FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Fratelli coltelli: ecco cosa pensa il Messaggero dei lombardi

Il Messaggero ha pubblicato un editoriale di Mario Ajello, storico romano e giornalista, che devo ringraziare. Anzi, gli ho proprio scritto un messaggio su Facebook ringraziandolo:

Gentilissimo Mario, la ringrazio per il suo editoriale sulla Lombardia dove dice che abbiamo danneggiato il PIL italiano (che è in larga parte prodotto qui, ma vabbè) e che la richiesta di tenere ciò che produciamo sia di intollerabile arroganza. Ora, quando qualcuno mi chiederà perché la Lombardia deve andarsene dall’Italia, mi basterà mostrare il suo articolo per convincerlo. Dopo la chiusura de La Padania abbiamo bisogno di giornalisti come lei per la causa della libertà. Buona continuazione

Veramente, nemmeno tutti gli autori di questo blog avrebbero potuto scrivere un editoriale così breve e che sintetizza al meglio le ragioni per cui la Lombardia debba lasciare l’Italia il più presto possibile.

Leggetelo, è riportato qui da TPI. C’è tutto:

  • La concezione economica tutta propria dell’autore, nel pieno stile italiano dove ogni articolo è una nuova scuola economica
  • La concezione grillina per cui qualche manovra di palazzo – per quanto spregevole – causi chissà quali conseguenze sull’economia reale
  • La concezione illusoria di una Lombardia cattiva perché ha tenuto troppo aperto ma anche perché voleva il lockdown totale (decidetevi, però)
  • La concezione manettara per cui un’indagine è condanna in terzo grado di giudizio
  • La concezione socialista (senza insulti a Turati) per cui chi è ricco ha una colpa e deve espiarla a colpi di assegni sostanziosi verso chi sta in panciolle

Ovviamente, basta giungere alla fine dell’editoriale per capire che è solo una lagna sul fatto che la Lombardia voglia autogovernarsi e tenersi i propri soldi. Riconosciamo, quantomeno, ad Ajello il fatto che riconosca che quelli sono i soldi del Nord, semplicemente ritiene che a qualche titolo essi debbano essere anche della sua città. Nell’era dei neoborbonici convinti di navigare nell’oro e di venir depredati dal Nord grazie al panettone, dobbiamo dirlo, è un piacevole passo in avanti.

In ogni caso non capisco chi voglia convincere con questo editoriale: leggendo certe cose sul fatto che la Lombardia abbia affossato l’Italia mentre l’ha mantenuta per decenni e ora è stata “calpesta e derisa” da gente che il PIL lombardo non riesce nemmeno a immaginarselo e gode solo dell’altrui male, di sicuro non fanno altro che aumentare il risentimento dei lombardi, anche tra quelli che se domani Fontana si dimette stappano lo spumante.

Certo, non magari nel fuorisede che vive qui da tre anni o dal dipendente pubblico venuto su a lavorare e incazzato come una biscia perché non ha più il mare e per vedere la famiglia deve prendere le ferie, categorie che da sole costituiscono un buon 80% di quelli che scendono in piazza a chiedere commissariamenti e simili amenità.

Tutto ciò, come dicevo pochi giorni fa, perché non c’è nessuno in politica che rappresenti il Nord. Così possiamo avere un governo meridionalista che non sa cosa significhi produrre ricchezza, essere presi per il culo dai giornali e nessuno dirà beh.

Però, state ben sicuri, mozzarella e panzerotti pugliesi saranno ben tutelati.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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