FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Garanti del Nord

Almeno per ora Salvini sembra salvarsi dalle turbolenze leghiste, che sono solo marginalmente turbolenze interne al suo partito, sono di leghisti – militanti ed eletti – che non credono più in Salvini e nel salvinismo (la versione più rapace della Lega Per Salvini premier) e cominciano a pensare a una corrente interna o a un trasloco o a nuovi contenitori politici.

Ci sono così in campo 3 diversi soggetti con radici comuni ma futuri competitivi:

>> La Lega per Salvini Premier, deriva salviniana del leghismo storico. Ha in mano tutte le leve interne ed esterne: militanti purgati ed eletti designati. Le mancano sempre di più le leve esterne, cioè i voti degli elettori.
Confermo la diagnosi dell’estrema difficoltà a contendere dall’interno la leadership salviniana sul partito ormai definitivamente personale. Ma sono le prospettive future a venir meno: l’immagine dell’uomo è molto logorata, i suoi aforismi non sono più percepiti come latori di nuove, autorevoli proposte ma come flatus vocis accolti con il consueto (e servile) trionfalismo dei fedeli, ma con le alzate di spalle degli elettori. Personalmente la cosa mi addolora sia perché vedere cadere le stelle è spettacolo che evoca la caducità delle cose umane, sia perché questa caduta di credibilità personale porta con sé la caduta di un partito che aveva suscitato in oltre il 30% degli italiani (quorum ego) attese, speranza, illusioni. Qui il problema non è il controllo interno del partito, quanto invece l’improbabile inversione della emorragica tendenza a perdere voti. Rischio finale: fare la fine di Di Maio: tanti parlamentari pochi voti. Anche se buona parte del residuo 7/8% dei consensi attuali è legato a Salvini e non gliene fraga niente se il partito si chiama Lega Nord, Salvini premier o altre dizioni: i loro voti sono dati a Salvini e ai salviniani, non a un progetto inesistente ornai da anni. Per dire che un partitino salvinista stile Italia Viva potrebbe sopravvivere.

>> I “garanti del nord” insistono nel progetto di inserire una corrente interna a un partito che pare blindato in ogni sua manifestazione, pronto a ratificare il dominio oggi esercitato dai commissari coi prossimi congressi orientati: lì i salviniani si giocano la pagnotta. Una sconfitta rimette sul marciapiede molti di loro. I garanti combattono invece per un obiettivo ideologico che ha meno forza rispetto alle esigenze vitali dei salviniani.
Per di più se i garanti battessero Salvini con una corrente interna a Lega per Salvini Premier, come farebbero a tenersi un partito il cui stesso nome indica nel premierato del battuto Salvini l’obiettivo supremo del suo esistere? Suvvia, è un problema di logica cartesiana che non trova soluzione.

>> Il Movimento Autonomista Lombardo di Fava palesa un obiettivo geograficamente e politicamente limitato alla Lombardia: un ritorno alla originaria Lega Lombarda, la madre della Lega Nord e la nonna della Lega per Salvini premier? In realtà sembra voler ripetere l’iter seguito da Maroni che fu il rifondatore di una Lega svaccata e morente spazzando via dall’interno il “cerchio magico” e conquistando all’esterno la regione Lombardia. A Fava faccio sommessamente presente che le questioni rave ed immigrazione sono temi coinvolgenti perché riguardano la cultura della Lega, Nord o Salvini Premier che sia. Ma ha ragione lui quando enfatizza la “questione settentrionale” che dovrebbe essere all’OdG di tutti i partiti e soprattutto degli italiani del meridione: se il Nord va in crisi si porta dietro la capacità dei governi centrali di trasferire ricchezza dal Nord al Sud: niente più reddito di cittadinanza, niente più forestali, niente più pensioni di invalidità, niente più uffici pubblici inflazionati da “lavoratori” che ben poco lavorano, insomma niente più trippa per i gatti.

Ma rimane la rinuncia a qualunque peso politico da giocare fuori della Lombardia. Come la mettiamo con gli altri componenti della “questione settentrionale” che – conti alla mano – riguarda ormai anche almeno un paio di regioni del centro?

Come la mettiamo quanto meno con Veneto, Friuli, Trento, solo per parlare di tre territori a trazione Lega (Nord o per Salvini premier?). Come la pensano i presidenti Leghisti? Che per di più hanno scadenze diverse: Zaia (una sfinge molto invocata) ha davanti anni mentre Fedriga e Fugatti hanno davanti mesi, come Fontana. Se il “Movimento autonomista” si ferma in Lombardia potrà avere qualche influenza sugli esiti elettorali, anche se Fontana è un candidato serio e competente ma con l’appeal di un paracarro. Mentre non avrà alcuna influenza né prima né dopo le elezioni in Friuli e a Trento. Qui la Lega Salvini Premier – pur perdente – potrà riproporre alla coalizione di cdx gli uscenti che peraltro hanno ben governato: come potranno, costoro, sottrarsi alla Lega per Salvini Premier per esempio nella compilazione delle liste? L’incapacità dei salviniani a prendere voti è accompagnata dalla capacità di piazzare candidati nella coalizione: basta vedere la sovra rappresentanza di cui gode la Lega Savini premier nei collegi uninominali.

>> Infine mi permetto alcuni consigli non richiesti a Gianni Fava: – incontrerei i Presidenti per sondarne le opinioni. E’ vero che sono presidenti, ma altrettanto vero che sono militanti della Lega (Nord) da tempi remoti. – parlerei con i “garanti”. Un progetto di alleanza potrebbe dare esiti di notevole interesse. In definitiva si tratta di gente che ha in comune l’insofferenza per il salvinismo da esprimere dentro o fuori dal partito. – allargherei a oltre i confini lombardi la proposta del nuovo movimento (tralasciando l’aggettivo “lombardo”). Il disagio dei leghisti lombardi non è diverso e spesso neanche più forte di quello di molti leghisti e più ancora ex leghisti che hanno abbandonato la Lega per Salvini Premier in altre regioni ma che sono rimasti leghisti nelle opinioni e oggi sono politicamente cani sciolti: si astengono alle elezioni ma sono sufficientemente incazzati per “menare le mani”. L’ancoraggio, a partire dal nome, a una regione è addirittura ostativo al consenso che potrebbe raccoglier un “Movimento Autonomista” in giro per l’Italia. – ristudierei il dossier Lega Nord (senza l’indipendenza della Padania): si tratta di un brand politico radicato da decenni. Eviterebbe la enorme fatica di un nuovo partito, la sua diffusione, il suo inserimento nella coscienza collettiva. Operazioni che richiedono anni o – in alternativa – grandi investimenti economici e qui non c’è né l’uno né l’altro dei due fattori critici.

>> Per finire veramente Gianni Fava merita complimenti non formali: si è caricato di un compito davvero pesante, non solo ha rotto l’atteggiamento di accidia inoperosa che da tempo circola nella Lega e che finora non trovava risposta, ma la sua iniziativa potrebbe apportare alla causa dei liberali e dei liberisti italiani quello che Salvini e i salvinisti sono stati ben lungi dal saper portare.

Maufrigneuse
Un uomo saggio che ha dedicato tutta la vita all’attività imprenditoriale con grande successo e che oggi guarda ai fatti di questi tempi con apprensione e sincera preoccupazione. La politica è stata la grande passione della vita da alternare al lavoro. E le passioni si sa non muoiono mai. “Un giorno un uomo ricevette la visita di alcuni amici. “Vorremmo tanto che ci insegnassi quello che hai appreso in tutti questi anni,” disse uno di loro. “Sono vecchio,” rispose l’uomo. “Vecchio e saggio,” disse un altro. “In fin dei conti, ti abbiamo sempre visto pregare durante tutto questo tempo. Di cosa parli con Dio? Quali sono le cose importanti che Gli dobbiamo chiedere?” L’uomo sorrise. “All’inizio, avevo il fervore della gioventù, che crede nell’impossibile. Allora, mi inginocchiavo davanti a Dio e gli chiedevo che mi desse le forze per cambiare l’umanità. “A poco a poco però, mi sono accorto che era un compito superiore alle mie forze. Allora ho cominciato a chiedere a Dio che mi aiutasse a cambiare ciò che mi circondava.” “In tal caso, possiamo garantirti che il tuo desiderio è stato esaudito in parte,” disse uno degli amici. “Il tuo esempio è servito per aiutare molta gente”. “Ho aiutato molta gente con il mio esempio; ma sapevo, comunque, che non era la preghiera perfetta. Solo adesso, alla fine della mia vita, ho capito qual era la richiesta che avrebbe dovuto essere stata fatta fin dall’inizio.” “E qual è questa richiesta?” “Che io fossi capace di cambiare me stesso”!