Capita spesso che chi si riempie la bocca di “scienza” poi, quando si trova a dover trattare temi scientifici, prenda delle belle cantonate. Oggi a farlo è Iacopo Melio, consigliere regionale della Toscana per il Partito Democratico, che in un post definisce una vignetta – qui allegata – di dubbio gusto contro l’attivismo per l’aborto di Emma Bonino “antiscientifica” lasciando come commento un paragone tra l’aborto e la masturbazione/contraccezione.
Melio, nonostante sia un educatore sessuale certificato, nel suo commento sembra ignorare una cosa che è ben descritta nel volumetto “La nascita 1” che ho sempre nella libreria qui accanto a me, insieme a tutti gli altri “Esplorando il corpo umano”:
La prima cellula di un essere umano, quella da cui ha origine una nuova vita, è chiamata zigote e deriva dall’unione di due cellule, una maschile (lo spermatozoo) e una femminile (l’ovulo)
I gameti, originati da meiosi e aventi la metà dei cromosomi, non sono vita umana, ne sono semplice mezzo di propagazione. Quando i due gameti si uniscono nasce una nuova vita umana, prima come zigote, poi come embrione, poi come feto e poi come neonato e tutte le altre fasi della vita. Quel DNA nella singola cellula è sufficiente a produrre un individuo autonomo che avrà sempre quel DNA in ogni fase del suo sviluppo.
Insomma, non ci sono stragi nei fazzoletti nelle camere degli adolescenti, né gli assorbenti delle donne ogni mese diventano campisanti. Mentre di una donna che ha un aborto spontaneo possiamo tranquillamente dire che, anche se ce l’ha avuto a quattro o sei settimane, ha perso il bambino: esisteva nel suo ventre un individuo umano con un proprio patrimonio genetico che è deceduto invece di nascere, come purtroppo capita anche abbastanza spesso.

A tutti capita di fare errori: una volta parlando con un attivista transessuale dissi che non esistono condizioni per cui un individuo con cromosomi XX si sviluppa con fenotipo maschile. Mi correggette, feci ammenda e imparai una cosa nuova. Melio, invece, davanti ai commenti che lo correggevano si è lanciato in una serie di commenti così riassumibili, ovviamente nel classico tono da politico su Facebook:
- Citare la Bibbia quasi implicando che tutti gli antiabortisti lo siano per religione, con buona pace di Norberto Bobbio (si veda il commento qui a lato, per il quale sarebbe interessante il commento di un storico della teologia, perché è vero che storicamente quando non si conosceva ancora il meccanismo della riproduzione umana si pensava che fosse lo sperma a portare la vita, ma da quand’è chiara la differenza tra impedire il concepimento e sopprimere chi è concepito la Chiesa la segue: la contraccezione non porta alla scomunica, l’aborto sì, chissà perché…)
- Io sono un educatore sessuale certificato e voi no
La cosa interessante è che tale vignetta poteva essere criticata in molti modi: perché di cattivo gusto, perché si pensa che l’inferno non esista, perché si pensa che la Bonino non ci sia andata o che lì non ci siano i bambini non nati: è stato il volersi dire portatori della scienza accusando l’altro di essere antiscientifico paragonando poi nei fatti spermatozoi e zigoti a mettere il consigliere regionale toscano nella difficile posizione in cui si è messo da solo, dalla quale può uscire solo immaginandosi questa massa di “pro vita” che ritengono il preservativo un omicidio.
Non mi stupisce, in ogni caso, che un sostenitore dell’aborto di quell’area politica a comportarsi in questo modo: nella mia esperienza è quasi sempre così. Se la posizione “pro vita” è estremamente semplice da argomentare e si fonda su un principio ampiamente condiviso, ossia che uccidere è sbagliato, la posizione “pro scelta” sostiene invece una visione diversa e apparentemente più controversa, dove non ogni vita è meritevole di tutela e dove l’essere umani non sia, in sé, ragione di avere un diritto alla vita.
Si può fare, per quanto difficilmente ci si ferma in utero: è abbastanza nota nei circoli di bioetica la posizione di Peter Singer, che sostiene che i genitori di bambini disabili dovrebbero avere la libertà di sopprimerli anche dopo la nascita, entro però un limite di un mesetto, prima che si affezionino ecco… e non è certamente l’unica, d’altronde anche il neonato umano è per alcune settimane completamente dipendente da terzi e sostanzialmente non senziente al pari del feto, ciò per ragioni evolutive legate alla durata della gravidanza.
Certo è che questa crudezza che non batte ciglio davanti alla soppressione della vita umana mal si addice a chi poi vuole dirsi compassionevole, buono, paladino dei diritti e scendere in piazza contro ogni genocidio e guerra: da ciò deriva un paradosso evidente nella maggioranza del mondo “pro scelta”, può sostenere l’aborto solo con una grave ignoranza, colposa o dolosa, della natura della sessualità e del concepito umano, che molto spesso in base al noto principio Dunning-Kruger porta a contenuti decisamente… interessanti.
In tutta franchezza al pensiero “cripto-pro vita” che deve mentire a sé stesso e al mondo per poter accettare l’aborto preferisco chi, anche ammettendo un certo disagio nell’arrivare a determinate conclusioni apparentemente aberranti, ci arriva: un esempio è il filosofo Jeff McMahan e la sua nota posizione per cui sarebbe moralmente lecito espiantare gli organi di un neonato orfano per salvare la vita di altri bambini bisognosi di un trapianto.
Detto ciò, non si può non notare un paradosso: a mettere “mi piace” in massa a questa problematica sortita di Melio e ad analoghi commenti dove si dimostrano gravi mancanze sulla biologia riproduttiva c’è la stessa sinistra che ci ammorba con l’educazione sessuale a scuola, la cui assenza è causa di tutti i mali del mondo e la cui introduzione quasi avrebbe effetti salvifici e sacramentali sulla società. Eppure, in un corso decente di educazione sessuale la riproduzione umana, con annessa differenza tra gamete e zigote, è tra le prime cose che si imparano.
Non stupisce che molti italiani abbiano dubbi sull’educazione sessuale nelle scuole se i volti pubblici che la promuovono hanno defaillances del genere e bisognerebbe fare un po’ di sana autocritica prima di imputare la causa ad altri fattori e autoassolversi.
