FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Populismo alla canadese: Trudeau e le armi

Oggi parleremo di politica in un modo che è capace di far incazzare un po’ tutti commentando la decisione di Trudeau, primo ministro canadese, di bandire alcune armi dopo una strage.

C’è poco da fare, noi europei quando si parla di armi, di media, sragioniamo e iniziamo ad essere anti armi a prescindere con ragioni quantomeno risibili. Ma siamo in buona compagnia, alla fine: i nostri amici americani, ad esempio, quando si parla di sanità fanno lo stesso, iniziano a sragionare, a parlare di un’ipotetica “medicina socializzata” dove per essere operato devi aspettare dodici anni, ignorando bellamente i sistemi Bismarck europei che funzionano bene e spendono poco più della metà degli USA.

Ma passiamo al giudizio di merito parlando del fatto: Qualche tempo fa una persona si era procurata illegalmente delle armi e, questa volta legalmente, degli accessori da poliziotto. Fingendo di essere un poliziotto (illegalmente) ha ammazzato delle persone.

Molto razionalmente, diciamocelo, in risposta a quanto accaduto la risposta è inutile. Il mercato nero non si ferma di certo alle armi approvate dallo Stato e vi è anzi il rischio che obbligando i cittadini a sbolognare tali armi alcune finiscano al mercato nero.

Inoltre c’è un altro punto da considerare: tali armi non sono d’assalto, sono sportive. C’è una differenza non da poco: le armi da guerra sono limitate persino negli Stati Uniti dove c’è un diritto costituzionale a possedere armi, figuriamoci in Canada.

Semplicemente tali armi somigliano (assault-style), per questioni di praticità, alle armi da guerra. Ma non lo sono e non è detto che siano più pericolose di armi “non spaventose”, in questo video di ReasonTV vengono mostrati alcuni esempi egregi di armi “brutte” da vietare e armi “belle” da consentire che poi sono, nei fatti, perfettamente, identiche:

Ora, sia chiaro, a me non sembra una buona misura bandire un qualcosa sulla base di un criterio prettamente estetico.

Immagino che molti di voi nemmeno conoscessero questa differenza, ma è normale, alla fine in Italia le armi sono un argomento semisconosciuto. L’importante è informarsi adeguatamente prima di parlare.

Ma, soprattutto, bisognerebbe farlo prima di prendere decisioni importanti, perché ogni scelta può avere conseguenze inattese: per esempio, come accennavo prima, queste armi – che di per sé non sono più pericolose di quelle che resteranno consentite – potrebbero finire al mercato nero e quindi accrescere nei fatti le capacità dei criminali del Canada.

Ma i politici soffrono del cosiddetto “fai-qualcos-ismo”, detto anche “gastrospasmo del fare” (termine coniato da Paolo Attivissimo): se succede qualcosa bisogna rispondere politicamente, tanto:

  • Se funziona è merito mio
  • Se non funziona è perché ce ne vuole di più

Un po’ come quando succede qualche delitto legato alla droga e i politici invocano più proibizionismo: sappiamo bene che non serve e può anzi far male ma sappiamo anche che a livello mediatico se i delitti non avvengono più ci guadagna il politico, se avvengono ancora ci guadagna il politico che chiede più proibizionismo.

Personalmente credo che di stragi in Canada non sentiremo per un bel po’ per la semplice ragione che il Canada non è gli Stati Uniti: le scuole pubbliche canadesi funzionano, il welfare canadese tutto sommato è decente, la società canadese non ha insomma quelle situazioni che portano a quelle sacche di disagio che, negli States, si traducono spesso in stragi (il tutto senza contare la violenza tra gang, ma quella esiste in tutto il mondo e dubito che le gang si procurino le armi legalmente).

In sostanza quella di Trudeau è una decisione inutile e che serve meramente per ottenere consenso politico, possibile in un sistema che mette al centro la persona che governa. In sostanza… populismo.

Quando accadde in Svizzera…

Ma, fortunatamente, non in tutto il mondo è così. In Svizzera, ad esempio, il populismo tende a funzionare meno bene per il semplice fatto che il popolo è implicato più volte nel procedimento legislativo.

Ciò non vuol dire che la Confederazione sia immune al populismo, giusto per far arrabbiare entrambi i lati cito due esempi possibili che i due lati ritengono tale: l’estensione delle tutele delle norme sul razzismo all’omosessualità e il divieto di costruire minareti, solo che ha buone difese immunitarie.

Nel 2001 un uomo entrò nel Parlamento Cantonale di Zugo con una falsa uniforme da poliziotto e uccise 14 persone prima di suicidarsi, usando per di più una versione civile del Fass 90, fucile d’assalto standard dell’esercito che ogni milite elvetico ha in casa, oltre a varie altre armi.

La Confederazione non mutò le proprie norme sulle armi dopo l’avvenimento.

Non solo perché sarebbe stato difficile conciliare una stretta con il servizio militare, ma perché gli svizzeri si sono resi conto di un semplice fatto: Non c’è alcun problema se uno svizzero ha un’arma, ma bisogna evitare che uno svizzero pazzo possa averne una.

E quindi vennero migliorati i controlli di polizia nella concessione delle licenze, visto che l’assalitore aveva problemi mentali e precedenti problematici.

Vennero anche aumentate le misure di sicurezza per accedere ai parlamenti svizzeri e reso più semplice effettuare controlli su chi fa minacce.

Venne vietato il possesso del Fass 90? No, perché non avrebbe avuto alcuna efficacia se un pazzo qualunque fosse stato ancora in grado di comperare un fucile altrettanto pericoloso ma mediaticamente meno attrattivo. Per la cronaca la Svizzera ha leggermente stretto la propria normativa nel 2019, con la prospettiva di uscire da Schengen se non l’avessero fatto. Insomma, una scelta, come dire, poco “libera e svizzera”.

E, soprattutto, non si risolve il problema delle armi illegali limitando quelle legali, è sciocco quasi quanto vietare la marijuana light perché gira troppa cocaina.

E per riconoscere ciò non serve essere armigeri né sostenitori del secondo emendamento, basta l’onestà intellettuale. E, da sostenitore del modello elvetico con alcune correzioni, ritengo che molti possano averla, dai sostenitori più spietati delle McNuke ricreative a chi ritiene che vadano vietate le pistole ad acqua.

Mentre gioire per un’azione populista solo perché coerente con le proprie idee è molto, molto triste.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.