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	<title>Sud &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
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	<title>Sud &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>EVASIONE FISCALE DA &#8220;RECORD&#8221; AL SUD</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/05/23/al-sud-evasione-fiscale-il-doppio-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Soccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[CGIA Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni è uscito un nuovo studio, relativo all&#8217;anno 2020, della CGIA di Mestre riguardante l&#8217;evasione fiscale in Italia, con numeri declinati a livello regionale. Studio nuovo, ma nessuna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni <strong>è uscito un nuovo studio</strong>, relativo all&#8217;anno 2020, della <strong>CGIA di Mestre riguardante l&#8217;evasione fiscale in Italia</strong>, con numeri declinati a livello regionale.<br />
<strong>Studio nuovo, ma nessuna novità&#8230;</strong><br />
Infatti il titolo di questo articolo da troppi anni è sempre lo stesso e riguarda un fenomeno che mai e poi mai i &#8220;guardiani dei diritti del sudde&#8221;, gli alfieri del &#8220;no autonomia&#8221;, i Pino Aprile, ecc. si brigano di commentare, tantomeno avanzano una mezza proposta per recuperare quel mancato gettito.<br />
D&#8217;altra parte per loro la solfa è sempre la stessa, gli evasori stanno tutti al nord e se poi al sud si evade il doppio  non è altro che una &#8220;normale&#8221; reazione verso &#8220;oh statto!&#8221; e le sue mancanze e inefficienze, ma non risulta essere da quelle parti il doppio rispetto a quelle accumulate in oltre 150 anni a nord della linea gotica.</p>
<p><em><strong>Nel 2020 il peso dell’economia non osservata sul valore aggiunto nazionale (Pil) era all’11,6 per cento, pari a 174,6 miliardi di euro.</strong><br />
Nelle varie aree del Paese, il sommerso economico ha una diversa incidenza sulla ricchezza prodotta: del <strong>9,2 per cento a Nordovest, del 9,8 per cento a Nordest, sale al 12 per cento al Centro e raggiunge il 16,8 per cento nel Mezzogiorno</strong>. Specularmente, si è distribuito per ogni regione il mancato gettito tributario e contributivo che, invece, si aggira attorno ai 90 miliardi di euro. In altre parole è come se, a livello nazionale, a fronte di ogni 100 euro di gettito incassato ne venissero evasi 13,2. Nel Nordovest, l’Ufficio studi della CGIA ha stimato che l’ammontare totale del gettito evaso sia pari a 23,4 miliardi di euro; pertanto ogni 100 euro incassati in questa ripartizione geografica gli evasori se ne trattengono 10,3, nel Nordest 11,1 (17,6 miliardi di gettito eroso dagli evasori), al Centro 13,6 (19,8 miliardi di gettito perso) e nel Mezzogiorno 19 (29,1 miliardi di gettito perso).</em></p>
<p><em>A livello regionale, infine, <strong>la situazione più critica la scorgiamo nel Sud</strong>: nella classifica di euro evasi <strong>ogni 100 euro incassati, in Puglia se ne “perdono” 19,2 euro, in Campania 20 e in Calabria 21,3</strong>. Si tratta di cifre doppie rispetto a quelle che si registrano in Friuli Venezia Giulia (10,6 euro), in Provincia di Trento (10,2 euro) e in Lombardia (9,5 euro). Il territorio nazionale più fedele al fisco è la Provincia di Bolzano che presenta un’evasione di 9,3 euro ogni 100 incassati.</em></p>
<p>Ecco il link per la notizia completa: https://www.cgiamestre.com/il-fisco-adesso-stana-gli-evasori/</p>
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		<title>Lombardia la più ricca dell&#8217;Impero, altro che costruita da Sud&#8230;</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/02/10/lombardia-la-piu-ricca-dellimpero-altro-che-costruita-da-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 00:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Penso che una dei momenti più paradossali di questa campagna elettorale regionale sia stata la reazione a questa dichiarazione di Majorino: Regione Lombardia non è la Calabria, è una Regione</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Penso che una dei momenti più paradossali di questa campagna elettorale regionale sia stata la reazione a questa dichiarazione di Majorino:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Regione Lombardia non è la Calabria, è una Regione che ha grandi potenzialità, un sacco di gente che si dà da fare. Ha tante persone impegnate sul territorio in progetti sociali e culturali</p></blockquote>



<p>Dopo un&#8217;umiliazione a Canossa non è mancata la risposta, tra cui quella di Attilio Fontana:</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Noi apprezziamo i calabresi e tutta la gente venuta in Lombardia, che ha contribuito a fare grande questa regione. Ho chiamato Occhiuto e ho chiesto scusa a nome di tutti</p></blockquote>



<p>Tralasciando il dover chiamare e scusarsi a nome di tutti per la dichiarazione di una sola persona, che mette bene in chiaro i rapporti di forza nello stato italiano, questa manfrina è stata ripetuta da tanti: come osa dire ciò quando se la Lombardia è ricca è solo grazie a chi è venuto dalla Calabria e da altre regioni del Sud?</p>



<p>Peccato che non sia così.</p>



<p><strong>La Lombardia, infatti, era uno dei territori più prosperi, se non il più prospero, dell&#8217;Impero d&#8217;Austria</strong>. Cattaneo, nel suo periodo autonomista, notoriamente sosteneva &#8220;siamo i più ricchi dell&#8217;Impero, non vedo perché dovremmo uscirne&#8221;.</p>



<p>Mica a caso la nostra terra ha attratto, sin dall&#8217;unità, persone, imprese e investimenti. In sostanza, non è che le persone venissero in Lombardia perché volevano godersi la nebbia, ma banalmente perché era un territorio che dava più opportunità e dove si poteva ottenere una vita migliore!</p>



<p>Sia chiaro, sarebbe anche errato dire che tale immigrazione non abbia portato alcuna crescita: <strong>l&#8217;immigrazione sana è sempre un rapporto mutualmente benefico!</strong> La terra che accoglie ottiene nuove persone, con la loro manodopera, le loro capacità e le loro idee e chi viene accolto ottiene un ambiente migliore dove esprimere tutto ciò e, molto spesso, delle opportunità che non avrebbe nella propria terra natia. Si tratta di un esempio ottimale dei &#8220;due grazie del capitalismo&#8221;, dato che l&#8217;immigrazione sana altro non è che una forma di libero mercato.</p>



<p><strong>Poi, ovviamente, l&#8217;Italia ha favorito anche forme di immigrazione malsana, come quella degli statali improduttivi o, ancora peggio, dei malavitosi</strong>, il tutto mentre controllava vari settori, riducendo l&#8217;impatto positivo rispetto ad un&#8217;immigrazione dove la comunità che riceve controlla i propri confini e non rischia di venire sfruttata.</p>



<p>In ogni caso, ricordare solo il beneficio economico dato alla Lombardia dimenticandosi di tutte le opportunità date da questa terra, che ne avrebbe sicuramente potuto fare più a meno rispetto a chi le ha prese, è raccontare la storia da un solo lato, guarda caso il lato che giustifica il suo sfruttamento e la sua umiliazione.</p>



<p>D&#8217;altronde, diciamola così, quand&#8217;è che il presidente di una regione meridionale ha chiamato Fontana scusandosi &#8211; a nome di tutti! &#8211; per gli <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/02/22/se-il-razzismo-contro-i-lombardi-si-chiama-progressismo/">attacchi di non pochi concittadini</a> contro la Lombardia in piena prima ondata pandemica?</p>


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		<title>Date un voucher scuola al Sud prima che sia troppo tardi</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2019/12/04/date-un-voucher-scuola-al-sud-prima-che-sia-troppo-tardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 20:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ennesimo test standardizzato, ennesima prova che l&#8217;istruzione al Sud sia a livello sudamericano. Poi c&#8217;è sempre chi sta a menarla che i test standardizzati non servono perché &#8220;non capiscono il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ennesimo test standardizzato, ennesima prova che l&#8217;istruzione al Sud sia a <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/10/31/istruzione-campania-come-il-cile/">livello sudamericano</a>. Poi c&#8217;è sempre chi sta a menarla che i test standardizzati non servono perché &#8220;non capiscono il percorso dell&#8217;alunno&#8221;, non capendo nemmeno a cosa serve un test standardizzato, ma quelli son casi patologici.</p>



<p>Ebbene, prima di tutto apprendiamo una cosa: L&#8217;istruzione al Nord è decente. Certo, bisogna riformarla, ha tutti i problemi che esprimeva Luigi Einaudi nel proprio saggio &#8220;Scuola e Libertà&#8221;, ma diciamo che la riforma se la si fa in un lustro non muore nessuno.</p>



<p>Al Sud no. Mi si permetta il francese, ma l&#8217;istruzione fa cagare. Chiaramente, essendo una media statistica, esisteranno persone che hanno fatto tutto il proprio percorso d&#8217;istruzione al Sud e sono competentissime, così come ci sono asini diplomati al Nord, ma il dato resta ed è affidabile in quanto confermato ormai da anni.</p>



<p>Certo, è un problema socioeconomico che l&#8217;istruzione non sa gestire. Abbiamo innanzi a noi un enorme fallimento, e se il livello medio di competenze al Sud è quello, beh, è naturale che lo Stato debba fornire numerosi posti pubblici per compensare.</p>



<p>Dunque, come risolvere la situazione? Partiamo dal presupposto che lo <strong>Stato non può risolvere la situazione, in fin dei conti l&#8217;ha creata</strong>. È un&#8217;occasione ghiotta urlare &#8220;la scuola ha bisogno di più soldi&#8221; e poi assumere qualche bidello per avere più voti, ma non è la soluzione.</p>



<p>Cosa fare dunque? La soluzione è aprire alla concorrenza. Aggregando un po&#8217; di dati si nota come il Nord che eccelle ha più alunni alle paritarie, circa i 6%, il Centro medio il 5% mentre il Sud solo il 3% (con la Calabria con un <a href="https://www.individualistaferoce.istitutoliberale.it/2019/11/06/istruzione-in-calabria-un-caso-per-la-concorrenza/">misero 1%</a>). La ragione è semplice: Se un genitore del Nord si rende conto che la scuola dei figli fa schifo la cambia, e ha anche l&#8217;alternativa paritaria. Inoltre spesso è aiutato dalle Regioni con buoni scuola parziali, mentre al Sud, redditi alla mano, è molto, molto più difficile mandare un figlio alla paritaria. Quindi la scuola al Nord deve tenersi bene e reggere un po&#8217; di competizione, mentre la scuola al Sud no.</p>



<p>Negli Stati Uniti ci sono intere periferie assoggettate a questa logica, dove la scuola fa da parcheggio per gli alunni, che imparano nulla, e per i docenti, che prendono lauti stipendi. Sono poi nate le Charter School, ossia delle scuole che vengono pagate dal governo locale per alunno. Pagate meno rispetto a quanto spende una scuola statale, ma boicottate dai potentissimi sindacati dei docenti perché non salvaguardano tutti i loro privilegi. Per questa ragione in USA l&#8217;accesso a dette scuole è subordinato ad una lotteria in cui in sostanza si decide chi avrà diritto ad una buona istruzione e chi sarà carne da macello per i sindacati.</p>



<p>Al Sud delle charter school sarebbero manna dal cielo, perché dovrebbero tutto, a differenza delle scuole pubbliche, al buon profitto degli alunni, che si iscrivono alla scuola solo se sanno che avranno buoni risultati. A tal fine l&#8217;unica soluzione è introdurre un <a href="https://www.individualistaferoce.istitutoliberale.it/2019/08/30/cinque-ragioni-per-abolire-la-scuola-di-stato/">voucher scuola</a> e aprire alla concorrenza, se non vogliamo introdurre le lotterie all&#8217;americana e giocare con la vita dei bambini.</p>



<p>C&#8217;è chi dice che distruggerebbe la scuola pubblica, e se è quella scuola che dà tali risultati al Sud forse bisognerebbe anche festeggiare, ma non è vero: Dove c&#8217;è competizione <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/09/22/tassa-sulle-merendine-meglio-ridare-la-scuola-ai-comuni/">anche le scuole pubbliche fanno meglio</a>. </p>



<p>Ma forse avere buone scuole al Sud romperebbe il circolo vizioso su cui si basa l&#8217;Italia&#8230;</p>
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		<title>C&#8217;è un Sud che si sparerebbe nei maroni pur di danneggiare il Nord</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2019/04/25/ce-un-sud-che-si-sparerebbe-nei-maroni-pur-di-danneggiare-il-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 10:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Assistenzialismo]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se fossero due Stati differenti il Nord sarebbe l&#8217;unico partner economico del Sud e il Sud il principale partner del Nord. Viene ovvio pensare, dunque, che un governo del Sud,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap has-normal-font-size">Se fossero due Stati differenti il Nord sarebbe l&#8217;unico partner economico del Sud e il Sud il principale partner del Nord. Viene ovvio pensare, dunque, che un governo del Sud, se vi fosse una secessione, dovrebbe puntare sul suo unico partner e provare ad offrire un qualcosa ad esso che è difficile offrire nella sua terra natia, ad esempio forza lavoro più  economica oppure ampi campi coltivabili.</p>



<p class="has-normal-font-size">In effetti il Nord, che ha già rapporti commerciali in loco, avrebbe tutta la convenienza a mantenerli, ricordiamoci che il Sud conta circa 100 miliardi per l&#8217;economia del Nord.</p>



<p class="has-normal-font-size">Sembra un numerone ed in effetti lo è: È 1/3 del PIL lombardo. Ma è anche pari, circa, al <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/02/17/autonomia-nord-imprese/">residuo fiscale</a> del Nord. In sostanza, per il Nord, il Sud è un elemento quasi neutro, ma tutto ciò a causa dell&#8217;Italia che incassa quei 100 miliardi che il Sud dà per usarli principalmente per il Sud.</p>



<p class="has-normal-font-size">Se è vero che tanti lavori al Sud sono nel pubblico, quindi in sostanza creati con questi soldi, è abbastanza impensabile che siano tutti così. Esiste dunque un mercato privato, dal quale il Sud può ripartire se liberato dal giogo dello statalismo.</p>



<p>Infatti per la media politica meridionale creare lavoro vuol dire assumere nel pubblico. Ma questo non è un vero lavoro, perché viene in gran parte pagato dal Nord, che in sostanza sta pagando la gente per comprare i suoi prodotti.</p>



<p class="has-normal-font-size">E qui c&#8217;è la chiave del tutto: Il Nord ha convenienza nell&#8217;industrializzazione del Sud. Infrastrutture, istruzione, sedi distaccate: Sono tutti campi sui quali il Nord sarebbe ben lieto di investire per rafforzare l&#8217;economia meridionale traendone profitto.</p>



<p class="has-normal-font-size">Certamente il Nord non manterebbe un esercito di dipendenti pubblici. ciò spingerebbe anche l&#8217;elettorato locale a votare per politici in grado di creare vera prosperità, di spingere per una crescita industriale e nei servizi e per un&#8217;economia sostenibile.</p>



<p class="has-normal-font-size">Ma qual è la proposta del neoborbonico/orgoglioso sudista medio?<br><br>Di chiudere l&#8217;economia meridionale al Nord. Cosa che, chiaramente, causerebbe qualche decina di miliardo di danni al Nord. Ma, mentre il Nord subirebbe qualche danno economico che lascerebbe qualche grana al governo settentrionale, il Sud si troverebbe senza il suo unico partner commerciale, con un settore primario che produce  con difficoltà, un secondario che arranca e un terziario scarso. Calerebbero i finanziamenti per il pubblico, che può significare un aumento della disoccupazione non da poco, oltre che un calo di servizi, già oggi di<a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/02/13/autonomia-fa-bene-al-sud/"> scarsa qualit</a>à.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il Sud autarchico si troverebbe ad affrontare un enorme periodo di crisi infrastrutturale, sociale, lavorativa ed economica. Dover creare un&#8217;economia completamente nuova senza arrivare ad una situazione in stile Grecia sarebbe la sfida della politica meridionale, con la tentazione di seguire il cammino del debito che pende come una spada di Damocle sulla testa, e sui conti, dei cittadini del Sud.</p>



<p class="has-normal-font-size">Inoltre tutti gli investimenti di aziende del Nord, loro malgrado, terminerebbero. L&#8217;agricoltura, attualmente in crescita, dovrebbe di fatto convertirsi alle esigenze autarchiche del nuovo governo, perdendo terreno nella dimensione economica mondiale. Campi che, magari, oggi producono varietà di prestigio vendute in Europa dovrebbero essere convertiti a campi di pomodori per far mangiare i cittadini. È ampiamente probabile che il governo decida di agire in maniera semi-sovietica nazionalizzando e gestendo direttamente vari settori della vita.</p>



<p class="has-normal-font-size">Tutto ciò per creare un danno economico al Nord che un governo oculato sarebbe in grado di gestire senza particolare difficoltà, dato che il danno economico sarebbe tutto sommato contenuto e i settori su cui il Nord fa conto al Sud sono sostituibili in maniera abbastanza semplice, dall&#8217;agricoltura al tecnico, mentre l&#8217;inverso non è generalmente vero. Inoltre si può presupporre come la crisi economica meridionale possa portare ad una certa immigrazione da Sud a Nord, cosa probabilmente benefica in un&#8217;eventuale sostituzione dei servizi.</p>



<p>Un esempio abbastanza recente è il Kosovo, che ha imposto un dazio del 100% su vari prodotti serbi. Risultato? I kosovari pagano di più i prodotti serbi, spesso fondamentali, che comprano ma in linea di massima li comprano lo stesso. Se per l&#8217;economia serba la perdita è stata minima i kosovari hanno molto potere d&#8217;acquisto.</p>



<p class="has-normal-font-size">Sarebbe l&#8217;equivalente politico del marito che si spara nelle balle per dar fastidio alla moglie.</p>



<p class="has-normal-font-size">Tuttavia, da ciò, possiamo trarre una lezione: L&#8217;indipendentismo <strong>non può essere odiare il nostro principale partner commerciale.</strong> Possiamo permettercelo ma sarebbe folle e ci farebbe impoverire.</p>



<p class="has-normal-font-size">Dobbiamo, però, ripensare il rapporto che ci lega: Da un sistema dove il Nord finanzia a uno dove il Nord investe, dove il rapporto non sia unico e patologico ma crei benefici per ambo i lati. E che, soprattutto, trasformi i <em>sud</em>diti che vivono grazie alla benevola mano della politica in soggetti capaci di creare ricchezza per sé stessi, cioè dei cittadini, indipendenti dalle misure clientelari che <a href="https://www.lavocedelnord.net/2018/12/28/i-soldi-degli-altri-prima-o-poi-finiscono-caro-svimez/">non creano ricchezza ma la distribuiscono meramente</a>.</p>



<p class="has-normal-font-size">E, nel farlo, è più conveniente parlare con la locale società civile, oppressa da Roma tanto quanto noi, che pensare a governare Roma o all&#8217;unilateralità.</p>
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		<title>I soldi degli altri prima o poi finiscono, caro Svimez</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2018/12/28/i-soldi-degli-altri-prima-o-poi-finiscono-caro-svimez/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 12:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Svimez, una fondazione che si occupa dello sviluppo del Sud, evidentemente con scarsi risultati dato che esiste dal 1946 e il Sud è sempre più strangolato tra statalismo e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Svimez, una fondazione che si occupa dello sviluppo del Sud, evidentemente con scarsi risultati dato che esiste dal 1946 e il Sud è sempre più strangolato tra statalismo e clientelismo, allerta che l&#8217;autonomia differenziata, ossia una blanda forma di decentramento, delle regioni del Nord sarebbe l&#8217;inizio di un sistema confederale che porterebbe a diritti differenti per i cittadini italiani e quindi alla secessione.</p>
<p>Quando ho mandato questa affermazione ad alcuni amici sotto la Massa-Senigallia hanno risposto &#8220;ma magari&#8221;. Devo però ammetterlo, sono tutti <a href="https://www.lavocedelnord.net/2018/12/02/il-liberismo-e-di-destra-o-di-sinistra/">liberisti</a>.</p>
<p>È da tempo che credo che la questione settentrionale sia ascrivibile al solito liberalismo vs socialismo economico. In fin dei conti al Nord abbiamo chi sostiene il merito e le medesime opportunità, mentre la politica del Sud dice che alla fine mica sia necessario svilupparsi, tanto basta prendere i soldi del Nord e girarli al Sud.</p>
<p>Il problema è, come diceva <a href="https://www.lavocedelnord.net/2018/11/02/416/">Margaret Thatcher</a>, che i soldi degli altri prima o poi finiscono. O, magari, si stancano di pagare e votano in senso Individualista/autonomista, come accadde nel Regno Unito con l&#8217;elezione, proprio, della Lady di ferro. È un problema comune a tutti i sistemi che, invece di creare competenze e benessere, provano meramente a distribuirle.</p>
<p>È da anni che il modello di crescita del Sud è essenzialmente soldi a fondo perduto, e abbiamo ben visto i risultati. Tuttavia il meridionalismo, altro parallelismo col socialismo d&#8217;epoca thatcheriana, non cerca il proprio miglioramento ma si lamenta se altri fanno meglio. Per parafrasare la Baronessa, preferirebbero che le regioni disagiate fossero più disagiate a patto che le regioni benestanti fossero meno benestanti.</p>
<p><figure id="attachment_808" aria-describedby="caption-attachment-808" style="width: 275px" class="wp-caption aligncenter"><img data-attachment-id="808" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2018/12/28/i-soldi-degli-altri-prima-o-poi-finiscono-caro-svimez/images/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2018/12/images.jpeg?fit=275%2C183&amp;ssl=1" data-orig-size="275,183" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="images" data-image-description="" data-medium-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2018/12/images.jpeg?fit=275%2C183&amp;ssl=1" data-large-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2018/12/images.jpeg?fit=275%2C183&amp;ssl=1" loading="lazy" class="size-full wp-image-808" src="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2018/12/images.jpeg?resize=275%2C183&#038;ssl=1" alt="" width="275" height="183" data-recalc-dims="1" /><figcaption id="caption-attachment-808" class="wp-caption-text">Uno Stato funzionante porterebbe treni veloci e confortevoli al Sud, non centinaia di migliaia di posti di lavoro artificiali</figcaption></figure></p>
<p>Ma, in questa maniera, non si crea benessere, si creano povertà e degrado. La via per il Sud è una sola, si chiama libertà economica, si chiama Stato liberale.</p>
<p>Uno Stato che costruisce infrastrutture essenziali al commercio, uno Stato che assicura l&#8217;ordine pubblico e che nessuno crepi per strada di fame e di sete. E basta.</p>
<p>Basta sussidi elargiti a persone che stanno meglio di tutti, basta lavoro artificiale creato dal settore pubblico, basta burocrazia, basta contratti collettivi nazionali che devono per forza livellare una Grecia con una Germania, strozzando lo sviluppo di entrambe.</p>
<p>Solo così il Sud potrà sviluppare la propria classe imprenditoriale e liberarsi dai vincoli dello statalismo e del clientelismo, e il Nord avrà ancora più libertà di investire, anche al Sud, e di crescere.</p>
<p>Ma ovviamente col lavoro vero non compri i voti. E non lo diceva Bossi, lo diceva Olivetti.</p>
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