FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Magazine di Approfondimento Politico

Gli standard minimi che servono al Sud

Io amo il Sud. Seriamente, ci sono stato e collaboro anche con iniziative locali, specie nel campo linguistico.So bene anche che i cittadini meridionali che vengono al Nord non vengono a rubarci il lavoro ma, anzi, a migliorare la nostra economia.

Ovviamente constatare ciò non vuol dire dar adito a un certo populismo meridionalista che afferma che senza i meridionali la Lombardia sarebbe povera, ricordiamoci sempre che la Lombardia era seconda solo alla Boemia ai tempi del Kaiser, semplicemente la migrazione sarebbe avvenuta dalle zone depresse dell’Impero, né a chi afferma che voler l’autogoverno lombardo vorrebbe dire vedere tutti i meridionali andare via, dato che, diciamocelo, è un puro delirio che non ho nemmeno voglia di smentire.

Capirete, dunque, che non sono antimeridionalista, anzi, sono sinceramente interessato alle sorti del Sud, anche perché, com’è ben noto, un territorio che produce benessere lo produce per tutti, mentre un territorio che non lo fa è un peso per tutti.

Di recente la Calabria ha intimato al governo di non procedere con l’autonomia, che in realtà è una blanda forma di decentramento, finché non si definiscono livelli base per tutta Italia. “L’Italia è una e indivisibile”, tuonano, ma a parlarvi meglio di ciò sarà il Supremo Padanista Gianni Fava nel suo utile articolo.

Questa politica, oltre a derubare il Nord, sta uccidendo e stritolando il Sud. Proprio per questo la ho in odio, perché oltre ad essere vittima del furto fiscale vedo un territorio che ha tutta la capacità

Il male dell’assistenzialismo

Il Sud è da ben prima della nascita della Repubblica che va avanti a sussidi e clientele.

Milton Friedman, premio Nobel per l’economia e padre del pensiero liberista odierno, aveva una visione molto interessante dell’assistenzialismo.

Infatti, sosteneva che l’assistenzialismo:

  • Fosse inutlimente costoso, dato che la spesa per gestirlo era ampiamente superiore ai benefici
  • Stressasse il tessuto sociale favorendo fenomeni di regionalismo e di discriminazione
  • Fosse più dannoso per i mantenuti che per chi mantiene

Ed ha indubbiamente ragione, dato che:

  • Il Nord ha mandato al Sud, in anni, migliaia di miliardi di Euro. Se fossero stati usati bene oggi il Sud sarebbe decisamente più fornito. Dove sono finiti questi soldi?
  • Da cos’è nata la nostra voglia di indipendenza se non da questo welfare indecente e da uno Stato che, per favorirlo, ci fa vergognare di ciò che siamo come se produrre fosse una colpa?
  • Se da noi, comunque, l’inefficienza è una cosa straordinaria che sorprende e indigna, al Sud è la normalità ed è ciò che funziona, spesso, è ciò che fa discutere

Ma come possiamo cambiare le cose? Come possiamo rendere il Sud capace di svilupparsi da solo e trarne tutti beneficio?

Che standard serve al Sud?

Tanti credono che il Sud sia stato abbandonato dallo Stato e che ne serva di più. La realtà è che al Sud serve meno Stato, meno welfare e meno assistenzialismo per ripartire.

La prima realtà è lapalissiana: Lo Stato, uccidendo la libertà economica, tiene il Sud in sottosviluppo.

Non ha alcuna utilità discutere se sussidiare o no per tre anni gli imprenditori del Sud se dal quarto dovranno pagare tasse su tasse per finanziare fancazzisti e politici che comprano i voti dei tali fancazzisti. Esattamente come non ha alcuna utilità discutere di sussidi se poi per portare merci e persone dal Sud al Nord si incontra un muro a Salerno, dall’AV a treni perennemente in ritardo.

Se la lotta, prima, era tra Stato liberale, costruttore di infrastrutture e garante dei contratti tra privati, e Stato sociale, che oltre a ciò agiva da “assicurazione” dei cittadini in Italia, soprattutto al Meridione, siamo arrivati all’assurdo di non avere infrastrutture decenti per finanziare assistenzialismo.

Il Sud si trova nella medesima situazione dell’Inghilterra negli anni ’70: Disoccupazione, poche infrastrutture, povertà e una cura peggiore del male: Lo Statalismo.

E come all’Inghilterra, al Sud serve una vera cura Thatcher: Lo Stato torni a fare lo Stato, costruisca infrastrutture, garantisca l’ordine pubblico e renda semplice creare benessere.

Ma, soprattutto, tagli drasticamente il welfare. Perché, per avere diritto al welfare, bisogna prima creare il wealth. E finché al Sud la principale fonte di sussistenza saranno i sussidi e le buche di Keynes rappresentate dal settore pubblico tale terra sarà sempre schiava di questo o quello politico che se la comprerà con una promessa elettorale.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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