<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Elezioni &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<atom:link href="https://www.lavocedelnord.net/tag/elezioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Jun 2024 22:24:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.5.17</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2016/09/cropped-testata_01.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Elezioni &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">158304347</site>	<item>
		<title>Altro che abolire il ballottaggio, rendiamolo istantaneo!</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2024/06/25/altro-che-abolire-il-ballottaggio-rendiamolo-istantaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 23:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=16852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente del Senato La Russa ha detto, dopo che i ballottaggi hanno visto un aumento dell&#8217;astensionismo e vittorie con meno voti dell&#8217;avversario al primo turno, che vanno rivisti, proponendo</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/25/altro-che-abolire-il-ballottaggio-rendiamolo-istantaneo/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/25/altro-che-abolire-il-ballottaggio-rendiamolo-istantaneo/">Altro che abolire il ballottaggio, rendiamolo istantaneo!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il presidente del Senato La Russa <a href="https://www.senato.it/presidente/comunicati/ballottaggi-la-russa-doppio-turno-incrementa-astensione">ha detto</a>, dopo che i ballottaggi hanno visto un aumento dell&#8217;astensionismo e vittorie con meno voti dell&#8217;avversario al primo turno, che vanno rivisti, proponendo il doppio turno siciliano: infatti, nella Regione autonoma, basta il 40% per essere eletti.</p>



<p>In Italia non è un mistero che il centrodestra preferisca un mandato elettorale chiaro e subito: se nel caso del governo a Roma tali proposte (che comunque non sono esclusive della destra, ricordiamo il <em>sindaco d&#8217;Italia</em> di Renzi) lasciano sempre dubbi per via della forte componente maggioritaria che richiedono, spesso senza che ciò porti ad un qualche altro vantaggio come la rappresentanza locale dei sistemi con collegi, nel caso dei comuni e delle regioni si è solitamente più aperti a sistemi del genere che favoriscono la governabilità rispetto alla rappresentanza democratica.</p>



<p>Nel caso dei ballottaggi, chiediamoci quali sono i vantaggi e gli svantaggi.</p>



<p><strong>Il principale vantaggio del ballottaggio è sicuramente quello di non creare un sistema FPTP, dove il primo arrivato vince, come nelle elezioni americane o britanniche</strong>. Tale sistema, oltre a permettere ad una minoranza netta di vincere, ha la conseguenza di portare quasi sempre ad un bipolarismo politico e ha anche lo spiacevole effetto spoiler, dove è possibile che vinca chi in realtà non piace alla popolazione: pensate ad un&#8217;elezione in un paese molto di destra: la sinistra prende il 40%, ma la destra presenta due candidati, che prendono il 30% ciascuno. In tal caso, vincerebbe la sinistra!</p>



<p><strong>Un secondo vantaggio è la necessità, per i candidati che passano al ballottaggio, di ottenere voti dagli elettori degli altri candidati non ammessi. </strong>Ciò porta necessariamente ad un adeguamento delle posizioni, così che rappresentino più persone, spesso si arriva ad accordi di apparentamento tra liste allo scopo.</p>



<p><strong>Ma vediamo i difetti: il ballottaggio costa</strong>, dato che richiede una seconda tornata elettorale, spesso sfavorisce l&#8217;affluenza (specie quando la prima tornata è in corrispondenza di un&#8217;altra elezione), può portare a situazioni paradossali come quelle viste tra domenica e lunedì dove un sindaco vince prendendo meno dell&#8217;avversario al primo turno, allunga la campagna elettorale e rende favorevoli anche accordi di convenienza che poi non rendono nei cinque anni di governo.</p>



<p>Il comune, da quando abbiamo i sindaci eletti direttamente, deve avere un certo grado di maggioritarietà. <strong>La cosiddetta anatra zoppa non piace a nessuno</strong> e, considerando il potere di un comune italiano, non ha nemmeno troppo senso dividere la parte &#8220;legislativa&#8221; da quella &#8220;esecutiva&#8221;. </p>



<p>Ma quella siciliana è una non soluzione: riduce semplicemente i casi in cui si va al ballottaggio perché spesso i candidati prendono più dl 40%, ma quando non succede si va comunque al secondo turno. <strong>Se il problema sono i ballottaggi in generale si arriva al punto in cui il primo che arriva vince, ossia il FPTP di cui abbiamo parlato prima.</strong> Inoltre, l&#8217;idea che il 59% dei cittadini possa non volere un sindaco che però viene eletto dal 40%+1 degli elettori non pare molto democratica&#8230;</p>



<p>Ma c&#8217;è una soluzione alternativa che ha i vantaggi del ballottaggio, come il fatto che nessun candidato venga eletto senza la maggioranza dei consensi, senza i difetti, come i costi o la riduzione dell&#8217;affluenza: <strong>il ballottaggio istantaneo!</strong></p>



<p><strong>Esistono molti modi per farlo, ma la soluzione più semplice e intuitiva è sostituire al singolo voto con la croce una classifica di candidati</strong>: invece di esprimere una singola preferenza si fa una classifica di gradimento!</p>



<p>Così, nei fatti, il ballottaggio avviene subito: quando ci si rende conto che nessuno dei candidati ha la maggioranza si elimina l&#8217;ultimo arrivato, e i secondi voti dei suoi elettori vanno agli altri. Si va avanti così finché qualcuno non raggiunge il 50%+1.</p>



<p>Esistono anche altri sistemi, da quello dove si può votare ogni candidato che si tollera e quello che ottiene più preferenze viene eletto (anche se, si può argomentare, in tal caso si sceglie il meno peggio e non il meglio) a quello dove invece di fare una classifica si dà un voto e da questo si deriva chi viene eletto (il cosiddetto voto cardinale): le proposte sono tantissime, ognuna con i propri pregi e difetti, ma sicuramente <strong>la versione semplice, seppur con dei difetti, ha il pregio di essere molto semplice, scrutinabile alla svelta e di dare tutti i vantaggi del ballottaggio in un&#8217;unica elezione, anzi, potenzialmente riducendo i fenomeni di voto strategico</strong>.</p>



<p>Perché, dunque, ridurre ancora la rappresentanza democratica dei cittadini quando, semplicemente, ripensando le schede elettorali possiamo aumentarla eliminando tutti gli inconvenienti del ballottaggio e sapendo la sera stessa chi sarà sindaco?</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/25/altro-che-abolire-il-ballottaggio-rendiamolo-istantaneo/">Altro che abolire il ballottaggio, rendiamolo istantaneo!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16852</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lunedì 24 luglio. Barcellona (Catalunya). Il giorno dopo.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianni Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[vox]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=15463</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Dal nostro inviato) Sono a cena con alcuni colleghi al Martinez. Una terrazza speciale che domina Barcellona all’uscita dalla teleferica che conduce n mezzo alla natura e sulla vetta del</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/">Lunedì 24 luglio. Barcellona (Catalunya). Il giorno dopo.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;"><em><br />(Dal nostro inviato)</em> <br />Sono a cena con alcuni colleghi al Martinez. Una terrazza speciale che domina Barcellona all’uscita dalla teleferica che conduce n mezzo alla natura e sulla vetta del Montjuïc.  Mi capita spesso di tornare qui. <br /><br />Adoro questo posto ed ho la fortuna di tornare spesso a Barcellona per lavoro e riscoprire sapori e abitudini che amo. La cucina catalana, il panorama mozzafiato, il locale sobriamente elegante in stile locale e soprattutto le chiacchiere. Copiose chiacchiere che ti inondano la testa da quando entri e soprattutto discussioni animate fra gli astanti. E stasera qua si parla di politica. <br /><br />Difficile ti possa capitare la stessa cosa in Italia, quasi impossibile in Padania, ma qua oggi tutti discutono animatamente di politica!  Avevo dimenticato la sensazione, più del gusto dello spettacolare joselito con pan y tomate, del pimiento del paron o del leggendario arroz negro. <strong>Qua fra le pietanze straordinarie della cucina locale più tradizionale, si parla animatamente di politica.</strong> E lo si fa perché è un giorno speciale questo: il giorno dopo le elezioni. <strong>E a modo suo la Catalunya ha vinto anche stavolta.</strong> Ha vinto perché i 14 deputati indipendentisti (di destra e di sinistra, sette più sette in realtà) saranno determinanti per dare un governo al paese. <br /><br /><img data-attachment-id="15467" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/attachment/1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=1024%2C575&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,575" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="1" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=800%2C449&amp;ssl=1" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-15467 size-full" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=800%2C449&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="449" srcset="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" data-recalc-dims="1" /><br />E poi quelle di ieri non sono state elezioni “normali”. Sono successe molte cose che provo ad elencare a margine del vivace dibattito serale del Martinez:<br />   ⁃    <strong>sondaggisti cambiate mestiere!</strong> E’ finita per sempre l’era dei sondaggi in Spagna. Anche qua possono dire che i sondaggi elettorali sono un po’ come gli oroscopi. In sostanza si fanno per chi ci crede a prescindere….per il resto avevano predetto una larga vittoria del partito popolare, una crescita impetuosa del movimento populista e neofascista di Vox e il tracollo del partito socialista, costretto dall’afasia del precedente governo a portare il paese ad elezioni anticipate. Bene, un record assoluto: non ne hanno azzeccata una che sia una! La gente dimostra ancora di votare diversamente da ciò  che racconta al telefono alle gentili signorine che lavorano per gli istituti demoscopici. Quasi come se fosse diventato uno sport globale quello di fare cose e dirne altre.<br /><br />   ⁃    <strong>Fascisti e populisti continuate pure così che siete la più grande garanzia per i partiti tradizionali!</strong>  Anche stavolta (e capita da decenni ormai) il vento sovranista soffia nelle urne impetuoso come la ventola di aspirazione di un cesso d’autogrill. Il copione si ripete. Per mesi si riempiono i titoli dei giornali e i commenti di improbabili alleati italioti che gridano al miracolo e poi si vota e tutto svanisce. Sono abbastanza vecchio ormai  da ricordare quello che succedeva in Italia nei favolosi anni ‘80 col partito comunista. In quanti ricordano l’anno del sorpasso e della spallata di Berlinguer al penta partito?  Anche in quel caso come oggi, i partiti che promettono svolte estreme piacciono un sacco quando il voto non conta un tubo. Quando si annunciano orientamenti al bancone pieno di pintxos a Donostia o pieni di tapas a Barcellona. Ma quando il voto diventa utile allora tutto cambia. E proprio in Catalunya dove solo poche settimane fa il partito socialista ha tenuto senza brillare nelle consultazioni amministrative, lo stesso raggiunge il risultato con la crescita maggiore a dimostrazione del fatto che il Psoe qua ha preso una valanga di voti da gente che lo ha considerato il più autorevole argine ai fascisti di Vox. Qua vogliono tutelare almeno l’autonomia che hanno ottenuto faticosamente in attesa di rilanciare la battaglia indipendentista. Molti dei naturali elettori di coloro che portano avanti proposito dichiaratamente indipendentisti hanno privilegiato l’idea di fermare i populisti centralisti che chiedono di riportare la Spagna agli oscuri anni del franchismo.<br /><br /><img data-attachment-id="15466" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/sanchez/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=683%2C1024&amp;ssl=1" data-orig-size="683,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Copertina La Vanguardia" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=683%2C1024&amp;ssl=1" loading="lazy" class="wp-image-15466 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?resize=350%2C525&#038;ssl=1" alt="Copertina La Vanguardia" width="350" height="525" srcset="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?w=683&amp;ssl=1 683w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" data-recalc-dims="1" /><strong>  ⁃    Gli indipendentisti tornano ad essere ago della bilancia. </strong>Si apre una fase tutta nuova in quel mondo. Nonostante il fenomeno sopra descritto la forza elettorale del variegato mondo separatista Catalano torna ad essere fondamentale per la nascita di un governo socialista. Ovvio che la parte a destra di <strong>Junts per Catalunya</strong> non può sperare di entrare in un esecutivo col partito popolare, visto che pone come condizione il fatto che si sottoscriva un impegno politico per le celebrazione di un nuovo referendum per l’indipendenza. Condizione difficile da accettare per Alberto Núñez Feijóo, <strong>il leader del Pp non può amare Vox</strong>. E’ pur sempre presidente della Galizia (altra regione con una forte e tradizione autonomista, forse meno esasperata rispetto ai baschi o catalani, ma pur sempre con dei vantaggi innegabili statutari). Come possa coniugare il suo status di garante delle, seppur moderate, istanze autonomiste della regione che governa con gli slogan aggressivi e iper centralisti di Vox resta un mistero. Anche se in politica tutto è possibile penso che questa ipotesi reati ancora remota.<br />Dall’altra parte <strong>Esquerra Republicana</strong> perde  un sacco di consensi e di seggi <strong>a favore del partito socialista nazionale di Sanchez</strong>, ma credo farebbe fatica a sottrarsi alle sirene di poter sostenere un governo che come minimo possa garantire una tregua alla vera e propria oppressione operata in questi anni nei confronti dei militanti indipendentisti catalani. E i socialisti sono gli unici a dare qualche tiepida garanzia in tal senso.<br />Nulla da aggiungere: una partita molto ingarbugliata dagli esiti imprevedibili.<br /><br />Nel frattempo arriva una notizia. <strong>Il partito autonomista conservatore basco del Pnv</strong> ha annunciato che non sosterrà un governo a trazione popolare. Quelli sono sempre i più scaltri di tutti. Hanno annusato l’aria. E non tira buona aria per in designati vincitori del PP. Anzi….<br /><br />Temo di dover tornare presto a Barcellona per riprendere la discussione, sperando che nel frattempo l’attuale stallo apparente non porti dritto il Paese di nuovo alle urne.<br /><br />Nel frattempo nel pomeriggio di oggi è arrivata la notizia che La procura della Corte Suprema spagnola ha chiesto al giudice istruttore Pablo Llarena di emettere <strong>un mandato di arresto e di detenzione e un mandato di arresto europeo e internazionale per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e il suo assessore Toni Comín.</strong> Piove sul bagnato. Tempismo perfetto. Provate a immaginare come la leggono da queste parti? Le reazioni sono ovviamente di grande smarrimento e di rabbia. Il mio amico Joseph, alle prese con delle spaziali crocchette di chuleta gallega vecchia esclama indignato: <em>“….e io cosa avrei dovuto fare? Dovevo scegliere fra un voto di identità ad un partito indipendentista, come avevo sempre fatto nella mia vita, o provare a fermare Vox votando per l’unico vero antidoto esistente: il Psoe!</em> Si perché a queste latitudini quelli erano gli unici che sembrava potessero fermarlo. Ma lo sai cosa hanno fatto a Valencia quelli di Vox? Hanno fatto togliere i testi in catalano dalle librerie! Ci vogliono portare via la nostra lingua. Il più alto elemento di identità. Io a scuola non l’ho potuta studiare perché i franchisti ce lo impedivano. E questi vogliono tornare lì. Non potevo fare altro che votare per i loro più grandi nemici!”  Non sono sicuro della serietà della notizia ma intanto  lo scaltro Pedro Sanchez incassa e ringrazia.<br /><br />Nel frattempo si è fatto tardi, ma qua è normale.  Qui si vive tutto più tardi. E forse più lentamente. Vediamo se i  tempi della politica locale contribuiranno a risolvere  l’intricata questione a breve. Credo di no. Nel mentre  prenoto al Martinez per settembre.  Pronto a riprendere la discussione da dove l’avevo lasciata. Ormai per appassionarmi alla politica devo venire in Catalunya.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/">Lunedì 24 luglio. Barcellona (Catalunya). Il giorno dopo.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15463</post-id>	</item>
		<item>
		<title>PREVISIONI</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/09/19/previsioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2022 14:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=13398</guid>

					<description><![CDATA[<p>I sondaggi, che però raramente ci azzeccano, sono concordi: il cdx è in vantaggio. Soprattutto nel numero di senatori e deputati eletti. La coalizione di cdx potrebbe ottenere maggioranze parlamentari</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/19/previsioni/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/19/previsioni/">PREVISIONI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I sondaggi, che però raramente ci azzeccano, sono concordi: il cdx è in vantaggio. Soprattutto nel numero di senatori e deputati eletti.<br />
La coalizione di cdx potrebbe ottenere maggioranze parlamentari talmente elevate da consentirle qualunque tipo di riforma, perfino quella della vigente Costituzione.<br />
I sondaggi si sono fermati a una settimana fa. Accontentiamoci dei rumors odierni: stasi F.I. e Azione, espansione FdI, rimonta M5S, perdita PD e Lega.</p>
<p>F.I., liberata da qualche fardello “draghiano”, si consoliderebbe come il pezzo più debole della triade nelle urne ma il più forte nelle prospettive del governo di cdx, unica garante attraverso il PPE verso l’Establishment europeo di Centro (opposto a quello di cs): il governo di cdx ne avrà estremo bisogno.<br />
Azione che non sfonderebbe. Pare avere due problemi. &#8211; La proposta reiterata di Draghi presidente del Consiglio, laddove lo stesso ripete di non volerne sapere: i famosi conti senza l’oste. – un programma liberista in economia proposto da due leader di provenienza PD ed entrambi già ministro e Presidente di Consigli che non hanno brillato per liberismo, se mai per statalismo. Nello specifico pare a me che in argomento Renzi sia stato più coraggioso di Calenda. La gente comunque pare fidarsi poco.</p>
<p>FdI che continuerebbe a vivere momenti di gloria, imbarcare gente e riscuotere consensi in gran parte a scapito dei suoi alleati. Però senza sostanziali cambiamenti della sua linea politica, non modificata per ottenere il successo né modificata a successo ottenuto: non vince la signora Giorgia Meloni, vince il progetto aggiornato di FdI, partito presieduto dalla signora Giorgia Meloni. Sembra banale ma è quello che distingue, almeno finora, il percorso Meloni/FdI dal percorso Salvini/Lega, dove vinceva Salvini ma non il progetto Lega originario.</p>
<p>Non stupirebbe la rimonta, che proviene dal Sud del Paese, del M5S. numericamente attinge al serbatoio del Reddito di cittadinanza che, per memoria, è così ripartito: Sud e isole 2.007.942 beneficiari, Centro 420.177, Nord 577.229.<br />
Il favore numerico rispecchia il favore culturale: in questo senso il M5S ha ben intercettato il modello gradito dalla maggioranza dei concittadini del Meridione.</p>
<p>Il che costituisce un bel problema sulla strada del rinnovamento italico (le mitiche riforme da PNRR) : il programma del M5S prevede la desertificazione industriale sostituita dai parchi ecologici, il divieto delle trivelle e della estrazione delle nostre risorse energetiche, il no ai termovalorizzatori e ai rigassificatori – anche se, per inciso, ieri sull’argomento le residue truppe grilline hanno offerto un’altra prova di competenza: hanno votato si alla mozione a favore del rigassificatore di Piombino, salvo accorgersi a cose fatte che volevano votare no: e pensare che un terzo degli italiani gli avevano affidato la gestione del Paese – insomma la decrescita felice in economia nell’ambito della conferma dell’attuale sistema istituzionale.  Quasi metà degli italiani, quelli del Sud, sono disposti a rivotarli pur di continuare a ricevere a fine mese l’obolo di Stato, senza neanche lo sforzo di andarlo a riscuotere: arriva, puntuale e comodo, sul conto corrente.</p>
<p>Nel frattempo i più volenterosi fanno i “lavoretti” in nero e campano bene in un contesto dove il costo della vita è del 20/25% inferiore al Nord del Paese: ma parlare di gabbie salariali fa montare su tutte le furie i nostri geniali sindacati.</p>
<p>Dunque non stupirebbe la rimonta del M5S al Sud, come non stupirebbe la perdita del PD che somma la palese inadeguatezza dello spocchioso Letta alla continua rincorsa dei massimi sistemi e dei diritti universali in salsa di antifascismo (FdI) e antirazzismo (Lega): come intenda affrontare il pesante orizzonte economico e sociale del Paese è argomento ignoto. La gente pare essersi stufata delle sue intemerate, dell’arroganza sua e dei suoi danti causa milionari, da ultimo la furbissima imprenditrice Ferragni e il più modesto marito Fedez, le cui opinioni politiche ci mancavano!</p>
<p>Come non stupirebbe la perdita costante della Lega la cui velocità pare accentuarsi giorno dopo giorno fino a collocarsi addirittura sotto il limite del 10%.<br />
Pare un caso di scarsa capacità progettuale da parte dell’attuale segretario federale. Gli altri componenti del vertice sembrano contare ben poco in termini di gestione del partito e di elaborazione programmatica: tutto verticalizzato.</p>
<p>Il partito pare ridotto a tre categorie di componenti:<br />
&#8211; la categoria degli amici, scelti perché tali, fedeli e affidabili, con poche idee e molti bisogni economici: da qui non perviene alcun ausilio progettuale.<br />
– la categoria dei guastatori che si incaricano &#8211; anche per vocazione propria &#8211; di tenere le scarpe del partito dentro ai movimenti di protesta: i no vax, i no Euro, in contrasto con i produttori di ricchezza che invece vogliono operare in tranquillità al riparo da ”movimenti” e da tumulti di piazza. Individualmente ma ancor più attraverso le loro organizzazioni, prendono atto del mutamento avvenuto nella Lega e bussano alla porta della signora Meloni.<br />
Numericamente i risultati sembrano indicare che i guastatori portano a casa 10 ma fanno perdere 20, per non parlare della qualità dei soggetti: la Lega perde laboriosi e impegnati produttori di ricchezza e imbarca sterili protestatari di piazza.</p>
<p>In questo senso Bossi e tutta la precedente nomenclatura avevano ben chiara la situazione: nel difendere il Nord difendevano il sistema dei produttori di ricchezza, il libero mercato, la libera iniziativa, contro un Sud statalista e scroccone. Questo schema è stato rovesciato. Si è rotto il rapporto col territorio, anche nella Lega le dottrine prevalgono sui bisogni e le attese reali, prevale qualche improbabile neokeynesiano, minoritario nel partito ma munito di una voce e di un potere di indirizzo dominante: dettano la linea economica della nuova Lega, adeguata ai “bisogni” del Sud.  Anche valendosi della poca dimestichezza di Salvini con la materia economica e con la timidezza o il depotenziamento delle voci tradizionali del partito.</p>
<p>– la categoria dei contrari non tanto a Salvini quanto al “metodo Salvini”: bastonati anche di recente nella composizione delle liste e la attribuzione dei collegi, che hanno premiato molti “fidi” coglioni e punito altrettanti “infidi” magari competenti ma contrari o anche solo tiepidi sostenitori del capo.</p>
<p>Il 25 settembre è fra 8 giorni, dal 26 sapremo come la pensano davvero gli italiani. Alla luce dei sondaggi sembra facile prevedere una resa dei conti che non risparmierà la Lega.</p>
<p>Ma i “contrari” al metodo Salvini non devono farsi grandi illusioni, la loro colpevole inerzia pluriennale ha consentito al metodo Salvini di consolidarsi. I vari commissari, per quanto sprovveduti, hanno comunque, dove più, dove meno, “normalizzato” i territori loro affidati. Il rischio è che l’esito degli eventuali congressi cui costringere Salvini sia favorevole proprio allo stesso Salvini.<br />
A quel punto che succederebbe?</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/19/previsioni/">PREVISIONI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13398</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Elezioni comunali e referendum</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/06/22/elezioni-comunali-e-referendum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2022 10:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=12676</guid>

					<description><![CDATA[<p>I referendum hanno fatto naufragio sugli scogli predisposti dal “sistema” che non è solo quello di Palamara, di per sé molto più deviato dei servizi segreti, peraltro “deviati” per decisione</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/22/elezioni-comunali-e-referendum/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/22/elezioni-comunali-e-referendum/">Elezioni comunali e referendum</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I referendum hanno fatto naufragio sugli scogli predisposti dal “sistema” che non è solo quello di Palamara, di per sé molto più deviato dei servizi segreti, peraltro “deviati” per decisione del PCI&gt;PDS&gt;DS&gt;PD e dei suoi corifei.<br />
È il sistema Italia che pare “deviato”. A prescindere dai risultati di questo ultimo, lo stesso istituto referendario o si riforma o diventa un rottame inutile: la percentuale di chi ha votato alle elezioni comunali è attorno al 50%, il trend partecipativo è in continuo declino. Se ogni referendum deve raggiungere il 50% degli aventi diritto è facile prevedere che lo strumento andrà a far compagnia ad altri rottami costituzionali previsti ma mai attuati (per esempio gli articoli 39 e 40).</p>
<p>Nel frattempo Davigo e compagnia giustizialista possono affermare che agli italiani va bene l’attuale sistema. Che peccato!<br />
Al naufragio dei referendum si sono aggiunti gli esiti elettorali: “campo largo” amato da Letta (ma non da tutto il PD). I voti portati a casa dal M5S sono marginali. Nei capoluoghi PD e M5S hanno sostenuto 14 candidati comuni, 3 candidati contro e in 5 capoluoghi il M5S era assente. I numeri sono severi per il M5S: ottiene il massimo a Genova e a Taranto 4.3%, il minimo a L’Aquila (0,7%), Lodi (1.5%) e Pistoia (1.8%). Consenso medio 2,4%. Sembra che gli italiani abbiano smaltito la sbornia del 2018 e che si astengano da ulteriori abusi di politica alcolica. Letta dovrà trovare ben altri partner, oltre alla sinistra/sinistra, che vadano a rinvigorire il “campo largo” e non sarà facile.<br />
M5S, il cui cadavere è oggi disputato da Conte e da Di Maio. Non c’è solo una caduta di voti, c’è anche una lite in famiglia per spartirsi i modesti beni residuali ancora disponibili. Per quel che importa nessuno dei due gode di stima: Di Maio ha contribuito molto a costruire il mostro, ma Conte pare a me solo un opportunista cinico che cavalca persino gli asini pur di cavalcare.<br />
Lega per Salvini Premier. che non è un cadavere (15% medio ottenuto) ma che sembra avere una malattia grave. I sintomi ci sono tutti: il declino dei voti. Nel momento della irresistibile ascesa tutti (leghisti compresi) dicevano che i voti non erano della Lega ma di Matteo Salvini. E dunque, con la stessa logica, il declino deve essere imputato a Salvini: i voti li ha presi lui, ora li perde lui.<br />
Ai militanti leghisti di vertice e di base è imputabile la acquiescenza con cui hanno “obbedito”. Il mantra era “prendiamo chiunque porti voti”. La logica era che il voto, come la pecunia, non olet: Interi pacchetti si trasferirono alla Lega , con la modalità del profitto reciproco, dal centro, da destra e persino da sinistra: come scriveva Mastronardi “imballa, imballa”, senza preoccuparsi di che cosa si stava imballando.</p>
<p>La quantità a dispetto della qualità: non discrimino, parlo di “qualità leghista”, non di altro. Non ho le presunzioni della sinistra che toglie qualità al voto e persino alle opinioni che non coincidono con le sue. Intendo cioè ricordare, senza indugiare in approfondimenti, che il progetto Lega era federalista, territoriale, sussidiario dal basso all’alto, rappresentativo del ceto produttivo. Questa, nel bene e nel male, era la “qualità” del voto leghista.<br />
Contrariamente alla più diffusa opinione, il salvataggio della Lega Nord dal disastro del “cerchio magico” costruito attorno alle difficoltà di salute di Umberto Bossi, fu opera di Maroni e di nessun altro. Salvini venne dopo. Ma con le macerie raccolte costruì un grande consenso numerico. Negarlo non è solo ingeneroso, è soprattutto falso.<br />
È invece vero che per farlo Salvini ritenne necessario un mutamento radicale del progetto Lega, sia esterno che interno al partito. Come è vero che quasi nessuno si oppose all’interno del partito: all’ultimo (remoto) congresso federale Gianni Fava (fra i pochi oppositori con il coraggio di schierarsi) arrivò al 15%. Non risultano forme di pressione o di persuasione più o meno occulta: l’85% dei congressisti erano convinti in proprio. Ma in quel congresso poco si parlò di progetti e prospettive: l’unica preoccupazione era la sopravvivenza del partito, costi quello che costi.</p>
<p>Da Segretario federale Salvini agì peraltro in coerenza con il predecessore Bossi: la Lega non è mai stata, al proprio interno, un partito democratico: come dimenticare le purghe bossiane che colpivano non solo dissidenti “ideologici” ma anche avversari personali anche solo ipotetici o prospettici? Neanche Fava può dimenticare intelligenze belle e meno belle ma fastidiose, fatte fuori anche in modo brutale. Che dire per esempio dell’allontanamento della testa più brillante di cui disponeva la Lega e che si chiamava Gianfranco Miglio?<br />
Ma Bossi restava fedele al progetto Lega, pur indugiando in riti e miti folkloristici e un po’ da ridere: la Lega bossiana era quello che ora non è più. Era il “sindacato del territorio” di cui, là dove operava, conosceva ogni dettaglio, ogni attesa, persino ogni speranza. Una affinità elettiva (ed elettorale) perduta. Il dato più inquietante è che il competitore principale (FdI) ha superato la Lega in casa Lega, invertendo il trend che nel passato recente vedeva la Lega affermarsi in casa FdI.</p>
<p>All’interno Salvini ha fatto prevalere i due elementi essenziali per il controllo stretto: il legame personale e la dipendenza economica. Rinunciando anzi osteggiando l’apporto “dialettico” che rende un partito dinamico (ma contendibile). La maggior parte dei colonnelli sono clientes. Nessun confronto, anche per carenza di cultura se non di intelligenza. Il progetto Lega è passato di mano: dalla rappresentanza dei territori che perveniva dai gazebo e dai banchetti, ai suggerimenti dei guru della comunicazione che percepivano i flussi quotidiani del comune sentire e quotidianamente vi si allineavano. Dal dettaglio del territorio al vasto bacino dell’utenza indiscriminata. Il progetto Lega vi si è dissolto: il federalismo (almeno l’autonomia!), la rappresentanza di cluster economici, sociali e dunque politici si è stemperata nella quotidiana e indistinta caccia al consenso giornaliero. Un partito senza progetti chiari è un partito senza anima destinato a seguire gli umori: sono gli umori che fanno il programma e non il programma che cattura il consenso.</p>
<p>Ora che il Capo sembra aver perso la bussola, il sistema della Lega Nord per Salvini premier è entrato in crisi: all’esterno i pacchetti di voti del Sud migrano verso le nuove opportunità che la Giorgia nazionale sembra offrire ai soldati di ventura della politica, al Nord il ceto produttivo perde la fiducia nella rappresentanza della Lega e sparpaglia il voto (e l’astensione). All’interno la Lega, nella disponibilità degli eletti e non più dei militanti, non presidia più i territori, il cui sentiment non arriva più ai vertici.</p>
<p>Succederà qualcosa dentro la Lega per Salvini premier? io credo di no. Aumenteranno i malumori, il numero dei tesserati avrà cali vistosi, l’assenza del presidio territoriale aumenterà, la curva del consenso continuerà a scendere, eventuali congressi nazionali (regionali) daranno i risultati predisposti dal salvinismo. I vecchi militanti (molti dei quali erano militanti vecchi) ridotti per morte naturale nei 10 anni che ci separano dall’ultimo congresso, i sopravvissuti messi all’angolo, oscurati e minacciati, i nuovi militanti selezionati fra quelli che sostengono il nuovo corso: mi sembra fisiologico che i risultati di eventuali congressi diano esito favorevole a Salvini. Dunque non è da lì che passa l’eventuale rinnovo dei vertici Lega. Bisognerà aspettare la primavera del 2023 per eventuali contraccolpi: i “posti” si assottiglieranno di molto, le liste saranno causa di lacerazioni e scontenti fra i salviniani. Si aprirà la guerriglia interna. I risultati nelle urne saranno modesti e dunque gli eletti saranno ancora meno: si aprirà la disputa sui collegi sicuri che sicuri non erano.</p>
<p>Solo l’effetto congiunto delle risse interne e dei ridimensionamenti elettorali, solo le prospettive di decrescita ulteriore fino alla scomparsa, potranno convincere qualche colonnello, oggi riluttante, o qualche homo novus, a prendersi l’onere di ricostruire un partito i cui originari progetti hanno assicurato buon governo locale, coerente rappresentanza dei ceti produttivi, prospettive di autonomia, ipotesi di crescita della ricchezza prodotta, migliore ripartizione della stessa, speranza di liberazione dalla invadenza burocratica e dalle minacce della magistratura militante, riconoscimento e premio del merito (uno non vale uno).<br />
Cose che FdI garantisce solo in parte, correndo peraltro il rischio di prendere un bel po’ di voti non sapendo poi come farli valere (l’effetto Le Pen in Francia).</p>
<p>Il Paese produttivo avrà comunque bisogno di un partito che riprenda e sostenga le proposte della Lega (Nord), dopo i disastri prodotti dall’effetto congiunto del grillismo, delle sinistre e, perché non dirlo, delle rinunce della Lega per Salvini Premier.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/22/elezioni-comunali-e-referendum/">Elezioni comunali e referendum</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12676</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il ricatto alle urne: o contro di te, o contro la tua terra. Sveglia Lombardo!</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/02/02/il-ricatto-alle-urne-o-contro-di-te-o-contro-la-tua-terra-sveglia-lombardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 00:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=10713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con la supermaggioranza a sostegno del governo Draghi, un governo che francamente più passa il tempo più è osceno, tra decreti restrittivi mentre il resto dell&#8217;Europa apre, rielezioni del capo</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/02/il-ricatto-alle-urne-o-contro-di-te-o-contro-la-tua-terra-sveglia-lombardo/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/02/il-ricatto-alle-urne-o-contro-di-te-o-contro-la-tua-terra-sveglia-lombardo/">Il ricatto alle urne: o contro di te, o contro la tua terra. Sveglia Lombardo!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la supermaggioranza a sostegno del governo Draghi, un governo che francamente più passa il tempo più è osceno, tra decreti restrittivi mentre il resto dell&#8217;Europa apre, rielezioni del capo dello Stato che ricordano spettacoli circensi e liti infantili, con annesso centrodestra allo sfascio, alle prossime elezioni ci saranno solo due blocchi realistici:</p>



<ol><li>Quelli che hanno sostenuto il governo</li><li>L&#8217;opposizione, ossia, in termini pratici, Fratelli d&#8217;Italia.</li></ol>



<p>Votare i primi, a mio parere, è un voto contro sé stessi. Questi partiti, sin dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza, hanno utilizzato le restrizioni alle più fondamentali libertà democratiche e civili come mossa di scambio: tu mi dai il coprifuoco alle 23 e io ti do un commissario straordinario alla campagna vaccinale.</p>



<p>Ovviamente, i più colpevoli sono PD, Movimento 5 Stelle e LeU, visto che giocano a questo gioco da gennaio 2020, ma anche quelli entrati a febbraio dello scorso anno si sono subito adattati e hanno iniziato a fare lo scambio di figurine e libertà fondamentali: ormai le restrizioni sono l&#8217;unico collante del governo e un &#8220;liberi tutti&#8221; vorrebbe dire crollo del governo e tutti a casa, con un parlamento in fieri che lascia a casa per definizione 345 persone. Sgradevole, specie se sei uno entrato lì per fortuna che, se esce dal giro, deve andare a lavorare in comune.</p>



<p>Sembra quindi ovvio, in ottica di contrarietà all&#8217;azione di governo, votare i secondi. D&#8217;altronde, è ciò che fanno in molti, i sondaggi parlano di una Meloni sopra il 20% che sta tallonando il PD.</p>



<p>È vero, la Meloni non è l&#8217;unica opposizione, ma è l&#8217;opposizione principale, l&#8217;unica che è certo che passi lo sbarramento e l&#8217;unica con qualche speranza che non va dietro a fantasiose teorie no vax (e c&#8217;è molta differenza tra chi chiede una data di fine per il green pass e chi chiama sul palco noti esponenti no vax). Sembra quasi votabile.</p>



<p>E, francamente, se si guarda solo al lato politico, lo sembra davvero: è il classico partito politico italiano (non ci si aspetta quindi chissà che liberismo, o che non abbia una certa vicinanza col pensiero dominante nella politica italiana, ossia il manifesto di Verona), ma quantomeno non ha partecipato direttamente al disastro Covid, alle libertà scambiate come figurine ed è restato coerente alla sua linea, non accettando qualche posto facile nel governo Draghi e avviando una vera e propria crisi politica con gli alleati dopo la rielezione di Mattarella al Quirinale.</p>



<p>Tuttavia, è necessario fare una riflessione: non è tutto oro quel che luccica!</p>



<p>Fratelli d&#8217;Italia è un partito parecchio nazionalista, e a differenza dei &#8220;nipoti di Bombacci&#8221; a sinistra, non c&#8217;è un alleato più forte che li modera. Per carità, siamo ben lontani dal Partito Nazionale Fascista, ma parliamo di un partito che ha sempre avuto problemi con l&#8217;autonomismo, dove esponenti dichiaratamente autonomisti <a href="https://www.quibrescia.it/lombardia/2020/06/25/autonomia-beccalossi-io-favorevole-per-questo-lasciai-fratelli-ditalia/563572/">devono lasciare</a>, un partito che sguazza nel nazionalismo tossico, specie dove ci sono minoranze significative (spero ricordiate la loro risposta ai manifesti del partito della Klotz), un partito che porta avanti quella retorica odiosa, e oserei dire antiscientifica, del &#8220;Italia grande paese da Nord a Sud degli 8000 campanili&#8221;.</p>



<p>Siamo davvero sicuri che un partito del genere possa fare i migliori interessi della Lombardia, ma anche del Veneto, dell&#8217;Emilia-Romagna, del Piemonte, della Liguria, del Friuli, della Valle d&#8217;Aosta o delle province autonome di Trento e Bolzano?</p>



<p>Con questo, non voglio dirvi chi votare o chi non votare.</p>



<p>D&#8217;altronde, è forse meglio il Movimento 5 Stelle che da tempo chiede revisioni centraliste del titolo quinto? O la Lega di cui ancora aspettiamo i proverbiali quindici minuti per l&#8217;autonomia? Forza Italia che non fa più una cosa liberale dalla Legge Martino? O il PD che flirta costantemente con la sinistra che sogna tutto pubblico e statale ed ha un europarlamentare che ha come missione di vita commissariare la Lombardia e che pensa che il serpente della Genesi fosse Roberto Formigoni in camicia hawaiana? Per non parlare di Articolo 1&#8230;</p>



<p>Voglio solo far notare che, alle urne, non potete votare per un partito che contemporaneamente si interessi di voi, ossia opponendosi alle restrizioni immotivate, all&#8217;uso delle libertà come figurine Panini, al governo per decreto e all&#8217;arbitrarietà dell&#8217;esecutivo a scopi elettorali, e che si interessi alla vostra terra, mostrandosi autonomista e federalista, riconoscendo gli errori del nazionalismo italiano, la preesistenza di tante nazioni italiane rispetto all&#8217;Italia stessa e la necessità di decentramento per avere uno stato efficiente.</p>



<p>Dovete scegliere tra voi e la vostra terra, come se le due cose fossero separate, quando in realtà sono fortemente legate. E questo è il ricatto italiano alle urne.</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/02/il-ricatto-alle-urne-o-contro-di-te-o-contro-la-tua-terra-sveglia-lombardo/">Il ricatto alle urne: o contro di te, o contro la tua terra. Sveglia Lombardo!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10713</post-id>	</item>
		<item>
		<title>No, col maggioritario non governa chi vince</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2019/11/26/no-col-maggioritario-non-governa-chi-vince/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 22:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Maggioritario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=2739</guid>

					<description><![CDATA[<p>Personalmente non ho pregiudizi sul sistema maggioritario uninominale, pur essendo solitamente più vicino alle ragioni del proporzionale, ma non credo di poter reggere ad una campagna referendaria in cui si</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2019/11/26/no-col-maggioritario-non-governa-chi-vince/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2019/11/26/no-col-maggioritario-non-governa-chi-vince/">No, col maggioritario non governa chi vince</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Personalmente non ho pregiudizi sul sistema maggioritario uninominale, pur essendo solitamente più vicino alle ragioni del proporzionale, ma non credo di poter reggere ad una campagna referendaria in cui si afferma che &#8220;se vince il sì chi vince governa&#8221;.</p>



<p>Perché semplicemente così non è. Anzi, è ben diverso. Il sistema che si creerebbe se passasse il referendum sarebbe di tipo inglese, che prevede che non si voti un partito/coalizione ma una persona. Quindi non conta più di tanto quanti voti hai, ma come sono distribuiti.</p>



<p>Un po&#8217; come accadde alle ultime elezioni presidenziali americane: A livello popolare vinse la Clinton, ma Trump vinse grazie ai grandi elettori: Quindi alla fine poco importa se in California hai preso l&#8217;80% dei voti se in Florida l&#8217;avversario ti batte dello 0,5%.</p>



<p>Un collegio è sempre un collegio, che sia vinto con il 35% o con il 90%. La distribuzione dei voti è essenziale per vincere. Non importa se hai vinto tre collegi bulgaramente arrivando primo a livello nazionale se gli altri hanno vinto altrove. Inoltre, non essendoci più il proporzionale al compensare, i partitini di solito contano di più: Forza Italia, ad esempio, con il suo 5%, può far variare molti collegi in bilico e quindi può pretendere di più dalla coalizione di centrodestra rispetto ad un sistema proporzionale dove con il 5% fai la stampella.</p>



<h2>Una simulazione</h2>



<p>Facciamo subito un controesempio per dimostrare come l&#8217;affermazione per cui col maggioritario il primo governa sia errata. Immaginiamo un parlamento di 10 seggi con tre coalizioni che concorrono e 50000 votanti per collegio che, per un caso, votano tutti.</p>



<table class="wp-block-table"><tbody><tr><td>Collegio</td><td>Destra<br></td><td>Centro</td><td>Sinistra</td><td>Vincitore</td></tr><tr><td>1</td><td>40</td><td>6</td><td>4</td><td>DX</td></tr><tr><td>2</td><td>45</td><td>1</td><td>4</td><td>DX</td></tr><tr><td>3</td><td>15<br></td><td>30</td><td>5<br></td><td>CE</td></tr><tr><td>4<br></td><td>25</td><td>20</td><td>5</td><td>DX</td></tr><tr><td>5<br></td><td>20</td><td>30</td><td>0</td><td>CE</td></tr><tr><td>6</td><td>10</td><td>19</td><td>21</td><td>SX</td></tr><tr><td>7<br></td><td>20</td><td>5</td><td>25</td><td>SX</td></tr><tr><td>8</td><td>15</td><td>5</td><td>30</td><td>SX</td></tr><tr><td>9</td><td>10</td><td>10</td><td>30</td><td>SX</td></tr><tr><td>10</td><td>2</td><td>8</td><td>40</td><td>SX</td></tr><tr><td>TOTALE</td><td>202</td><td>134</td><td>164</td><td></td></tr></tbody></table>



<p>Oh, la destra ha quasi il 40%, e infatti in un proporzionale avrebbe ottenuto 4 seggi su 10, mentre in questa elezione ha vinto la sinistra con 5/10, che permetterebbero di governare in un sistema che prevede la maggioranza semplice per la formazione del governo.  E, ancora peggio, soli tremila voti dalla destra al centro nel quarto collegio e la destra, prima forza politica al voto, sarebbe l&#8217;ultima in Parlamento!</p>



<p>Golpe, golpe!!1!&#8217;?!? No, semplice conformazione territoriale: La destra ha stravinto due collegi mentre negli altri, escludendo il decimo, ci sono state vittorie di misura. Ma una vittoria di misura vale tanto quanto una vittoria bulgara. </p>



<p>Potrete dirmi che la distribuzione dei voti in Italia non è così, e può essere. Ma quando si afferma un qualcosa, ossia che col maggioritario chi arriva primo vince, basta un singolo controesempio non funzionante per far crollare l&#8217;affermazione.</p>



<h2>Ma anche istituzionalmente non regge</h2>



<p>Ma immaginiamo che la legge inglese funzioni e ci dia una maggioranza. Oh, le maggioranze crollano! Magari c&#8217;è il deputato che ha la crisi di coscienza e decide di fondare un nuovo soggetto oppure il senatore che si vende per una casa vista mare. Specie se hai una maggioranza risicata basta poco per perdere lo scettro.</p>



<p>E non si può nemmeno parlare di vincolo di mandato! In fin dei conti il Popolo ha votato la persona e non il partito, e non è affatto da escludere che le coalizioni candidino proprio in base alla persona e alle idee personali (ad esempio il centrodestra potrebbe candidare un autonomista nelle valli bergamasche e un ultranazionalista che ama salutare alla romana nelle province laziali). Quindi sarebbe assurda l&#8217;idea stessa per cui un parlamentare eletto nominalmente dai cittadini decada perché non segue l&#8217;indicazione del partito, con vertici eletti da chissà chi.</p>



<p>Una maggioranza esiste se c&#8217;è volontà politica che esista. Se persino nei comuni, che hanno leggi elettorali dove veramente chi arriva prima, al massimo dopo il ballottaggio, vince e governa, cadono le giunte figuriamoci in Parlamento, dove un premio di maggioranza &#8220;alla comunale&#8221; verrebbe bocciato dalla Corte Costituzionale in dieci secondi netti.</p>



<h2>Altri difetti del maggioritario</h2>



<p>Il maggioritario funziona bene dove ci sono due partiti e, al massimo, qualche partito locale fortemente radicato in alcuni territori.</p>



<p>In Italia non abbiamo questa situazione: Abbiamo partiti, partitini, coalizioni, patti e simili. E se le coalizioni vogliono correre insieme devono spartirsi i seggi prima del voto!</p>



<p>Per capirci, nel 2018, quando ancora Forza Italia appariva come leader del centrodestra, probabilmente avrebbe ottenuto più seggi degli altri in questa fase e, anche se il voto andava a Salvini, sarebbe servito a eleggere i berlusconiani. In sostanza è un sistema che rallenta nettamente i cambi politici poiché è più difficile percepire i cambiamenti, un voto al centrodestra berlusconiano non lo distingui da uno al centrodestra meloniano, e soprattutto mette un ricatto, perché se sei convinto di essere maltrattato e corri da solo sai che, di fatto, regalerai molti collegi all&#8217;opposizione.</p>



<p>Ovviamente nei Paesi a tradizione anglosassone questi problemi non esistono perché&#8230; I partiti sono molti meno e dunque i vantaggi, come il fatto che per vincere sia necessaria una maggioranza su vari territori spingendo i politici a fare gli interessi di più persone, superano gli svantaggi. In Italia potrebbe non essere così.</p>



<h2>Una legge&#8230; Acerbo</h2>



<p>Ma esiste una legge dove chi vince governa? In Italia l&#8217;abbiamo avuta ed è stata la Legge Acerbo. </p>



<p>Venne approvata nel 1923, durante il governo Mussolini, e prevedeva che la lista che fosse in grado di superare il 25% avrebbe ottenuto tramite un premio di maggioranza i 2/3. Non che fu necessaria, grazie alle intimidazioni tra Listone e Listone Bis si arrivò praticamente al premio di maggioranza già alle urne.</p>



<p>Comunque, l&#8217;idea del &#8220;primo che arriva vince&#8221; così, <em>d’emblée, è</em> perniciosa, sbagliata e perniciosa: Perniciosa poiché non possiamo sapere se, in una situazione come quella descritta nella simulazione iniziale,  i due partiti che hanno il 60% separati possono trovare un accordo: Di fatto sì sovrarappresenta quel 40% limitando la volontà del 60% degli elettori!</p>



<p>Sbagliata per un semplice fatto: In Italia è possibilissimo avere due maggioranze diverse alla Camera e al Senato, sia per le modalità d&#8217;elezione &#8211; nazionali nel primo e regionali nel secondo &#8211; sia per gli elettori, sette anni di differenza. Cosa vieta che magari, in una situazione in bilico, il Senato premi una politica più conservatrice mentre alla Camera vincano i progressisti: In tal caso che si fa? Qualunque legge elettorale in stile Acerbo è inutile se c&#8217;è un pubblico diverso per le due elezioni.</p>



<p>Pericolosa per un semplice fatto: Quanto premio di maggioranza puoi dare? Mica puoi dare il 50%+1, che se un deputato ha male al dente e non è presente cade il governo. Devi dare almeno il 55% o il 60% per avere un governo che può sperare di arrivare al quinto anno indenne.</p>



<p>Ma coi 2/3 del Parlamento si modifica la Costituzione senza referendum! Quindi il 40% della cittadinanza otterrebbe immediatamente il potere di poter cambiare la Costituzione trovando il consenso del 10%, senza nemmeno dover chiedere il parere dei cittadini.</p>



<p>E, in fin dei conti, nei Paesi veramente democratici il concetto di &#8220;governabilità&#8221; è visto come sinonimo di &#8220;dittatura for dummies&#8221;.</p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2019/11/26/no-col-maggioritario-non-governa-chi-vince/">No, col maggioritario non governa chi vince</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">2739</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
