FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Date un voucher scuola al Sud prima che sia troppo tardi

Ennesimo test standardizzato, ennesima prova che l’istruzione al Sud sia a livello sudamericano. Poi c’è sempre chi sta a menarla che i test standardizzati non servono perché “non capiscono il percorso dell’alunno”, non capendo nemmeno a cosa serve un test standardizzato, ma quelli son casi patologici.

Ebbene, prima di tutto apprendiamo una cosa: L’istruzione al Nord è decente. Certo, bisogna riformarla, ha tutti i problemi che esprimeva Luigi Einaudi nel proprio saggio “Scuola e Libertà”, ma diciamo che la riforma se la si fa in un lustro non muore nessuno.

Al Sud no. Mi si permetta il francese, ma l’istruzione fa cagare. Chiaramente, essendo una media statistica, esisteranno persone che hanno fatto tutto il proprio percorso d’istruzione al Sud e sono competentissime, così come ci sono asini diplomati al Nord, ma il dato resta ed è affidabile in quanto confermato ormai da anni.

Certo, è un problema socioeconomico che l’istruzione non sa gestire. Abbiamo innanzi a noi un enorme fallimento, e se il livello medio di competenze al Sud è quello, beh, è naturale che lo Stato debba fornire numerosi posti pubblici per compensare.

Dunque, come risolvere la situazione? Partiamo dal presupposto che lo Stato non può risolvere la situazione, in fin dei conti l’ha creata. È un’occasione ghiotta urlare “la scuola ha bisogno di più soldi” e poi assumere qualche bidello per avere più voti, ma non è la soluzione.

Cosa fare dunque? La soluzione è aprire alla concorrenza. Aggregando un po’ di dati si nota come il Nord che eccelle ha più alunni alle paritarie, circa i 6%, il Centro medio il 5% mentre il Sud solo il 3% (con la Calabria con un misero 1%). La ragione è semplice: Se un genitore del Nord si rende conto che la scuola dei figli fa schifo la cambia, e ha anche l’alternativa paritaria. Inoltre spesso è aiutato dalle Regioni con buoni scuola parziali, mentre al Sud, redditi alla mano, è molto, molto più difficile mandare un figlio alla paritaria. Quindi la scuola al Nord deve tenersi bene e reggere un po’ di competizione, mentre la scuola al Sud no.

Negli Stati Uniti ci sono intere periferie assoggettate a questa logica, dove la scuola fa da parcheggio per gli alunni, che imparano nulla, e per i docenti, che prendono lauti stipendi. Sono poi nate le Charter School, ossia delle scuole che vengono pagate dal governo locale per alunno. Pagate meno rispetto a quanto spende una scuola statale, ma boicottate dai potentissimi sindacati dei docenti perché non salvaguardano tutti i loro privilegi. Per questa ragione in USA l’accesso a dette scuole è subordinato ad una lotteria in cui in sostanza si decide chi avrà diritto ad una buona istruzione e chi sarà carne da macello per i sindacati.

Al Sud delle charter school sarebbero manna dal cielo, perché dovrebbero tutto, a differenza delle scuole pubbliche, al buon profitto degli alunni, che si iscrivono alla scuola solo se sanno che avranno buoni risultati. A tal fine l’unica soluzione è introdurre un voucher scuola e aprire alla concorrenza, se non vogliamo introdurre le lotterie all’americana e giocare con la vita dei bambini.

C’è chi dice che distruggerebbe la scuola pubblica, e se è quella scuola che dà tali risultati al Sud forse bisognerebbe anche festeggiare, ma non è vero: Dove c’è competizione anche le scuole pubbliche fanno meglio.

Ma forse avere buone scuole al Sud romperebbe il circolo vizioso su cui si basa l’Italia…

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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