FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

La droga, nel 2019, si combatte legalizzandola

Il governo, nel suo progetto di realizzare il dominio dello Stato sull’individuo, ha deciso di puntare su una misura della guerra alla droga, tanto cara alle massaie che hanno paura che il proprio figliolo vada dall’uomo nero a comprare la pericolosissima morte e preferiscono, invece, andarlo a trovare a San Vittore dove sconta 10 anni per uso di droga.

Tuttavia, nonostante uno dei due vicepremier abbia studiato storia per una ventina d’anni, la storia ha decisamente mostrato l’inutilità della guerra alla droga: Nonostante la crescita esponenziale dei suoi costi, economici e sociali, l’uso di droga non decresce.

Prima di esporvi la mia tesi vorrei farvi vedere una statistica tratta da The Lancet ed elaborata da Wikipedia.

Danno fisico rapportato alla dipendenza creata da ogni sostanza

Qui vediamo un paradosso: Chi vende la marijuana, che ottiene un modesto 1;1,5 sul piano cartesiano rischia fino a 20 anni di galera mentre chi vende tabacco, che quantifica un più preoccupante 1,2;2,2, espone l’emblema della Repubblica Italiana fuori dal proprio negozio.

Quando si parla di droghe leggere, pertanto, non bisogna nemmeno porsi la domanda: Se lo Stato permette la vendita di alcol deve permettere anche quella di marijuana, popper (che in alcuni Stati è legale) e della MDMA.

Cosa che, tra l’altro, permetterebbe di informare correttamente il consumatore, permettergli di consumare in sicurezza e di ottenere denaro che si può usare per finanziare una seria campagna di informazione in materia di stupefacenti.

E la stessa cosa vale per le droghe pesanti.

Se, ovviamente, la cannabis potrebbe tranquillamente venderla il tabaccaio, la stessa cosa non vale per la cocaina o per l’eroina, che dovrebbe essere venduta in contesti controllati e con professionisti come farmacisti a servirla.

Ovviamente qualcuno mi dirà che lo Stato deve difenderci da queste sostanze: Premesso che con la cocaina legale nessuno ci punterà una pistola per andare a pipparla, comunque, la legalizzazione è la maniera migliore per diminuire il peso sociale della tossicodipendenza, sia in termini di ospedalizzazioni, dato che la qualità sarebbe garantita e i futuri costi medici possono essere, almeno in parte, coperti dalle tasse su queste sostanze, sia in termini di crimine, si strappa dalle mani della mafia e simili un business miliardario e si crea, già nel momento dell’acquisto, una possibile via d’uscita.

Perché una farmacia può essere obbligata ad esporre informazioni su come uscirne e creare consapevolezza, uno spacciatore non lo farà mai. Inoltre, essere alla luce del sole e non nascosti crea già un ostacolo di vergogna in meno nel dover chiedere aiuto, esattamente come chi vuole smettere di fumare viene visto come una persona coraggiosa mentre chi vuole smettere dalla droga no, anzi, viene visto come un reietto.

In sostanza con l’attuale sistema iniziare è quasi una condanna a morte, in un sistema di legalizzazione no. E ciò basterebbe a rigettare la logica proibizionista e da Stato etico del governo.

E sì, penso che per qualunque genitore sia preoccupante sapere che il figlio si droga. Ma è preferibile che usi droga sicura in un ambiente controllato e dove ha sempre la possibilità di provarne ad uscire o che s’affidi a sostanze di dubbia origine, vendute da tipi loschi in strada e col rischio che debba iniziare a spacciare o a fare debiti usurai con gente ancor più losca nella “speranza” che vada in galera?

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.