex deputato leghista. </p>
<h4 style="text-align: justify;">Elezioni regionali in Lombardia</h4>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si è deciso di partire dalla Lombardia perché c’è la precisa volontà di prender parte alle competizioni elettorali della prossima primavera ed in particolare di essere e presenti alle regionali di marzo&#8221;.</p>
<h4>Sindaci, Amministratori, ex militanti </h4>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Parte degli amici che hanno già aderito al progetto ha una storia più o meno lunga nell’ambito della militanza nella Lega Nord (e molti di questi continuano a sperare che questa si presenti dopo anni di attività alla prossima tornata elettorale con rinnovato slancio e scelte democratiche), ma altrettanti provengono dalla cosiddetta società civile e diversi sono stati sindaci o hanno avuto ruoli istituzionali nei nostri territori&#8221;. </p>
<h4>Il nodo dell&#8217;autonomia regionale </h4>
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<p style="text-align: justify;">&#8220;Il gruppo e animato da una forte passione per la nostra terra e per le tematiche dell’autonomia locale e regionale, nonché dell’indipendentismo. Tutti di certo condividono la necessità di ridare voce alla politica che è stata colpevolmente silenziata in questi anni da chi preferisce parlare di immigrati o rave party, ma che ha dimenticato scientemente la questione settentrionale e le ragioni di decenni di battaglia politica per l&#8217;autonomia&#8221;, conclude  Fava: &#8220;Si riparte dunque da questo denominatore comune per cercare di tornare a far sentire la voce della nostra terra e della nostra gente, confidando nel fatto di poter costruire insieme un’offerta politica ad oggi totalmente assente dal dibattito istituzionale. La strada sarà lunga ma si può dire che oggi, finalmente, si riparte&#8221;.</p>
<p> </p>
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		<title>Fava, &#8220;Calenda punta al Nord? Non sarà facile, molti hanno scelto Partito Astensione&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/08/10/fava-calenda-punta-al-nord-non-sara-facile-molti-hanno-scelto-partito-astensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 12:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[gianni fava]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ho letto con grande piacere l’intervista a Carlo Calenda di stamattina sulla stampa e per un attimo ho avuto la sensazione che ci sia luce in fondo al tunnel. In</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>&#8220;Ho letto con grande piacere l’intervista a Carlo Calenda di stamattina sulla stampa e per un attimo ho avuto la sensazione che ci sia luce in fondo al tunnel. </p>



<p>In particolare quando parlando anche di Nord dice; &#8220;Io mi candiderò lì e andrò in Veneto, dove ho preso un ‘fracco’ di voti alle Europee, andò in Lombardia, nelle valli dove votavano la Lega e ora la gente non li vuole più sentire&#8221;. Spero non sia solo una sensazione sbagliata ovviamente e mi sento di dare sommessamente un consiglio non richiesto a Calenda, da uomo che conosce bene il Nord e quelle Valli e che condivide il ragionamento che in larga misura quegli elettori che furono della Lega Nord oggi non intendano votare per la Lega di Salvini.</p>



<p> Occhio però, che non sarà così facile recuperare quel voto. Molti di loro hanno semplicemente deciso di passare dal voto alla Lega Nord al cosiddetto “nonvoto”. Non esistono automatismi per i quali quegli elettori possano restare affascinati dal terzo polo solo in quanto alternativo ai due blocchi. Quegli elettori hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che il nuovo contenitore politico guardi al rilancio della battaglia per le autonomie. Che oltre 5 milioni di voti al referendum del 2017 noi vengano ancora bistrattati e dimenticati. Hanno bisogno di sapere quale sia la ricetta del terzo polo per la questione settentrionale e se questa possa essere considerata una priorità. Hanno bisogno di trovare nei collegi candidati dei territori e non paracadutati da chissà dove. Hanno bisogno di capire quale sarà <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/24/diritti-liberta-e-meno-stato-qualcuno-tornera-a-parlarne/">il rapporto nei confronti dello stato</a>. E se sarà ancora una volta una ricetta con “più stato” se ne andranno di nuovo a gambe levate. </p>



<p>Personalmente ritengo che solo in questo modo Calenda abbia la possibilità concreta di fare un buon risultato, che sia chiaro non è confrontabile in alcun modo con quello decisamente positivo che ottenne alle europee. Diverso il contesto e diversa la partita in campo. Lo spazio politico c’è. A lui (e forse anche incredibilmente a Renzi) la possibilità di dimostrare che coi contenuti si possano recuperare milioni di voti oggi destinati al macero della politica.&#8221;</p>


<p>Così l&#8217;ex parlamentare della Lega Nord Gianni Fava in una dichiarazione riportata dall&#8217;agenzia di stampa ADN-Kronos</p><p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/08/10/fava-calenda-punta-al-nord-non-sara-facile-molti-hanno-scelto-partito-astensione/">Fava, &#8220;Calenda punta al Nord? Non sarà facile, molti hanno scelto Partito Astensione&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
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		<title>C&#8217;è baruffa nell&#8217;aria, fermento nelle valli e non solo&#8230;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 10:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, rilanciata da diverse agenzie di stampa tra cui l&#8217;ADN Kronos, ha iniziato a circolare un documento redatto da amministratori e militanti della Lega Salvini che sta</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/">Leggi </a></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nel pomeriggio di ieri, rilanciata da diverse agenzie di stampa tra cui l&#8217;ADN Kronos, ha iniziato a circolare un documento redatto da amministratori e militanti della Lega Salvini che sta facendo scalpore e discutere per i temi e i toni utilizzati. Di seguito pubblichiamo il testo completo ringraziando amici giornalisti per avercelo fornito.</em></strong></p>
<p>All’attenzione<br />
Segreteria Federale Lega per Salvini Premier<br />
Segreteria Nazionale Lega Lombarda<br />
Segreteria Provinciale Lega Bergamo</p>
<p><strong>RIFLESSIONI DEL MILITANTE</strong><br />
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando la voce del grande Bossi tuonava nell’etere, ma<br />
anche nei nostri cuori, come simbolo del Nord, di quella parte territoriale viva, produttiva, capace,<br />
ricca di positive prospettive per il futuro.<br />
Tanto si è fatto in nome e per conto di quello che era la Lega Nord, per la quale militanti di ogni<br />
età e di diversificati profili personali si sono attivamente impegnati ed organizzati, convinti di<br />
raggiungere ideali concreti e largamente diffusi.<br />
A distanza di anni, tra alti e bassi, ci troviamo però molto lontani da quello che erano i nostri valori<br />
e le battaglie per cui tutti noi lavoravamo con energie e sacrifici.<br />
La realtà dei nostri giorni, dopo una svolta nazionale del movimento, ma in seguito anche degli<br />
ultimi insuccessi elettorali legati alla giornata del 12 giugno scorso (referendum e comunali), ci<br />
obbliga a fermarci e riflettere.<br />
Sì, perché il militante è anche essere pensante, capace di organizzare strategie e modalità di<br />
azione, desideroso di migliorare laddove riscontra insuccessi e fallimenti, attraverso una riflessione<br />
condivisa e proficua tra territorio e organi istituzionali, cosa che a parer nostro è andata svanendo<br />
in questi ultimi anni.<br />
Ecco allora che, condividendo tra noi delusioni, amarezze e mal di pancia, abbiamo deciso di<br />
mettere per iscritto alcune osservazioni, perché chi occupa il giusto posto possa riflettere su ciò<br />
che la “base” evidenzia e chiede, affinché le defezioni e i malumori diminuiscano e i militanti<br />
possano ritrovarsi ancora, come ai vecchi tempi, motivati da ideali condivisi e reali, legati ai veri<br />
valori per cui la Lega è nata e che da tempo non sta portando avanti con decisione e schiettezza.</p>
<p><strong>ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE</strong><br />
Attendiamo da molto, troppo tempo l’elezione ufficiale delle figure di riferimento territoriali.<br />
Basta commissari, chiediamo che tutte le cariche tornino ad essere elettive.<br />
A fatica abbiamo appena rinnovato i segretari delle sezioni comunali, dove parecchi referenti non<br />
volevano più rimettersi in gioco ma hanno ridato disponibilità motivati solo dalla speranza che<br />
qualcosa cambi velocemente.<br />
Vi siete chiesti il perché? Se non lo avete fatto cercate di farlo al più presto prima che sezioni una<br />
volta tanto significative sul territorio si trovino costrette a chiudere.<br />
Vogliamo il ripristino di quelle che una volta erano le circoscrizioni con segretari di circoscrizione<br />
(se così si chiameranno ancora) votati ed eletti dai militanti, dove segretari delle varie sezioni<br />
possano affrontare i reali problemi del territorio, condividere le strategie e analizzare le<br />
problematiche, decidendo linee strategiche comuni e distintive del movimento che<br />
rappresentiamo.<br />
Sono anni che non ci si ritrova più e sotto questo aspetto e i risultati si vedono, per chi li vuole<br />
vedere!</p>
<p>Soffriamo la mancanza di direttivi ufficiali a vari livelli, dal provinciale al federale, per cui chiediamo a gran voce l’elezione effettiva dei vari componenti e la messa in atto degli incontri di loro competenza.<br />
E non dimentichiamoci i congressi!<br />
Perché dobbiamo farci trovare ben organizzati prima dell’importantissimo appuntamento elettorale del prossimo anno, se non vogliamo trovarci in una situazione irrecuperabile.<br />
Una buona organizzazione, solida e condivisa dai militanti, da sempre vera forza attiva del movimento, sarà la vera soluzione per andare avanti e cercare di recuperare ciò che sta andando perso. Solo così potremmo essere più incisivi sul territorio e di certo anche più credibili agli occhi della gente di quanto lo siamo ora.</p>
<p><strong>IL MILITANTE</strong><br />
Se una sezione riesce a lavorare bene è grazie al lavoro dei suoi militanti e del suo segretario.<br />
Basta con le decisioni calate dall’alto, basta con gli ordini dell’ultimo momento, magari non condivisi e “recapitati” via messaggio.<br />
La sofferenza dei soci e dei militanti di sezione è palese, e la situazione sta esplodendo.<br />
Non c’è più condivisione di intenti, ora i militanti devono solo eseguire. Nel contempo è inutile proporre il tesseramento ai cittadini (cosa che si rispecchia nel netto calo di adesioni in ogni sezione bergamasca) o far gazebo per ricevere solo insulti.<br />
Alla fine sono sempre i segretari e i loro militanti a metterci la faccia sul territorio e a ricevere le conseguenze delle decisioni prese dall’alto e talvolta davvero incomprensibili e pertanto inspiegabili!<br />
La gente si sente presa in giro!<br />
Tornate a valorizzare la figura del militante e a coinvolgerla nelle vostre logiche, aiutereste a lavorare meglio sul territorio.</p>
<p><strong>PRESENZA SUL TERRITORIO</strong><br />
Mai come in questo periodo abbiamo figure politiche lontane dal territorio, prese dalla smania di protagonismo e avvezze solo a selfie o a presenze in occasione di feste o cerimonie.<br />
Non è questo che ci serve!<br />
Vogliamo tornare ad avere rappresentanti politici, scelti dal territorio, espressione del territorio, legati al territorio, che lavorino per esso anche dietro le quinte, che collaborino con i segretari, che si interessino dei problemi della gente, che si incontrino con i sindaci.<br />
Un desiderio irraggiungibile? Non stiamo chiedendo la luna, ma se vogliamo davvero riprendere la strada maestra dobbiamo lavorare tutti per lo stesso fine e sulla stessa linea, senza protagonismi inutili.<br />
Vogliamo referenti politici che vengano sul territorio non per “parlare”, ma per “ascoltare”.<br />
Il loro compito è interfacciarsi con le realtà locali per condividere strategie comuni evitando di creare situazioni spiacevoli: citiamo ad esempio la questione dei profughi ucraini minorenni, dove il risultato ottenuto dai rappresentanti di Roma, e pubblicizzato come vincente sul territorio, era l’esatto contrario di quello per cui i sindaci dell’ambito interessato si stavano battendo, formalizzando un documento importante condiviso poi da tutti i sindaci locali, non solo leghisti.<br />
Una proposta è più forte quanto più parte dalla base e dalle reali necessità del territorio che stiamo governando.<br />
Non perdiamo questo principio altrimenti ci troveremo spesso di fronte ad una spaccatura e contrapposizione tra lavoro del territorio e linea dei singoli politici.</p>
<p><strong>LA NOSTRA IDENTITA’</strong><br />
Chi siamo?<br />
Quali sono i valori che ci identificano come rappresentanti del movimento?<br />
Quali sono le proposte che ci distinguono dal resto dei politici, che ci hanno fatto emergere come forza affidabile e sicura negli anni passati?<br />
Oggi l’incoerenza domina su tutto, la politica tutta è appiattita e allineata senza orgoglio, pur di governare!<br />
I militanti non sanno più cosa rispondere a chi li ferma per chiedere spiegazioni.<br />
Torniamo ad identificare i nostri valori rendendo visibile lo sforzo che tutti ci mettiamo per raggiungerli.<br />
Torniamo a parlare di ciò che ci è caro: AUTONOMIA, AUTONOMIA, AUTONOMIA, e poi contrasto all’immigrazione, sicurezza per il territorio e per i nostri giovani, lotta alla droga, parliamo di lavoro, battiamoci per togliere il vergognoso reddito di cittadinanza, difendiamo i temi della famiglia!<br />
Cerchiamo di essere coerenti.<br />
Basta inutili raccolte firme che poi non vengono consegnate e non servono a nulla se non ad illudere la gente nella risoluzione di problemi che poi mai verranno risolti, come la carenza medici, giusto per citarne uno d’attualità!<br />
La gente si sta stancando, e il campo che noi abbiamo abbandonato prima o poi verrà conquistato da qualcun altro, perché gli ideali che ci hanno sempre guidato sono forti. E torneranno ad emergere.</p>
<p><strong>RIFLETTERE È LA GIUSTA CURA</strong><br />
Stiamo raccogliendo sconfitte ovunque. Ci siamo chiesti perché?<br />
A livello personale o di gruppi comunali l’analisi è stata fatta, perché crediamo nessuno possa essere insensibile a certi risultati deprimenti.<br />
Alcuni politici (pochi) lo fanno anche con noi, in occasione di sporadici incontri, ma forse sarebbe utile farlo in modo autorevole e condiviso. Senza perdere tempo, prima delle elezioni.<br />
Già l’anno prossimo saremo chiamati al voto e la spiacevole discesa di consensi a cui stiamo assistendo ci fa male, non aspettiamo di trovarci senza candidati e soprattutto senza elettori.<br />
Candidati che questa volta vorremmo fossero scelti anche dal territorio e non solo perché appartenenti ad un certo gruppo di amici o per logiche che non si conoscono. Una scelta da fare sulla base della meritocrazia, accettando chi davvero ha fatto e sta facendo tanto per il bene del movimento.<br />
Siamo in una fase critica e difficile, è chiaro a tutti, anche a chi vorrebbe negarlo, ma non dobbiamo celarci dietro a ingannevoli messaggi sui social che evidenziano false vittorie.<br />
Cerchiamo, e soprattutto cercate, di essere più realisti, guardate con gli stessi occhi del militante che spesso, anche se privo di ruoli istituzionali, ha la capacità di leggere le situazioni reali in modo pratico e dando soluzioni immediate.<br />
Ricordatevi che l’unione fa la forza, anche in politica.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Cari rappresentanti politici, con questa lettera, che non è un semplice sfogo ma sintomo del bisogno di essere ascoltati e compresi perché il nostro sempre più sentito “mal di pancia” non ci annienti del tutto, alcuni Sindaci e segretari della bergamasca hanno voluto segnalarvi la grave e pesante situazione che si trovano a vivere per i suddetti motivi elencati.<br />
Abbiamo il polso della situazione, rappresentiamo la voce dei nostri militanti e della gente dei nostri territori, che si sta allontanando.<br />
Ascoltateci! Riflettete insieme a noi e diamo una svolta a questo movimento!<br />
Prendete queste righe come un monito a migliorare le cose, dato da chi ancora vuole credere nella Lega, ma che si sente troppo deluso per poter proseguire su questa strada.<br />
A voi la possibilità di scegliere dove andare.</p>
<p>Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.</p>
<p>Bergamo, luglio 2022</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Gianni Fava &#8220;Non cambierà nulla. Salvini convochi la Lega Nord&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/01/30/giorgetti-salvini-dimissoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 17:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gianni Fava, che è stato l&#8217;ultimo leghista a sfidare in un congresso il segretario Salvini, non si aspetta nessuna novità nella Lega, dopo &#8220;il risultato catastrofico del Colle&#8221;. Raggiunto da</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/01/30/giorgetti-salvini-dimissoni/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/01/30/giorgetti-salvini-dimissoni/">Gianni Fava &#8220;Non cambierà nulla. Salvini convochi la Lega Nord&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<p class="has-drop-cap has-normal-font-size">Gianni Fava, che è stato l&#8217;ultimo leghista a sfidare in un congresso il segretario Salvini, non si aspetta nessuna novità nella Lega, dopo &#8220;il risultato catastrofico del Colle&#8221;.</p>



<p class="has-normal-font-size">Raggiunto da <em>Adnkronos</em>, l&#8217;ex assessore regionale all&#8217; Agricoltura spiega: &#8220;Il consiglio federale? Non succederà nulla, Salvini continuerà a tirare a campare e finché gli resta qualche voto starà fermo lì dov&#8217;è&#8221;.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-attachment-id="4425" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2020/05/19/serve-la-lega-nordserve-come-non-mai/fava/" data-orig-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?fit=620%2C960&amp;ssl=1" data-orig-size="620,960" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1589896259&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="FAVA" data-image-description="" data-medium-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?fit=194%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?fit=620%2C960&amp;ssl=1" loading="lazy" src="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?resize=290%2C449&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-4425" width="290" height="449" srcset="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?w=620&amp;ssl=1 620w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2020/05/FAVA.jpg?resize=194%2C300&amp;ssl=1 194w" sizes="(max-width: 290px) 100vw, 290px" data-recalc-dims="1" /></figure></div>



<p class="has-normal-font-size">Secondo Fava &#8220;Non c&#8217;è possibilità alcuna che nella sua Lega, la  Lega per Salvini premier,  emergano figure alternative all&#8217;attuale segreteria, potrà continuare a vivere di rendita, finché avrà definitivamente esaurito del tutto il suo credito elettorale&#8221;. <br><br>&#8220;Se invece vuole veramente dare la sensazione di essere uno che apre al confronto &#8211; sottolinea Fava- convochi un&#8217;assemblea degli iscritti della Lega Nord e non della Lega Salvini o la faccia convocare dal commissario Igor Iezzi , che lui stesso ha nominato, a quel punto sì che potrebbe avere qualche grattacapo&#8221;.</p>



<p class="has-normal-font-size">Sull&#8217;uscita di Giorgetti, con l&#8217;ipotesi di dimissioni rientrate, vicenda sfociata in una richiesta di &#8220;ritarare&#8221; le cose al governo, dopo l&#8217;intervento di Matteo Salvini, Fava ritiene si tratti &#8220;anche stavolta di un tentativo per smarcarsi da parte del vicesegretario della Lega, che vuole dimostrare una volta per tutte la sua distanza da Salvini&#8221;. &#8220;Alla fine &#8211; dice Fava -penso che Giorgetti non abbia seriamente alcuna intenzione di lasciare il posto che occupa e credo personalmente che non sarebbe nemmeno giusto che lo facesse&#8221;.</p>
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		<title>Lasciatelo in Pace!</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/01/29/salvini_elezione_mattarella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 17:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Facile adesso, è come sparare su uno che caga” Così a casa mia, in Romagna, si può definire il tiro al piccione scatenato dai suoi ex adulatori su Metiu alias</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1>“Facile adesso, è come sparare su uno che caga”</h1>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q">
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Così a casa mia, in Romagna, si può definire il tiro al piccione scatenato dai suoi ex adulatori su <em>Metiu alias il “fenomeno”</em> ( cit. Mattia Feltri )<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Ricordo ancora la prima volta che ascoltai questa suggestiva perla di saggezza Romagnola da mio nonno mentre prendeva le difese di un suo amico caduto in disgrazia in quel del circolo ( ARCI, ça va san dire ) di Sant’Andrea di Forlimpopoli; bassa, bassissima Padania.<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Avevo 8 anni, e avevo le lacrime agli occhi dal ridere nell’immaginare la scena di uno che, comodamente seduto sulla tazza del cesso, sigaretta in bocca &#8211; Nazionali 80 senza filtro, si moriva da eroi &#8211; impegnato in un’aulica lettura de L’Unità ( solo quella c’era al circolo … ) vede pararsi davanti uno con una doppietta carica a pallettoni pronto a farsi giustizia per qualche torto subito: torto che di solito in quelle campagne spaccate dal sole in estate e rese dure come l’acciaio dalla neve in inverno, corrispondeva a una gallina pagata meno del dovuto o un’asso di coppe giocato nella mano sbagliata a Marafone.<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Non era un’offesa, non era una spacconata, e nemmeno una presa in giro: era il modo più gentile che in quel mondo fatto di valori oramai persi si usava per dire “Ma smettetela ! … adesso tutti a dargli addosso che è in disgrazia , ma prima dove eravate ?&#8221;<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Ecco, tra ieri e oggi questo ricordo d’infanzia formativo più di qualsiasi laurea alla Bocconi o di un master in relazioni istituzionali mi è riapparso in tutta la sua straordinaria schiettezza pensando al povero <em><strong>“Metiu il fenomeno”</strong></em> dipinto ( non a torto ) come un pirla qualsiasi al quale un fin troppo folto gruppo di elettori annoiati ha dato un potere politico smisurato senza averne prima pesato le sue vere capacità.<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Facile adesso che ha mostrato la sua vera natura dargli del coglione, dell’incapace, del pagliaccio, del cialtrone; facile adesso puntargli la doppietta mente riflette ( speriamo ) sui suoi errori comodamente seduto sulla sua lussuosa tazza del cesso. L’unica poltrona che gli rimane.<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto"><em><strong>Ma dove eravate quando chi lo conosceva da anni vi metteva in guardia dal rischio di assegnare a un dilettante la più importate ed innovativa esperienza politica post prima repubblica ?</strong></em></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Era evidente che Metiu avrebbe fatto della Lega Nord carne da macello pur di trovare il modo di sbarcare il lunario e sistemare qualche decina di scappati da casa come lui.<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Ma voi zitti. E mi ricordo bene cosa stavate facendo: c’era chi gli leccava i piedi nella speranza di un ben remunerato posticino a Roma o in Regione, c’era chi costantemente piegato a 90 gradi elemosinava qualche strapuntino ( salvo poi insultarlo in privato ) e chi, nella migliore delle ipotesi, carta e penna alla mano riportava le boutade di Metiu per riempire le pagine dei giornali contribuendo ad alimentare la narrativa che un miracolato che mai ha lavorato un giorno in vita sua potesse risolvere il problema del mondo produttivo e che uno passato dai comunisti padani alla Le Pen potesse parlare di Autonomia ( Zaia, stai sereno ).<br /><br /></div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Lì eravate. E li rimarrete, <strong>perché siete di fatto i primi colpevoli</strong> e, per dirla con De Andrè, se anche adesso “vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.</div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Per questo, cortesemente, evitate l’ipocrisia: non sparate su l’umarell che sta sulla tazza del cesso, troppo facile. Non fate gli infami adesso, ci avete mangiato per anni grazie a Metiu.</div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Lasciatelo in pace.</div>
</div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;">
<div dir="auto">Tanto, a breve, in quella tazza del cesso ce lo infilano gli elettori.</div>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"> </div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><em>Gianluca Pini</em></div>
<div class="cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q" style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fonpini.g%2Fposts%2F5334718723222675&amp;show_text=true&amp;width=500" width="500" height="512" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>La confederazione delle regioni del nord per combattere il centralismo.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/12/24/la-confederazione-delle-regioni-del-nord-per-combattere-il-centralismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 15:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: di Giulio Gusmini La Pandemia dilaga e all’orizzonte sembrano non esserci più prospettive. Il governo di questo stato è in preda ad una crisi nevrotica, incapace di</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Riceviamo e pubblichiamo:</strong></em></p>
<p>di Giulio Gusmini</p>
<p>La Pandemia dilaga e all’orizzonte sembrano non esserci più prospettive. Il governo di questo stato è in preda ad una crisi nevrotica, incapace di agire, in balia di DPCM che cambiano giornalmente.<br />
L’unico spiraglio di luce è rappresentato da un vaccino del quale non sappiamo i possibili effetti collaterali a lungo termine.</p>
<p>Ora non voglio essere catastrofista, tuttavia la vera crisi non è ancora arrivata.<br />
I giornali ci parlano dei 209 miliardi dall’Europa come della panacea per tutti i mali che verranno. Eppure vedo che nessuno fa i conti con il bilancio dello stato italiano del 2021. Infatti se quest’anno tra una storia e l’altra Roma è riuscita a tirare il fiato, l’anno prossimo, con i crolli dei fatturati 2020 ci sarà una vera e propria voragine di bilancio. In debito  schizzerà alle stelle e gli interessi da pagare su questi saranno praticamente insostenibili, soprattutto di fronte ad una economia che non si sarà ancora ripresa.  Come faremo a mantenere l’esercito di assistiti che campano grazie alle elargizioni pubbliche?<br />
Eppure ci parlano dei 209 miliardi( di cui buona parte  poi si dovrà restituire) come di un tesoretto che ci potrà far fare il grande salto. Quale mera illusione!<br />
Pure a Roma lo sanno che questo paese chiamato Italia ,che era già moribondo, con la pandemia è ufficialmente fallito.<br />
La fine dello stato italiano quale entità sovrana con il recovery fund e probabilmente il Mes cesserà di esistere. L’Europa necessariamente dovrà in qualche modo prenderne il controllo per vigilare la spesa di questi soldi.</p>
<p>Quindi quello che dicevamo da tempo infine si è realizzato. Tuttavia dobbiamo dirlo: fallita è l’Italia, ma non la Padania.<br />
Le regioni padane lasciano ogni anno un residuo fiscale a Roma ogni anno di circa 100 miliardi. Ripeto 100 miliardi!<br />
Possibile che le genti del nord non capiscano il paradosso?? Significa che in due anni avremmo il nostro recovery fund senza nemmeno l’intervento europeo, ma direttamente pagato da noi.<br />
Ecco, in questa crisi pandemica ovviamente la furia accentratrice di Roma si sta abbattendo sui territori come forse solo durante il periodo fascista ha fatto. Già parlano di modifica del titolo V per riportare quel poco di potere locale  di nuovo nelle mani del governo centrale. Le legittime richieste di autonomia sono state  ufficialmente archiviate.<br />
Ma questo è una naturale reazione di fronte alla coscienza dell’ineluttabile crisi. Fonti del sole 24 ore parlano di migliaia di cartelle esattoriali pronte a partire, le tasse che sono state rinviate dovranno essere saldate, il blocco dei licenziamenti non potrà essere prorogato per sempre, e non mi dilungo oltre.<br />
Su di una cosa è vera: il regionalismo così com’è stato in questi anni va cambiato. Ma che la soluzione sia un neocentralismo di ispirazione fascio romana Dio ce ne scampi!</p>
<p>Il nord ha una possibilità. Ovvero unire le forze. E unire le forze significa confederarsi. Una confederazione di fronte allo strapotere centrale. Solo una confederazione delle regioni del nord avrebbe la forza di controbilanciare  il peso politico  dello stato romano. La costituzione lo prevede. L’Europa lo appoggerebbe. Non parliamo di macroregione. Parliamo di una confederazione di regioni del nord  che ,in seno allo stato italiano, faccia valere i propri interessi comuni e quelli dei loro cittadini. Una confederazione dentro la quale ogni singola regione mantenga le proprie funzioni. Ma solo unendoci si potrà far valere i nostri interessi. E’ un appello che faccio in primis a tutti i gli autonomisti ed indipendentisti di tutte le sigle politiche, affinché unendosi anch’essi in questo progetto si possa arrivare ad una stesura di una <strong>CARTA di CHIVASSO</strong> da proporre allo stato in difesa dei nostri diritti. Ed infine un appello ai governatori stessi.</p>
<p>Non ci sono alternative. Morire italiani o sopravvivere confederati.</p>
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		<title>BUONI, MA INVINCIBILI.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/10/24/buoni-ma-invincibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 10:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Un popolo buono, ma invincibile&#8221; definivano noi lombardi nei manifesti della Lega che ormai tanti, anche storicamente antileghisti, rimpiangono e comprendono. Durante il lockdown siamo stati in silenzio con aiuti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8220;Un popolo buono, ma invincibile&#8221;</strong></em> definivano noi lombardi nei manifesti della Lega che ormai tanti, anche storicamente antileghisti, rimpiangono e comprendono.</p>
<p>Durante il lockdown siamo stati in silenzio con aiuti minimi, degni di uno Stato guardiano notturno ma con tasse da socioliberalismo scandinavo, mentre altri altrove bloccavano i supermercati e scappavano senza pagare.</p>
<p>Ma ora non possiamo più tollerare. Non possiamo tollerare che per l&#8217;inazione del governo ora si debbano fermare i nostri professionisti, le nostre fabbriche, i nostri ristoratori, milioni di lavoratori che per un burocrate romano che non ha mai prodotto reddito un giorno in vita sua non essenziali ma che, per la loro famiglia e comunità, lo sono assolutamente.</p>
<p>La rivolta di Napoli è sicuramente un &#8220;memento mori&#8221; alla classe politica, che ricorda due cose:<br />
1) I cittadini non si assumeranno tutta la colpa delle mancanze del governo e non obbediranno acriticamente, non siamo a marzo dove le misure restrittive erano ampiamente condivide e il rischio di rivolte, anche in altre città, è alto<br />
2) se non fare il lockdown vuol dire non dare un letto ad alcuni ammalati farlo vuol dire non dare il pane ad alcune persone, è urgente bilanciare gli interessi di salute con quelli economici.</p>
<p>Rispettiamo chiaramente il grido d&#8217;aiuto di chi in Campania ha la costanza e il coraggio di produrre ricchezza ma ci chiediamo anche: quanti erano lì in strada per quello e quanti volevano solo spaccare tutto, menare le mani e reclamare il diritto a un più sostanzioso sussidio?</p>
<p>Ecco, noi lombardi reclamiamo invece il diritto al lavoro. Al lavoro in modo sicuro, nel rispetto delle distanze, delle disposizioni di sicurezza, ma al lavoro. Non vogliamo che un burocrate decida se siamo o no essenziali e se abbiamo o meno il diritto di mangiare e magari di sentirci insultare per osare produrre e usare ricchezza, sentendoci dire che andando al ristorante <em><strong>&#8220;sarà solo grazie a gente come voi che servirà il lockdown&#8221;</strong></em> mentre la nostra politica invece di pensare a migliorare la sanità pensava al bonus succhino alla pera per passare l&#8217;estate confortevolmente.</p>
<p>Toccate ai lombardi il lavoro e vedrete delle nuove Cinque Giornate, non nelle piazze, non con le armi, ma nei negozi, nei centri commerciali, nelle fabbriche e con ciò che, infine, è a noi più caro: il lavoro.</p>
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		<title>Appello “Evitiamo che la pandemia sanitaria si traduca in una pandemia statalista”</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/04/15/appello-evitiamo-che-la-pandemia-sanitaria-si-traduca-in-una-pandemia-statalista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 15:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agli inizi di aprile Carlo Lottieri ha lanciato il seguente &#8220;appello&#8221; ripreso nei giorni successivi da diverse testate e citato, nel suo editoriale odierno sul &#8220;Corriere della Sera&#8221;, anche da</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2020/04/15/appello-evitiamo-che-la-pandemia-sanitaria-si-traduca-in-una-pandemia-statalista/">Leggi </a></div>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agli inizi di aprile <strong>Carlo Lottieri</strong> ha lanciato il seguente &#8220;appello&#8221; ripreso nei giorni successivi da diverse testate e citato, nel suo editoriale odierno sul <strong>&#8220;Corriere della Sera&#8221;</strong>, anche da <strong>Angelo Panebianco</strong>.<br />
Fedeli alla missione di &#8220;spazio on line&#8221; per la diffusione di idee e proposte sulla quale siamo nati, anche noi de <strong>&#8220;La Voce del Nord&#8221;</strong> vogliano contribuire alla libera circolazione di questo testo che ci auguriamo possa essere di stimolo per le politiche che dovranno essere messe in campo nei tempi a venire.<br />
Buona lettura.</em></p>
<p>Mentre gli operatori della sanità pubblica e privata sono in prima linea contro il Covid-19 e mentre la produzione è ferma e gli italiani sono confinati nelle loro abitazioni, il governo sta predisponendo misure emergenziali che sono presentate quali aiuti al sistema economico, ma che in realtà peggioreranno una situazione già disastrosa. Uno Stato moribondo a causa dei debiti contratti negli anni passati si prepara ad aggravare la propria esposizione debitoria, ponendo le premesse per conseguenze ancora più tristi.</p>
<p>Al di là delle singole misure, la filosofia di fondo degli interventi governativi è chiara: s’intende allargare la sfera d’azione del potere pubblico nella convinzione che questo possa aiutare l’economia. Predisporre finanziamenti pubblici a questa o quella categoria, offrire garanzie di Stato per i prestiti e assicurare altre forme di sussidio a quanti sono in difficoltà significa – al di là della retorica – colpire ancor di più il sistema economico produttivo, che sarà ovviamente chiamato a pagare il prezzo di queste decisioni. Anche se gli interventi vengono presentati come se si stesse ricorrendo a una sorta di “manna dal cielo”, le cose non sono così.</p>
<p>In sostanza, si sta predisponendo un gigantesco meccanismo di deresponsabilizzazione (gli economisti parlano di “moral hazard”) e si sta creando una logica da “reddito di cittadinanza” estesa a ogni settore, categoria e classe sociale.</p>
<p>Bisognerebbe muoversi in direzione opposta. Lo Stato deve infatti ritrarsi, in primo luogo rinunciando a ogni imposta diretta per il 2020. È indispensabile che l’apparato pubblico compia quei sacrifici necessari a far sopravvivere il sistema produttivo privato. È necessario che si operino tagli di spesa, che si rinunci a ogni nazionalizzazione (a partire dall&#8217;Alitalia, uno scandalo che dura da decenni), che si operi un drastico snellimento della funzione pubblica. Le risorse che sono nella disponibilità dello Stato devono direttamente pervenire agli interessati, senza passare necessariamente attraverso tutto quell&#8217;armamentario che ne ritarda l’erogazione e, soprattutto, che (passando per mille enti e un asfissiante percorso burocratico) incide pesantemente sulla consistenza degli aiuti stessi, riducendoli in modo sensibile e favorendo quel clientelismo e quella corruzione che con facilità si annidano proprio negli apparati burocratici.</p>
<p>Oltre a ciò, bisogna disboscare la selva delle regole, perché quanti evocano il “boom” successivo alla Seconda guerra mondiale dovrebbero ricordare come allora chi voleva intraprendere poteva farlo con facilità: non c’erano tutte le leggi che ora impediscono ogni iniziativa, né vi era una pressione fiscale come l’attuale.</p>
<p>Se non si abbandonerà questo interventismo autoritario, sostenuto dal generale consenso delle forze politiche, il disastro economico generato dalla pandemia sanitaria non troverà soluzione. Non è possibile alcuna ricostruzione in un’economia dominata dal gioco delle lobby, da una redistribuzione costante delle risorse, da scelte che privilegiano l’oggi e sacrificano – ancora una volta! – le generazioni a venire.</p>
<p>Facciamo che lo Stato lasci lavorare in pace chi vuole fare: rinunciando quanto più sia possibile alle imposte dirette del 2020 ed eliminando ogni norma che ora ostacola quanti intraprendono.</p>
<p><em>Carlo Lottieri, università di Verona<br />
Sergio Belardinelli, università di Bologna<br />
Alberto Berardi, università di Padova<br />
Silvio Boccalatte, avvocato<br />
Emanuele Boffi, direttore di “Tempi”<br />
Roberto Brazzale, imprenditore<br />
Aldo Canovari, editore<br />
Renato Cristin, università di Trieste<br />
Raimondo Cubeddu, università di Pisa<br />
Andrea Favaro, università di Verona<br />
Roberto Festa, università di Trieste<br />
Michele Fiorini, avvocato<br />
Oscar Giannino, giornalista<br />
Alessandro Gnocchi, giornalista<br />
Lorenzo Infantino, università LUISS di Roma<br />
Antonio Masala, università di Pisa<br />
Roberta Adelaide Modugno, università di Roma Tre<br />
Guglielmo Piombini, saggista ed editore<br />
Florindo Rubbettino, imprenditore<br />
Corrado Sforza Fogliani, avvocato<br />
Michele Silenzi, saggista<br />
Giorgio Spaziani Testa, avvocato<br />
Adriano Teso, imprenditore<br />
Daniele Velo Dalbrenta, università di Verona<br />
Alessandro Vitale, università di Milano</em></p>
<p>Per ogni adesione, scrivere a questo indirizzo:<br />
<em><strong>nopandemiastatalista@gmail.com</strong></em></p>
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		<title>Emilia Romagna. Fava (Lega): “Bastava parlare di temi che stanno a cuore alla gente”</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/02/03/emilia-romagna-fava-lega-bastava-parlare-di-temi-che-stanno-a-cuore-alla-gente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 20:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>“Ha ragione Bossi, la vittoria per la Lega era a portata di mano. <b>Bastava parlare dei temi che stanno a cuore alla gente. Bastava parlare di autonomia</b> come ha fatto Bonaccini e non ha fatto la Lega e la gente avrebbe seguito la propria voglia di cambiare. Invece si è perso tempo a citofonare rincorrendo lo scoop giornalistico e dimenticando i contenuti&#8221;. <br>Gianni FAVA, il leghista lombardo, a capo della minoranza in Consiglio federale, condivide le parole di Umberto Bossi, che &#8220;come spesso è successo in questi anni &#8211; <br>dice all&#8217;AdnKronos riferendosi all&#8217;intervista a Repubblica del vecchio capo della Lega &#8211; ci riporta alle ragioni dell&#8217;esistenza stessa della <br><b>Lega Nord</b> che in molti pare abbiano dimenticato. Ragioni assolutamente attuali e mai superate dagli eventi&#8221;. &#8220;Condivido &#8211; aggiunge lo sfidante di Salvini alle ultime primarie della Lega &#8211; il pensiero del Senatur quando parla del risultato dell&#8217;Emilia Romagna&#8221; perché &#8220;<b>la gente sta tornando ad aver bisogno di contenuti nel messaggio politico e gli slogan cominciano ad essere <br>sempre meno efficaci</b>&#8220;.<br>&#8220;Se si fosse aperto un canale di dialogo con la sinistra sul tema delle autonomie e del regionalismo differenziato oggi parleremmo d&#8217;altro&#8221;, dice sottolineando il punto di vista espresso da Bossi che ha ribadito come la sinistra sia più vicina ai temi autonomisti, rispetto alla destra alleata di Salvini.</p>



<p>Per Fava “<b>si è ostinatamente cercato il consenso della parte più assistita del nord e del sud che ovviamente non vuole il cambiamento ma mantenere privilegi. Una parte che nel breve premia col consenso chi garantisce facili vantaggi ma non può comprendere un messaggio che spinga per la soluzione della questione settentrionale.</b> <br>Se si stacca la spina dell&#8217;assistenzialismo questo paese deflagra. <br>Come Bossi fondamentalmente auspica e come molti di quelli che hanno combattuto in questi 30 anni sperano&#8221;.<br>“Tutte cose lontane dal messaggio attuale che col tempo finiranno per rivelarsi una vera sciagura per chi crede ancora che l&#8217;autonomia delle regioni virtuose possa essere la soluzione di tanti problemi di un <br>paese malato<b>. Il sovranismo fine a se stesso rischia di essere il coronavirus delle autonomie. </b>E pare che in Emilia Romagna per il momento abbiano trovato il modo di isolarlo come allo spallanzani&#8221;, è l&#8217;avvertimento del leghista.<br><br>“Nel frattempo, in attesa che trovino l&#8217;antidoto definitivo, torniamo a discutere delle nostre prospettive all&#8217;interno della Lega, recuperando i grandi temi della nostra gloriosa storia politica. Per Questo servirebbe uno spazio per un dibattito civile e democratico all&#8217;interno del movimento che non è sempre stato garantito in questi anni. Questo sostiene Bossi e questo personalmente condivido&#8221;, conclude Fava.</p>



<p><br></p>
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		<title>Autonomia: qualcosa si muove. Accordi in Lombardia e Veneto</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2019/10/02/autonomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2019 16:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comitato Rete 22 Ottobre per l’Autonomia ha siglato nei giorni scorsi due importanti accordi in Lombardia ed in Veneto, che daranno uno stimolo nuovo ed incisivo alla battaglia per</p>
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<p style="font-size:15px">Il <strong>Comitato Rete 22 Ottobre per l’Autonomia</strong> ha siglato nei giorni scorsi due importanti accordi in Lombardia ed in Veneto, che daranno uno stimolo nuovo ed incisivo alla battaglia per ottenere nelle due Regioni una Autonomia vera e non di facciata che vada incontro alle richieste di quasi sei milioni di lombardi e veneti, espresse con il Referendum per l’Autonomia.</p>



<p style="font-size:15px">L’alleanza tra forze territoriali, oltre a meglio rappresentare le istanze autonomiste dei cittadini, intende porsi come interlocutore accreditato nei confronti delle Istituzioni e delle forze partitiche tradizionali, vista l’attuale assenza di percorsi credibili per l’ottenimento di una Autonomia che riprenda temi e richieste posti in essere con il voto del 22 Ottobre 2017.<br><br>In <strong>Lombardia</strong> l’accordo è stato siglato da <strong>Rete 22 Ottobre per l’Autonomia</strong>, <strong>Grande Nord</strong>, <strong>Pro Lombardia-Indipendenza</strong> e <strong>Alpi</strong><br><br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img data-attachment-id="2468" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2019/10/02/autonomia/uno/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?fit=367%2C86&amp;ssl=1" data-orig-size="367,86" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="UNO" data-image-description="" data-medium-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?fit=300%2C70&amp;ssl=1" data-large-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?fit=367%2C86&amp;ssl=1" loading="lazy" src="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?resize=367%2C86&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-2468" width="367" height="86" srcset="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?w=367&amp;ssl=1 367w, https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/UNO.jpg?resize=300%2C70&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" data-recalc-dims="1" /></figure></div>



<p style="font-size:15px">In <strong>Veneto</strong> l’accordo è stato siglato da <strong>Rete 22 Ottobre per l’Autonomia</strong> ed il <strong>Partito dei Veneti.  </strong>(Convention al <strong>PalaGeox </strong>a Padova, via Tassinari 1 – <strong>19 Ottobre 2019, ore 15)</strong><br><br><br></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img data-attachment-id="2469" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2019/10/02/autonomia/attachment/2/" data-orig-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/2.jpg?fit=272%2C84&amp;ssl=1" data-orig-size="272,84" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="2" data-image-description="" data-medium-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/2.jpg?fit=272%2C84&amp;ssl=1" data-large-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/2.jpg?fit=272%2C84&amp;ssl=1" loading="lazy" src="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2019/10/2.jpg?resize=272%2C84&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-2469" width="272" height="84" data-recalc-dims="1" /></figure></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2019/10/02/autonomia/">Autonomia: qualcosa si muove. Accordi in Lombardia e Veneto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
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