FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Toccherà ancora ai fazzoletti azzurro-verdi salvare la libertà

Sono troppo poco conosciuti, purtroppo, ma sono l’unica ragione, insieme agli Stati Uniti d’America, se non siamo stati un satellite sovietico: i partigiani azzurri.

Formazioni autonome, liberali, conservatrici, monarchiche, autonomiste che avevano come obiettivo liberare l’Italia, non per consegnarla a Baffone legata mani e piedi ma per renderla una democrazia liberale, moderna e soprattutto libera.

Assieme ai partigiani azzurri c’erano ovviamente anche i partigiani verdi, con obiettivi simili (ma più vicini al liberal-socialismo di Rosselli) e che meritano il medesimo rispetto.

Queste forze, cacciati i fascisti, hanno fatto la costituente e scritto la costituzione italiana assieme alle altre componenti partigiane, più o meno sincere. Problematica, lo sappiamo tutti, da rifare in numerosi punti, ma è quella che c’è.

Proprio come negli anni ’40 la minaccia alla libertà ora viene da due forze apparentemente lontane ma alleate all’uopo: i neri, oggi rappresentati in una goffa versione dal Movimento 5 Stelle istituzionalizzato, e i rossi, rappresentati dall’asse PD-LeU che ritiene che la cosa migliore sia togliere libertà ai cittadini randomicamente e si ritiene perfetto, pronto a spezzare le reni al virus ma prendendole di Santa Ragione chiedendo quindi l’aiuto della solita Germania in un copione già visto.

Con l’ultima mossa il governo Conte II ha cagato sulla costituzione e non contento si è anche abbassato la patta, ha proceduto a un minuzioso onanismo e ci ha anche eiaculato sopra a spregio.

Ha fatto un decreto legge per darsi il potere di fare DPCM per 45 o 60 giorni.

Tutte le parole scritte nella legge fondamentale su leggi delega, divisione dei poteri e simili amenità che servivano a porre un freno ai metodi fascisti nelle istituzioni? Andate a puttane.

L’Italia ora è governata per decreto, come un Cile (o Venezuela) di Pinochet o un’Argentina di Videla qualsiasi. Altro che dittatura sanitaria, questa è una dittatura sudamericana.

E l’opposizione sta muta. Sia perché vorrebbe guadagnarci elettoralmente facendo proposte che sembrano utili (ristori, sospensione tasse e simili) sia perché raramente si torna indietro quando si estende il potere dell’esecutivo e c’è già chi si lecca i baffi a poter usare i DPCM contro il nemico di turno, che sia lo spacciatore, il negro o lo zingaro.

Ma, bisogna capirlo, quelli che ora stanno sui banchi del governo non sono interlocutori legittimi ma sono i nipoti ideologici dei fascisti e dei comunisti che volevano mantenerci schiavi.

Toccherà a noi, il popolo, mobilitarci. E con camicie nere e fazzoletti rossi, ormai rappresentati da giornalisti ridotti a fangirl squirtanti che si dedicano alla loro Porzûs sul web, stuprando i dati e la legge per appagare il popolo lecca-Conte, che la fanno da padrona e un’opposizione completamente asservita per le ragioni sopra descritte solo un movimento forte, popolare, inizialmente di poche menti elette capaci di andare contro il pensiero maggioritario potrà salvare qualsiasi forma di libertà che esista in un paese dove viene messa in pericolo da un gruppo di persone che non attendeva altre occasioni e ha sempre ammirato l’autoritarismo.

Poi, dopo, torniamo a scannarci su come va riscritta da zero o conservata sotto formaldeide. Ma ora rimettiamoci quel fazzoletto e lottiamo perché sia rispettata.

Perché, mi permetto di rubare le parole a un noto avvocato americano, “certe cose sono apolitiche. Anche se sei d’accordo al 100% col presidente da un punto di vista politico ci sono cose più importanti. Come lo Stato di Diritto. Il problema è che quando lo perdi, non torna mai più indietro“.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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