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	<title>Letta &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Letta &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>A scuola fino a 18 anni? Discutiamone seriamente</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/08/31/a-scuola-fino-a-18-anni-discutiamone-seriamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 13:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel programma del centrosinistra e del terzo polo c&#8217;è un punto comune sulla scuola: l&#8217;obbligo sino a 18 anni. Se ne parla tanto per ideologia, tra favorevoli e contrari, e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel programma del centrosinistra e del terzo polo c&#8217;è un punto comune sulla scuola: l&#8217;obbligo sino a 18 anni.</p>



<p>Se ne parla tanto per ideologia, tra favorevoli e contrari, e come al solito si è perso il filo razionale: l&#8217;obbligo a 18 anni è contemporaneamente inutile, per la stragrande maggioranza degli studenti, quando dannoso, per una piccola ma importante minoranza.</p>



<p>Il tema l&#8217;ho già trattato <a href="https://sciretti.eu/posts/2022/05/calenda-e-la-libert%C3%A0-che-non-libera-commenti-sulle-posizioni-sullistruzione-tecnica/">parlando delle peculiari idee di Calenda</a> sulla scuola, ma è bene ritrattarlo: <strong>in Italia l&#8217;obbligo scolastico è a sedici anni. Un&#8217;età che dice poco, infatti non è la fine di un ciclo scolastico ordinario:</strong> non è come dire &#8220;obbligo di terza media&#8221; o &#8220;obbligo di diploma&#8221;, sembra quasi arbitrario.</p>



<p>E, per chi frequenta una scuola &#8220;normale&#8221;, ossia un istituto tecnico, un professionale o un liceo così è! <strong>Nei fatti lui a scuola deve andarci fino ai 18 (o 19!) anni per avere un diploma. Per questa ragione, a mio parere, l&#8217;obbligo a 18 anni, per loro, è fondamentalmente inutile: c&#8217;è già de facto!</strong></p>



<p>Per di più, conoscendo l&#8217;eccellente (citazione necessaria) scuola italiana il fatto che fino ai diciotto uno non può mollare temo che possa tradursi in più pedate nel culo all&#8217;esame di Stato, con conseguente svalutazione del diploma (che già, dopo gli <a href="https://www.lavocedelnord.net/2021/06/16/e-se-a-roma-ce-il-piu-grande-diplomificio-del-mondo/">eventi Covid</a>, vale appena appena poco più della carta su cui è stampato).</p>



<p>Ma non tutti frequentano un tecnico, un professionale o un liceo: esistono infatti gli IeFP, scuole di formazione professionale di cui <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/23/come-le-regioni-stanno-battendo-roma-sullistruzione/">ho già parlato </a>qualche mese fa, che durano tre anni. Se si esce dalle medie a tredici anni, come il sottoscritto, si esce dallo IeFP a&#8230; sedici anni! Perfetto con l&#8217;attuale sistema.</p>



<p><strong>Introdurre l&#8217;obbligo fino ai 18 anni vorrebbe dire obbligare tutti gli studenti a fare il quarto anno, passando da qualifica a diploma, che in alcune regioni fondamentalmente non esiste</strong>. Ancora peggio, per chi arriva al diploma diciassettenne bisogna arrivare al quinto anno, che fondamentalmente esiste solo in Lombardia nelle regioni a statuto ordinario, negli altri casi si va nei professionali di Stato, che spesso hanno programmi parecchio diversi e nemmeno esistono per tutti gli indirizzi, dato che ci sono 11 professionali e 29 diplomi IeFP, almeno in Lombardia.</p>



<p><strong>Soprattutto, è anche questionabile l&#8217;utilità del quarto anno per tutti</strong>: in molti casi la differenza è più burocratica che altro: ad esempio il tecnico dell&#8217;acconciatura (quattro anni) difficilmente sarà un miglior parrucchiere di un operatore dell&#8217;acconciatura (tre anni), ma avrà migliori competenze gestionali tali da permettergli di gestire una bottega. L&#8217;operatore, comunque, sarà già pronto a lavorare e a contribuire all&#8217;economia del Paese.</p>



<p>In tutta onestà, con metà Paese che nemmeno ha il quarto anno oggi penso proprio che la priorità sia fare in modo che tutti possano completare la propria formazione, non imporla a chi non ne ha bisogno.</p>



<p><strong>Ma togliamo per un attimo gli IeFP dall&#8217;equazione</strong>, non è certamente impossibile immaginare una normativa ad hoc che li esclude: sarebbe utile estendere l&#8217;obbligo scolastico?</p>



<p>Beh, no! Perché, come già dicevo nel mio precedente articolo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>&nbsp;l’obbligo scolastico non può essere obbligo di andare bene a scuola, per cui per una persona che non si trova nell’ambiente scolastico l’obbligo di restarvici non implica che otterrà effettivamente un diploma.</p></blockquote>



<p><strong>Dunque, è fallace l&#8217;idea di obbligo scolastico più alto equivalga a minore abbandono scolastico</strong>: se uno non si trova nell&#8217;ambiente, invece di vegetarci per due o tre anni tra bocciature, promozioni a calci nel didietro e frequenza &#8220;il minimo per non essere chiamato dal preside&#8221;, lo farà per quattro o cinque anni. Non so se è ciò che capita nei licei frequentati dalla classe dirigente di oggi, ma è ciò che si vede negli istituti tecnici e professionali di periferia.</p>



<p>Al contempo, è anche chiaro che l&#8217;attuale sistema non sia ottimale: avere gente che è lì, giusto perché è obbligata e attende l&#8217;ora X per potersene andare è sia uno spreco di risorse per lo Stato sia uno spreco di tempo per il ragazzo.</p>



<p>Che fare, dunque? Invece di cambiare un numero e assolversi, bisogna fare almeno tre cose: la prima è investire in ogni forma di istruzione e dar loro eguale dignità, così che la scelta di un tipo di scuola derivi da una decisione completa e non da pregiudizi o timori di inadeguatezza.</p>



<p>La seconda è fare in modo che l&#8217;istruzione e formazione professionale funzioni ovunque e che, soprattutto, non sia una &#8220;condanna&#8221; a tre anni e poi lavori ma preveda specializzazioni e, eventualmente, il ritorno nella scuola &#8220;maturitaria&#8221;.</p>



<p><strong>Nei fatti, tale forma di istruzione è molto utile specie per le persone più a rischio abbandono</strong>, cosa che ho visto personalmente: permettere di avere un titolo valido professionalmente in tre anni facendo molta pratica e meno studio teorico &#8220;palloso&#8221; è una prospettiva allettante e, considerando che il lavoro si trova, può anche svoltare la vita a un giovane con qualche difficoltà sociale. Sicuramente meglio della situazione descritta pochi paragrafi fa.</p>



<p>Non tutti, però, vogliono concludere così i propri studi: qualcuno ritrova la voglia di studiare, per questo è importante che esistano percorsi che permettano di tornare nell&#8217;istruzione &#8220;tradizionale&#8221;, così anche da incentivare una scelta IeFP: sai che se sei un po&#8217; svogliato hai un&#8217;opzione che in tre anni ti permette di vivere ma se ritrovi la voglia e vuoi andare avanti puoi.</p>



<p>E, infine, bisogna fare orientamento bene: oggi, molto spesso, ci si limita a dire &#8220;bravi al liceo, bravini al tecnico, capre al professionale e caproni al CFP&#8221;, una roba da lazzaroni che indirizza male la gente solo in base ai voti, senza valutare le naturali inclinazioni, le passioni e la voglia di studiare.</p>



<p>Così, forse, si riuscirà a ridurre l&#8217;abbandono scolastico, per quanto è sicuramente necessario intervenire anche oltre la scuola, visto che spesso l&#8217;abbandono deriva da questioni sociali. Non basta decisamente, è anzi inutile, alzare un numeretto.</p>


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		<title>Le dichiarazioni di De Luca, Emiliano e Zingaretti</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/09/12/le-dichiarazioni-di-de-luca-emiliano-e-zingaretti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Sep 2021 12:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Emiliano]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il colorito De Luca ha dipinto il suo PD come “il partito del nulla”, l’irruente Emiliano ha riconosciuto a Salvini (bontà sua) una condivisibile “visione politica”, assente dalle parti di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il colorito <strong>De Luca ha dipinto il suo PD come “il partito del nulla”</strong>, l’irruente <strong>Emiliano ha riconosciuto a Salvini (bontà sua) una condivisibile “visione politica”</strong>, assente dalle parti di Letta. Il pacato <strong>Zingaretti ha ammonito Letta di non “confondere il Riformismo con il fighettismo”</strong> (testuale).</p>
<p>Il gelido <strong>Letta e tutto il variopinto villaggio del PD non hanno dato il minimo segno di reazione alle bordate pervenute</strong> dai (loro) presidenti delle tre più importanti regioni dell’Italia peninsulare.<br />
I maitre a penser dei giornalini e dei giornaloni, che di sinistrismo campano, si sbracciano a dimostrare le divisioni nel centro destra. Anche loro hanno digerito in poche ore gli episodi interni a un partito (e non ad una coalizione) e il tema è scomparso: il PD è coeso: ipse dixit!</p>
<p>Letta a me non è simpatico di suo: mi sembra che abbia la puzza sotto il naso, con poca passione per le vicende della vita pratica, quasi tutta per le problematiche generali, per i massimi sistemi: Jus soli, decreto Zan, unici argomenti che sembrano degni delle sue illuminate analisi e delle sue avveniristiche soluzioni, delle sue intemerate. È un esemplare interprete della berlingueriana “differenza morale” fra gli eletti della sinistra e i reprobi di qualunque appartenenza diversa. Volendola mettere in termini plebei, interpreta bene l’aforisma del marchese del Grillo: io sono io e voi non siete un c…o.</p>
<p>Invece l’appello di Gramsci al popolo: &#8220;Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza&#8221; è stato recepito: abbiamo studiato e di conseguenza, quando ci siamo riusciti, ci siamo liberati di voi.<br />
Il solo concreto programma politico di Letta è il giornaliero attacco a Salvini e alla Lega. Questo va un po’ meno bene perché la politique d’abord salviniana ne esce legittimata dall’avversario e tenderà a non cambiare, almeno fino a metà ottobre quando i sondaggi si trasformeranno in voti. Oggi Letta è il miglior alleato di Salvini: l’eterogenesi dei fini!</p>
<p>Ma nonostante la buona volontà di Letta (e di Conte) prevedo che il cdx perderà le prossime elezioni amministrative: come al solito il cdx non presenta candidati politici ma “civici”, selezionati più da alchimie della coalizione (questo a me, quello a te) che per merito e competenza. Per di più a pochi giorni dalle elezioni, tanto pochi da rendere arduo il compito di far conoscere se stessi e il proprio programma agli elettori: cupio mori. Sembra che ci sia la volontà pervicace di lasciare alla sinistra il governo del territorio.<br />
Che è l’esatto contrario del dna della Lega “sindacato del territorio”, con le buone amministrazioni leghiste sparse nell’Italia del Nord. All’epoca la Lega aveva efficienti “guardiani del territorio”, andavano in giro, interloquivano e poi riferivano: ne nascevano progetti concreti, premessa per le riconferme successive.</p>
<p>Con un po’ di cinismo ho imparato a capire che un’impresa si giudica dal valore dei margini, un partito dal numero dei voti. A questa logica elementare neanche la Lega attuale potrà sottrarsi: se il raccolto sarà magro le cose si complicheranno per il cdx ma ancor più per la Lega attuale.</p>
<p>Salvini ha accantonato il progetto originale della Lega: per aumentare a dismisura i voti al partito “nuovo”, attento e puntuale alla tattica giornaliera, ha dovuto rinunciare al programma leghista di fondo: il federalismo, il consapevole “prima il Nord” produttivo che traina il Paese e crea la ricchezza necessaria a mantenere mezza Italia poco produttiva.</p>
<p>Non c’è verso: o crei la ricchezza sufficiente oppure vivi di sussidi, come il reddito di cittadinanza, che consolidano l’improduttività di interi territori non stimolati a crescere, tanto campano lo stesso.<br />
Nell’immaginario collettivo imposto da decenni, ci pensa lo Stato a darti la paghetta, senza chiedersi da dove lo Stato prende i soldi. Lo Stato è un tipico esempio di ente di erogazione: non produce ricchezza in proprio ma distribuisce la ricchezza che l’attività economica di imprese e cittadini gli versano in tasse e tributi. Sarebbe comune interesse incentivare imprese e cittadini a produrre più ricchezza, ma sarebbe pari interesse che la redistribuzione non si trasformasse in sussidi, ma andasse in quelle infrastrutture da anni impedite da gruppuscoli di “no questo, no quello”: la TAV, la TAP, l’Ilva, l’Alitalia, lo sterminato numero di comitati del no che si sono opposti con successo e per la debolezza della politica italiana a nuovi investimenti, senza mai rispondere degli esiti catastrofici che le loro personali frustrazioni, spesso in connivenza con la sinistra e sempre con i prodi grillini, hanno prodotto e ancor più produrranno nel futuro.</p>
<p>Tornando al tema: la profezia di Luigi XV: “apres moi le deluge” potrebbe qui diventare “dopo le ammnistrative di ottobre, se non il diluvio, almeno molto maltempo si abbatterà su molti partiti italiani, fra i quali uno dei più alluvionati potrebbe essere la Lega per Salvini premier”.</p>
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		<title>GLI ITALIANI E LE ARMI</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/08/03/gli-italiani-e-le-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 09:31:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vicenda di Voghera ha suggerito a Enrico Letta e alla sua corte l’hashtag #stoparmiprivate. L’Italia è un Paese armato? Le fonti ufficiali sono controverse ma alla fine convergono su</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda di <strong>Voghera</strong> ha suggerito a <strong>Enrico Letta</strong> e alla sua corte l’hashtag <strong>#stoparmiprivate</strong>. L’Italia è un Paese armato?</p>
<p>Le fonti ufficiali sono controverse ma alla fine convergono su circa 8 milioni di armi (indistinte: da caccia, da sport, da difesa personale) possedute dai cittadini italiani, esercito e forze dell’ordine esclusi.</p>
<p>Le stime europee indicano che in <strong>Italia</strong> c’è un’arma ogni 10 abitanti, in <strong>Germania</strong> e in <strong>Francia</strong> ce ne sono 3, per non parlare della <strong>Svizzera</strong>, negli <strong>USA</strong> ci sono addirittura più armi che abitanti.</p>
<p>Siccome ci sono collezionisti che posseggono decine di armi (nell’elenco sono comprese armi “storiche”: purché sparino, anche con l’acciarino) e cacciatori che ne posseggono più di una, è bene rilevare il numero di <strong>“licenze”</strong> e <strong>“porto d’armi”</strong>: si tratta di oltre 1,1 milione, cioè in Italia chi possiede un’arma corrisponde a poco meno del 2% dei cittadini.</p>
<p>Si contesta la facilità di ottenere il possesso di un’arma.<br />
Come stanno le cose? Per acquistare le armi da tenere in casa ci vuole un nulla osta che attesti che il richiedente è incensurato, in buona salute fisica e mentale e abbia l’abilitazione all’uso delle armi rilasciata da una sezione del Tiro a volo Nazionale. Il nulla osta vale 30 giorni: se vuoi comprare un’altra arma devi fare un’altra richiesta.</p>
<p>Per il “porto d’armi” (fuori dalla abitazione) si aggiunge l’obbligo di dichiarare se il “porto d’armi” è richiesto per uso caccia, uso sportivo, difesa personale: chi ha un porto d’armi sportivo può portare fuori casa l’arma solo smontata, a differenza di chi lo ha per difesa personale.</p>
<p>In conclusione: Letta e compagni gridano al Far West italiano. I dati oggettivi sono di segno opposto: <strong>l’Italia è uno dei Paesi meno “armati” della U.E.</strong>, addirittura del mondo intero.<br />
L’irenismo è da sempre una delle pallottole del cattocomunismo internazionale.</p>
<p>Ricordo tutta la messa in scena dei <strong>“partigiani della pace”</strong> ordinata dal <strong>Comintern</strong> sovietico ai partiti comunisti di tutto il mondo: all’epoca (1949/50) gli USA avevano il monopolio atomico e l’Unione Sovietica, la casa madre, aveva bisogno di tempo per costruire a sua volta l’arma atomica: la consueta manfrina. Altro che pace da parte sovietica: il colpo di Praga, le aggressioni e le deportazioni dei <strong>“non comunisti”</strong> in Bulgaria, Romania, Ungheria: la pulizia etnico/politica come precedentemente fatto con le <strong>“fosse di Katyn”</strong> che eliminarono l’intera elite intellettuale della Polonia con oltre ventiduemila colpi alla nuca. Dall’altra parte il pacifismo sulle piazze con l’ausilio di quelli che Lenin definiva “utili idioti”: intellettuali, artisti, intere redazioni giornalistiche come il Daily Mail, personalità politiche come il re Edoardo VIII, e da lì la consueta manipolazione degli ingenui peones.</p>
<p>Nel 1961 i “partigiani della pace” furono convogliati da Aldo Capitini (per inciso l’inventore della multicolore “bandiera della pace”) nella “marcia della pace” di Assisi: nasceva una costola del cattocomunismo.</p>
<p>Letta, nella sua rincorsa a dire qualcosa di sinistra, percorre la impervia via del neopacifismo a senso unico: le armi in mano agli italiani sono fattore di destabilizzazione sociale. Chi le usa per difendersi deve essere condannato a priori, con gradazione di condanna: se i criminali sono clandestini godono di priorità difensive al limite del ridicolo. Se sono italiani ne godono meno. Ma il denominatore comune è la condanna a priori della vittima aggredita che deve dimostrare la propria innocenza, mentre l’aggressore è innocente fino a prova contraria.<br />
<strong>L’Italia è ben lungi dall’essere il “Far West”</strong> mentre la delinquenza interna e quella importata sono piaghe vere. Le forze dell’ordine, pur sottoposte a censure e limitazioni di ogni genere dai vari Letta, fanno quanto possono spesso rischiando in proprio.</p>
<p>La visione irenistica a senso unico stabilisce che il cittadino non può difendersi da attacchi immediati, deve chiedere l’intervento delle forze dell’ordine: in attesa che arrivi lo sceriffo gli è solo consentito di raccomandare l’anima a Dio.</p>
<p>In questi termini l’Italia pare oggi un Far West alla rovescia dove i Dalton, i Jesse James e il “mucchio selvaggio” di Butch Cassidy godono di tutele maggiori delle loro vittime.<br />
<strong>Ma non basta: bisogna disarmare i pochi armati per evitare un Far West che in realtà non esiste oggi né si prospetta all’orizzonte prossimo. Non è dato saperne il motivo.</strong></p>
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		<title>La Legamorfosi di Letta che non piace nemmeno ai suoi elettori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 03:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Legamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mai capirò perché il centrosinistra italiano provi a copiare acriticamente quello americano, spesso con risultati miseri. Dopo i vari &#8220;tax the rich&#8221; ora si copia la sinistra americana nel tema</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mai capirò perché il centrosinistra italiano provi a copiare acriticamente quello americano, spesso con risultati miseri. Dopo i vari &#8220;tax the rich&#8221; ora si copia la sinistra americana nel tema armi: dopo ogni strage si urla al controllo delle armi, quindi perché non fare la stessa cosa anche qui?</p>



<p>Lo fece, ad esempio, Calenda dopo la strade di Ardea, commentando con &#8220;Troppe armi da fuoco in giro&#8221;, nonostante l&#8217;Italia sia uno dei paesi meno armati d&#8217;Europa.</p>



<p>Ovviamente, dato che l&#8217;elettore medio di Azione non è un pirla ma è una persona che già è stata delusa da altri partiti, si è beccato, mi si perdoni il francese, una tempesta di merda.</p>



<p>Poi, Enrico Letta, dopo gli <a href="https://www.lavocedelnord.net/2021/07/21/voghera-specchio-ditalia/">eventi di Voghera</a> se ne esce con una delle soluzioni prese direttamente dal manuale socialista per la risoluzione dei problemi, ossia i temi dei bambini dell&#8217;asilo: un po&#8217; come la soluzione alla povertà è ovviamente stampare soldi la soluzione alla violenza è vietare le armi da fuoco.</p>



<p>Poi Salvini se ne esce con questa perla, ignorando completamente l&#8217;evento e concentrandosi su un altro fatto di cronaca:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="8834" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2021/07/22/la-legamorfosi-di-letta-che-non-piace-nemmeno-ai-suoi-elettori/img_20210722_000430/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?fit=699%2C751&amp;ssl=1" data-orig-size="699,751" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="IMG_20210722_000430" data-image-description="" data-medium-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?fit=279%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?fit=699%2C751&amp;ssl=1" loading="lazy" width="699" height="751" src="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?resize=699%2C751&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-8834" srcset="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?w=699&amp;ssl=1 699w, https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2021/07/IMG_20210722_000430.jpg?resize=279%2C300&amp;ssl=1 279w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p>Ammettetelo, ci siete cascati. Questa è semplicemente una riedizione del tweet di Letta che chiede il bando delle armi.</p>



<p>Ma perché ci siete cascati? Semplicemente perché questo tweet è frutto di una <em>Legamorfosi </em>del PD lettiano, che ormai va avanti da un po&#8217;. Tutto sommato Salvini a fare il Salvini è diventato primo partito, quindi l&#8217;idea di salvinizzarsi tira.</p>



<p>Pensate, semplicemente, a che logica c&#8217;è dietro:</p>



<ol><li>Partire da un&#8217;idea preconcetta</li><li>Trovare un singolo caso di cronaca che possa confermare questa visione</li><li>Proporre grandi riforme legali che impattano su centinaia di migliaia di persone per consenso elettorale</li></ol>



<p>Se l&#8217;idea preconcetta è &#8220;non mi piacciono i negri&#8221;, avrete la destra, se è &#8220;non mi piace la polvere nera&#8221;, la sinistra.</p>



<p>Tuttavia, non tutti gli elettori del PD sono felici di questa Legamorfosi. Anche io dubito della mia intelligenza quando mi reco alle urne, ma molti di noi elettori, vi assicuro, sono persone normali, con idee normali e costrette al voto dagli eventi.</p>



<p>Alla fine non ci vuole molto a capire che un&#8217;arma è un mezzo e che è qualcuno deve usarla: se ha sbagliato l&#8217;assessore, la colpa è dell&#8217;assessore, non della pistola, così come se l&#8217;elettricista decide di ammazzare la fidanzata a cacciavitate perché è geloso la colpa è dell&#8217;elettricista, non del cacciavite.</p>



<p>Anzi, è fortemente deresponsabilizzante dare la colpa alla pistola. Sarebbe come dare la colpa delle vittime della strada alle automobili, e questo alcuni elettori lo capiscono.</p>



<p>Fossi nella classe dirigente del PD pre-Letta sarei felice di aver creato anticorpi del razionalismo nei miei elettori, tant&#8217;è che il PD ha scelto le ben più condivisibili dichiarazioni di un esponente lombardo, che invita a condannare la logica della giustizia privata, e nel mentre un suo esponente ha presentato un emendamento, ampiamente condiviso dalle associazioni di armigeri, che richiede ai sindaci di notificare alle autorità chi viene sottoposto a TSO e possiede armi, una cosa che probabilmente avrebbe evitato la strade di Ardea. Se persino <a href="https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4303862696339917&amp;id=459381904121368">questo</a> (blando) post di Bussolati viene visto con scetticismo, vuol dire che gli anticorpi ci sono.</p>



<p>Per questo, mi chiedo, che senso abbia far queste sparate all&#8217;americana quando è chiaro che non porteranno ad alcuna riforma e servono solo a stuzzicare qualche giovane sognatore, facendoti girare contro tutto l&#8217;elettorato normale che, magari, una pistola non la vuole (l&#8217;Italia è un paese culturalmente poco armato) ma capisce che, con i giusti metodi, vuol dire più sicurezza e non meno?</p>
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		<title>La dote giovani? Paghiamola coi costi standard!</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/06/03/la-dote-giovani-paghiamola-coi-costi-standard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 12:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Dote 18]]></category>
		<category><![CDATA[Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrete sicuramente sentito della proposta del PD di tassare l&#8217;1% più ricco dei giovani che deve restituire al 99% con una dote pagata con l&#8217;imposta di successione. Oltre a confermarci</p>
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<p>Avrete sicuramente sentito della proposta del PD di tassare l&#8217;1% più ricco dei giovani che deve restituire al 99% con una dote pagata con l&#8217;imposta di successione.</p>



<p>Oltre a confermarci che ormai, almeno a Roma, PD, ex LeU e M5S sono lo stesso partito diviso da poche finezze ideologiche, tipo l&#8217;ora in cui chiuderci in casa, mi fa pensare ad una cosa: perché dovrebbero pagare per forza loro e non, ad esempio, altre categorie che già paghiamo ma non dovremmo pagare?</p>



<p>Ora, come già dicevo, <a href="https://www.lavocedelnord.net/2021/05/21/considerazioni-sullimposta-di-successione-in-generale-e-in-italia/">non vedrei nulla di sbagliato nel tassare la morte se ciò consente di tassare meno i vivi</a>, ma qui invece di tassare meno i vivi si vuole redistribuire a pioggia senza garanzie né nulla.</p>



<p>Ma se vi dicessi che, invece, potremmo dare 10&#8217;000 Euro di dote a ogni diciottenne senza aumentare le tasse ma, potenzialmente, riducendole?</p>



<p><strong>Il segreto sta nei cosiddetti costi standard dell&#8217;istruzione</strong>: Per un&#8217;istruzione che allo Stato costa, di media, 8&#8217;000€ l&#8217;anno i privati ne spendono 5&#8217;000, con punte di 4&#8217;000.</p>



<p>Valutando che, di media, nelle scuole ci si sta per 13 anni vuol dire che, applicando i costi standard, si possono risparmiare circa 40&#8217;000€: diecimila possiamo darli a ogni diplomato e 30&#8217;000€ reinvestirli nell&#8217;istruzione, con un sistema di grant per le scuole che vogliono attuare interventi strutturali o di miglioramento delle proprie infrastrutture, come aule, laboratori o anche metodi didattici, con un meccanismo di controllo che impedisca che tali soldi siano spesi in bidelli.</p>



<p>Perché sì, se la scuola pubblica spende molto di più del privato non è solo per la generale inefficienza del pubblico, che pesa ma non eccessivamente, ma è per una scelta deliberata clientelare di mettere prima gli interessi dei politici e dei sindacati con assunzioni elettorali.</p>



<p>Assunzioni così senza controllo che, appunto, pesano per 3&#8217;000€ l&#8217;anno ad alunno, ossia venti miliardi di Euro l&#8217;anno. Soldi che vengono tolti alle nuove tecnologie didattiche, alle infrastrutture scolastiche &#8211; spesso ferme ai tempi del Littorio &#8211; per darli agli elettori, credo spesso del partito che vorrebbe la tassa successoria.</p>



<p>Ma se un giovane ricco non toglie nulla agli altri giovani, un bidello inutile toglie ai giovani. <strong>Da solo poco, ma insieme tanto. Più di 20 miliardi di Euro</strong>.</p>
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