FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Perché pedalare per guardare un film non è una grande idea…

Oggi parliamo di fisica, ma vi assicuro che c’entra con la politica! A Novara, infatti, si farà il “cinema a pedali“, una iniziativa “sostenibile” in cui l’energia per vedere il film viene prodotta da spettatori che pedalano! Non è ovviamente la prima volta che qualcuno propone una cosa del genere, ma l’ho letta ora e voglio commentarla.

Bella idea, eh? Cinema senza emissioni… Peccato che la generazione di elettricità umana sia abbastanza schifosa.

Un ciclista medio, infatti, genera 100 W pedalando: la NPR ha fatto proprio i conti e, stimando una giornata lavorativa di 8 ore a pedalare, 7 giorni su 7, contando anche i weekend, una bici produce 24 kWh. Poco o nulla, in realtà.

Ma possono dei ciclisti alimentare una proiezione? Probabilmente si! Ci sono oggi proiettori LED da esterni, non eccessivamente luminosi ma che il loro lavoro lo fanno, che usano sui 100 W, le casse sono più esose, a quanto leggo sul Web possono bastare due casse da 500 W. Ci sono poi dei controllori e il computer, ma ormai consumano poco, facciamo tutto insieme altri 100W.

Una ventina di spettatori che pedalano costantemente potrebbero alimentare questa costruzione, a patto che nessuno pedali piano, nessuno si fermi un attimo e si abbiano generatori decenti (qualche perdita è fisiologica). Per di più, è possibile che qualcuno faccia anche più di 100W, specie se si pedala per poco. 100W è calcolato su una lunga pedalata, uno sprint breve può avere una potenza più alta.

Ovviamente, nulla vieta di usare l’altoparlante incluso di un proiettorino di quelli che si prendono su Amazon per poco, ma quella è roba da cineforum di classe, consuma poco, ma offre anche poco. Un messaggio negativo per l’ecologia.

Mettere delle batterie potrebbe migliorare l’affidabilità, ma difficilmente l’efficienza del sistema. Però è anche vero che, a meno di attacchi di sfroso alla 220V, sarebbe imbarazzante leggere sul giornale “il cinema sostenibile si spegne”, quindi io una batteria ce la metterei…

Posto che alimentare un piccolo cinema all’aperto pedalando è teoricamente possibile, il problema è più profondo: è credere che l’umano sia un generatore efficiente di energia elettrica. Non è così.

Come spiega eccellentemente il fisico linkato, un uomo produce davvero poco, di media, contando le inefficienze del generatore, 16 kWh al mese. Ed è una macchina inefficiente, che traduce solo 1/4 di ciò che mangia in energia pedalante.

E con cosa possiamo sostituire un uomo che pedala al mese? Con due litri di benzina. Quattro euro. In quante ore di lavoro li fate? Nel peggiore dei casi, probabilmente una. E, tra l’altro, se li comperate con la tariffa di maggior tutela spenderete uguale.

Il noto ingegnere tedesco GreatScott ha fatto un altro calcolo: con la sua casa tedesca, che consuma circa come una casa italiana, dovrebbe pedalare 14 anni, con un setup non perfetto, per alimentare la casa per un anno. Con vari miglioramenti è riuscito ad arrivare, con una bella pedalata, a 200W anche lui, riducendo la “condanna” a 1 anno e mezzo di pedalata continua.

Il lavoro fisico umano è inefficiente e il suo abbandono è stato una delle basi dell’evoluzione dell’umanità e della crescita del suo benessere. Pensateci: prima 100W all’ora era ciò che un uomo produceva… Punto. Se volevi di più, dovevi pagare qualcuno o, al massimo, usare degli animali. Ora, con una semplice macchina che consuma poco, possiamo non far lavorare persone che possono inventare, costruire, studiare e cose del genere.

Spacciare il feudalesimo per sostenibilità è francamente risibile, sembra una sorta di “ecologismo da salotto” in cui si pensa che eliminare le emissioni della visione del film sia chissà qualche obiettivo e che pedalando ci si possa sentire parte di un’azione per l’ambiente. Poi, magari, ci si porta la bottiglietta di plastica per bere dopo l’esercizio.

Giusto per capirci, kit solari da 2kW con accumulatori e invertitori se ne trovano, certificati, a partire sui 2’000€ (e su eBay, per chi ama il fai da te e il rischio, c’è anche roba a meno). Basta metterlo in piazza, lasciarlo caricare (per qualche ora o giorno, in base al meteo) e poi può alimentare la serata, per di più può essere usato tutti i giorni, a differenza della bici, per alimentare magari le luci pubbliche o altro.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.