FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Coronavirus: se l’Italia fosse il malato, il lockdown non sarebbe la cura

“Olismo” è un termine ormai rovinato – specie in Europa – da un’enormità di pseudocretini che si inventano che mangiare polenta e cervo fa passare il cancro e quando gli chiedi le prove ti dicono che non servono, perché è olistico. Mentre dall’altra parte dell’Oceano, negli States, ci sono anche medici assolutamente legittimi e che si basano sulla scienza che usano il termine.

Semplicemente, come capita per vari termini di radice classica, laggiù la interpretano letteralmente, ossia “valutare il paziente nella sua interezza e non nel sintomo e basta”.

Tutto sommato, dato che l’OMS definisce la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia” non sembra nemmeno una cosa così sbagliata, anzi…

Se solo questa logica venisse applicata anche nelle questioni di salute pubblica…

Pensate solo alla pandemia in corso. I politici amano dire che “il nemico è il Covid, non le misure” ma mentono, nel tentativo di giustificare i loro errori.

Obiettivamente: voi andreste da un medico che nemmeno vi chiede la vostra età, le vostre condizioni, eventuali patologie che avete e semplicemente da un sintomo vi stabilisce la cura?

Io, sinceramente, no. Nel migliore dei casi sarebbe un incompetente, nel peggiore un ciarlatano che ha letto dal libro di Hamer che l’AIDS è allergia allo smegma (non ridete, c’è chi lo sostiene veramente) e ripete a vanvera.

Proprio per fare un esempio realistico: immaginate di portare vostro nonno con delle palpitazioni dal medico. Quest’ultimo, senza chiedere altro, gli fa un elettrocardiogramma e nota della fibrillazione atriale.

Caso risolto: gli prescrive delle pastiglie. Peccato che vostro nonno ha l’epatite e queste pastiglie hanno una certa epatotossicità. Ora vostro nonno è giallo e soprattutto è morto.

Ecco, i politici e i vari esperti italiani sono esattamente come questo medico: fissati sul singolo problema e senza alcuna visione d’insieme, nemmeno degli stessi effetti collaterali della cura che propongono, come qualsiasi sciamano che vi inietta il bicarbonato in vena perché “la chemioterapia è chimica e fa male” e quando andate in alcalosi metabolica dà la colpa all’ospedale “allopatico” dove siete andati.

L’Italia ha, infatti, condizioni sociali ed economiche pregresse che rendono la cura “lockdown” molto più problematica e con effetti collaterali per certi versi peggiori della malattia che prevengono: centinaia di migliaia di persone senza lavoro, decine di migliaia di aziende fallite, governo incapace di dare supporto dignitoso e malavita organizzata che aumenta il proprio potere, anni di istruzione persi per centinaia di migliaia di ragazzi (con conseguente rischio di abbandono scolastico, specie nelle zone più povere e a rischio criminalità), decine di migliaia di giovani (sì, il virus colpisce sproporzionatamente gli anziani in modo grave, ma la soluzione non è colpire sproporzionatamente i giovani con le misure) con prospettive ridotte ai minimi termini e larghe fasce della popolazione con problemi psicologici.

Ma, esattamente come il medico del nonno raccontato sopra, ai nostri decisori non interessa: loro somministrano la cura.

Poi si trovano il paziente morto. Ma, a differenza del nonno che prima è stato curato, poi è diventato giallo e poi è morto, noi siamo diventati prima giallorossi, poi siamo stati curati e più avanti moriremo, perché un Paese indebitato fino al collo e senza prospettive per i giovani può fare solo questa fine.

Ciò vuol dire che qualsiasi misura è inutile? No, assolutamente, alcune vengono rette bene dal paziente Italia e hanno più benefici che rischi. Ma non è decisamente il caso delle misure draconiane che qualcuno medita di rifare per la quarta volta, che rischiano anzi di portare il paziente ad una fine ingloriosa e dolorosa.

Perché farlo, allora, se non per un beneficio (elettorale) a breve termine?

Avatar
Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.