FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Un posto in fiera? Costa quanto a Napoli.

Da un punto di vista sanitario l’ospedale in fiera non è stata, sinora, una scommessa vinta e i sanitari hanno anche bene capito il perché: lontananza dagli ospedali classici.

Alla fine finché è possibile i malati si tengono nelle strutture classiche o in loro estensioni come negli ospedali da campo fuori dagli ospedali a Bergamo e a Cremona. E grazie a Dio non abbiamo avuto particolare bisogno di quei posti.

Non possiamo mettere la mano sul fuoco che non servirà mai, potrebbe essere reinvestito come hub riservato ai pazienti Covid quando il numero di malati sarà ridotto, usato per offrire solidarietà ad altri Paesi oppure per gestire un eventuale secondo picco.

Oppure potrebbe finire inusitato. In tal caso, fortunatamente, noi contribuenti lombardi non avremmo speso un franco, essendo tutte donazioni private.

Eppure, specie in ambienti neoborbonici, dove la distinzione tra “mio” e “tuo” è molto sfumata, leggiamo post come questo:

È fattualmente falso. Vediamo un po’ di matematica.

Da questa immagine possiamo dedurre che un posto letto a Napoli costi all’incirca 105’000€, è una semplice divisione.

Dal Post leggiamo che l’ospedale in Fiera ha posto per circa 200 persone. Ciò vuol dire, in sostanza, che se ci fosse un picco e gli ospedali lombardi si saturassero avremmo 200 ventilatori e posti dove mettere i malati.

Dividiamo i 21 milioni spesi per i 200 posti e otteniamo… Sempre circa 105’000€. In sostanza il costo “per letto” è stato identico a quello napoletano.

Dire che 24 posti sono costati quel tot è semplicemente una fake news e, se leggete un post del genere, dovreste segnalarlo a Facebook, perché i posti dell’ospedale sono circa 200 e su quello van fatti i conti.

Ma ne vengono usati solo una ventina. Come mai? Lo spiega sempre il Post: il picco è arrivato prima e gli ospedali l’hanno saputo gestire (alla faccia della sanità lombarda inefficiente!)

Ma è paradossale che chi di solito si lamenta di (ipotetici) tagli alla sanità di fatto stia chiedendo… un taglio alla sanità! Pensate se ci fosse in una città un vecchio ospedale che ha 200 posti ma dove ne vengono usati solo 20, i revisori dei conti chiederebbero di ridurre i posti e la popolazione si indignerebbe perché “la sanità non si tocca”.

E allora perché Regione Lombardia non dovrebbe sovradimensionare, specie se i soldi sono di donatori privati? Ci spieghino i nostri amici neoborbonici quale sarebbe il vantaggio di non fare un ospedale finanziato da privati.

Non essendo for profit comunque quei soldi privati sono persi. Se l’ospedale non serve, beh, è un’opera di beneficenza inutile. Se serve, si usa. Se serve e non c’è la gente muore. Il trade-off è chiaramente positivo, avere un ospedale finanziato da privati male non può fare ma può fare bene.

Cioè, se nel vostro quartiere aprissero una clinica dei Medici della Carità da 20 posti e ne usassero di media 2 ve la prendereste? Molto probabilmente no, non son soldi vostri e in ogni caso offrono a loro rischio un servizio che non c’era prima.

E allora perché, accecati dalla lombardofobia, dovete fare la stessa cosa con l’ospedale in Fiera?

PS. Ma vogliamo parlare dei buchi che ci sono nelle sanità del Sud?

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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