FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Magazine di Approfondimento Politico

Impariamo ad essere un popolo

Ho sorriso nel leggere l’appoggio dei due vice premier italiani alla protesta dei gilet gialli; interessante, invece, la risposta della ministra francese Nathalie Loiseau: ” Salvini e Di Maio imparino a far pulizia in casa loro!”
Mi ha colpito il verbo  “imparare”. Forse voleva dire “imparate ad essere un popolo”?
Eh sì! Perchè se è un dato di fatto che i francesi siano un popolo, è una certezza che gli italiani non lo siano.

La Francia è una nazione, da sempre, l’Italia non lo è mai stata.
I cugini d’oltralpe non hanno bisogno di appoggi per fare le rivoluzioni; la Rivoluzione francese venne fatta dai contadini, dal popolo, in Italia non c’è traccia di un contadino tra i garibaldini. Le rivolte per unificare lo stivale furono fatte dalla borghesia,all’epoca minoranza. Ebbene sì: questa “espressione geografica” chiamata Italia nasce per volontà di un’élite.
Prima conosceremo la storia, prima capiremo cosa siamo: non nazione, ma un paese dei campanili.

Il settore che conferma ciò è, neanche a farlo apposta, il calcio. I cori allo stadio e gli striscioni da sempre non si limitano a osannare la propria squadra ma a sbeffeggiare i difetti, non della squadra avversaria, bensì del popolo situato nella curva opposta. Così come non è un caso,che l’unico momento in cui i popoli italici si uniscono sotto il tricolore è quando scendono in campo 11 giocatori con la maglia dei colori sabaudi (sic!). 
Prendere atto di appartenere al popolo lombardo, veneto piuttosto che emiliano sarebbe già una grande conquista a aiuterebbe notevolmente questo stivale.
Purtroppo la nuova classe politica ha sostituito la parola popolo con società, come  fosse un sinonimo; ma il popolo è concreto, la società è astratta. Nell’epoca del virtuale ha una sua logica, peccato che le rivoluzioni si facciano nelle piazze…reali!
Manca un sindacato del popolo in grado di dare input, per svegliarlo dal limbo secolare.
Ma la storia si ripete e l’aver archiviato il federalismo di Cattaneo non significa aver cancellato la chiave di volta per “imparare” ad essere un popolo.
La questione settentrionale è sempre lì, aspetta solo di  essere  risolta.

Elisa Grazioli
Classe 1969. Dal 2001 al 2013 impegnata in politica sempre nelle file della Lega Nord. Dal 2001 al 2006 vicesindaco e assessore sport, tempo libero presso il Comune di Borgoforte Dal 2006 al 2012 assessore all'istruzione presso il Comune di Borgoforte Dal 2012 al 2013 segretaria della Lega Nord sezione di Mantova. La politica per il momento è in stand by Impiegata presso un'azienda al servizio delle multiutility

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