FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Riformare la democrazia locale partendo dai municipi

L’anno prossimo a Milano si vota per le elezioni comunali e anche per rinnovare i nove municipi. Si sa che le elezioni comunali sono molto tese, tra noi che siamo bellissimi, bravissimi, faremo passare l’autobus ogni 3 minuti su strade d’oro e renderemo la città più sicura di Dubai e loro, brutti, cattivi, che vogliono fare le ciclabili pure sulla tangenziale, farci accoltellare e riempire la città di gay, immigrati e gay immigrati.

Però, a mio parere, le elezioni locali non dovrebbero essere così tese. Alla fine, la maggioranza dei cittadini vuole le stesse cose: una città vivibile, dove i prezzi siano decenti, il trasporto funzioni e si possa uscire tranquillamente la sera, magari senza vedere solamente mostri di cemento.

I grandi temi nazionali divisivi dovrebbero essere lontani dalla gestione locale, ed è facile che al di fuori di poche frange ideologizzate ci siano molte idee in comune anche tra chi si definisce di centrodestra o centrosinistra.

In Italia c’è stato un periodo in cui le elezioni comunali erano come quelle nazionali, dove si eleggeva proporzionalmente un consiglio comunale e questi eleggeva il sindaco: dal 1993 invece il sindaco è eletto direttamente, con annesso premio di maggioranza che scatta quasi sempre.

Da un lato, benissimo: l’elezione indiretta faceva sì che i sindaci venissero spesso scelti da intrallazzi politici, magari romani e non locali, e non dai cittadini. Dall’altro non si può negare che questa riforma abbia portato a una polarizzazione, con il sindaco che ha il suo pacchetto di maggioranza e nessuna necessità particolare di dialogare e di scendere a compromessi.

Cambiare non è facile, ma un’idea ce l’avrei: partiamo dai Municipi e ispiriamoci alla Svizzera. Queste entità oggi funzionano come dei piccoli comuni, con un presidente, una giunta e un consiglio, e pur spesso rappresentando centinaia di migliaia di cittadini, non hanno molto potere, né noi abbiamo una chiara idea di come debbano funzionare.

Ma in un qualcosa di così vicino al cittadino, dove magari il consigliere di maggioranza e quello d’opposizione sono vicini di casa che vanno a bere il caffè tutti i giorni al bar e sono d’accordo sulla maggioranza delle cose, ha davvero senso un modello avversariale?

Per me, no. Preferirei vedere una giunta composta sia da membri della “maggioranza” e dell'”opposizione” che lavorano insieme per il bene della comunità.

Invece di votare con una semplice croce, potremmo votare per una giunta composta proporzionalmente, che al suo interno ha varie anime. Chiaro, ciò richiede maturità, non si può demonizzare costantemente l’avversario se poi ci si deve lavorare insieme.

Ma a me, da cittadino, piacerebbe molto avere questa scelta: dove vivo io il centrosinistra si occupa egregiamente di cultura, ma in quanto a manutenzione della cosa pubblica ha fatto meglio il centrodestra. Con il sistema attuale sono obbligato a dire chi voglio precisamente alla guida della cosa pubblica, con il sistema svizzero posso votare l’assessore di centrosinistra che tanto bene ha fatto alla cultura e quello di centrodestra che tanto bene ha fatto alla manutenzione del verde e poi, in base alla decisione collettiva, si costituirà una giunta mista.

Pensiamoci, almeno per i municipi.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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