FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Il salvaidee salverà la legge Zan?

Vi ho già parlato della legge Zan e di come, seppur con un marketing che suggerisce tutt’altro, non sia un legge liberticida.

Tuttavia componenti della maggioranza e dell’opposizione l’hanno voluto scrivere chiaro e tondo approvando il cosiddetto “salvaidee” che dice, in sintesi:


sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte

Quando l’ho letto all’inizio mi è scappata una risata, poi un applauso.

La risata per un semplice fatto: è un’aggiunta non necessaria poiché l’attuale regime della Mancino è questo.

Convincimenti ed opinioni? Son già consentite! Checché ne dica qualcuno una persona può essere fascista o razzista senza alcun problemi e può anche dirlo in giro. Il problema è se si sveglia una mattina e decide di rifondare il PNF o fare una sezione del KKK a Casalpusterlengo.

“Condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee”? Anche quello. Se io dico, per esempio, che un cittadino straniero non dovrebbe avere accesso al welfare se non o pagandolo – magari tramite un’assicurazione sanitaria – o dopo un tot di anni sto sicuramente facendo una discriminazione per nazionalità, ma è una discriminazione perfettamente legittima. Sarebbe ben diverso se, ovviamente, andassi a tirare i sassi agli stranieri che vanno in ospedale.

“Libertà delle scelte”? Ovviamente, anche quella già presente. Nessuno può obbligarvi ad andare in un negozio gestito da persone di colore o vi può vietare di affittare solo a scandinavi perché avete il parquet e volete l’assoluta certezza che nessuno entri in quella casa con le scarpe. Magari non potete scriverlo sull’annuncio ma resta il fatto che, seppur con limiti da Paese sudamericano, la Costituzione italiana garantisce proprietà privata e libertà economica.

Ma perché l’applauso? Perché così, nei fatti, hanno “blindato” la legge: sia in Parlamento, visto che è ora abbastanza improbabile che chi ha votato il salvaidee non voti la legge, sia nell’opinione pubblica.

Perché, una volta scritto nero su bianco che no, nessuno verrà a prendere i sostenitori della famiglia patriarcale, solo una categoria può sostenere che tale legge non sia utile nell’attuale framework giuridico: chi tutto sommato se viene pestato un gay così scontento non è.

La cosa che, però, mi stupisce, è vedere la reazione del mondo LGBT che, invece di sostenere unanime tale provvedimento… si divide.

Ad esempio GayPost pubblica un articolo di un giurista che dice “un compromesso c’è, ma non al ribasso”, Gay.it fa un articolo dove riporta alcune posizioni, tra cui quella, a mio parere un pelo imprecisa nei riguardi del termine “offendere” – avrebbe dovuto distinguere diffamazione e ingiuria – ma adattissima “ad usum populi” di Cathy la Torre e quella di una consigliera comunale di Torino che dubito abbia letto lo spiegone della la Torre, mentre Gayburg dichiara che la clausola “legittima gli omofobi” e mette come immagine delle persone aggredite.

Quest’ultimo comportamento è, però, molto pericoloso per la causa gay. È davvero molto semplice prendere esempi come questi o di chi dice che il solo ammettere certe idee – cosa che anche la formulazione originale della Zan avrebbe garantito – sia inammissibile, postare i relativi screenshot e parlare di una lobby gay che vuole vietare il non pensarla come loro.

È un’estrema minoranza? Non importa, ormai bastano pochi screenshot per parlare di emergenza o simili.

E tolta ogni possibilità che tale legge sia un bagaglio non è una supposizione campata sul nulla l’idea che i contrari usino l’idea del “se gliela diamo vinta una volta finirà che se diciamo LGBT invece che LGBTQQIA+ finisci in galera per scarsa inclusività.

Ma, giusto per non criticare solo un lato mi permetto di dire che c’è parte del mondo gay che questa idea la dà eccome. Io ho osato far notare ad una pagina pro DDL Zan che parlava di rispetto che la legge poco c’entra col rispetto – nessuno vieterà a Feltri le sue esibizioni in cui enumera un tot di sostantivi che preferisce usare rispetto al termine medico “omosessuali” e al termine inglese “gay” – poiché si tratta di crimini dettati dalla discriminazione e non di educazione.

Risultato? Bannato.

Ho come l’impressione che, esattamente come un tot di tradizionalisti si sono creati un mondo alternativo dove se solo dici “culattone” al bar arriva una squadraccia arcobaleno a portarti al confini, anche un tot di progressisti si siano creati tale mondo dove se solo senti dire “culattone” al bar chiami una squadraccia arcobaleno che porta l’omofobo al confino.

E il salvaidee, chiarendo definitivamente l’ovvio, è stato come una legnata sui denti per gli immaginato di entrambi i lati nel ribadire che non si vuole togliere libertà ma aumentare la serenità, concetto importante per avere la libertà.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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