Stavo leggendo qualche giorno fa una statistica che mostrava come tanti non uscirebbero mai romanticamente con una persona con idee politiche opposte e l’ho trovata abbastanza triste.
Trovo di base che l’idea stessa di opposto politico sia estremamente binarizzante, figlia di una visione molto bianco e nero della vita. Parlando con persone “con idee politiche opposte” ho spesso trovato sapienza e posizioni ben argomentate, mentre parlando con persone “con le stesse idee politiche” non di rado ho trovato un vuoto ideologico non soddisfacente.
È vero che spesso le idee politiche sono collegate ai valori che una persona ha, ma non è sempre così e soprattutto quelli che dovrebbero contare sono questi valori e non tanto una riflessione nel campo della gestione della cosa pubblica che può essere influenzata da mille altri fattori.
Per esempio io sono a favore della legalizzazione delle droghe, non perché sono un fattone, ma per importanti ragioni economiche e sociali. Personalmente trovo che drogarsi sia da idioti e che chi ha una dipendenza vada aiutato, ma probabilmente su un piano valoriale mi troverei più vicino a chi pensa che le droghe siano così malefiche che vadano vietate costi quel che costi che a chi sostiene la legalizzazione perché vuole farsi ammerda.
Va detto che oggi vi è una recrudescenza di estremismi e anche di superestremismi: se pensiamo al fenomeno delle tradwives, che sostiene che le donne dovrebbero seguire una versione estremamente idealizzata dei ruoli di genere dei decenni andati, ci viene un po’ da sorridere, per quanto si può riconoscere che avere entrambi i genitori che lavorano tutto il giorno non è una gran cosa per i figli e c’è un problema se prima bastava uno stipendio per fare famiglia e ora no, ricordandoci che c’è chi pensa che le donne non siano persone e che non dovrebbero avere diritti ci viene invece da piangere.
Per chi la pensa così è difficile vedere un futuro romantico: chi si metterebbe con qualcuno che nemmeno ti considera persona? Insomma, non si può bollare come velleitaria qualunque valutazione politica dell’altro, specie quando la sua visione del mondo influisce su come si viene considerati in quanto individui.
Ma in tutta onestà, anche meno: al di fuori di questi casi specifici dove sembra mancare l’umanità di base c’è ampio spazio per creare relazioni significative, anche romantiche, con persone che pensano che la cosa pubblica vada gestita in modo diverso da come la pensiamo noi, anche radicalmente.
La costituzione italiana fa notare, direi correttamente, che la famiglia è una società naturale: naturale nel senso che preesiste allo stato e alla gran parte delle istituzioni umane, società nel senso che comunque è un gruppo di persone organizzato secondo delle regole.
Nel momento in cui le persone che costituiscono una famiglia concordano su quali sono i valori fondamentali di quella società poco conta quali sono i valori che ritengono più importanti nella gestione di un’altra società, ossia lo Stato, a meno che si tratti di qualcosa di veramente scandaloso.
In una società dove soprattutto oggi vi è una forte polarizzazione politica tra i giovani, dove la politica non è più figlia dei valori ma è diventata essa stessa il valore fondamentale, con una logica di contrapposizione degna del tifo da stadio è quasi un atto di coraggio fare quello che fino a 30 anni fa era normale: amare persone di orientamento politico differente dal nostro.
Quella politica è d’altronde una delle tante differenze che possono esserci in una relazione sana, e se siamo contrari a queste differenze e vogliamo una relazione solo con chi è identico a noi… tanto vale darsi all’autoerotismo, che costa pure meno e non ha rischi santiari.
