FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Magazine di Approfondimento Politico

La doppia furbizia dei cartellini

Con una regolarità così inesorabile da far invidia alle uscite editoriali di Bruno Vespa ecco arrivare l’ennesima retata dei cosiddetti “furbetti del cartellino”. Gli annunci avvengono su tutti i Tg e in particolare su quelli di prima serata, perché l’indignazione sia massima e la sensazione di ripristino della legalità sia il più rassicurante possibile.
Come spesso succede la notizia lascia, nei più avveduti, un pò di amaro in bocca: difficile infatti credere che su un ufficio di 30 impiegati occorresse la telecamera per sapere chi fossero i dieci sempre assenti, difficile infatti pensare che quelle persone siano veramente indispensabili, visto che gli uffici funzionavano con la stessa produttività evidentemente anche senza di loro, difficile non chiedersi chi li abbia assunti.
È un pò la sensazione che attanaglia il teleutente medio quando sente l’annuncio del mafioso che, dopo una latitanza di vent’anni viene “scovato” dalle forze dell’ordine nel proprio paese di nascita, nella sua abitazione in una intercapedine dietro il lavello, in genere a pochi passi dalla locale stazione CC. 
Così come è netta la sensazione che nel paesello probabilmente non fosse un mistero la presenza del latitante lì a casa propria, così è difficile non immaginare che i dirigenti e le amministrazioni pubbliche, le stesse che oggi non controllano le presenze dei loro dipendenti, non sappiano che in realtà il funzionamento dei loro uffici nonostante il massiccio assenteismo è la prova più evidente che quei pubblici dipendenti non servono e sono stati assunti per motivi avulsi dal funzionamento del servizio erogato.
Per questo i tornelli di Brunetta sono andati nel dimenticatoio. Perché tutti sanno che il pubblico impiego, con clamorose incidenze in certe regioni, è un presidio di compravendita di stipendio e un veicolo di consenso politico locale.
Ėcco perchè alcuni furbetti scoperti a timbrare per gli assenti hanno trovato più onesto coprire con una scopa la telecamera ( da loro individuata benissimo).
Come se dicessero: ” Sapete bene che siamo in esubero, per questo ci assentiamo coprendoci a vicenda, lo sapete che questo non è solo pubblico impiego ma una organizzata distribuzione di reddito”.
Tempo fa in un ufficio della capitale in cui avevano drasticamente indotto alla presenza una consistente quota di assenteisti, scoprirono che non c’erano neppure uffici e scrivanie per sistemare tutti.
Ancora oggi non riesco a immaginare niente di più comicamente cialtrone.

Riccardo Pozzi

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