FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Sì, il popolo è sovrano. No, non si deve votare per questo

“La sovranità appartiene al popolo! Lo dice la Costituzione, bisogna tornare al voto altrimenti si sta consumando un golpe nei confronti degli italiani”.

Lo ammetto, non sono un fan della Costituzione italiana: Sia perché, come la maggior parte delle costituzioni, non è un limite all’azione del governo sui cittadini ma all’azione del cittadini sul governo – confrontate solo il nono e il decimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti con l’impianto generale della Costituzione italiana e la dettagliata lista delle cose su cui il popolo non è tenuto a mettere il becco localmente – sia perché, obiettivamente, è più adatta ad un qualche satellite dell’Unione Sovietica che ad una grande democrazia occidentale. Leggete la Costituzione della Repubblica Democratica Tedesca per paragone e ditemi se non trovate evidenti similitudini.

Ma la Costituzione dice che la sovranità dev’essere esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione. E le forme nazionali della Costituzione sono:

  • Ogni 5 anni l’elezione del Parlamento
  • Il voto nei referendum abrogativi, non ammesso per leggi tributarie e di bilancio
  • Il voto in eventuali referendum costituzionali

In sostanza i cittadini votano il Parlamento e questo decide cosa fare, che leggi votare e che governo formare. E, in un sistema ormai tripolare come il nostro, nulla vieta che si cambi l’alleanza tra poli in corso d’opera.

Ed, eccentuando per i rari referendum abrogativi, il popolo non ha ulteriore voce in capitolo fino ad ulteriori elezioni.

Vogliamo cambiarlo? Benissimo, si può fare, basta che sia una sincera volontà riformista e non un berciare contro il nemico del momento, state sicuri che se Mattarella farà andare l’Italia al voto verrà citato come esempio di saggio uomo di buonsenso mentre se dà l’incarico a un governo PD-M5S ricomincerà la campagna per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Per la cronaca, in Cechia la hanno e il Presidente sciolse il Parlamento perché non voleva accettare il suo premier, quindi non risolverebbe nulla.

Ma non c’è nessun golpe, per il semplice fatto che voi avete votato un partito che ha ottenuto tot rappresentanti, per governare serve raggiungere una soglia di rappresentanti e se i rappresentanti degli altri la raggiungono governano. Oppure se il governo è amico si chiama “contratto di governo” mentre se è nemico si chiama “inciucio” o “golpe”?

Vogliamo inserire un sistema che, ad esempio, disponga lo scioglimento delle camere in caso di cambio maggioranza (è stato già proposto nel 2006, venendo bocciato) oppure un sistema di recall election? Si può proporre, analizzare e decidere, ma per farlo serve una conoscenza dell’attuale sistema istituzionale, che evidentemente deficita.

Che poi, in realtà, non andare al voto possa essere un enorme autogoal è un discorso politico, non istituzionale.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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