FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

LOMBARDIA, LOMBARDIA, GRANDE TERRA MIA…

A tutt’oggi la Lombardia è la Regione maggiormente colpita dall’infezione Covid-19. Tra deceduti, isolamento domiciliare, ricoverati nonché in terapia intensiva quasi dodicimila lombardi sono risultati positivi. 966 lombardi ne sono deceduti. Il picco dell’epidemia si sta avvicinando e la tenuta del sistema sanitario lombardo è messo a dura prova.

Particolarmente difficile è la situazione nelle province di Bergamo e Brescia ed i posti di terapia intensiva ormai sono finiti in tutti gli ospedali lombardi, i ventilatori polmonari sono introvabili e le mascherine che la Protezione Civile romana ha fornito sono vergognosi ed inutili pezzi di “carta igienica”. Il Vicedirettore del “Il Giornale”, Nicola Porro, lamenta che il Governo romano non dia l’autorizzazione alla Regione di predisporre un ospedale da terapia intensiva di 400 persone nella vecchia Fiera di Milano, nonostante i progetti siano già pronti e completi. Perché mai?

La Lombardia ne è stata conseguentemente limitata nelle sue due più caratteristiche e grandi peculiarità: la socialità e l’operosità: Bisogna eliminare il contagio evitando assembramenti ed il contatto con la gente mentre con i DPCM di Conte che si sono susseguiti è arduo poter lavorare ed è vietato uscire di casa se non vi sono validi motivi.

I territori della Lombardia e della città metropolitana di Milano, nonostante siano spesso sconosciuti nel mondo perché sono celati da una falsa percezione del contesto italiano, sono aree fortemente produttive e competitive, capaci di attrarre investimenti, imprese e talenti da tutto il mondo. Ma oggi siamo in difficoltà.

La Lombardia è ferma ed i contagi non cessano di diminuire, quindi leggiamo una notizia sconvolgente, ma neanche poi tanto, del “Quotidiano Napoli”: “Coronavirus: al Cardarelli in 249 si danno per malati”. Il primario di Cardiologia Prof. Ciro Mauro avrebbe lamentato che 249 operatori abbiano presentato un certificato medico fasullo lasciando i colleghi da soli in un momento di grande lavoro. Questa notizia fa da contraltare a quella dell’operatore bergamasco quarantasettenne del 118 morto dopo il contagio sul lavoro.

Leggiamo, accuse secondo le quali la Protezione civile avrebbe lasciato da sola la Lombardia e bloccato gli aiuti dei lombardi agli ospedali lombardi ed inoltre della seconda ondata dei meridionali che abbandonano la terra che li ha accolti per tornare al Sud. Il Governatore della Puglia Emiliano ne lamenta l’arrivo di tre mila. Gente che, in totale spregio ai decreti di Conte ed al comune buon senso si fanno migliaia di chilometri con il rischio di infettare altri territori.

Singolare notare in tutta Italia il rifiorire della neoretorica di nazionalismo italiano da “volemose tutti bene” con i manifesti della dottoressa con la malata Italia presa in braccio, con bandiere ai balconi, canti alla finestra di “O’ solo mio”, dell’“inno di Mameli” e di “Funiculì funiculà” nonostante gli atteggiamenti razzisti, denigratori la quarantena/chiusura ordinata da più Governatori del Sud a chi proviene da Nord.

Pazienza, nonostante abbiamo sempre dimostrato solidarietà per ogni problematica italiana, noi lombardi non ci siamo lamentati, siamo andati a lavorare sino a quando non ci è stato impedito, ci siamo organizzati e preparati all’emergenza con la serietà e la dignità che ci contraddistingue. Nessuno ha invocato la presenza dello Stato o preteso alcunché né in verità alcuna altra Regione ha chiesto se avessimo bisogno di aiuto. Anzi ci hanno ghettizzato e discriminato.

Abbiamo chiesto e rivendichiamo ancora solo la possibilità di risolvere da soli l’emergenza. Ne abbiamo la forza, la volontà ma soprattutto le capacità. La Lombardia sì è sempre distinta per efficienza e organizzazione, siamo la locomotiva dell’Italia e supereremo anche queste difficoltà.

Ringraziamo i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario che sta facendo uno sforzo incredibile per contenere l’emergenza perché la Lombardia è instancabile, piena di energia, operosa, generosa, all’avanguardia, sempre in movimento, forte, coraggiosa e non si arrende mai.

La Lombardia non ha bisogno di nessuno, ce la può fare da sola con il suo residuo fiscale, le sue potenzialità e le sue competenze ed in questo facciamo nostre le riflessioni del Sindaco di Milano, Beppe Sala, intervenuto in aula a Palazzo Marino allorquando si discuteva il bilancio preventivo 2020: “Milano è una città che ha sempre dato, in questo momento deve essere nelle condizioni di chiedere. Chiedere dimostrando che ciò che riceveremo sarà bene investito” ed ancora “bisognerà fare un ragionamento con il Governo, e la stessa cosa vale con l’Europa, per capire come i nostri rapporti tra dare e avere potranno essere modificati”.

Viva La Lombardia, an mola mia!

Cedrik Pasetti
Avvocato e fiero di esserlo. Raro esemplare di nizzardo-lombardo. Ho conseguito specializzazioni in Politica Amministrativa e Management presso la SDA Bocconi di Milano nonché in diritto societario e dell'arbitrato interno ed internazionale presso l'Università di Pavia. Convinto liberale ed autonomista nel DNA. Indipendentista per necessità. Sono stato fondatore e Presidente dell’associazione culturale Terre di Lombardia. Tra gli ultimi consiglieri provinciali ancora eletti dai cittadini sono attualmente vicesindaco dell’ombelico del mondo, il bellissimo paese di San Martino dall’Argine.