FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Magazine di Approfondimento Politico

I dragoni si scoprono indipendentisti. Nella nuova Europa dei popoli.

E mentre dalle nostre parti pare soffiare molto forte il vento Sovranista, altrove in Europa succede esattamente il Contrario. Nella Gran Bretagna squassata dalla Brexit, le spinte autonomiste dei territori guardano sempre più all’Europa e sempre meno al vecchio blocco monarchico che per secoli ha dominato il mondo. Delle spinte nordirlandesi e ancor di più di quelle scozzesi si parla da decenni. Al contrario poco o nulla si sapeva fino a qua
Dell’esistenza di un vero movimento autonomista in Galles.

Già il Galles, la nazione più povera del regno e quella che più a lungo ha dimostrato fedeltà alla corona, oggi si ritrova a fare i conti con vampate indipendentista mai immaginate prima. Ad infuocare il dibattito ci ha pensato
Il nuovo leader del partito nazionale gallese “Plaid Cymru” che si è dichiarato “ribelle ed eretico” e ha affermato che il “cataclisma” della Brexit potrebbe aumentare le possibilità di indipendenza per il Galles.

Adam Price ha recentemente affermato che una Brexit dura o senza idoneo contratto che tuteli il Galles potrebbe spingere la gente a distogliere lo sguardo dal Labour, che ha dominato la scena politica per un secolo, e diventare più aperto all’idea di indipendenza.
Price ha aggiunto che vuole imitare l’esperienza dello Scottish National Party sulla messa in atto del meccanismo per poter far sì che venga data anche al popolo Gallese la possibilità di votare per l’indipendenza entro il 2030 al più tardi.
Giusto Una settimana dopo aver battuto Leanne Wood nella battaglia per la leadership nel partito, Price ha sentenziato che questi ormai sono i “giorni morenti dello stato britannico”, ma ha contraddittoriamente affermato di amare l’Inghilterra e ha chiesto che si liberasse il Galles dalle “catene” del post-imperialismo”. Nelle parole del giovane leader anche l’orgoglio per il fatto che Plaid abbia scelto un gay dichiarato quale leader, dimostrando grande apertura ed ha aggiunto in una recente intervista al Guardian : “Siamo un piccolo paese di 3 milioni di persone e non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno. Vogliamo essere un partito per tutti i cittadini. qualunque sia il loro genere, razza, credo o orientamento sessuale” . Ha raccontato di di essere cresciuto in una famiglia laburista e che se mai in gioventù avesse pensato e di affrontare una carriera politica la avrebbe immaginata in quel partito piuttosto che in Plaid Cymru . Ma ha aggiunto a proposito del Labour
“Non faceva per me. Non l’ho visto lottare per il Galles. Per essere un membro di Plaid Cymru devi essere un ribelle, un eretico, un dissidente, perché il nostro messaggio in poche parole è che bisogna cambiare. Vogliamo trasformare il Galles oggi a testa in giù.. Siamo qui per creare un enorme cambiamento nel futuro del nostro paese “. E ancora “Il paese sta pagando il “voto popolare” sulla Brexit. “Per me è chiaro che una via ragionevole e credibile non può emergere dal risultato fasullo che abbiamo visto dal referendum” ha dichiarato sempre Price”Una Brexit estrema e dura sarebbe come un cataclisma distruttivo per il popolo del Galles. Viene promossa da persone a cui non importano le conseguenze Sulle nostre comunità. Siamo rimasti con questa situazione in cui abbiamo potuto vedere il disfacimento dell’economia del Galles a partire dagli anni ’30. Dovremmo cogliere ogni opportunità per fermare questa follia. Il mezzo per farlo è riportarle la gente alle urne “.
Il manifesto di Plaid Cymru promette di proteggere il Galles dopo la Brexit in una chiave nuova e inedita per il panorama celtico.
Price sa di avere davanti un compito non facile, ma è confortato dai sondaggi che nonostante in questi giorni confermino che la maggior parte dei gallesi non si dichiara favorevole all’indipendenza, dicono anche che Plaid resta saldamente la terza forza politica gallese dietro Labour e Tories. E il dato appare in netto miglioramento.
Risultera’ molto interessante verificare nei prossimi anni l’evoluzione politica di questo nuovo leader atipico e contemporaneo che sta risvegliando gli istinti indipendentisti in un paese che nei secoli mai aveva dimostrato grande interesse ad emanciparsi dal patto federativo che lo lega al Regno Unito. Continuando a guardare all’Europa dei popoli ed alla fine degli stati nazionali.

Imprenditore, classe 1968. Per 25 anni impegnato a vari livelli in politica sempre nelle fila della Lega Nord. Dal 1993 al 2002 è sindaco di Pomponesco (Mantova), nel 1996 entra a far parte del Direttivo regionale dell’Anci Lombardia. Nel biennio 1996-1997 Fava è presidente del Consorzio per la depurazione idrica casalasco-viadanese. Per molti anni e’ stato membro elettivo di Upl (Unione provincie lombarde). Dal 2002 al 2007 consigliere comunale a Pomponesco e dal 2009 al 2014 consigliere comunale a Sabbioneta. Dal 2015 al 2018 è stato consigliere comunale a Viadana (città dove attualmente vive). Dal 1997 al 2012 è stato consigliere della Provincia di Mantova e deputato al Parlamento in tre Legislature. Nella XV Legislatura è stato membro della Commissione Attività produttive; nella XVI è stato membro delle Commissioni Difesa, Attività produttive, Politiche dell’Unione europea, Affari sociali e della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nonchè Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla Contraffazione. Nella XVII eletto di nuovo alla camera dei deputati ha rassegnato le dimissioni nel maggio 2013 per entrare a far parte della giunta regionale della Lombardia con Presidente Roberto Maroni come assessore all'agricoltura. Appassionato di politica, economia e di sport nel novembre 2018 ha scelto di abbandonare le cariche elettive e la politica attiva in campo istituzionale per dedicarsi alla propria attività imprenditoriale a tempo pieno.