FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Si scrive dazio, si legge privilegio

Da anni il leitmotiv della politica è la lotta ai privilegi. Fa strano pensare, dunque, che molti gioiscano per la scelta di Bruxelles di introdurre dazi sul riso dell’Asia. Certo, “tutela del made in Italy”.

Ma il Made in Italy non è un concetto astratto, sono persone come noi. Alcune che chiedono semplicemente condizioni chiare e meno tasse e altre che, invece, chiedono di essere concorrenziali per legge, rendendo non concorrenziale il prodotto altrui.

Ecco, questo è un privilegio. Invece di doversi mettere in gioco e di doversi modernizzare si rende possibile vivere di rendita facendo un lavoro che è utile solo perché la legge lo rende tale.

Ed è peggio una misura del genere di un qualsiasi reddito di cittadinanza! Almeno, il reddito di cittadinanza può avere qualche risvolto economico lievemente positivo, ossia mettere soldi in circolo (forme di sostegno contro la povertà esistono persino nel pensiero friedmaniano), mentre i dazi fanno male a tutti, dato che diminuiscono il potere d’acquisto del cittadino.

Ma, soprattutto, se gli italiani sono così patrioti potrebbero comprare tutti made in Italy, anche pagando di più, lasciando ai traditori della patria il prodotto straniero. Evidentemente sono tutti per la difesa del made in Italy finché non vedono sul banco del supermercato prodotti stranieri a prezzo basso.

E poi c’è l’assurdo: Come si pretende di “aiutarli a casa loro” se poi quando, a casa loro, producono, rendiamo arduo vendere a noi?

Davvero ha senso danneggiare gli italiani, che avranno meno scelta d’acquisto, e gli stranieri, che provano a diventare autosufficienti senza dover emigrare o chiedere aiuti all’UE, solo per favorire qualche agricoltore inefficiente? Non è questa la definizione di privilegio?

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.