FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Sanità e territorio: chi ha ragione tra Formigoni e Maroni?

Questo giovedì sono capitato per caso su Telelombardia proprio mentre parlava Roberto Formigoni. Il tema? Sanità lombarda.

L’ho ascoltato un po’ e, devo dirlo, dice cose sensate. E questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per la maggioranza: se non hai nessuno che fa autocritica – ed è evidente che la sanità lombarda ne abbia bisogno – la farà solo l’opposizione e se la fa bene rischi che ti soffi il posto.

La posizione del Celeste è chiara: il suo modello non c’entra nulla con le problematiche della sanità lombarda nel gestire l’emergenza coronavirus poiché il vero problema è stata l’assenza di sanità territoriale, derivante dalla riforma Maroni.

So che non è politicamente vincente, nell’era dell’honestà, dirlo: ma ha ragione. Tuttavia, comprensibilmente, Formigoni, sopravvaluta la propria creatura e non pensa – almeno da quanto ho sentito – alle necessità di riforma.

Il problema territoriale lombardo e i limiti del primo Modello Lombardo

Durante l’epoca Formigoni la sanità territoriale lombarda era organizzata come qualunque altra in Italia: con le ASL. La principale differenza con il resto d’Italia era il “quasi-mercato” nell’acquisto delle prestazioni dal privato, equiparato al pubblico.

Nel 2016 entra in vigore invece la riforma Maroni che abolisce le ASL per creare due enti nuovi: le ATS con funzioni amministrative e le ASST con funzioni curative.

A mio parere una riforma era necessaria per due principali ragioni:

  1. Le ASL lombarde non erano tante (15) ma avevano non poche funzioni, creando alcuni problemi in quelle zone dove magari l’ASL aveva un ampio territorio ma non così ampi servizi nel coordinarsi con le vicinanze, ad esempio nel mantovano
  2. Il sistema formigoniano era in una fase di transizione, aveva elementi di un sistema di “mutua regionale” ma anche elementi di un sistema classico all’italiana.

In sostanza… non poteva durare per sempre. La riforma di Maroni ha tanti elementi positivi e la separazione tra funzioni è sempre ammirabile, ma il grande peccato è stato l’affidamento delle funzioni di sanità territoriale agli ospedali pubblici, ossia alle ASST.

Ciò da un lato ha ridotto l’importanza del privato, che però ha una rete territoriale niente male, e dall’altro ha tagliato l’importante collegamento tra territorio (ASST) e medici di medicina generale (ATS). Formigoni diceva anche che era stato tagliato il collegamento tra medici di medicina generale e gli epidemiologi regionali, ma tutto sommato, valutando che tutto sommato sono sempre sotto lo stesso ombrello, credo sia molto meno importante rispetto al taglio tra medici e territorio

Con una situazione del genere la confusione è all’ordine del giorno, specie in un’emergenza: il centro della sanità è l’ospedale, ma è oberato dai casi. Se hai un sospetto raffreddore chiami il medico di medicina generale, che avvisa l’ATS. Ma l’ATS per farti un tampone deve avvisare l’ASST, che è oberata, il tutto se nei mille passaggi non si perdono le carte, com’è successo. Nel mentre il privato, che non è parte di un’ASST, non sa che fare e mica può inventarselo: dev’essere un qualcuno del pubblico che va a dirgli “mi fai i tamponi” o “ora puoi fare questi test”.

La sanità lombarda in pratica ha smesso di fare sistema come si deve tra le proprie componenti, in netta controtendenza col sistema formigoniano dove sia la sanità territoriale che la sorveglianza e accreditamento degli ospedali – pubblici e privati – dipendeva da un solo ente: l’ASL.

Cosa fare allora?

La soluzione non è tornare in toto nel precedente sistema ma guardare a modelli di successo come quello tedesco, come ho fatto nel mio libro “Riforma Bismarck: la cura per la sanità lombarda“.

In Germania c’è molto più privato che in Lombardia: se spesso si dice che in Lombardia 2/3 son pubblici e 1/3 privati in Germania c’è quasi una parità tra pubblico, privato for profit e privato sociale, tutti circa a 1/3 del sistema sanitario.

Ma c’è un’organizzazione diversa: l’ATS lì è essenzialmente il sistema delle mutue, che si occupa di negoziare e finanziare le cure, mentre l’ASST non esiste ed è divisa in due:

  • Il Gesundheitsamt, ossia l’ASL, che si occupa di coordinare e controllare i vari enti sanitari sul territorio, prevenzione e classici lavori da uffici di salute pubblica
  • Gli ospedali singoli, che siano pubblici, privati, misti o così via

C’è, in sostanza, il meglio dei due mondi – Formigoni e Maroni:

  • Vi è una separazione maggiore tra pagatore e pagato rispetto a quella tra ASL e Aziende Ospedaliere e più simile a quello tra ATS e ASST, cosa che se c’è reale autonomia tra gli enti fa molto bene al sistema sanitario
  • Qualsiasi ospedale, da un punto di vista di salute pubblica, dipende da un unico ufficio al netto del proprio status giuridico, a differenza dell’attuale modello lombardo che ha spostato le competenze territoriali all’ASST indebolendo il ruolo del privato solo in alcuni settori, lasciando il pubblico solo in questi casi

Come farlo in dettaglio? Puoi leggerlo nel mio libro! Ma, in sostanza, l’evoluzione del modello lombardo deve separare i ruoli prettamente pubblici, quali la sanità territoriale, da quelli gestionali e amministrativi. Si può fare e funziona bene.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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