FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

L’elisir d’amore di ferragosto e i rischi della crisi.

Quando Gaetano Donizetti nel 1832 scrisse la partitura della più famosa fra le sue opere non avrebbe potuto immaginare di essere condannato dal testo all’eternità. Così almeno parrebbe raffrontando alcuni eventi richiamati nell’ ” Elisir d’amore” e la politica  dei giorni nostri. La storia si ripete.

A modo nostro abbiano davanti agli occhi migliaia di soggetti che come Nemorino, il folcloristico personaggio principale dell’opera, sperano di trovare soddisfazione ai propri desideri utilizzando facili scorciatoie. In quel caso il protagonista cercava di trovare il modo di far innamorare la bella e più agiata Adina, apparentemente fuori dalla sua portata (Quanto è bella, quanto è cara). Ora capita che l’italiano medio desideri qualcosa di analogo dalla politica e si senta molto attratto da chi prometta soluzioni semplicistiche . Lavorare meno e lavorare poco, essere assistiti pagando poche tasse (meglio nessuna), disporre di servizi di alto livello e non avvertire particolari doveri sociali. Come fare per avere tutto ciò?  Semplice basta incontrare sulla propria strada, come capitato a Nemorino, qualcuno che possegga un elisir, una formula magica, una scorciatoia insomma.

E così come nella nota opera ambientata in un remoto villaggio dei Paesi Baschi, anche nell’italietta contemporanea può capitare di incappare in epigoni contemporanei del dottor Dulcamara, un soggetto senza particolari specializzazioni , che, spacciandosi per medico di grande fama, proponga urlando soluzioni magiche e dagli effetti salvifici. E come novelli Dulcamara, arringando le folle di creduloni e catturando la loro attenzione al motto urlato di “Udite, udite, o rustici” riesca a risultare particolarmente convincente: reddito di cittadinanza, pensionamenti anticipati per tutti, tasse piatte per tutti e sgravi fiscali erga omnes, opere pubbliche e infrastrutture gratis e chi più ne ha più ne metta.

I contemporanei Dulcamara sono pronti a promettere tutto in cambio del consenso, come lo era quello originale in cambio di uno zecchino. L’importante nella vita come nella lirica sono i tempi. E i tempi della vecchia trama erano scanditi in modo chiaro.

Dulcamara cede il finto elisir (una bottiglia di vino di Bordeaux) con la cautela di avvisare l’incauto acquirente che gli effetti miracolosi si sarebbero fatti sentire solo dopo un giorno, per fare in modo che lo stesso nel frattempo si fosse già allontanato quel tanto che bastava dall’ameno villaggio.

E così venendo ai giorni nostri gli attuali venditori di elisir costretti dagli eventi a fare i conti con la realtà tendono a rinviare gli effetti del giorno dopo sine die. Ci si avvicina sempre ad un passo dalle mete ambite, ma improvvisamente le stesse schizzano sempre in la nel tempo. Il giorno delle decisioni non arriva mai e gli effetti dell’elisir restano sullo sfondo.

È così si rilancia chiedendo nuove elezioni e incolpandosi vicendevolmente della assenza degli effetti auspicati.  Una pantomima infinita che appassiona fino ad un certo punto i distratti vacanzieri ferragostani che sotto gli ombrelloni del bel paese paiono più interessati all’imminente ripresa del campionato di calcio.

Chi si aspettava una rivolta popolare dovrà restare deluso. A parte qualche vestale squirtante su Facebook pronta a gridare alla mobilitazione, di quest’ultima non v’è traccia.

Tutti guardano a questa crisi politica con fare sonnacchioso è distante. La distanza della politica e la consapevolezza che dell’elisir promesso il giorno dopo non si ricorda più nessuno.

Imprenditore, classe 1968. Per 25 anni impegnato a vari livelli in politica sempre nelle fila della Lega Nord. Dal 1993 al 2002 è sindaco di Pomponesco (Mantova), nel 1996 entra a far parte del Direttivo regionale dell’Anci Lombardia. Nel biennio 1996-1997 Fava è presidente del Consorzio per la depurazione idrica casalasco-viadanese. Per molti anni e’ stato membro elettivo di Upl (Unione provincie lombarde). Dal 2002 al 2007 consigliere comunale a Pomponesco e dal 2009 al 2014 consigliere comunale a Sabbioneta. Dal 2015 al 2018 è stato consigliere comunale a Viadana (città dove attualmente vive). Dal 1997 al 2012 è stato consigliere della Provincia di Mantova e deputato al Parlamento in tre Legislature. Nella XV Legislatura è stato membro della Commissione Attività produttive; nella XVI è stato membro delle Commissioni Difesa, Attività produttive, Politiche dell’Unione europea, Affari sociali e della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nonchè Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla Contraffazione. Nella XVII eletto di nuovo alla camera dei deputati ha rassegnato le dimissioni nel maggio 2013 per entrare a far parte della giunta regionale della Lombardia con Presidente Roberto Maroni come assessore all'agricoltura. Appassionato di politica, economia e di sport nel novembre 2018 ha scelto di abbandonare le cariche elettive e la politica attiva in campo istituzionale per dedicarsi alla propria attività imprenditoriale a tempo pieno.