FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Magazine di Approfondimento Politico

Perfino in Francia! Strasburgo capitale di Alsazia o d’Europa? E perché no di entrambi?

Perfino in Francia, verrebbe da dire. 
Quella  alla quale stiamo assistendo in Europa è una splendida epidemia che non sembra risparmiare nessuno. Perfino in Francia, appunto, si vede sempre più incrinare il rapporto fra i cittadini e gli stati nazionali. Proprio nello stato più centralista d’Europa, cominciano a moltiplicarsi azioni simboliche che danno il senso di quanto la granitica unitarietà del colosso francese abbia imboccato una strada nuova. Fine della grandeur? Non saprei. Di certo i segnali si susseguono insistentemente.

E’ di questi giorni la notizia (ovviamente silenziata dalla stampa italica Alle prese con rigurgiti sovranisti e centralisti di sicuro  più graditi al potere romano) per la quale pare che una bandiera abbia creato scompiglio.  Una bandiera rossa e bianca, un simbolo di identità e regionalismo alsaziano, è stata installata (dicono illegalmente i conservatori reazionari transalpini) la domenica mattina dell’11 novembre per alcune ore sulla guglia della cattedrale di Strasburgo.

La presenza di questo striscione bicolore, il “Rot un wiss” (“rosso e bianco”, alsaziano), arroccato a 142 metri di altezza, è stato esposto di primo mattino presso l’Opera Notre Dame, incaricata della gestione il monumento, che ha mandato una squadra a toglierlo in fretta e furia, così come dichiarato ad AFP dal solerte vicedirettore dell’ente Eric Salmon. Ovviamente nessuno ha danneggiato nulla né tantomeno compiuto alcunché di grave, ciononostante pare siano in corso le indagini per determinare quando, come e da chi la bandiera è stata appesa alla guglia del monumento “, ha detto il Dipartimento del Dipartimento della Pubblica Sicurezza (DDSP) Bas-Rhin. La prefettura ha annunciato all’AFP “una denuncia presentata dai servizi dello Stato”. “La cattedrale si può’ scalare molto facilmente da terra, un buon scalatore può arrampicarsi, ci sono prese ovunque”, ha commentato Eric Salmon.

“I servizi dello stato” , un modo come un altro per difinire qualcosa di inaccettabile. Serve davvero che si impegnino decine di investigatori per scoprire chi abbia compiuto un simile reato? Chi abbia esposto una bandiera identitaria territoriale ? Mi vengono i brividi solo al pensiero di quale sia l’approccio oppressore e illiberale di uno stato che permetta tutto ciò. Fra l’altro mi chiedo come saranno giudicate quelle

Venti persone che si sono riunite “con bandiere alsaziane” al mattino vicino a Piazza della Repubblica, dove si è svolta una cerimonia per commemorare il centenario dell’armistizio della prima guerra mondiale, sempre secondo le informazioni rese alla stampa dalla Direzione dipartimentale di sicurezza pubblica? Finiranno in carcere ? Subiranno un processo per aver esposto un vessillo? Fa sorridere se non piangere peraltro la reazione delle autorità alsaziane che hanno avuto modo di criticare la manifestazione proprio perché coincidente con la  giornata di commemorazione nazionale per il centenario dell’armistizio del 1918.

Parrebbe infatti che alcuni  eletti di Strasburgo non abbiano apprezzato ciò che hanno definito mestamente  una  “deriva dell’identità”.  A peggiorare la situazione ci ha pensato Il cosiddetto primo vice sindaco di Strasburgo Alain Fontane che ha giudicato  questo gesto, “pericoloso e illegale”, “manca di rispetto per l’11 novembre. Qualificando” quali estremisti “gli autori di questa azione, il vice Pernelle Richardot ha stimato che l’11 novembre “è la bandiera europea che dovrebbe galleggiare sulla cattedrale”. In effetti a Strasburgo ci può stare anche quella….. Una prece! Non si saprebbe cos’altro aggiungere a tanta protervia e stupidità. Ma il vento degli indipendentisti in Europa continua a soffiare molto forte. E alla fine l’autodeterminazione dei popoli si affermerà contro queste stanche derive centraliste.

Imprenditore, classe 1968. Per 25 anni impegnato a vari livelli in politica sempre nelle fila della Lega Nord. Dal 1993 al 2002 è sindaco di Pomponesco (Mantova), nel 1996 entra a far parte del Direttivo regionale dell’Anci Lombardia. Nel biennio 1996-1997 Fava è presidente del Consorzio per la depurazione idrica casalasco-viadanese. Per molti anni e’ stato membro elettivo di Upl (Unione provincie lombarde). Dal 2002 al 2007 consigliere comunale a Pomponesco e dal 2009 al 2014 consigliere comunale a Sabbioneta. Dal 2015 al 2018 è stato consigliere comunale a Viadana (città dove attualmente vive). Dal 1997 al 2012 è stato consigliere della Provincia di Mantova e deputato al Parlamento in tre Legislature. Nella XV Legislatura è stato membro della Commissione Attività produttive; nella XVI è stato membro delle Commissioni Difesa, Attività produttive, Politiche dell’Unione europea, Affari sociali e della Commissione Bicamerale d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, nonchè Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla Contraffazione. Nella XVII eletto di nuovo alla camera dei deputati ha rassegnato le dimissioni nel maggio 2013 per entrare a far parte della giunta regionale della Lombardia con Presidente Roberto Maroni come assessore all'agricoltura. Appassionato di politica, economia e di sport nel novembre 2018 ha scelto di abbandonare le cariche elettive e la politica attiva in campo istituzionale per dedicarsi alla propria attività imprenditoriale a tempo pieno.

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