FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

PAGLIACCI

Il genderale Vannacci è quello che gli anglosassoni chiamano “troublemaker”.

A un primo livello, più “epidermico” e ovvio è un problema in quanto asset russo. Ci interessa poco sapere se lo sia “pay” o “4free”, l’importante sono le conseguenze del suo posizionamento. I suoi primi passi sul palcoscenico politico idagliano tengono il ritmo battuto dalla bacchetta della “disinformazia”. Ovverosia ammirazione per la Russia dove esercitare il giornalismo riduce l’aspettativa di vita, come essere esposto a agenti radioattivi. Dove le strade sono sicure ma in compenso la diffusione dell’AIDS è paragonabile a quella dei paesi subsahariani. Dove non si riesce a produrre un televisore che non esploda in faccia ai suoi acquirenti ma in compenso si producono missili ipersonici che sono puntati sulle città occidentali, incluse quelle dove dimorano le cheerleaders squirtanti del piccolo satrapo del Cremlino. E poi la consueta retorica anti U€ che conosciamo perfettamente, mirante con il suo progetto di guerra cognitiva, a minare le fondamente stesse che stanno a sostenere il sistema politico, sociale e culturale occidentale. Mano tesa all’Internazionale Moralista, quindi. Tanto attenta ai “Valori” quanto puttaniera, tossicodipendente, magnaccia e quant’altro si possa desiderare.

A un livello un po’ più profondo è pericoloso per gli assetti del bipolarismo idagliano. Il suo progetto politico è infatti perfettamente funzionale “all’obiettivo – palude” che una parte vasta delle consorterie politiche e sociali ha in mente per le prossime elezioni, avente il fine di condizionare il parlamento che andremo a eleggere nel 2027 il quale incidentalmente sarà quello che eleggerà il prossimo presidente della Repubblica. Cosa meglio che avere un soggetto politico che draghi i voti alla destra, in modo da arrivare a un sostanziale pareggio, poter archiviare la Meloni e portare avanti un progetto politico paludoso con i partiti degli intelligenti che si dividono lo zerovirgolauncazzo dei consensi del centro, con i residui riciclabili che si potranno recuperare dall’implosione della Lega (cioè il “partito dei governatori del nodde”), i quali con l’istituzionale #PIDIO possano comporre la classica coalizione dei responsabili con il fine di eleggere un presidente ortodosso “custode dei valori della repubblica nata dall’antifascismo” (AKA “di sinistra”) e soprattutto portare al governo il #PIDIO che non vince le elezioni da quando l’uomo non camminava ancora in maniera eretta.

Praticamente, con buona pace delle sue cheerleaders squirtanti, votare Vannacci è la miglior garanzia per avere l’ennesimo governo dei responsabili (o “degli intelligenti”).
Infine, perché meno importante, genderale è un bel problema per la Lega, perché sarà quello che firmerà il suo certificato di morte. Di quanto devastante per il partito di Salvini sia stato l’aver intruppato il genderale si è scritto fin troppo e qualche volta a sproposito. Il genderale non è stato il virus che ha ucciso la Lega, è stato piuttosto il sintomo di un male che la affliggeva da lustri. E quel male si chiama “Matteo Salvini”. Nel momento in cui Vannacci è entrato in lega, questa era già morta. La lega libertaria di 30 anni fa il genderale non lo avrebbe nemmeno preso in considerazione per i servizi di vigilanza ai suoi raduni. Il fatto che sia stato non solo tollerato (a parte qualche mugugno che non è andato più in là di un paio di righe sui giornali) ma che abbia raccolto messi di voti tra elettori che furono della lega e che da quanto risulta dalle rilevazioni demoscopiche ora disposti a seguirlo nella sua avventura sovranista, dimostra solo quanto la “base” leghista sia stata devastata da 20 anni di Salvinismo che, occorre ribadirlo, non ha portato da nessuna parte, se non in fondo al baratro. Il genderale è una mala pianta che ha attecchito sul tronco putrefatto della lega soprattutto per il lavoro fatto dal perverso giardiniere che l’ha curata dalla “notte delle scope” fino a oggi.

Luca Comper
Architetto, appassionato di troppe cose da poterle riassumere nello spazio di una schermata del PC, ma in particolare di arte, politica e storia. Ha lo stesso rapporto con il giornalismo di quello che ha uno scafista con la marineria. Indipendentista to the core, il suo motto è "Ho costruito la mia causa in abuso edilizio"

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