FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Sunday Bloody Sunday. La strage.

Non c’è nulla di particolarmente bello da vedere a West Belfast.
Una successione di modeste casette in mattoni scuri tutte uguali abitate dal proletariato cattolico a cui la mitica Falls Road fa da spina dorsale.
Nulla tranne i murales che sono stati realizzati sulle case dei caduti della Provisional IRA durante i Troubles. Street art, la chiameremmo ora, che ricorda episodi del conflitto secolare che oppone l’Irlanda agli occupanti inglesi. Ho visitato West Belfast un paio di anni orsono, in agosto, pochi giorni dopo l’anniversario del massacro di Ballymurpy, quartiere di West Belfast nel quale, tra il 9 e l’11 agosto del 1971, i parà di Sua Maestà Britannica del I° battaglione massacrarono 11 civili inermi. Uno fu ucciso mentre sventolando un fazzoletto bianco stava soccorrendo un caduto, allo stesso modo fu ucciso un prete cattolico che cercava di portare soccorso. Uno fu colpito 14 volte, la maggior parte alla schiena. Una donna fu colpita da tre parà e lasciata per ore giacere al suolo finché morì. Ancora oggi in agosto a Ballymurphy le bandiere nere a lutto si alternano a quelle dell’Irlanda libera. Sul massacro di Ballymurphy gli U2 non hanno scritto una canzone. Se lo avessero fatto, avrebbero potuto dire che gli autori di quel massacro erano gli stessi che il 30 gennaio 1972, nemmeno un anno dopo, massacrarono 14 civili a Derry. Un quindicesimo morì successivamente per le ferite riportate. Uno fu ucciso come i nazisti uccidevano gli ebrei, con un colpo alla nuca. Uno fu ucciso, anche qui, mente sventolando un fazzoletto bianco cercava di portare aiuto. Uno fu ucciso colpito al petto mentre a mani in alto gridava di non sparare.

This is not a rebel song. This is Sunday, bloody Sunday” canta Bono

Nessuno dei massacratori ad oggi è stato condannato, coperti da connivenze e insabbiamenti dai governi di Sua Maestà, icona di stile adorata dalle riviste patinate. Fino a oggi la nazione che si è resa responsabile di aver trattato i sui cittadini nell’Europa del XX secolo come venivano trattati gli Zulù nell’Africa del XIX è stata seduta come fra pari tra le nazioni Europee. Da domani non sarà più così, senza nessun rimpianto per chiunque abbia a cuore la libertà.

Fight on.

Luca Comper
Architetto, appassionato di troppe cose da poterle riassumere nello spazio di una schermata del PC, ma in particolare di arte, politica e storia. Ha lo stesso rapporto con il giornalismo di quello che ha uno scafista con la marineria. Indipendentista to the core, il suo motto è "Ho costruito la mia causa in abuso edilizio"