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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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		<title>Lunedì 24 luglio. Barcellona (Catalunya). Il giorno dopo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Fava]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2023 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
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<p style="text-align: justify;"><em><br />(Dal nostro inviato)</em> <br />Sono a cena con alcuni colleghi al Martinez. Una terrazza speciale che domina Barcellona all’uscita dalla teleferica che conduce n mezzo alla natura e sulla vetta del Montjuïc.  Mi capita spesso di tornare qui. <br /><br />Adoro questo posto ed ho la fortuna di tornare spesso a Barcellona per lavoro e riscoprire sapori e abitudini che amo. La cucina catalana, il panorama mozzafiato, il locale sobriamente elegante in stile locale e soprattutto le chiacchiere. Copiose chiacchiere che ti inondano la testa da quando entri e soprattutto discussioni animate fra gli astanti. E stasera qua si parla di politica. <br /><br />Difficile ti possa capitare la stessa cosa in Italia, quasi impossibile in Padania, ma qua oggi tutti discutono animatamente di politica!  Avevo dimenticato la sensazione, più del gusto dello spettacolare joselito con pan y tomate, del pimiento del paron o del leggendario arroz negro. <strong>Qua fra le pietanze straordinarie della cucina locale più tradizionale, si parla animatamente di politica.</strong> E lo si fa perché è un giorno speciale questo: il giorno dopo le elezioni. <strong>E a modo suo la Catalunya ha vinto anche stavolta.</strong> Ha vinto perché i 14 deputati indipendentisti (di destra e di sinistra, sette più sette in realtà) saranno determinanti per dare un governo al paese. <br /><br /><img data-attachment-id="15467" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/attachment/1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=1024%2C575&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,575" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="1" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?fit=800%2C449&amp;ssl=1" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-15467 size-full" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=800%2C449&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="449" srcset="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/1.jpg?resize=768%2C431&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" data-recalc-dims="1" /><br />E poi quelle di ieri non sono state elezioni “normali”. Sono successe molte cose che provo ad elencare a margine del vivace dibattito serale del Martinez:<br />   ⁃    <strong>sondaggisti cambiate mestiere!</strong> E’ finita per sempre l’era dei sondaggi in Spagna. Anche qua possono dire che i sondaggi elettorali sono un po’ come gli oroscopi. In sostanza si fanno per chi ci crede a prescindere….per il resto avevano predetto una larga vittoria del partito popolare, una crescita impetuosa del movimento populista e neofascista di Vox e il tracollo del partito socialista, costretto dall’afasia del precedente governo a portare il paese ad elezioni anticipate. Bene, un record assoluto: non ne hanno azzeccata una che sia una! La gente dimostra ancora di votare diversamente da ciò  che racconta al telefono alle gentili signorine che lavorano per gli istituti demoscopici. Quasi come se fosse diventato uno sport globale quello di fare cose e dirne altre.<br /><br />   ⁃    <strong>Fascisti e populisti continuate pure così che siete la più grande garanzia per i partiti tradizionali!</strong>  Anche stavolta (e capita da decenni ormai) il vento sovranista soffia nelle urne impetuoso come la ventola di aspirazione di un cesso d’autogrill. Il copione si ripete. Per mesi si riempiono i titoli dei giornali e i commenti di improbabili alleati italioti che gridano al miracolo e poi si vota e tutto svanisce. Sono abbastanza vecchio ormai  da ricordare quello che succedeva in Italia nei favolosi anni ‘80 col partito comunista. In quanti ricordano l’anno del sorpasso e della spallata di Berlinguer al penta partito?  Anche in quel caso come oggi, i partiti che promettono svolte estreme piacciono un sacco quando il voto non conta un tubo. Quando si annunciano orientamenti al bancone pieno di pintxos a Donostia o pieni di tapas a Barcellona. Ma quando il voto diventa utile allora tutto cambia. E proprio in Catalunya dove solo poche settimane fa il partito socialista ha tenuto senza brillare nelle consultazioni amministrative, lo stesso raggiunge il risultato con la crescita maggiore a dimostrazione del fatto che il Psoe qua ha preso una valanga di voti da gente che lo ha considerato il più autorevole argine ai fascisti di Vox. Qua vogliono tutelare almeno l’autonomia che hanno ottenuto faticosamente in attesa di rilanciare la battaglia indipendentista. Molti dei naturali elettori di coloro che portano avanti proposito dichiaratamente indipendentisti hanno privilegiato l’idea di fermare i populisti centralisti che chiedono di riportare la Spagna agli oscuri anni del franchismo.<br /><br /><img data-attachment-id="15466" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2023/07/25/elezioni-spagna-indipendentisti/sanchez/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=683%2C1024&amp;ssl=1" data-orig-size="683,1024" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Copertina La Vanguardia" data-image-description="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?fit=683%2C1024&amp;ssl=1" loading="lazy" class="wp-image-15466 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?resize=350%2C525&#038;ssl=1" alt="Copertina La Vanguardia" width="350" height="525" srcset="https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2023/07/sanchez.jpg?w=683&amp;ssl=1 683w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" data-recalc-dims="1" /><strong>  ⁃    Gli indipendentisti tornano ad essere ago della bilancia. </strong>Si apre una fase tutta nuova in quel mondo. Nonostante il fenomeno sopra descritto la forza elettorale del variegato mondo separatista Catalano torna ad essere fondamentale per la nascita di un governo socialista. Ovvio che la parte a destra di <strong>Junts per Catalunya</strong> non può sperare di entrare in un esecutivo col partito popolare, visto che pone come condizione il fatto che si sottoscriva un impegno politico per le celebrazione di un nuovo referendum per l’indipendenza. Condizione difficile da accettare per Alberto Núñez Feijóo, <strong>il leader del Pp non può amare Vox</strong>. E’ pur sempre presidente della Galizia (altra regione con una forte e tradizione autonomista, forse meno esasperata rispetto ai baschi o catalani, ma pur sempre con dei vantaggi innegabili statutari). Come possa coniugare il suo status di garante delle, seppur moderate, istanze autonomiste della regione che governa con gli slogan aggressivi e iper centralisti di Vox resta un mistero. Anche se in politica tutto è possibile penso che questa ipotesi reati ancora remota.<br />Dall’altra parte <strong>Esquerra Republicana</strong> perde  un sacco di consensi e di seggi <strong>a favore del partito socialista nazionale di Sanchez</strong>, ma credo farebbe fatica a sottrarsi alle sirene di poter sostenere un governo che come minimo possa garantire una tregua alla vera e propria oppressione operata in questi anni nei confronti dei militanti indipendentisti catalani. E i socialisti sono gli unici a dare qualche tiepida garanzia in tal senso.<br />Nulla da aggiungere: una partita molto ingarbugliata dagli esiti imprevedibili.<br /><br />Nel frattempo arriva una notizia. <strong>Il partito autonomista conservatore basco del Pnv</strong> ha annunciato che non sosterrà un governo a trazione popolare. Quelli sono sempre i più scaltri di tutti. Hanno annusato l’aria. E non tira buona aria per in designati vincitori del PP. Anzi….<br /><br />Temo di dover tornare presto a Barcellona per riprendere la discussione, sperando che nel frattempo l’attuale stallo apparente non porti dritto il Paese di nuovo alle urne.<br /><br />Nel frattempo nel pomeriggio di oggi è arrivata la notizia che La procura della Corte Suprema spagnola ha chiesto al giudice istruttore Pablo Llarena di emettere <strong>un mandato di arresto e di detenzione e un mandato di arresto europeo e internazionale per l’ex presidente catalano Carles Puigdemont e il suo assessore Toni Comín.</strong> Piove sul bagnato. Tempismo perfetto. Provate a immaginare come la leggono da queste parti? Le reazioni sono ovviamente di grande smarrimento e di rabbia. Il mio amico Joseph, alle prese con delle spaziali crocchette di chuleta gallega vecchia esclama indignato: <em>“….e io cosa avrei dovuto fare? Dovevo scegliere fra un voto di identità ad un partito indipendentista, come avevo sempre fatto nella mia vita, o provare a fermare Vox votando per l’unico vero antidoto esistente: il Psoe!</em> Si perché a queste latitudini quelli erano gli unici che sembrava potessero fermarlo. Ma lo sai cosa hanno fatto a Valencia quelli di Vox? Hanno fatto togliere i testi in catalano dalle librerie! Ci vogliono portare via la nostra lingua. Il più alto elemento di identità. Io a scuola non l’ho potuta studiare perché i franchisti ce lo impedivano. E questi vogliono tornare lì. Non potevo fare altro che votare per i loro più grandi nemici!”  Non sono sicuro della serietà della notizia ma intanto  lo scaltro Pedro Sanchez incassa e ringrazia.<br /><br />Nel frattempo si è fatto tardi, ma qua è normale.  Qui si vive tutto più tardi. E forse più lentamente. Vediamo se i  tempi della politica locale contribuiranno a risolvere  l’intricata questione a breve. Credo di no. Nel mentre  prenoto al Martinez per settembre.  Pronto a riprendere la discussione da dove l’avevo lasciata. Ormai per appassionarmi alla politica devo venire in Catalunya.</p>
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		<title>Le deboli fondamenta dello Stato nazionale&#8230;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/06/26/le-deboli-fondamenta-dello-stato-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2021 01:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[Indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrete sentito che, finalmente, la Spagna ha concesso l&#8217;indulto ai leader politici catalani, si spera il primo passo verso una soluzione politica alla questione catalana. Non ho potuto, però, fare</p>
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<p>Avrete sentito che, finalmente, la Spagna ha concesso l&#8217;indulto ai leader politici catalani, si spera il primo passo verso una soluzione politica alla questione catalana.</p>



<p>Non ho potuto, però, fare a meno di notare una delle dichiarazioni del premier Sánchez: non sono in carcere per le loro idee, ma per le loro azioni contro l&#8217;ordine democratico.</p>



<p>Ossia far votare, in un referendum non riconosciuto. </p>



<p><strong>Mi fa sorridere vedere Stati che si proclamano eterni, indivisibili e creati per volontà popolare tremare per un referendum con lo stesso valore di quello della bocciofila</strong> a cui, come dimostra ad esempio canadese o anche quello italiano, uno Stato può resistere a della gente che vota, se questa gente non vuole veramente andarsene al momento.</p>



<p>Ciò che temono questi Stati è qualsiasi segnale politico contro la loro esistenza: immaginatevi se un&#8217;associazione cittadina organizzasse una consultazione popolare sulle periferie e il sindaco mandasse i vigili a manganellare chi vota: tale consultazione non avrebbe alcun potere effettivo sull&#8217;azione di governo, <strong>ma avrebbe un forte messaggio politico</strong>.</p>



<p>Impedirla vuol dire aver molta paura di questo messaggio, il che fa ridere, se si parla di Stati che ritengono di essere quasi divini. Un po&#8217; come, d&#8217;altronde, fanno sorridere quelle religioni che parlano di un Dio onnipotente e onnipresente, capace della miglior logica e poi prevedono la pena di morte per chi mette in dubbio la fede, quando sarebbe sufficiente un cenno del capo dell&#8217;Onnipotente per riportare sulla retta via i dubbiosi&#8230;</p>



<p>Certo, dicono, &#8220;hanno anche dichiarato l&#8217;indipendenza!&#8221;</p>



<p>E questi Stati nazionali eterni, indivisibili, ai quali il diritto internazionale non solo direbbe che l&#8217;indipendenza non è un diritto ma è addirittura sempre vietata, hanno paura di un pezzo di carta con qualche firma che, proprio a detta loro, non è applicabile in alcun caso?</p>



<p>Davvero? </p>



<p>La mia impressione è che, invece, <strong>gli Stati nazionali abbiano fondamenta deboli, radicate in una cultura ottocentesca che oggi non esiste più</strong> e che, molto spesso, siano inefficienti e, se esiste volontà di mantenerli, non è per l&#8217;idea di nazione ma per l&#8217;idea di <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/12/06/lanima-nera-ditalia/">parassitare meglio</a>.</p>



<p>È evidente che i piccoli Stati <a href="https://istitutoliberale.it/perche-si-vive-meglio-negli-stati-piccoli/#:~:text=Gli%20Stati%20piccoli%20tendono%20ad,e%20una%20struttura%20pi%C3%B9%20funzionale.">tendano a funzionare meglio</a>, quasi sempre, di quelli grandi, basati su queste idee di <em><a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/01/05/altro-che-banche-i-paradisi-fiscali-funzionano-perche-sono-piccoli-e-liberi/">Nazione e Sovranità</a></em>, e che via via la concorrenza non potrà che fare il proprio corso, mandando &#8220;fuori mercato&#8221; questi Stati inefficienti.</p>



<p>Proprio per queste labili basi <strong>gli Stati nazionali hanno paura di un pezzo di carta</strong>. Uno Stato serio <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/11/03/federalismo-secessione-e-liberta-riscopriamoli-con-la-scuola-austriaca-di-economia/">non avrebbe paura</a> di qualcuno che lo mette in dubbio ma, anzi, lo <a href="https://www.lavocedelnord.net/2018/12/18/la-grande-lezione-di-vaclav-havel-sulla-secessione/">favorirebbe</a>. </p>



<p><strong>Ma, solitamente, se uno Stato è serio nessuno ha molta voglia di uscirne&#8230;</strong></p>
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		<title>L&#8217;Europarlamento revoca l&#8217;immunità ai deputati catalani in esilio.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2021/03/09/leuroparlamento-revoca-limmunita-ai-deputati-catalani-in-esilio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 19:18:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[catalunya]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuvole nere si addensano sull&#8217;Europa, scure e foriere di repressione si dipanano dagli scranni dell&#8217;emiciclo europarlamentare a Bruxelles per finire sulle terre di Catalogna. Nere come la ventata di &#8220;neofranchismo&#8221;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuvole nere si addensano sull&#8217;<strong>Europa</strong>, scure e foriere di repressione si dipanano dagli scranni dell&#8217;emiciclo europarlamentare a <strong>Bruxelles</strong> per finire sulle terre di <strong>Catalogna</strong>.<br />
Nere come la ventata di <strong><em>&#8220;neofranchismo&#8221;</em></strong> che pervade, da oggi non più solo la Spagna ma anche un&#8217;Europa sempre più fogna del nazionalismo, anziché culla delle libertà delle persone e dei suoi popoli.</p>
<p>In Belgio il <strong>Parlamento Europeo</strong>, riunito in seduta plenaria, <strong>ha votato</strong>, a scrutinio segreto, <strong>per rimuovere l&#8217;immunità parlamentare di tre eurodeputati catalani, l&#8217;ex presidente catalano Carles Puigdemont e i suoi ex ministri Clara Ponsati e Toni Comin, come richiesto dalla magistratura spagnola</strong> per poter procedere contro di loro come già ha fatto nei confronti degli altri esponenti indipendentisti condannati a diverse pene detentive per &#8220;reati&#8221; legati allo svolgimento del referendum per l&#8217;indipendenza dell&#8217;ottobre 2017.<br />
La revoca apre la strada per Madrid onde poter riattivare i mandati d&#8217;arresto europei finora rifiutati dal Belgio.</p>
<p>In una votazione a scrutinio segreto svoltasi ieri sera ma rivelata solo questa mattina, più di 400 eurodeputati hanno votato per revocare la loro immunità, quasi 250 contrari e più di 40 deputati si sono astenuti.<br />
Puigdemont dovrebbe sollevare la questione alla Corte di giustizia europea (CGUE) dopo che è trapelata ai media una relazione della commissione giuridica del parlamento che raccomandava la rimozione della loro immunità.</p>
<p>Questa è la terza volta che la Corte Suprema spagnola ha provato a farli estradare, dopo che precedenti tentativi erano falliti in Scozia, Belgio e Germania.<br />
La perdita della loro immunità non influirà sul loro status di deputati al Parlamento europeo, che manterranno fino a quando non saranno esclusi dall&#8217;incarico dopo un&#8217;eventuale condanna.</p>
<p><em><strong>&#8220;Oggi è un giorno triste per il Parlamento europeo, noi abbiamo perso la nostra immunità ma il Parlamento europeo ha perso molto di più. Questo è un caso di persecuzione politica&#8221;</strong></em>. Così Puigdemont nel corso di una conferenza stampa dopo il voto dell&#8217;Eurocamera a Bruxelles.</p>
<p>Se da un lato la repressione del &#8220;nazionalismo neofranchista&#8221; è arrivata fino all&#8217;Europarlamento <strong>in Catalogna un giudice di sorveglianza ha stabilito la revocato lo status di semilibertà di cui godevano diversi degli esponenti indipendentisti condannati per reati legati al referendum</strong> quali Oriol Junqueras, Joaquim Forn, Raül Romeva, Jordi Turull, Josep Rull, Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, che dovranno pertanto rientrare in carcere e restarci fino all&#8217;espiazione delle loro pene detentive.<br />
Un brutto segnale, una spregevole forzatura, l&#8217;ennesimo attacco alle libertà sul quale tacere è rendersene complici.</p>
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		<title>Nuovi arresti in Catalogna per &#8220;crimini&#8221; legati al processo indipendentista.</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/10/29/nuovi-arresti-in-catalogna-per-crimini-legati-al-processo-indipendentista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2020 10:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un&#8217;importante operazione di polizia, svoltasi in tutta la Catalogna, gli agenti della &#8220;Guardia Civile&#8221; spagnola hanno arrestato 21 persone che, a loro avviso, avrebbero preso parte alla deviazione di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un&#8217;importante operazione di polizia, svoltasi in tutta la <strong>Catalogna</strong>, gli agenti della <strong>&#8220;Guardia Civile&#8221;</strong> spagnola hanno arrestato 21 persone che, a loro avviso, avrebbero preso parte alla deviazione di fondi pubblici verso il Belgio per &#8220;finanziare&#8221; le attività dell&#8217;ex presidente catalano <strong>Carles Puigdemont</strong>, in un caso che si suppone sia anche collegato alla piattaforma di protesta pro-indipendenza <strong>&#8220;Tsunami Democràtic&#8221;</strong>.</p>
<p>Tra gli arrestati questo mercoledì, per presunto uso improprio di fondi pubblici, abuso d&#8217;ufficio e riciclaggio di denaro, ci sono diversi esponenti dei partiti politici catalani CDC ed ERC: David Madí, Xavier Vendrell e Oriol Soler. Un altro arrestato è stato Josep Lluís Alay, capo dell&#8217;ufficio politico di Puidemont in Belgio, che è già stato poi rilasciato.</p>
<p>Sono state effettuate 31 perquisizioni in otto distretti giudiziari in tutta la Catalogna. Oltre ai reati legati alla corruzione, <strong>il tribunale contesta presunti reati contro l&#8217;ordine pubblico, il che potrebbe implicare un collegamento dell&#8217;intera operazione con la piattaforma di protesta &#8220;Tsunami Democràtic&#8221;</strong> che ha operato alla fine del 2019. A differenza di altre operazioni di polizia, inerenti al processo di indipendenza, questa volta i reati di terrorismo non sono inclusi nelle accuse. Le denunce di tali crimini causerebbero automaticamente il trasferimento del caso al tribunale delle udienze nazionali di Madrid.</p>
<p>La presunta rete oggetto di indagine riguarda una presunta appropriazione indebita di fondi da parte dell&#8217;ente provinciale di Barcellona, ​​la <strong>Diputació</strong>, nonché l&#8217;esistenza di una rete che collegherebbe il finanziamento del processo di indipendenza tramite fondi pubblici, il gruppo Tsunami, i rapporti con la Russia e un presunta operazione di vendita di proprietà. Gli arrestati sono uomini d&#8217;affari catalani legati agli ex governi della Catalogna, ai partiti politici ERC o CDC (Convergència Democràtica, predecessore dell&#8217;attuale JxCat), o legati a leader indipendentisti, in particolare con il presidente in esilio Carles Puigdemont.</p>
<p><strong>Josep Lluís Alay</strong>, capo dell&#8217;ufficio di Puigdemont a Waterloo in Belgio, è stato rilasciato dopo essere stato accusato di abuso nell&#8217;utilizzo di fondi pubblici. Parlando alla stazione radio RAC1 dopo il suo rilascio, ha detto di essere calmo e quando gli è stato chiesto del crimine di cui era accusato, ha detto <em><strong>&#8220;il solito&#8221;</strong></em>. Alay ha denunciato l&#8217;operazione come <em><strong>&#8220;persecuzione della causa indipendentista&#8221;</strong></em>.</p>
<p>L&#8217;indagine dalla quale sono scaturite le perquisizioni e gli arresti è diretta dal tribunale numero 1 di Barcellona e ​​fa parte di un caso aperto nel 2016 e fino ad oggi mantenuto riservato. Il caso originale era relativo a presunti crimini di corruzione nell&#8217;autorità provinciale della Diputació di Barcellona.</p>
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		<title>Quim Torra alla Corte Suprema di Madrid: &#8220;Non sarò io a indire irresponsabilmente le elezioni catalane&#8221;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2020/09/18/quim-torra-alla-corte-suprema-di-madrid-non-saro-io-a-indire-irresponsabilmente-le-elezioni-catalane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 17:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[catalunya]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Totale fermezza da parte del presidente della Catalogna, Quim Torra, dopo l&#8217;udienza tenutasi questo giovedì alla Corte Suprema di Madrid. &#8220;Non sarò io a guidare il Paese in una corsa</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Totale fermezza da parte del presidente della Catalogna, <strong>Quim Torra</strong>, dopo l&#8217;udienza tenutasi questo giovedì alla <strong>Corte Suprema di Madrid</strong>. <em>&#8220;Non sarò io a guidare il Paese in una corsa elettorale irresponsabile che paralizzerebbe l&#8217;amministrazione catalana&#8221;</em>, ha annunciato dalla delegazione del governo catalano a Madrid, a seguito delle richieste di ieri di quasi tutti i partiti spagnoli per le elezioni al parlamento catalano.</p>
<p><em>&#8220;Sono venuto a Madrid per guardare negli occhi il tribunale che vuole far cadere un altro presidente del governo della Catalogna. Sono venuto a Madrid per spiegare loro che non hanno il diritto o la giustificazione per farlo e che lo siamo non hanno paura di loro. Sono venuto a Madrid per ricordare loro che la nostra causa ha una lunga storia e continuerà fino alla fine: una Repubblica libera e giusta per tutti i catalani&#8221;</em>, ha affermato dopo l&#8217;udienza di appello, incentrata sull&#8217;opportunità o meno squalificarlo dall&#8217;incarico per aver appeso uno striscione sul palazzo del governo catalano nel 2019. La decisione del tribunale è attesa tra circa due settimane.</p>
<p>Tuttavia, Torra ha ammesso che non avrebbe &#8220;mai&#8221; posto un &#8220;ostacolo a nulla&#8221;. <em>&#8220;Ho accettato la carica di presidente per servire il mio paese in un momento molto difficile. <strong>Non ho ambizioni personali che potrebbero intralciare il progetto ampio e collettivo per raggiungere l&#8217;indipendenza&#8221;</strong></em>, ha dichiarato. Il presidente catalano ha affermato che &#8220;la battaglia contro Covid&#8221; è la sua &#8220;unica preoccupazione&#8221;.</p>
<p>Il presidente ha voluto chiarire che l&#8217;udienza odierna non riguarda una punizione contro di lui per uno striscione, <em><strong>&#8220;è una punizione per un intero Paese nel mezzo di una pandemia&#8221;</strong>. &#8220;È così che dimostrano il loro amore per la Catalogna, che vogliono rendere schiava, insieme alla sua gente&#8221;</em>, ha aggiunto, avvertendo che continuerà a lavorare &#8220;fino all&#8217;ultimo&#8221; fino all&#8217;entrata in vigore della sua squalifica.</p>
<p><strong>La sfida per la Spagna</strong><br />
Torra ha anche lanciato una sfida alla Spagna: <em>&#8220;L&#8217;atteggiamento dimostrato dallo Stato spagnolo nei confronti del movimento indipendentista catalano nei prossimi mesi getterà le basi morali ed etiche per il suo futuro. Senza una rettifica ferma e urgente, <strong>la Spagna suggellerà il suo fallimento. come uno stato europeo moderno&#8221;</strong></em>, ha avvertito.</p>
<p>Il leader del governo catalano aveva anche messaggi per il popolo catalano: <em><strong>&#8220;Non aspetteremo il cambiamento nello stato spagnolo per esercitare il nostro diritto inalienabile.</strong> Se la maggioranza dei catalani desidera costruire una Repubblica libera, questa espressione pacifica e democratica prospererà. Non ne dubito per un momento&#8221;</em>, ha detto.</p>
<p><strong>&#8220;Che bugia&#8221;</strong><br />
&#8220;Che bugia.&#8221; Così Torra ha definito lo slogan unionista che in Spagna <em>&#8220;si potrebbe discutere ogni progetto democratico e pacifico&#8221;</em>. Ha consegnato una lunga lista di azioni che, ha detto, hanno dimostrato che questa affermazione spagnola è falsa: la persecuzione del presidente Carles Puigdemont, la negazione del seggio al Parlamento europeo vinto dal vicepresidente catalano Oriol Junqueras, gli esiliati, i prigionieri politici e la protezione. di &#8220;un criminale franchista come Martín Villa&#8221;, tra gli altri.</p>
<p><em><strong>&#8220;Questo è lo Stato spagnolo ed è così che ci incanta a rimanere in rapporti amichevoli. Uno Stato incapace di riformare o essere riformato in alcun modo. Uno Stato che ribalta la legislazione sociale ogni volta che viene approvata dal Parlamento della Catalogna&#8221;</strong></em>, ha denunciato.</p>
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		<title>Catalogna, con la Costituzione più bella del mondo</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2019/10/01/catalogna-con-la-costituzione-piu-bella-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 20:32:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[Liechtenstein]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che la repressione spagnola sia stata un enorme boomerang d&#8217;immagine è un fatto chiaro e patente, dato che l&#8217;indipendenza si sarebbe potuta impedire in un banalissimo modo, ossia non riconoscendola.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Che la repressione spagnola sia stata un enorme boomerang d&#8217;immagine è un fatto chiaro e patente</strong>, dato che l&#8217;indipendenza si sarebbe potuta impedire in un banalissimo modo, ossia non riconoscendola.</p>



<p>Ma, cosa sarebbe accaduto in Catalogna con la Costituzione più bella del mondo? Non parliamo, ovviamente, di quella italiana ma di quella del Liechtenstein. Una Costituzione, come ogni opera umana, imperfetta, ma sicuramente un gioiello del nostro secolo. </p>



<p>Soprattutto, nello stabilire un principio non da poco: Meno Stato, meglio organizzato e soprattutto se un comune non si trova bene può prendere e cambiare Paese o fondarne uno nuovo. </p>



<p>Nel 2003, grazie alla lungimiranza di <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/07/03/piccolo-e-meglio-giovanni-adamo-del-liechtenstein/">Giovanni Adamo II</a>, Principe Regnante, venne infatti introdotto il <strong>diritto di secessione </strong>nell&#8217;articolo 4 della Costituzione del piccolo Principato.</p>



<h2>Il referendum, come e quando</h2>



<p>La Costituzione del Liechtenstein prevede il diritto di secessione per i singoli comuni. È quindi prevedibile che in una Spagna <em>liechtensteiniana</em> il diritto di secessione sarebbe, più che delle Comunità Autonome, delle comarche o simili entità.</p>



<p>Quindi, essendo richiesto un quorum per andare al voto, già le comarche più spagnole, magari al confine, non avrebbero votato. La Val d&#8217;Aran, idem, oppure avrebbe votato per un&#8217;indipendenza non catalanista, per non rischiare di essere terra spagnola separata da un altro Stato.</p>



<p>Le Comarche in bilico, probabilmente, avrebbero preso parte al referendum per poter, in caso, sedersi al tavolo delle trattative. </p>



<p>Il referendum, quindi, sarebbe stato <strong>una serie di referendum nati su base locale</strong>, non un diktat del Parlamento di Barcellona.</p>



<h2>Il risultato</h2>



<p>Possiamo immaginarci sicuramente uno scenario fallimentare per l&#8217;indipendenza, dove solo poche comarche avrebbero confermato il sì, tuttavia presumiamo uno scenario positivo per l&#8217;indipendentismo: No netto in alcune comarche, no di misura in altre e sì nella gran parte delle comarche.</p>



<p>Alcune comarche del No in mezzo alla Catalogna avrebbero probabilmente ripetuto il referendum per una ragione: Non essere exclave spagnole in Catalogna. Ma alcune sarebbero restate, infine, Spagna. </p>



<p>E qui viene un bel punto: In un modello del genere, ideato guardando la secessione giurassiana, <strong>la secessione non necessita di essere tutto e subito</strong>: Grazie alla libera circolazione una comarca sarebbe potuta restare spagnola, guardare agli eventi della vicina Catalogna e decidere, in futuro, se entrare nel nuovo Stato o no.</p>



<h2>Al tavolo</h2>



<p>La Costituzione del Principato prevede secessioni per legge e per trattato. Presumendo la complessità di una secessione come quella catalana quasi sicuramente si sarebbe andati per trattato.</p>



<p>Le autorità spagnole, delle comarche e qualche rappresentante della Catalogna si sarebbero seduti a un tavolo per raggiungere questo trattato, che dovrà essere poi votato singolarmente da ogni comarca.</p>



<p>Da un punto di vista letterale il governo spagnolo dovrebbe cercare un singolo trattato con ogni comarca. Tuttavia, molto probabilmente, si cercherebbe un trattato con le comarche di Catalogna in generale per costituire uno Stato catalano, fissando in capo ad esso obblighi, diritti e doveri.</p>



<p>La Spagna cercherebbe un accordo capace di difendere gli spagnoli in Catalogna e i propri interessi nel nuovo Stato, mentre la Catalogna proverebbe ad assicurarsi l&#8217;accesso agli enti internazionali come l&#8217;Unione europea. </p>



<p>Ma non si potrà fare alcun colpo di mano: Infatti un trattato eccessivamente catalanista potrebbe spostare le comarche dubbiose, quelle del no di misura, verso un no al referendum confermativo che le porterebbe a restare spagnole. Questo meccanismo sarebbe stato il <strong>più grande contrappeso a tutela dei diritti degli spagnoli in Catalogna.</strong></p>



<p>Durante le trattative, comunque, inizierebbero a crearsi tutte le <strong>basi per i rapporti politici, economici e culturali tra i due Paesi</strong>.</p>



<p>Resterebbe, inoltre, aperta la questione Capo di Stato: Se, oggi, i <strong>catalani odiano il Re poiché simbolo di oppressione</strong> in un sistema del genere si sarebbe quasi sicuramente guardato alla via scozzese, indipendenza in unione personale con il monarca dello Stato precedente, almeno inizialmente. </p>



<p>Avremmo quindi visto con più probabilità, ironicamente, il quarto Principato del mondo e non una Repubblica.</p>



<h2>L&#8217;indipendenza</h2>



<p>Giunto l&#8217;accordo, esso viene votato e confermato dalle comarche. Si fissa ufficialmente la tabella di marcia per l&#8217;indipendenza: Sempre più compiti vengono passati alla Generalità di Catalogna, predecessore del futuro Stato, viene preparato il passaggio del budget, le rappresentanze catalane all&#8217;estero diventano ambasciate e si preparano le basi dell&#8217;esercito di Catalogna.</p>



<p>Il giorno dell&#8217;indipendenza le massime autorità spagnole si recano a Barcellona per il passaggio dei poteri: Tra i massimi onori viene ammainata la bandiera di Spagna sulle note della Marcha Real mentre viene issata, sempre tra i massimi onori, la Senyera sulle note di Els Segadors.</p>



<p>Il Re di Spagna fa un discorso dinnanzi al Parlamento catalano rimarcando la storica amicizia tra i popoli: In caso di scelta repubblicana, passa ufficialmente i poteri al Presidente di Catalogna ad interim mentre in caso di scelta monarchica viene ufficialmente investito del titolo principesco catalano e, come primo atto, dichiara il Presidente della Generalità come Capo di Governo ad interim. </p>



<h2>Alla fine</h2>



<p>In un sistema del genere vi sarebbe un grande rispetto della volontà popolare ad ogni livello, evitando colpi di mano, diktat o scelte obbligate non necessarie.</p>



<p>I due Paesi avrebbero ottenuto fin da subito rapporti privilegiati e leali, evitando il sorgere di nazionalismi dannosi per tutte le parti. </p>



<p>Pace, lealtà e tranquillità sarebbero state alla base dei rapporti tra le due comunità. E non sarebbe forse stato meglio così? </p>
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