FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Istruzione: Campania come il Cile

Ho già parlato sull’Individualista Feroce di come funziona l’istruzione cilena, accusata di essere alla base delle attuali rivolte a causa della sua scarsa qualità.

La questione fattuale viene analizzata ed esaurita in quell’articolo, ma ho successivamente trovato un dato assolutamente interessante che devo condividere con voi.

Il test PISA, che permette un confronto tra dati internazionali, è stato effettuato in tre regioni italiane: Trentino, Lombardia e Campania.

E l’istruzione campana è… Praticamente identica a quella cilena! I campani sono più bravi dei cileni in matematica, mentre nel Paese sudamericano sono leggermente più bravi in lettura e scienze.

Parlando di punte i campani bravi sono mediamente più bravi dei cileni bravi, ma i cileni meno bravi sono più bravi di campani meno bravi. Inoltre, c’è un gap maggiore tra maschi e femmine in Campania di quanto sia in Cile, ma in Cile il background sociale pesa di più rispetto alla Campania.

Sarcasticamente verrebbe da chiedersi come mai i cileni si lamentino di un’istruzione paragonabile a una nota per le alte quantità di 100 e lode, ma serietà ci impone di ricordare come l’istruzione campana non sia la peggiore del Meridione ma superi, nei test INVALSI, Calabria, Sicilia e Sardegna, con la Calabria che, dati alla mano, ha una distruzione più che un’istruzione.

Quindi da ciò desumiamo che quando parliamo di istruzione cilena non stiamo parlando di un modello impossibile da immaginare ma di un qualcosa che possiamo agilmente paragonare, con i dovuti distinguo, ad un qualcosa di vicino.

Viene da chiedersi, dunque, perché in Italia abbiamo tanti movimenti studenteschi preoccupati per le condizioni cilene ma non per le analoghe condizioni campane, tra l’altro con livelli di finanziamento ben diverso (un alunno in Cile costa la metà di quanto costi in Italia). La ragione, a mio parere, è ideologica: Il Cile ha dimostrato che un modello d’istruzione dove i privati sono un attore importante ed il sistema è finanziato tramite voucher possa funzionare bene tanto quanto, se non di più, di un sistema pienamente pubblico. E il sistema a voucher cileno è, a mio parere, fatto veramente con le parti meno nobili del corpo, figuriamoci quanto bene potrebbe funzionare un sistema fatto bene.

E nonostante l’istruzione cilena sia il migliore dell’America Latina diventa utile, da un punto di vista di consenso, far credere che sia la peggiore, proprio per screditare l’idea di mercato nell’istruzione. Ma, ricordiamo, che il Cile, pur essendo considerato un Paese ad alto reddito, è comunque considerato un Paese in via di sviluppo.

L’Italia, invece, è nel G7, e ha Regioni con un’istruzione da Paese in via di sviluppo. Forse, ad aver fallito, è la nostra di istruzione, non quella cilena.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.