Da professore anti-corruzione a distruttore dell’autonomia delle agenzie anti-corruzione. Una parabola molto discutibile quella di Zelens’kyj, che con una legge approvata pochi giorni fa, tra le proteste di piazza e quelle formali degli organismi internazionali come l’UE, ha reso dipendenti dal governo le agenzie anti-corruzione del Paese con la scusa di evitare infiltrazioni russe.
Sapete benissimo che io sostengo l’Ucraina, anzi, se me lo chiedete in privato, quando dalla risposta non dipende la mia reputazione e vi rispondo dal cuore, è ben probabile che mi esca qualcosa tipo “Mosca andrebbe ricoperta di Napalm”.
Ma supportare dei fratelli aggrediti non vuol dire concordare con tutto ciò che fa il capofamiglia, né non pensare alle conseguenze di determinate scelte.
Chi usa questa decisione del governo di Kyiv per fare propaganda filorussa è stupido, senza mezzi termini: la Russia è un paese corrotto fino al collo e se in Ucraina si toglie l’indipendenza dell’anti-corruzione in Russia al padre della Fondazione anti-corruzione hanno tolto la vita.
Inoltre il popolo ucraino ha mostrato grande maturità democratica scendendo in piazza durante la guerra: bisognerebbe dirlo a un certo governo italiano che durante la sua di “guerra”, accomunata a quella ucraina comunque dalla presenza di militari russi sul territorio, sanzionava e poi criticava chi protestava.
Tanto che alla fine il governo ha dovuto fare marcia indietro, annunciando anzi una in difesa dello stato di diritto e dell’indipendenza di queste agenzie.
Ma, se come qualcuno propone, si parla di adesione immediata all’UE per Kyiv bisogna ammettere una cosa: non sappiamo qual è il loro futuro. L’Ucraina ha una lodevole tradizione democratica, specie rispetto ai vicini

Ma si tratta comunque una democrazia imperfetta, che appena undici anni fa ha visto un rovesciamento di governo da parte del popolo, e della quale non possiamo veramente sapere il futuro. Chi ci dice che Zelens’kyj non ci consegnerà un’Ucraina molto meno democratica rispetto a quella che c’era nel 2019? O, volendo essere proprio paranoici, che la consegnerà con le buone?
L’Ucraina va decisamente presa per mano e accompagnata nel rafforzamento del suo sistema democratico, messo a dura prova da tutti gli eventi che ben conosciamo. Anzi, bisogna ammirare la volontà democratica così forte del popolo ucraino, tale da ottenere, in piena guerra, il ritiro di una misura indesiderata. Non possiamo abbandonarla o giudicarla per come agiscono i politici.
Ma parlare di ingresso nell’UE è prematuro: al netto dell’invasione in corso, non sappiamo dove andrà la politica. Possiamo sperare in bene, e ne abbiamo ben donde, ma entrare nell’UE è un po’ come sposarsi, una decisione che andrebbe presa non nell’impeto, ma a seguito di una seria valutazione.
Per fortuna esistono varie forme di integrazione europea dalle quali l’Ucraina può trarre beneficio, rafforzando la sua democrazia, così da poter prima o poi entrare in una stretta unione politica nel modo più benefico per tutti.
Possiamo dire chiaramente una cosa: l’Ucraina ha scelto da che parte stare ed è la nostra. Ignorarlo è da folli, oppure da stronzi. Le notizie di questi giorni dimostrano tutto il contrario di ciò che i filorussi sui social, spero quantomeno prezzolati perché farlo gratis sarebbe veramente da coglioni, vogliono far credere.
Al contempo, ci ricordano l’importanza della gradualità nell’integrazione politica, che va fatta con razionalità e con piani di lungo termine
