FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Il corpo è mio e decido io, anche se rifiuto il sangue e vedrò Dio

Il rifiuto del sangue da parte dei testimoni di Geova è stupido e non ha alcun senso dottrinale, tant’è che tutte le confessioni cristiane e l’ebraismo, con la stessa Bibbia alla mano, sostengono la donazione di sangue come atto caritatevole.

Ma se criticate la visione religiosa dei testimoni di Geova istituite un’inquisizione e preparate i roghi: nel mentre hanno tutto il diritto di scegliere sul proprio corpo.

È un paradosso che spesso si critichino i medici che avvalendosi dell’obiezione di coscienza rifiutano un’opera che ritengono contraria all’etica sanitaria sulla base dell’autonomia corporea ma poi quando un medico impone un trattamento contro l’espressa volontà del paziente la posizione di chi difende la scelta del paziente sembra quasi minoritaria.

Questo articolo è ispirato a un caso di cronaca recente abbastanza fumoso e del quale sono state raccontate varie versioni, ma è una considerazione generale, infatti casi del genere capitano alcune volte l’anno e in quasi tutti i casi la reazione è la stessa e non è unanimemente favorevole alla libera scelta del paziente, adulto e informato delle conseguenze.

Il rifiuto del sangue ha chiaramente una problematica etica non indifferente per quanto riguarda i minorenni: superata l’idea che siano di proprietà dei genitori è difficilmente accettabile che una loro scelta possa portare alla morte evitabile con un trattamento sicuro e nemmeno granché doloroso.

Ma un adulto che realizza le conseguenze delle proprie azioni ha tutto il diritto di rifiutare. I medici poi hanno tutto il diritto di chiedere garanzie: non sia mai che qualche PM particolarmente zelante decida che il medico che ha lasciato morire chi rifiuta il sangue vada indagato! Soprattutto nel caso di interventi medicalmente non necessari o non impellenti è ben comprensibile che i medici scelgano di rifiutarsi se non possono effettuare trasfusioni al bisogno, che sia su basi cliniche o di coscienza: il rischio di essere quelli che fanno il taglio che poi porta alla morte causa rifiuto è troppo elevato e, per quanto possa esserci uno scudo penale, non ci sarà mai uno scudo di coscienza.

Sicuramente quella dei Testimoni di Geova e il loro rapporto con il sangue è un tema difficile, ma hanno tutto il diritto di rifiutarlo. Il primo diritto all’autonomia corporea è quello di non subire trattamenti non voluti, principio che infatti gli ordinamenti, specie dopo aver assistito agli orrori dei medici nazisti, hanno abbracciato ampiamente con poche e rare eccezioni, tra cui le vaccinazioni obbligatorie o i rari interventi su persone con gravi problemi mentali pericolose per sé o per gli altri.

Certamente se un mio caro credesse in questi principi e morisse una morte evitabile per essi proverei rabbia e odio per chi glieli ha messi in testa, ma non potrei negare la sua libertà di scegliere, se sinceramente e lucidamente ritiene che quella sia la scelta migliore.

Se suicidarsi è antigiuridico, non c’è alcun obbligo di vivere a oltranza. Anche quando proseguire la vita sarebbe ragionevolmente semplice.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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