<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>matteo salvini &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<atom:link href="https://www.lavocedelnord.net/tag/matteo-salvini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2024 14:45:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.5.18</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2016/09/cropped-testata_01.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>matteo salvini &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">158304347</site>	<item>
		<title>Ma l&#8217;autonomia non è una vittoria (soprattutto per la Lega)</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2024/06/19/ma-lautonomia-non-e-una-vittoria-soprattutto-per-la-lega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2024 15:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=16832</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo 23 anni che è in costituzione finalmente l&#8217;Italia ha una legge che regola l&#8217;autonomia differenziata: non si parte subito, dato che per le materie più succose bisogna attendere la</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/19/ma-lautonomia-non-e-una-vittoria-soprattutto-per-la-lega/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/19/ma-lautonomia-non-e-una-vittoria-soprattutto-per-la-lega/">Ma l&#8217;autonomia non è una vittoria (soprattutto per la Lega)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo 23 anni che è in costituzione finalmente l&#8217;Italia ha una legge che regola l&#8217;autonomia differenziata: non si parte subito, dato che per le materie più succose bisogna attendere la definizione dei LEP, ma è un inizio.</p>



<p>Per la Lega è una grande vittoria, mentre <a href="https://www.lavocedelnord.net/2024/01/24/lautonomia-e-il-nuovo-interventismo-come-a-sinistra-sta-tornando-il-fascismo/">un gruppo eterogeneo di socialisti si trincera dietro al tricolore denunciando come la Patria stia venendo toccata nel suo intimo</a>, calpesta e derisa, divisa, e marcia su Roma lamentando il tutto (sì, siamo ancora nel 2024 e non nel 1922).</p>



<p>Ma probabilmente a dirla giusta è la premier Meloni: </p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Un passo avanti per costruire un&#8217;Italia più forte e più giusta, superare le differenze che esistono oggi tra i diversi territori della nazione e garantire gli stessi livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sull&#8217;intero territorio</p></blockquote>



<p>Per la Meloni, e potremmo dire per la costituzione italiana, l&#8217;autonomia è questo: dare più potere a chi lo usa bene al fine di ridurre le differenze tra regioni, dando allo stato il ruolo di garante finale, in sostanza concentrandolo dove serve e non ovunque.</p>



<p><strong>Ma una cosa possiamo dire della Meloni: non è una conservatrice costituzionale, anzi, sta facendo una riforma decisamente ambiziosa, quella del premierato</strong>. Una riforma contestabile, che io non apprezzo particolarmente, per qualcuno è anche una riforma autoritaria e fascista, ma sappiamo che per qualcuno tutto è fascismo, meno quel che pensano loro (e che spesso è tratto direttamente dai manuali della Repubblica Sociale).</p>



<p>Ma l&#8217;autonomia non è una riforma costituzionale, è l&#8217;applicazione di ciò che già c&#8217;è in costituzione. Ciò mostra come, per l&#8217;esecutivo, il premierato sia una cosa più importante dell&#8217;autonomia. Valutando che anche oggi la Lega si vende come federalista, il non aver inserito il tema nelle riforme costituzionali, accontentandosi di un&#8217;autonomia pseudospagnola molto confusa e che in teoria è anche revocabile (ne parleremo meglio in un futuro articolo) non sa certamente di vittoria.</p>



<p>Vero è che, considerando l&#8217;opinione di vari giuristi, l&#8217;autonomia non è sottoponibile a referendum abrogativo, mentre passarne uno costituzionale, specie insieme al controverso premierato, è molto difficile: ma non pare che l&#8217;intenzione del governo sia approvare l&#8217;autonomia &#8220;metti che non passa il referendum&#8221; e poi proporre una riforma costituzionale che la contenga.</p>



<p>Tra l&#8217;altro, generalmente le riforme autonomiste piacciono agli elettori (ai tempi della riforma del 2016 la riduzione dei poteri alle regioni era uno dei temi più sentiti secondo i sondaggi), se ciò da un lato renderebbe relativamente facile passare una riforma del titolo V che rende più chiare ed efficienti le autonomie (per quanto sarebbe polarizzante, in un paese dove chi si oppone all&#8217;autonomia non lo fa con le parole ma con le bandiere), dall&#8217;altro renderebbe molto appetibile fare un mega-referendum per tentare di migliorare le sorti del premierato inserendoci dentro anche il titolo V.</p>



<p>Ma il punto è che se magari questa autonomia differenziata sarà benefica per regioni come la Lombardia, l&#8217;Italia potrebbe diventare, con il governo Meloni, un paese premierale. Ma non certamente federale.</p>



<p>Politicamente, con l&#8217;autonomia differenziata si chiude il ciclo politico molto vago del &#8220;più potere al territorio&#8221;, e viene da chiedersi anche cosa farà Salvini ora, con uno dei pochissimi temi che lo differenziano da Fratelli d&#8217;Italia abbracciato da essi e andato (in informatica lo chiamiamo Embrace, extend, and extinguish) e una Lega che alle europee ha puntato tantissimo su Vannacci e ha beneficiato di accordi benefici specialmente nel Meridione.</p>



<p></p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2024/06/19/ma-lautonomia-non-e-una-vittoria-soprattutto-per-la-lega/">Ma l&#8217;autonomia non è una vittoria (soprattutto per la Lega)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">16832</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Lega muore al Nord e nasce al Sud</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/09/11/la-lega-muore-al-nord-e-nasce-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianni Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 10:32:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=13372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo so sembra incredibile ma i fatti parlano chiaro. E’ stato necessario che Salvini uccidesse la Lega Nord per far e in modo che qualcosa di speculare (in negativo) nascesse</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/11/la-lega-muore-al-nord-e-nasce-al-sud/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/11/la-lega-muore-al-nord-e-nasce-al-sud/">La Lega muore al Nord e nasce al Sud</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so sembra incredibile ma i fatti parlano chiaro. E’ stato necessario che Salvini uccidesse la Lega Nord per far e in modo che qualcosa di speculare (in negativo) nascesse a sud. E non è certo il suo tentativo abortito di esportare la sbiadita e caricaturale idea sovranista nel meridione ad aver avuto la meglio. Anzi, al contrario a beneficiarne è staro un altro movimento nato a Nord ma più abile nello sfruttare le debolezze congenite del sud: il Movimento 5 Stelle. Ebbene sì, i sondaggi parlano chiaro e ci dicono che Conte e la sua banda saranno a sorpresa (fino a un certo punto) il primo partito del mezzogiorno. Quasi un quarto degli elettori delle regioni meridionali e delle isole paiono seriamente convinti del messaggio dell’avvocato del Popolo: diritti, diritti, diritti e Stato!</p>
<p>La novella pentastellata ha fatto definitivamente breccia in un elettorato che sognava di sentirsi dire che in fin dei conti lavorare, studiare, impegnarsi e faticare non serve. Che “uno vale uno” ( quella scemenza che ha fatto sì che personaggi del calibro di Toninelli o Taverna siamo arrivati ai vertici delle istituzioni del paese). Che in fin dei conti ci pensa lo Stato a garantire la tua sopravvivenza. Messaggio molto apprezzato in un contesto dove ormai la percentuale di cittadini elettori a carico del sistema supera ampiamente quella di chi produce e paga le tasse.</p>
<p>Messaggio ovviamente più efficace a quelle latitudini dove la tendenza di cui sopra risulta accentuata, a tratti esasperata. E allora contrariamente alle previsioni dei politologi nel Sud Italia non prevale la Meloni col proprio partito da sempre centralista, statalista e meridionalista come tutti si aspettavano, ma coloro che hanno garantito lo status quo. Qualcuno potrebbe obbiettare che questo è accaduto proprio a causa del fatto che lo stesso giorno in cui l’ineffabile avv. Conte sbarcava a Napoli per dare il via alla propria campagna elettorale, Giorgia Meloni abbia annunciato che in caso di vittoria avrebbe cancellato il reddito di cittadinanza. E’ bastato davvero così poco (ammesso che sia poco)? Non lo so dire con certezza. Ma di certo c’è stato un travaso significativo di voti che da destra sono transitati direttamente agli agonizzanti 5 stelle ridando loro nuova vita. Così, come spesso è successo al Sud, in maniera post ideologica, verso chi da più garanzie di mantenimento di pochi miserabili privilegi.<br />
Ma il dato più significativo dal mio punto di vista va rilevato nelle ragioni della novità di questa dinamica. Perché oggi è potuto accadere e non 20 o 30 anni fa? La risposta è semplice: perché prima c’era la Lega Nord. E credo di poterlo dimostrare.</p>
<p>Quello che fu il più glorioso esempio di sindacato territoriale nella storia politica della penisola è sempre servito da termine di paragone ( sia in positivo che in negativo) al resto del paese. Per anni ho sentito parlare dai cittadini meridionali (meno dalla politica meridionale) del modello Lega Nord. Fatto di buona ed efficace amministrazione, di entusiasti militanti e di appassionati giovani. Un modello di efficenza e dedizione che spesso ha fatto da contraltare alla classe politica meridionale che al contrario non ha mai dato la sensazione ai propri cittadini di operare seriamente per il bene comune. Un modello rispettato anche da chi nelle urne sceglieva poi altro, ma che ne riconosceva comunque l’utilità è l’esempio positivo. Oggi tutto questo non c’è più e chi ha sempre prediletto un modello alternativo, cialtronesco e disinvolto non ha più termini di paragone. In sostanza abbiamo legittimato uno schema del tutto libero da remore morali. Uno schema che sempre più somiglia a quella splendida caricatura di Antonio Albanese che porta il nome di “Cetto Laqualunque”.</p>
<p>Una politica fatta di promesse insostenibili a tratti sguaiate ad un elettorato che quasi le pretende e che risponde con giubilo all’appello. In fin dei conti basta dire che le tasse non si pagano, che per vivere non bisogna lavorare, che le pensioni arriveranno molto presto e saranno sempre più ricche, che l’energia sarà garantita dal sole e dal vento e che i rifiuti che produciamo non avranno più bisogno di essere trattati in inutili e fastidiosi impianti, ma che li porteremo tutti in Germania. Già, basta poco per trovare il consenso. Basta dire in sostanza che le cose andranno avanti così ancora per un pezzo. E tutto questo è possibile farlo senza nascondersi perché non esiste più nessuno che dica il contrario.</p>
<p>Perché appunto non esiste un movimento, prima di opinione che politico, che ci ricordi che tutto questo è sbagliato. Che andremo presto a schiantare e che invocheremo la Trojka europea a breve come se fossimo una Grecia qualunque. Nessuno appunto che somigli nemmeno lontanamente a quella che è stata la Lega Nord e la sua funzione principale. E poi qualcuno si chiederà anche perché alla fine di tutto ciò i cittadini perbene di questo paese non sappiano ancora se è per chi andare a votare.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/09/11/la-lega-muore-al-nord-e-nasce-al-sud/">La Lega muore al Nord e nasce al Sud</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13372</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ritorno al Nord: Sarà la volta buona?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/07/06/ritorno-al-nord-sara-la-volta-buona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianni Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2022 11:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[salvini premier]]></category>
		<category><![CDATA[sindaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=12817</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho trovato sinceramente curiosa la notizia di un gruppo di amministratori e di segretari della Lega di Salvini che improvvisamente scoprono di essere in balia del vento. Chiedere un cambio</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/06/ritorno-al-nord-sara-la-volta-buona/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/06/ritorno-al-nord-sara-la-volta-buona/">Ritorno al Nord: Sarà la volta buona?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Ho trovato sinceramente curiosa la <a href="https://www.adnkronos.com/lega-il-nord-chiede-cambio-di-passo-a-salvini_7BETlG0viysuB6VV0k6ZSR">notizia</a> di un gruppo di amministratori e di segretari della Lega di Salvini che improvvisamente scoprono di essere in balia del vento. <br /><br />Chiedere un cambio di passo  a Salvini pretendendo scelte collegiali e democrazia nel partito fatto a sua immagine e somiglianza, a tratti risulta quasi tenero. <br /><br /></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo conosco molti di questi militanti e la maggior parte di loro è composta da brave persone, oneste e generose. Gente che spesso ha dato tutto ad un movimento (la Lega Nord) che non è quello di oggi. <br />Fingere che non sia cambiato nulla rasenta il paradosso. <br /><br />Ho combattuto a mani nude per anni per ribadire il principio che in questo modo, forse si sarebbero ottenuti facili consensi, ma si sarebbero buttati alle ortiche almeno 30 anni di battaglie e conquiste politiche, figlie di un non sempre semplice percorso democratico. <br /><br />E allora mi chiedo: <strong>ma tutte queste brave persone che oggi capiscono che il partito nuovo sta schiantando e che non rimarrà nulla della nostra gloriosa storia autonomista ed indipendentista, dove sono stati in questi anni?</strong> <br /><br />Dov’erano mentre gli ulema del cosiddetto capitano radevano al suolo ogni tiepido cenno di dissenso rispetto  alla linea folle e spregiudicata del loro capo? Erano solo distratti o davvero non  avevano capito cosa sarebbe successo ? <strong>Dove erano mentre venivano annientate intere sezioni ed espulsi decine di militanti, altrettanto per bene che avevano solo il torto di aver sostenuto la mia candidatura quale alternativa al nulla?</strong> Dove erano quando venivano definitivamente superate le ragioni fondanti della Lega Nord? Quando appunto spariva la missione di sindacato del Nord del movimento ?<br /><br />Perché nessuno ha mai alzato un dito per difendere queste persone e oggi ci si sveglia accorgendosi che le scelte sono state verticistiche e non condivise  ? Solo perché oggi appare chiaro a tutti quanto fossero sbagliate? <br /><br />Troppo facile farlo adesso. Il coraggio serviva averlo quando a dire come sarebbe finita eravamo in pochi, ghettizzati ed emarginati. Spesso non solo politicamente. <br /><br />Però non tutti i mali vengono per nuocere. Almeno in questo caso qualcuno ci darà la possibilità di uscire una volta per tutte dall’equivoco. <strong>In fin dei conti questa gente sta solo chiedendo che torni la Lega Nord e certificando di fatto che questo singolare contenitore acefalo, senza ideali e squisitamente nato con finalità elettorali non è la Lega Nord, per la quale tutti noi abbiamo combattuto per decenni.</strong> <br /><br />Che sia la volta buona ?</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/06/ritorno-al-nord-sara-la-volta-buona/">Ritorno al Nord: Sarà la volta buona?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12817</post-id>	</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è baruffa nell&#8217;aria, fermento nelle valli e non solo&#8230;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 10:25:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=12784</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di ieri, rilanciata da diverse agenzie di stampa tra cui l&#8217;ADN Kronos, ha iniziato a circolare un documento redatto da amministratori e militanti della Lega Salvini che sta</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/">C&#8217;è baruffa nell&#8217;aria, fermento nelle valli e non solo&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nel pomeriggio di ieri, rilanciata da diverse agenzie di stampa tra cui l&#8217;ADN Kronos, ha iniziato a circolare un documento redatto da amministratori e militanti della Lega Salvini che sta facendo scalpore e discutere per i temi e i toni utilizzati. Di seguito pubblichiamo il testo completo ringraziando amici giornalisti per avercelo fornito.</em></strong></p>
<p>All’attenzione<br />
Segreteria Federale Lega per Salvini Premier<br />
Segreteria Nazionale Lega Lombarda<br />
Segreteria Provinciale Lega Bergamo</p>
<p><strong>RIFLESSIONI DEL MILITANTE</strong><br />
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando la voce del grande Bossi tuonava nell’etere, ma<br />
anche nei nostri cuori, come simbolo del Nord, di quella parte territoriale viva, produttiva, capace,<br />
ricca di positive prospettive per il futuro.<br />
Tanto si è fatto in nome e per conto di quello che era la Lega Nord, per la quale militanti di ogni<br />
età e di diversificati profili personali si sono attivamente impegnati ed organizzati, convinti di<br />
raggiungere ideali concreti e largamente diffusi.<br />
A distanza di anni, tra alti e bassi, ci troviamo però molto lontani da quello che erano i nostri valori<br />
e le battaglie per cui tutti noi lavoravamo con energie e sacrifici.<br />
La realtà dei nostri giorni, dopo una svolta nazionale del movimento, ma in seguito anche degli<br />
ultimi insuccessi elettorali legati alla giornata del 12 giugno scorso (referendum e comunali), ci<br />
obbliga a fermarci e riflettere.<br />
Sì, perché il militante è anche essere pensante, capace di organizzare strategie e modalità di<br />
azione, desideroso di migliorare laddove riscontra insuccessi e fallimenti, attraverso una riflessione<br />
condivisa e proficua tra territorio e organi istituzionali, cosa che a parer nostro è andata svanendo<br />
in questi ultimi anni.<br />
Ecco allora che, condividendo tra noi delusioni, amarezze e mal di pancia, abbiamo deciso di<br />
mettere per iscritto alcune osservazioni, perché chi occupa il giusto posto possa riflettere su ciò<br />
che la “base” evidenzia e chiede, affinché le defezioni e i malumori diminuiscano e i militanti<br />
possano ritrovarsi ancora, come ai vecchi tempi, motivati da ideali condivisi e reali, legati ai veri<br />
valori per cui la Lega è nata e che da tempo non sta portando avanti con decisione e schiettezza.</p>
<p><strong>ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE</strong><br />
Attendiamo da molto, troppo tempo l’elezione ufficiale delle figure di riferimento territoriali.<br />
Basta commissari, chiediamo che tutte le cariche tornino ad essere elettive.<br />
A fatica abbiamo appena rinnovato i segretari delle sezioni comunali, dove parecchi referenti non<br />
volevano più rimettersi in gioco ma hanno ridato disponibilità motivati solo dalla speranza che<br />
qualcosa cambi velocemente.<br />
Vi siete chiesti il perché? Se non lo avete fatto cercate di farlo al più presto prima che sezioni una<br />
volta tanto significative sul territorio si trovino costrette a chiudere.<br />
Vogliamo il ripristino di quelle che una volta erano le circoscrizioni con segretari di circoscrizione<br />
(se così si chiameranno ancora) votati ed eletti dai militanti, dove segretari delle varie sezioni<br />
possano affrontare i reali problemi del territorio, condividere le strategie e analizzare le<br />
problematiche, decidendo linee strategiche comuni e distintive del movimento che<br />
rappresentiamo.<br />
Sono anni che non ci si ritrova più e sotto questo aspetto e i risultati si vedono, per chi li vuole<br />
vedere!</p>
<p>Soffriamo la mancanza di direttivi ufficiali a vari livelli, dal provinciale al federale, per cui chiediamo a gran voce l’elezione effettiva dei vari componenti e la messa in atto degli incontri di loro competenza.<br />
E non dimentichiamoci i congressi!<br />
Perché dobbiamo farci trovare ben organizzati prima dell’importantissimo appuntamento elettorale del prossimo anno, se non vogliamo trovarci in una situazione irrecuperabile.<br />
Una buona organizzazione, solida e condivisa dai militanti, da sempre vera forza attiva del movimento, sarà la vera soluzione per andare avanti e cercare di recuperare ciò che sta andando perso. Solo così potremmo essere più incisivi sul territorio e di certo anche più credibili agli occhi della gente di quanto lo siamo ora.</p>
<p><strong>IL MILITANTE</strong><br />
Se una sezione riesce a lavorare bene è grazie al lavoro dei suoi militanti e del suo segretario.<br />
Basta con le decisioni calate dall’alto, basta con gli ordini dell’ultimo momento, magari non condivisi e “recapitati” via messaggio.<br />
La sofferenza dei soci e dei militanti di sezione è palese, e la situazione sta esplodendo.<br />
Non c’è più condivisione di intenti, ora i militanti devono solo eseguire. Nel contempo è inutile proporre il tesseramento ai cittadini (cosa che si rispecchia nel netto calo di adesioni in ogni sezione bergamasca) o far gazebo per ricevere solo insulti.<br />
Alla fine sono sempre i segretari e i loro militanti a metterci la faccia sul territorio e a ricevere le conseguenze delle decisioni prese dall’alto e talvolta davvero incomprensibili e pertanto inspiegabili!<br />
La gente si sente presa in giro!<br />
Tornate a valorizzare la figura del militante e a coinvolgerla nelle vostre logiche, aiutereste a lavorare meglio sul territorio.</p>
<p><strong>PRESENZA SUL TERRITORIO</strong><br />
Mai come in questo periodo abbiamo figure politiche lontane dal territorio, prese dalla smania di protagonismo e avvezze solo a selfie o a presenze in occasione di feste o cerimonie.<br />
Non è questo che ci serve!<br />
Vogliamo tornare ad avere rappresentanti politici, scelti dal territorio, espressione del territorio, legati al territorio, che lavorino per esso anche dietro le quinte, che collaborino con i segretari, che si interessino dei problemi della gente, che si incontrino con i sindaci.<br />
Un desiderio irraggiungibile? Non stiamo chiedendo la luna, ma se vogliamo davvero riprendere la strada maestra dobbiamo lavorare tutti per lo stesso fine e sulla stessa linea, senza protagonismi inutili.<br />
Vogliamo referenti politici che vengano sul territorio non per “parlare”, ma per “ascoltare”.<br />
Il loro compito è interfacciarsi con le realtà locali per condividere strategie comuni evitando di creare situazioni spiacevoli: citiamo ad esempio la questione dei profughi ucraini minorenni, dove il risultato ottenuto dai rappresentanti di Roma, e pubblicizzato come vincente sul territorio, era l’esatto contrario di quello per cui i sindaci dell’ambito interessato si stavano battendo, formalizzando un documento importante condiviso poi da tutti i sindaci locali, non solo leghisti.<br />
Una proposta è più forte quanto più parte dalla base e dalle reali necessità del territorio che stiamo governando.<br />
Non perdiamo questo principio altrimenti ci troveremo spesso di fronte ad una spaccatura e contrapposizione tra lavoro del territorio e linea dei singoli politici.</p>
<p><strong>LA NOSTRA IDENTITA’</strong><br />
Chi siamo?<br />
Quali sono i valori che ci identificano come rappresentanti del movimento?<br />
Quali sono le proposte che ci distinguono dal resto dei politici, che ci hanno fatto emergere come forza affidabile e sicura negli anni passati?<br />
Oggi l’incoerenza domina su tutto, la politica tutta è appiattita e allineata senza orgoglio, pur di governare!<br />
I militanti non sanno più cosa rispondere a chi li ferma per chiedere spiegazioni.<br />
Torniamo ad identificare i nostri valori rendendo visibile lo sforzo che tutti ci mettiamo per raggiungerli.<br />
Torniamo a parlare di ciò che ci è caro: AUTONOMIA, AUTONOMIA, AUTONOMIA, e poi contrasto all’immigrazione, sicurezza per il territorio e per i nostri giovani, lotta alla droga, parliamo di lavoro, battiamoci per togliere il vergognoso reddito di cittadinanza, difendiamo i temi della famiglia!<br />
Cerchiamo di essere coerenti.<br />
Basta inutili raccolte firme che poi non vengono consegnate e non servono a nulla se non ad illudere la gente nella risoluzione di problemi che poi mai verranno risolti, come la carenza medici, giusto per citarne uno d’attualità!<br />
La gente si sta stancando, e il campo che noi abbiamo abbandonato prima o poi verrà conquistato da qualcun altro, perché gli ideali che ci hanno sempre guidato sono forti. E torneranno ad emergere.</p>
<p><strong>RIFLETTERE È LA GIUSTA CURA</strong><br />
Stiamo raccogliendo sconfitte ovunque. Ci siamo chiesti perché?<br />
A livello personale o di gruppi comunali l’analisi è stata fatta, perché crediamo nessuno possa essere insensibile a certi risultati deprimenti.<br />
Alcuni politici (pochi) lo fanno anche con noi, in occasione di sporadici incontri, ma forse sarebbe utile farlo in modo autorevole e condiviso. Senza perdere tempo, prima delle elezioni.<br />
Già l’anno prossimo saremo chiamati al voto e la spiacevole discesa di consensi a cui stiamo assistendo ci fa male, non aspettiamo di trovarci senza candidati e soprattutto senza elettori.<br />
Candidati che questa volta vorremmo fossero scelti anche dal territorio e non solo perché appartenenti ad un certo gruppo di amici o per logiche che non si conoscono. Una scelta da fare sulla base della meritocrazia, accettando chi davvero ha fatto e sta facendo tanto per il bene del movimento.<br />
Siamo in una fase critica e difficile, è chiaro a tutti, anche a chi vorrebbe negarlo, ma non dobbiamo celarci dietro a ingannevoli messaggi sui social che evidenziano false vittorie.<br />
Cerchiamo, e soprattutto cercate, di essere più realisti, guardate con gli stessi occhi del militante che spesso, anche se privo di ruoli istituzionali, ha la capacità di leggere le situazioni reali in modo pratico e dando soluzioni immediate.<br />
Ricordatevi che l’unione fa la forza, anche in politica.</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong><br />
Cari rappresentanti politici, con questa lettera, che non è un semplice sfogo ma sintomo del bisogno di essere ascoltati e compresi perché il nostro sempre più sentito “mal di pancia” non ci annienti del tutto, alcuni Sindaci e segretari della bergamasca hanno voluto segnalarvi la grave e pesante situazione che si trovano a vivere per i suddetti motivi elencati.<br />
Abbiamo il polso della situazione, rappresentiamo la voce dei nostri militanti e della gente dei nostri territori, che si sta allontanando.<br />
Ascoltateci! Riflettete insieme a noi e diamo una svolta a questo movimento!<br />
Prendete queste righe come un monito a migliorare le cose, dato da chi ancora vuole credere nella Lega, ma che si sente troppo deluso per poter proseguire su questa strada.<br />
A voi la possibilità di scegliere dove andare.</p>
<p>Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.</p>
<p>Bergamo, luglio 2022</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/07/05/ce-baruffa-nellaria-fermento-nelle-valli-e-non-solo/">C&#8217;è baruffa nell&#8217;aria, fermento nelle valli e non solo&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12784</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Caro Gianni, su Salvini ti dico che&#8230;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/05/09/caro-gianni-su-salvini-ti-dico-che/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 10:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[gianni fava]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=12109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho letto e meditato quello che ha scritto Gianni Fava, a metà fra ipotesi politica e appello a Matteo Salvini. &#8211; Sono trascorsi quasi 10 anni dall’elezione di Salvini a</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/05/09/caro-gianni-su-salvini-ti-dico-che/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/05/09/caro-gianni-su-salvini-ti-dico-che/">Caro Gianni, su Salvini ti dico che&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto e meditato quello che ha scritto Gianni Fava, a metà fra ipotesi politica e appello a Matteo Salvini.<br />
&#8211; Sono trascorsi quasi 10 anni dall’elezione di Salvini a segretario federale della allora Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.<br />
&#8211; E questo è un fatto. Dietro al quale tuttavia mi pare ci siano alcune premesse che Fava non fa: la Lega Nord all’epoca era in una crisi addirittura esistenziale. Il “cerchio magico” l’aveva condotta sull’orlo della scomparsa. Eppure fu lo stesso Fava, se la memoria non mi inganna, a farsi parte attiva per decapitare i colpevoli del disastro che non era solo politico ma soprattutto etico, di credibilità, di capacità, di consenso.<br />
&#8211; Ne nacque la “sera delle scope” a Bergamo, dove Maroni uscì dal silenzio e favorì in via definitiva l’affondamento del cerchio magico, salvando la Lega.<br />
&#8211; Ne seguì l’elezione plebiscitaria di Maroni a Segretario Federale.<br />
&#8211; Ne seguì la sua (critica) vittoria alle regionali della Lombardia che garantì la sopravvivenza di una Lega pur residuale.<br />
&#8211; Ne seguì l’incompatibilità di Maroni alla contemporanea carica di Presidente della Lombardia e di Segretario della Lega Nord all’opposizione del Governo centrale.<br />
&#8211; Ne seguirono le sue dimissioni da Segretario Federale con la sua indicazione (plebiscitariamente condivisa) di Giorgetti alla successione.<br />
&#8211; Ne seguì il rifiuto di Giorgetti ad assumere l’incarico.<br />
&#8211; Ne seguì la seconda scelta: Salvini.</p>
<p>Io sono convinto che i leghisti debbano a Maroni molto di più di quello che gli riconoscono. Senza di lui temo che la Lega Nord sarebbe scomparsa nel turbine delle malefatte del cerchio magico, della malattia di Bossi, delle incertezze di Giorgetti, della impresentabilità che ne derivava.<br />
Dunque Salvini fin dall’inizio fu una “seconda scelta”, però legittimata dal successivo congresso cui Fava fa cenno.</p>
<p>Mi sembra pacifico affermare che Salvini non è mai stato ritenuto, come neanche lui si ritiene, uno “stratega” della politica. Ha un piglio pragmatico, una buona predisposizione alla tattica, ma non ha la vocazione di elaborare progetti e dunque di dare un contenuto programmatico ad un partito. Dice bene Fava: il contenuto della Lega Nord era quello di “sindacato dei territori”, dell’uso corretto del principio di sussidiarietà verticale, della capacità di rappresentanza delle esigenze territoriali selettivamente: il lampione spento ma anche i bisogni di interi cluster territoriali (gli artigiani, i commercianti, le piccole imprese e così via): un quadro generale e dettagliato delle attese di ciascun territorio presidiato.</p>
<p>Oggi il problema vero della Lega è proprio quello della rappresentanza che viene ancor prima del consenso, anzi ne è causa.<br />
L’apertura ai nuovi territori che Salvini ha operato non ha seguito l’indirizzo politico bossiano, non c’è stata la paziente proposizione del progetto leghista, si è limitato a prendere voti senza cercare di influire sulla cultura dei nuovi arrivati che gli hanno trasferito i voti “a pacchetto” come costuma a Sud: i voti sono arrivati dai “soldati di ventura” che ne sono proprietari e convergono sul veicolo Lega senza che sia loro richiesta la condivisione di un progetto, che peraltro non c’è.<br />
Salvini, non la Lega, ha preso i voti del Sud e li ha presi senza condizioni progettuali ma solo a condizioni pattizie: Salvini/portatori di voti. Il successo elettorale alle europee è di Salvini non della Lega, che anzi mi pare uscirne sconfitta nelle prospettive “ideologiche”.</p>
<p>C’è da ammettere che il bivio era fin troppo chiaro: o la Lega apriva a Sud oppure rimaneva confinata nei suoi territori di origine, rinunciando dunque a diventare partito di maggioranza perché volontariamente rinunciava a metà del bacino elettorale italiano.<br />
Peraltro e per verità storica la Lega Nord, stava lentamente (e faticosamente) espandendosi verso altri territori che vi aderivano in percentuali modeste ma con convinzione e condivisione “ideologica” e dunque duratura e solida.</p>
<p>Appunto: battaglia strategica pluriennale anziché vittoria tattica immediata ma altrettanto fragile.<br />
Ne è poi derivata una attitudine alla esasperata personalizzazione del partito, con la discutibile scelta della nuova compagine Lega per Salvini Premier. Una sorta di culto della personalità, che metteva il suggello su due aspetti: &#8211; la mancanza di verifica del consenso attraverso i congressi (che paiono scomparsi dal panorama del partito) – La selezione dei candidati alle cariche pubbliche per scelta autoritaria del Segretario o dei suoi “Commissari”, con conseguente sfilacciamento interno, ma soprattutto “ideologico”: oggi  un coro dissonante di ipotesi, proposte, indirizzi. Ognuno dice la sua: se è coerente con la visione di Salvini è legibus soluta. Basta l’amicizia, perfino la simpatia  o il “patto” elettorale per entrare con privilegio nelle liste del partito ad ogni livello.<br />
Questo quadro spiega l’andamento a “dente di sega” del consenso alla Lega per Salvini premier: punte elevatissime in 4/5 anni e perdite elevatissime nei due anni successivi e tuttora. A parità di condizioni  il futuro sembra incerto ma nessuno se ne cura: una allegra apocalisse!<br />
Siccome Salvini è un pragmatico, potrebbe darsi che l’ipotesi di Fava trovi la sua personale accoglienza: in questo caso però cadrebbe tutta la attuale catena di comando del suo partito. I Commissari nominati a guardia del territorio hanno creato vicereami personali. Saranno disposti a rinunciarvi? Il sistema commissariale si è consolidato. Buona parte dei vecchi leghisti hanno abbandonato il partito, quando non sono stati espulsi o “degradati”, comunque sempre oscurati e isolati, i Commissari hanno fatto nuovi iscritti. Non è detto che eventuali congressi diano risultati diversi dagli attuali. I legami fra il nuovo iscritto e il Commissario è su basi do ut des, e comunque non su basi di condivisione politica che rimane una opzione residuale. I congressi potrebbero rappresentare il sugello al salvinismo e secondo me questa è la “strategia” interna che intendeva seguire Salvini: l’ha seguita.</p>
<p>In conclusione pare a me che l’ipotesi di Fava abbia ben poche probabilità di diventare concreta. Dovrebbe superare la resilienza di Salvini e ancor più quella della nuova dirigenza salviniana.<br />
Temo invece che tutto troverà conclusione in una ectopirosi finale, pochi voti, nessuna prospettiva progettuale, abbandono dei “soldati di ventura”, ridimensionamento nelle urne dei candidati salviniani, abbandono del consenso di interi cluster produttivi (soprattutto a Nord). Il 2023 sarà fatale. A quel punto qualcuno che ne abbia voglia e titolo, raccoglierà i cocci: la storia insegna che i nuovi leader emergono in situazioni di emergenza.<br />
È successo a Salvini nel 2013, succederà a un homo novus o a un consolidato leghista nel 2023.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/05/09/caro-gianni-su-salvini-ti-dico-che/">Caro Gianni, su Salvini ti dico che&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12109</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
