FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Il federalismo del tifo non ci porta molto lontano…

Ormai, ogni qual volta il governo impugna una legge regionale o una regione non legifera in attesa di una legge nazionale, soprattutto quando si parla di temi caldi, si ripete come mantra “e menomale che sono per l’autonomiaaa!1!!”

Per esempio, notizia di oggi, il governo ha impugnato la legge regionale siciliana che impone agli ospedali l’obbligo di assumere un tot di medici non obiettori di coscienza. In punta di diritto il governo ha fatto benissimo, la 194 ha un proprio meccanismo allo scopo, che è la mobilità del personale, non la sua discriminazione, ed è ben probabile che abbia successo.

E qualcuno è partito subito con questo mantra autonomista: ma se esiste questa autonomia, esiste anche l’autonomia inversa. Come la prenderebbero i tifosi se un’altra regione stabilisse invece l’assunzione esclusiva di obiettori di coscienza?

Negli Stati Uniti, se ci pensiamo, è quasi così: in uno stato il medico che pratica un aborto rischia il carcere a vita, in un altro è legale abortire un feto di nove mesi.

Per non parlare del suicidio assistito: l’aiuto al suicidio è ancora nel codice penale e, a meno di particolarissime condizioni stabilite dalla Consulta, è reato. La sanità, ricordiamo, è materia concorrente stato-regione, non regionale: i principi generali sono in capo a Roma.

Tenendo a mente tutto ciò, attendere una normativa nazionale non sembra tanto una rinuncia all’autonomia nel nome dell’ideologia, ma prudenziale buonsenso.

Anche su temi economici: il governo ha anche impugnato una legge della Toscana che favorisce negli appalti le aziende che pagano un salario minimo di 9€ l’ora. Vi dirò, non mi dispiace una legge del genere, ma esistono anche le tecnicalità: se una legge del genere va oltre le competenze è giusto che venga cassata.

Il problema del federalismo del tifo è che non ridiscute il processo, ma solo i risultati. Il federalismo del tifo non ha alcun problema con un sistema politico ultracomplesso che invece verrebbe sanato da un federalismo vero, dove lo stato centrale fa poco ma lo fa bene e poi regioni, province e comuni hanno competenze ben chiare, delimitate e che vengono rispettate.

Il problema è quando il processo non porta a ciò che ci piace. Ma un federalista, nel momento in cui si decide che qualcosa è affare locale, non dovrebbe farsi troppi problemi con le decisioni locali, anche quelle che non piacciono. Mentre nel tifo il federalismo va bene quando ci dà ciò che ci piace, mentre quando l’esito non ci piace serve l’intervento centrale.

Anche nelle federazioni ci sono limiti. Gli Stati Uniti, che lasciano ai singoli stati la decisione sulla pena di morte, sono un po’ l’eccezione. Ma sono limiti tendenzialmente più rari e, soprattutto, più chiari e meno impositivi.

Se vogliamo parlare di autonomia e federalismo, facciamolo, ma per far funzionare meglio lo stato, non come scusa per avere ciò che vogliamo a livello locale salvo urlare all’intervento centrale quando il nostro vicino a altro.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.