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Autonomia, ostacoli dai ministeri: un mese in più per trattare

La trattativa sull’autonomia di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna proseguirà ancora. Probabilmente per un altro mese, fino al 15 marzo. Non tutti i nodi, infatti, sono stati sciolti.

Ne da conto nella sua edizione odierna “Il Messaggero” che ridisegna il percorso per l’approvazione degli accordi estendendo di un ulteriore mese le trattative per il disegno di legge finale.

Venerdì 15, il ministro Erika Stefani presenterà in Consiglio dei ministri tre bozze di intesa, una per ognuna delle Regioni che hanno presentato richiesta. Il Consiglio dei ministri dovrebbe autorizzare il premier Giuseppe Conte a firmare le intese, ma prima di farlo, Conte aprirà un confronto “finale” con i governatori per arrivare a marzo alla firma e poi trasmettere alle Camere i tre disegni di legge per recepire gli accordi. 

Tra i nodi da sciogliere l’aspetto del residuo fiscale: ad oggi è ancora sconosciuto il parere del ministero dell’Economia poichè tra le richieste delle Regioni vi è, appunto, la necessità di mantenere sul territorio più risorse attraverso una compartecipazione al gettito Irpef. 

Ma il nodo fiscale non è l’unico grattacapo per la Ministra Leghista.
Più di un ministero ha espresso riserve sul contenuto degli accordi.

A confermare l’impasse anche il presidente della Regione Emilia Romagna, il democratico, Stefano Bonaccini, che ha parlato “di forti resistenze in alcuni ministeri e con alcuni è stato impossibile il confronto perché non si sono neanche presentati agli incontri”.

Rimane sul piatto un ulteriore nodo, tutto politico: la posizione del Movimento Cinque Stelle da sempre contrario all’autonomia del Nord.


Conte ha provato a rassicurare il Sud dicendo che gli accordi non sottrarranno nulla al mezzogiorno.

Il Sud è il principale bacino elettorale dei grillini che, dopo la batosta elettorale in Abruzzo, arrancano alla disperata ricerca di consenso.

Di Maio è deciso a sfruttare a suo vantaggio la levata di scudi di Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia contro “la secessione dei ricchi” territori del Nord, da sempre bacino elettorale naturale del compagno di governo Matteo Salvini.


L’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia, a questo punto, rappresenta una spada di damocle sulla testa del governo GialloVerde.

Mentre i due enfants prodiges della politica nazionale aizzano le tifoserie.

Contro la giuria tecnica del festival di Sanremo.

Michybet
Nata 38 anni fa in una piccola cittadina del Nord Italia. Ha conseguito specializzazioni in Affari Europei, Project Management e EuroProgettazione. E' titolare di uno studio specializzato in Relazioni Istituzionali e Comunicazione e Lobbista accreditato presso il Parlamento Europeo. Prima di questa avventura ha vissuto per anni all'estero. Rientrata in Italia si è occupata di formazione su temi economici e finanziari per una società i cui servizi sono rivolti agli ordini professionali. In tempi più recenti ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari che hanno ricevuto riconoscimenti dalle più importanti istituzioni mondiali. Grazie a questa esperienza è stata chiamata come formatore e speaker a eventi e seminari in tutta Europa. E' appassionata di tutto ciò che ruota attorno alla politica, alle relazioni tra Stati e alla Democrazia. Ama i gatti e colleziona scarpe. Un giorno andrà a vivere a La Turbie.. per ora si occupa di Lombardia. Liberale di Centro-Destra.