FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Battere Vannacci con le idee, non con le paure e gli slogan

Il programma di Futuro Nazionale è, a tutti gli effetti, una montagna russa di proposte molto variopinte, provenienti da diverse estrazioni della destra: alcune più vicine al conservatorismo sociale, altre più nazionaliste, altre più d’ispirazione sociocattolica, altre ancora generalmente conservatrici…

Centosette pagine, eppure sui media abbiamo visto sempre gli stessi temi: abolizione del reato autonomo di femminicidio, stop unioni civili e contenuti “omosessualisti” in TV, aborto non diritto con piena applicazione della 194 incluse le parti sulla tutela sociale della maternità, niente adozioni a single e coppie gay e niente cambio di sesso pagato dallo Stato.

Ossia il ritorno al Medioevo, letteralmente uguale al regime dei Talebani: addirittura è stata lanciata una petizione al presidente della Repubblica perché dichiari il partito fascista e lo sciolga, con perle del tipo che abolendo il reato di femminicidio – che ricordiamo è nell’ordinamento da nemmeno un anno – si depenalizzerebbero e legittimerebbero contesti d’odio, come se prima del 17 dicembre 2025 fosse legale andare in giro a sparare alle donne in quanto tali.

La realtà è che se anche Vannacci riuscisse a implementare tutto il suo programma sociale diventeremmo non chissà quale oscura dittatura, ma un paese come la Polonia, dove d’altronde le unioni civili non ci sono, il cambio di sesso è a pagamento e quasi mai si danno ormoni ai bambini, dei temi legati all’omosessualità si parla molto poco e l’aborto volontario non è considerato “non un diritto”, ma è proprio vietato. Non serve essere fan delle scelte politiche della Repubblica di Polonia né del programma del generale Vannacci per comprendere che c’è un’enorme differenza tra la condizione della donna a Stettino e quella della donna a Kabul, è anzi gravemente offensivo nei confronti di chi subisce gli orrendi crimini contro l’umanità dei barbuti mullah anche solo paragonare lontanamente le due cose, specie per profitto politico.

In centosette pagine di programma politico si trova di tutto: ci sono tante cose ampiamente condivisibili, così come ci sono proposte infattibili senza grandi riforme e tante proposte teoricamente fattibili ma che possono esserci sgradite. Spieghiamo perché lo sono. Settimana prossima pubblicherò proprio un articolo per spiegarvi perché non mi trovo d’accordo con le politiche sul lavoro e sui sussidi di disoccupazione proposte dal partito, partendo da quella che entrambi – almeno sulla carta – riteniamo una fonte d’ispirazione, ossia la dottrina sociale della Chiesa, e lo farò non urlando al fascismo che ritorna, al Medioevo e all’oscurantismo, ma portando la mia posizione in materia e provando a dimostrare che è migliore rispetto a quella vannacciana.

In generale, non mi trovo d’accordo con Futuro Nazionale sull’idea stessa che hanno d’Italia, da loro collegata in modo a mio parere eccessivo all’idea di Roma imperiale, dandole chissà quale dimensione spirituale che quasi sembra trascendere la geografia, mentre per me è poco più che un’espressione geo-culturale.

Non mi trovo invero d’accordo con molti punti espressi dal partito di Vannacci, soprattutto quando si parla di soluzioni. La remigrazione non riesco a digerirla sin dal nome, trovo le loro proposte penali spesso troppo punitive e poco riabilitative (per quanto riconosca che vi sia del buono nel riconoscere alcuni mali del sistema carcerario e volerli risolverli), non sono necessariamente d’accordo con il divieto di operazioni di cambio di sesso a spese del SSN, la proposta di voto per conto dei figli risulta problematica in un Parlamento (mentre sarebbe consona in una sorta di Consulta Nazionale delle Famiglie, e il tema degli enti intermedi è poco trattato nel programma, specie considerando l’impianto almeno in parte ispirato alla dottriina sociale) e vi sono vari aspetti un po’ “boomereschi”, e non dimentichiamo anche l’elefante nella stanza, ossia il fatto che Futuro Nazionale abbia un approccio estremamente mollaccione – e a mio parere anche incompatibile con i valori espressi altrove – sull’Ucraina.

Tutto ciò, l’ho espresso senza urlare e penso che sia la cosa migliore da fare: il programma di Futuro Nazionale non è il Mein Kampf o qualcosa di uscito dalle penne del PNF, ma un programma un po’ all’antica di destra, che in Europa orientale sarebbe tranquillamente sostenuto dal centrodestra. Dipingere Vannacci come un superestremista rischia di sortire l’effetto inverso, fondando la critica non sui fatti ma sulle paure e paradossalmente potrebbe favorire l’avvicinamento a Futuro Nazionale da parte di chi ne va a leggere il programma e si rende conto che così tanto estremista non è.

C’è tanto da criticare nel programma e nel partito di Vannacci: facciamolo senza timori e senza panico, usando la razionalità e gli argomenti: la corsa alla paura, la citazione tagliata ad arte e l’esagerazione sono d’altronde strumenti tipicamente populisti…

Avatar
Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi