FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Lo sciacallaggio ora arriva su rotaia

L’altro ieri è deragliato un treno in provincia di Lecco. Cosa sappiamo? Onestamente… poco o nulla.

La cosa più saggia sarebbe ovviamente sedersi e aspettare i risultati delle indagini: le ferrovie sono sistemi complessi e possono fallire in numerosi punti e capita spesso che a portare ad un disastro – fortunatamente scampato in questo caso – siano più fallimenti contemporaneamente, magari in differenti protocolli di sicurezza, alle volte con una certa dose di errore umano.

Probabilmente si è trattato di errore umano – non sarebbe la prima volta – ma un conto è parlare di probabilità, un conto di chiare colpe.

Ciò non impedisce ai nostri amici, ancora in evidente affanno nell’essersi tolti rapidamente sia il camice che l’elmetto di sicurezza da esperti di esplosivi del Libano abbiano già trovato il colpevole.

Un buon 80% dei nostri esperti ha già deciso: è colpa di Fontana. La logica è che Trenord è della Regione (al 50%, il resto è di Trenitalia che è dello Stato, ma essendoci Conte allo Stato non si può dire) quindi è colpa sua.

Una minoranza ha invece identificato i colpevoli in Conte e Sala – anzi, Salah – il primo perché la rete RFI è statale, il secondo perché ci sta sempre bene.

Sia chiaro: parlare ora di colpe, per di più politiche, si chiama sciacallaggio, uguale identico a quando un immigrato commette un reato e mezza destra italiana ne parla per una settimana per fare il due per cento in più nei sondaggi.

È abbastanza ovvio che se è stata compiuta un’azione poco professionale da parte di personale addestrato che ha scelto volutamente di agire in tal modo è difficile dare in toto la colpa alla compagnia, se invece fosse mancato un dispositivo di sicurezza ci si potrebbe chiedere se tale mancanza derivasse da scelte aziendali o dell’amministrazione della linea o di chi fa i regolamenti di sicurezza.

In sostanza, ad oggi, fare ipotesi è giusto, dare colpe… No.

Specie se viene fatto per una ragione meramente pretestuosa, com’è evidente quando in una società posseduta alla pari tra Stato e Regione si dà la colpa solo alla seconda.

Ciò vuol dire che sulla rete ferroviaria lombarda va tutto bene e che Trenord va incensata in quanto “la regione ha investito nei treni e ora mica può arrivare un tedesco con la gara a profittarne” come commentava qualcuno?

Assolutamente no, sono convinto che mettere a gara il servizio ferroviario regionale, specie in più lotti e con la Regione che offre un adeguato numero di rotabili, come descritto qui da Giorgio Stagni, possa essere un’ottima idea. Un’azienda straniera guadagna qualcosa? Tanto meglio se offrono un buon servizio all’utenza: fondiamo tutta la nostra sanità su tale principio e dovremmo aver paura di farlo coi treni?

Per fare tutto ciò non serve andare a cercare responsabilità in casi in cui si sa poco, basta vedere l’attuale livello di servizio e sentire proposte concrete.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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