FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Nessuno è inferiore ma siamo diversi

L’infelice uscita di Vittorio Feltri sul fatto che i meridionali sarebbero inferiori ha creato un putiferio.

Onestamente credo che indignarsi per ciò che dice Feltri, e lo dico da persona che spesso ne condivide le idee (invero abbastanza liberalconservatrici una volta tolta la cortina del politicamente scorretto), sia abbastanza stupido: fa la sparata per finire in televisione. Dovremmo prenderla a ridere, elevare Feltri ad una sorta di Germano Mosconi senza bestemmie (non ancora, almeno) e non indignarci se non vogliamo alimentare il ciclo.

Tra l’altro credo proprio che Feltri, almeno dalla faccia che ha fatto a fine affermazione, sappia bene che non esiste un “gene della caccavella” che si attiva mangiando i taralli e che condanna le persone ad una vita di lavoro pubblico, reddito di cittadinanza e tessera della Camorra.

Basti pensare che il Nord è pieno di persone con DNA meridionale e che lavorano duro. In sostanza se i meridionali fossero davvero inferiori dovremmo notarlo palesemente eppure, abbastanza ovviamente, non è così.

Però chi rilancia una retorica in stile Istituto Luce sul fatto che non esistano Nord e Sud o che lui non vede lombardi e meridionali ma solo italiani decisamente fa errori pari a quelli di Feltri: negare la realtà.

Un lombardo e un napoletano hanno poco in comune. Sia a livello storico che linguistico – ricordiamo che in Italia passa la linea Massa-Senigallia che divide il mondo romanzo – che culturale.

Sono tante le piccole cose che dividono me ed una persona che vive nella cultura del Meridione, così tante che creano un fiume. Mi ricordo che una volta, leggendo un libro di Václav Havel in cui parlava anche della sua vita quotidiana da “burbero mitteleuropeo”, mi ritrovavo molto più nella sua quotidianità e nei suoi gesti che in quelli che normalmente vengono ascritti agli italiani.

Non c’è nulla di male nell’essere diversi, sia chiaro, chi lo crede ha evidentemente una forma repressa di razzismo per cui odia il diverso e se ammetti che uno è diverso gli salta il sistema di valori. Io posso avere una cultura diversa dal pizzaiolo che mi serve senza che ciò crei alcun problema, anzi…

Differenze di mentalità

Ma secondo me è una differenza di mentalità che crea le principali e più visibili differenze (economiche e politiche) tra Nord e Sud.

Nel Nord, specie nell’area storicamente lombardo-asburgica, è più diffusa una mentalità capitalista, una mentalità del fare che vede lo Stato quasi sempre come un fardello e che crede nell’iniziativa economica.

Al Sud invece lo Stato è visto come salvatore, un qualcosa che deve intervenire e che solo lui può risolvere i problemi.

La differenza l’abbiamo vista in pratica: regioni come il Veneto e l’Emilia-Romagna dove ad agire è stata la “mano invisibile” abbiamo avuto ricchezza visibile, al Sud, con sussidi, redistribuzione e Casse, la mano visibile dello Stato ha creato solo posti pubblici, molto visibili sulle nostre tasche.

E ciò danneggia specialmente chi al Sud vuole produrre: c’è spazio solo per i servizi “base” per la popolazione se lo Stato costituisce un’importante fonte di lavoro in quelle zone e se favorisce l’assistenzialismo, clientelare o meno, strappando persone al mondo del lavoro.

Non c’è da stupirsi, dunque, che il movimento di lavoratori sia decisamente da Sud verso Nord: al Sud lo Stato rende molto arduo produrre ricchezza, provateci voi ad aprire un’impresa dove metà della forza lavoro ve la prende lo Stato, un altro bel tocco vive di assistenzialismo e metà di chi siete riusciti fortunosamente ad assumere appena può va a lavorare nel pubblico.

Ebbene, tutto ciò se aprite al Nord non succede. Ma non sarà mai lo Stato a far cambiare questa mentalità, dovrà essere la popolazione meridionale a dire un convinto no a queste logiche assistenzialiste e stataliste. Finché non lo farà l’inferiorità, esclusivamente economica, resterà.

E purtroppo dove c’è povertà si sviluppano degrado, criminalità e ignoranza. Cose che si eliminano indignandosi con chi approfitta del COVID per lanciare un concorsone da 60’000 persone nel bel mezzo della crisi, non con un giornalista bergamasco che fa le sparate che, all’atto pratico, non danneggiano nessuno.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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