FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Dire no al patridiotismo

Bandiere italiane ai balconi, inni d’Italia da cantare, orgoglio italiano in ogni dove. Siamo arrivati al paradosso in cui cantiamo gli inni dello Stato che, pur crescendo sempre più in quanto a spese e dimensioni, ci fornisce sempre meno servizi, alle volte con conseguenze letali come in questi casi.

Dobbiamo essere tutti uniti in questi momenti? Balle! Unità d’azione e intenti contro il virus non vuol dire dover fingere che lo Stato del quale dovremmo cantare l’inno non abbia responsabilità in tutto ciò e che una volta finita la crisi non potremmo nemmeno fare debito per riprenderci perché lo facevamo fino a ieri per sport.

E noi non siamo quella roba là. C’erano persone con una cultura e una lingua assimilabile alla nostra da ben prima che nascesse qualsiasi sentimento unitarista italiano. Non abbiamo bisogno di essere italiani per essere qualcuno.

Per quale motivo oggi dovremmo sventolare la bandiera dello Stato che si dissangua ogni anno da quando esiste, che non ascolta le nostre voci fin dalla sua creazione (e anche prima, perché i lombardi volevano la Federazione italiana, non la Savoia allargata) e addirittura cantare l’inno come soldatini di latta decerebrati dicendo un “siam pronti alla morte” come se non bastasse donare il 50% delle ore di lavoro della nostra vita a Roma.

E dire “siam pronti alla morte” è probabilmente quello che vuole sentire ora Roma che prima ci dice “vi aiutiamo a fare l’ospedale in Fiera” e poi ritratta. Siete davvero pronti alla morte per l’inefficienza cronica dello Stato italiano?

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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