FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Il “Meloni-gate” ci ricorda che serve una legge sull’aborto

Avrete sicuramente letto del “Meloni-gate” sull’aborto, ossia il fatto che la leader di Fratelli d’Italia racconti del come la madre sia arrivata a pochi passi dall’aborto… Mentre l’aborto era illegale.

Ora, ritengo improbabile che la storia che racconta sia accurata totalmente, proprio perché, grazie alla sua clandestinità e pericolosità, non era comune trattare un aborto come una rimozione di un neo oggi, era spesso una cosa fatta in gran segreto e, se c’erano di mezzo le cosiddette mammane, con enormi rischi sanitari.

Tuttavia considero sbagliato liquidare la storia come bufala a prescindere, per due ragioni:

  1. Per quando improbabile, non è impossibile. È meglio far notare la situazione e lasciare all’elettore la scelta finale, a mio parere
  2. Si rischia di sminuire decisamente la battaglia per l’aborto

Ho, infatti, come l’impressione che molti miei coetanei credano che prima della legge sull’aborto esso non esistesse e che fosse stata una mera battaglia di diritto, per avere un qualcosa in più.

Nulla di più sbagliato. L’aborto era diffuso nella società italiana prima della legge 194. Il modo in cui si faceva, semplicemente, era orripilante e indegno di qualsiasi paese civile. Se avete parenti un po’ anziani e lucidi, disposti a parlare del tema, fatelo, ma solo se avete lo stomaco forte, ve lo consiglio.

In principio, anche io, non sono un grande fan dell’aborto. Terminare una vita in potenziale non è un atto leggero.

Ma nemmeno può essere un atto leggero quello di dare la vita, per varie ragioni sociali, economiche e personali.

Abbiamo visto cosa vuol dire non avere una legge sull’aborto: si mettono a rischio più vite di quante se ne salvino.

Che la consideriate una grande conquista o un male necessario, l’aborto legale è assolutamente necessario.

Ma possiamo agire in un modo, ossia rendendo non più un peso l’avere un figlio. Come si fa?

Ad esempio, non trasformando l’avere figli in un ostacolo alla carriera e al lavoro, fornendo asili nido accessibili a chi ne ha bisogno (mentre in Italia pensiamo a rendere l’asilo obbligatorio pure per chi non ne ha bisogno, vabbè) e rendendo conveniente a livello fiscale l’avere figli, avendo scuole di qualità in modo da non lasciare le persone in dubbio sul futuro che avranno e pensando anche alla prevenzione, con educazione alla contraccezione e accessibilità ad essa. Il tutto costerebbe meno di tanti sprechi che abbiamo e ci starebbe anche nel mio bilancio statale di giuste dimensioni.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.