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	<title>Ucraina &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Sep 2025 06:30:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
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		<title>Riflessioni ucraine</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/09/01/riflessioni-ucraine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 14:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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<p>Lo scorso Ferragosto, oltre che dai tradizionali fasti indegni di qualsiasi dietologia civile e da innumerevoli peccati contro il terzo comandamento, ha visto il summit tra Putin e Trump in Alaska, che ha riportato nel dibattito la possibilità che la guerra in Ucraina finisca. E alcune riflessioni vanno fatte.</p>



<p>Il primo tema su cui riflettere è il ruolo ambiguo dell&#8217;Europa e, in generale, dell&#8217;Occidente: è una guerra un po&#8217; nostra e un po&#8217; no. Abbastanza nostra da sostenere l&#8217;Ucraina con armi e aiuti economici, ma non abbastanza da sostenerla mandando uomini sul campo.</p>



<p><strong>Nonostante ciò, pretendiamo quasi che il resto del mondo si allinei a noi</strong>. Ci arrabbiamo se l&#8217;India compra il gas russo o se la Serbia è ambivalente con Mosca. Ma se siamo i primi a non essere convinti come possiamo pretendere che chi non ha un interesse diretto in questo conflitto stia pienamente dalla nostra parte?</p>



<p>Ma questa tendenza conta anche nelle trattative di pace. Se l&#8217;Occidente non vuole un confronto armato con Mosca che garanzie di sicurezza possiamo offrire all&#8217;Ucraina? Già nel memorandum di Budapest l&#8217;Ucraina ricevette garanzie di sicurezza da Russia, Stati Uniti e Regno Unito in cambio della cessione delle armi nucleari&#8230; cos&#8217;è stato fatto quando la Russia è entrata in Ucraina nel 2014?</p>



<p><strong>Nulla. Se non vogliamo scontrarci con Mosca, ogni nostra garanzia di sicurezza varrà zero.</strong> Ricordiamo anzi che la Russia vorrebbe la cessione di territorio oltre le linee di difesa ucraine, rendendola ancora più vulnerabile. Gliela concediamo, poi tra un anno Putin decide di tornare all&#8217;attacco e i Paesi andranno in soccorso dell&#8217;Ucraina? L&#8217;Italia che propone soluzioni stile &#8220;articolo 5&#8221; senza voler mandare soldati per un cessate il fuoco che farà?</p>



<p><strong>Sembra che si voglia prendere a calci la lattina nella speranza che un futuro governo russo si ritiri spontaneamente dall&#8217;Ucraina o che la Russia collassi</strong> permettendo a Kyiv di riprendersi il territorio perduto.</p>



<p>Ma per quanto le sanzioni stiano danneggiando la Russia, e chiunque lo neghi o è cieco o ha visto troppa Russia Today, non la stanno certamente distruggendo. Difficilmente qualsiasi governo russo accetterebbe una ritirata totale, anche Naval&#8217;nyj non era totalmente contrario all&#8217;annessione della Crimea per esempio, pur condannandone le modalità, e un collasso sembra improbabile.</p>



<p>Passiamo poi al lato umano: rifugiati e coscritti. La crisi dei rifugiati ucraini l&#8217;abbiamo creata noi, creando le condizioni per un conflitto ai nostri confini. L&#8217;idea della pace petalosa che si fa con gli abbracci e non con una deterrenza efficace, la bassa spesa militare che ha creato eserciti a malapena capaci di fare deterrenza per il proprio stato, un eccessivo affidamento agli Stati Uniti e l&#8217;idea che tutto sia meglio della guerra hanno portato a ciò. <strong>Putin è uno stronzo, non uno scemo, non avrebbe rischiato uno scontro diretto, specie con l&#8217;esercito non ottimale che ha mandato in Ucraina</strong>. C&#8217;è una ragione se chi è più o meno a libro paga del Cremlino, o sul suo registro dei volontari, è così contro al riarmo europeo.</p>



<p>Sia chiaro, la guerra è male, ma per dirla come Agostino d&#8217;Ippona se per l&#8217;uomo giusto la violenza difensiva è comunque una triste necessità, sarebbe ben più triste se dei tiranni governassero su degli uomini giusti.</p>



<p>In ogni caso, la questione demografica dei rifugiati ucraini è interessante: alcuni sono istruiti e ben produttivi e, in tempo di crisi demografica, può farci molto comodo questa immigrazione, per di più ampiamente compatibile a livello culturale. Ma rubare tutti i talenti all&#8217;Ucraina vuol dire farlo appunto a spese dell&#8217;Ucraina, sfavorendo la ricostruzione.</p>



<p>Nel mentre, in tre anni (e chissà quanti altri) le vite cambiano: si formano amori, legami nuovi, ci si ambienta in una nuova città, in una nuova vita&#8230; Sarebbe giusto prendere lo studente scappato allo scoppio della guerra appena diplomato, che ha lavorato tutta la sua vita in un altro Paese, magari ha anche trovato la morosa e dirgli &#8220;la guerra è finita, torna a casa tua&#8221;?</p>



<p>Se c&#8217;è un problema dell&#8217;accoglienza dei rifugiati ucraini è nella distribuzione, con alcuni Stati che ne hanno accolti in gran numero mentre altri ne hanno accolti meno.</p>



<p>Sul tema della coscrizione va detta una cosa: c&#8217;è chi inneggia ad una sorta di &#8220;armateli e partite&#8221; per cui l&#8217;Europa dovrebbe rispedire in Ucraina tutti i giovani in età di leva. Si potrebbero fare varie considerazioni di carattere militare e demografico, dato che se tutta l&#8217;Ucraina muore non c&#8217;è alcuna Ucraina da ricostruire, ma preferisco farne una umana: <strong>è perfettamente comprensibile che qualcuno non voglia rischiare la propria vita in una guerra imposta e senza senso.</strong></p>



<p>Su una cosa hanno ragione i <em>pacifinti</em>: <strong>l&#8217;Ucraina, da sola, questa guerra imposta e senza senso non può vincerla</strong>. Può sperare di sopravvivere, specie con il nostro aiuto, ma ogni giorno questa sopravvivenza costa di più a tutti. <strong>Se vogliamo che la vinca, dobbiamo mandare i nostri soldati professionisti, pagati per quello, e accettare anche che possano morire.</strong> Dire, dunque, che è una guerra nostra e agire come tale, pagandone anche il prezzo.</p>



<p>Ogni altra alternativa sembra un giocare sulla loro pelle e rischia, sul lungo andare, di aver seminato morte e distruzione per un accordo, che andrà sempre a favore della Russia, che si poteva fare ben prima.</p>



<p></p>


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		<title>Zelens&#8217;kyj l&#8217;ha fatta fuori dal vaso, ma non date ragione a Mosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da professore anti-corruzione a distruttore dell&#8217;autonomia delle agenzie anti-corruzione. Una parabola molto discutibile quella di Zelens&#8217;kyj, che con una legge approvata pochi giorni fa, tra le proteste di piazza e</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/21/zelenskyj-cosa-ci-insegna-un-servitore-del-popolo/">professore anti-corruzione</a> a distruttore dell&#8217;autonomia delle agenzie anti-corruzione. <strong>Una parabola molto discutibile quella di Zelens&#8217;kyj, che con una legge approvata pochi giorni fa, tra le proteste di piazza e quelle formali degli organismi internazionali come l&#8217;UE, ha reso dipendenti dal governo le agenzie anti-corruzione del Paese</strong> con la scusa di evitare infiltrazioni russe.</p>



<p>Sapete benissimo che io sostengo l&#8217;Ucraina, anzi, se me lo chiedete in privato, quando dalla risposta non dipende la mia reputazione e vi rispondo dal cuore, è ben probabile che mi esca qualcosa tipo &#8220;Mosca andrebbe ricoperta di Napalm&#8221;.</p>



<p>Ma supportare dei fratelli aggrediti non vuol dire concordare con tutto ciò che fa il capofamiglia, né non pensare alle conseguenze di determinate scelte.</p>



<p>Chi usa questa decisione del governo di Kyiv per fare propaganda filorussa è stupido, senza mezzi termini: la Russia è un paese corrotto fino al collo e <strong>se in Ucraina si toglie l&#8217;indipendenza dell&#8217;anti-corruzione in Russia al padre della Fondazione anti-corruzione hanno tolto la vita.</strong></p>



<p>Inoltre il popolo ucraino ha mostrato grande maturità democratica scendendo in piazza durante la guerra: bisognerebbe dirlo a un certo governo italiano che durante la sua di &#8220;guerra&#8221;, accomunata a quella ucraina comunque dalla presenza di militari russi sul territorio, sanzionava e poi criticava chi protestava. </p>



<p>Tanto che alla fine <a href="https://kyivindependent.com/48-lawmakers-from-various-factions-registering-bill-to-safeguard-independence-of-anti-corruption-bodies/">il governo ha dovuto fare marcia indietro</a>, annunciando anzi una in difesa dello stato di diritto e dell&#8217;indipendenza di queste agenzie.</p>



<p>Ma, se come qualcuno propone, si parla di adesione immediata all&#8217;UE per Kyiv bisogna ammettere una cosa: non sappiamo qual è il loro futuro. <strong>L&#8217;Ucraina ha una lodevole tradizione democratica, specie rispetto ai vicini</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="18566" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/i4s32bn8nlk81/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=750%2C603&amp;ssl=1" data-orig-size="750,603" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="i4s32bn8nlk81" data-image-description="" data-medium-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=300%2C241&amp;ssl=1" data-large-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=750%2C603&amp;ssl=1" loading="lazy" width="750" height="603" src="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?resize=750%2C603&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-18566" srcset="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?w=750&amp;ssl=1 750w, https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?resize=300%2C241&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p>Ma si tratta comunque una democrazia imperfetta, che appena undici anni fa ha visto un rovesciamento di governo da parte del popolo, e della quale non possiamo veramente sapere il futuro. Chi ci dice che Zelens&#8217;kyj non ci consegnerà un&#8217;Ucraina molto meno democratica rispetto a quella che c&#8217;era nel 2019? O, volendo essere proprio paranoici, che la consegnerà con le buone?</p>



<p>L&#8217;Ucraina va decisamente presa per mano e accompagnata nel rafforzamento del suo sistema democratico, messo a dura prova da tutti gli eventi che ben conosciamo. Anzi, bisogna ammirare la volontà democratica così forte del popolo ucraino, tale da ottenere, in piena guerra, il ritiro di una misura indesiderata. Non possiamo abbandonarla o giudicarla per come agiscono i politici.</p>



<p>Ma parlare di ingresso nell&#8217;UE è prematuro: al netto dell&#8217;invasione in corso, non sappiamo dove andrà la politica. Possiamo sperare in bene, e ne abbiamo ben donde, ma entrare nell&#8217;UE è un po&#8217; come sposarsi, una decisione che andrebbe presa non nell&#8217;impeto, ma a seguito di una seria valutazione.</p>



<p>Per fortuna esistono varie forme di integrazione europea dalle quali l&#8217;Ucraina può trarre beneficio, rafforzando la sua democrazia, così da poter prima o poi entrare in una stretta unione politica nel modo più benefico per tutti.</p>



<p>Possiamo dire chiaramente una cosa: l&#8217;Ucraina ha scelto da che parte stare ed è la nostra. Ignorarlo è da folli, oppure da stronzi. <strong>Le notizie di questi giorni dimostrano tutto il contrario di ciò che i filorussi sui social</strong>, spero quantomeno prezzolati perché farlo gratis sarebbe veramente da coglioni, <strong>vogliono far credere</strong>.</p>



<p>Al contempo, ci ricordano l&#8217;importanza della gradualità nell&#8217;integrazione politica, che va fatta con razionalità e con piani di lungo termine</p>
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		<title>UCRAINA, PACIFISTI E REFERENDUM</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/06/03/ucraina-pacifisti-e-referendum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 07:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un bel dire che gli dai le armi: a chi se nessuno le imbraccia? È la visibile la differenza fra gli afgani e gli ucraini. Gli afgani, dopo decenni</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai un bel dire che gli dai le armi: a chi se nessuno le imbraccia?<br />
È la visibile la differenza fra gli afgani e gli ucraini.<br />
Gli afgani, dopo decenni di combattimenti contro i talebani fatti in loro vece dagli eserciti di mezzo mondo (sovietici, americani, perfino italiani!) e mantenuti dall’occidente per vent’anni, non hanno imbracciato le armi a loro disposizione.</p>
<p>L’Ucraina è una Nazione prima che uno Stato. Gli ucraini combattono per la loro Nazione, gli afgani sono un insieme tribale a cultura islamica: non hanno una Nazione per cui combattere, hanno il Corano, al posto dei deputati hanno fanatici armati, al posto delle leggi hanno le pallottole.<br />
Ne abbiamo illusi alcuni (soprattutto abbiamo illuso le donne) ma troppo pochi e alla fine troppo islamici per barattare il libro sacro con libertà e progresso. Fermo restando il disonore con cui Biden e tutto l’Occidente hanno mollato anche i pochi che ci credevano.<br />
Anche ora che perde, io sto con l’Ucraina.</p>
<p>A quanti mi oppongono considerazioni globali, guerre per procura, necessità di mediazioni, e altri dubbi, rispondo:<br />
&#8211; Le considerazioni globali : fanno parte del “benaltrismo”, il mantra in cui si rifugiano da sempre le sinistre e gli allegati “pacifisti”: come diceva Margareth Thatcher, sono tutti capaci a fare i pacifisti con le invasioni degli altri. Lasciami citare un episodio “pacifista” passato sotto silenzio ma molto indicativo: il 16 marzo scorso un gruppo di ”pacifisti” di Taranto ha accolto il rientro in porto della Fregata “Carabiniere” lanciando pietre e gridando “assassini” all’equipaggio. Nessun commento!<br />
&#8211; Le guerre per procura: fanno parte dell’arsenale anti USA. Bisognerebbe dimostrare che gli ucraini si fanno ammazzare dai russi per consentire agli USA la conservazione della loro egemonia sul mondo. Mi sembra più facile credere che invece rischiano la pelle per motivi loro: meglio morti che dominati da Putin.<br />
&#8211; La necessità di una mediazione: chi non è d’accordo? ma come noto per mediare bisogna essere in due. Con Putin ci ha provato mezzo mondo (Papa compreso) ma nessuno ci è ancora riuscito.<br />
&#8211; È invece vero che soprattutto il presidente degli USA usa parole troppo stupide e provocatorie per non pensare che siano mirate proprio all’incomprensibile scopo di inasprire i rapporti con la Russia.<br />
&#8211; Ci sono quindi due diversi profili: da una parte gli ucraini che si fanno ammazzare piuttosto che cedere alle mire di Putin, dall’altra gli USA che ne approfittano. In pratica le due aspirazioni si sommano.<br />
&#8211; L’Europa? Sembra dare ragione a Metternich: è una espressione geografica.<br />
&#8211; Aggiungo. Tutti gli attori, compresi gli anti USA storici, messi davanti alla scelta Putin o Occidente (USA più che mai inclusi) che cosa rispondono? Occidente!<br />
&#8211; Tralascio la vicenda “ebraica” di Lavrov del tutto ignorata dai “pacifisti” e tuttavia molto istruttiva: che nessuno mi venga a dire che è stata una sua iniziativa personale: nella Russia di Putin nessuna foglia si muove se prima non ha ottenuto da lui il consenso se e come muoversi. L’alternativa pare essere qualche incidente mortale, come è successo di questi tempi ai 7 “oligarchi” ma prima a giornalisti liberi o ad avversari politici. Senza contare l’affollamento dei Gulag riaperti, a imitazione del compagno Stalin e del compare Xi Jin Ping (che li chiama Lao Gai).<br />
&#8211; Del resto la storia è anche qui magistra vitae: Hitler e Stalin fecero la stessa cosa, con motivazioni se non uguali molto simili: Hitler invase i Sudeti, annettendosi l’Austria e infine spartendosi con Stalin la Polonia: lo “spazio vitale del Terzo Reich”, lo spazio “sicuro” della “grande madre Russia”.<br />
&#8211; In quel caso i “pacifisti” purtroppo si imposero con le conseguenze note. Ce la faranno a reimporsi oggi? Con quali conseguenze? È noto che la storia non si ripete, lo stesso Vico propone i ricorsi storici ma a “spirale”, cioè mai uguali a se stessi, solo assimilabili.<br />
&#8211; Infine noto che la parte più combattiva degli anti vax, ora é pro pace a qualunque prezzo. Mi sembra che facciano parte di un cluster che vive solo se protesta contro qualcosa, soprattutto se il qualcosa è in odore di democrazia e di cultura occidentale. Cambiare il mondo spingendolo lontano dai sistemi e dalla cultura in cui loro stessi vivono e di cui usufruiscono, almeno in termini di libertà: se arriva Putin, o Xi Jin Ping, o un Maduro qualunque o infine un emiro o un talebano, avrebbero non più di 48 ore di libertà.<br />
&#8211; Come noto Lenin li definì in modo plastico: utili idioti.<br />
&#8211; Ma insieme alla loro ci andrebbe di mezzo anche la mia libertà e quella di tutti, che è tutt’altro discorso!<br />
A noi toccano i danni collaterali: la dipendenza energetica dalla Russia, l’aumento delle materie prime, l’inflazione. La guerra ha messo a nudo la “lungimiranza” dei nostri politici di opposta provenienza, oppure il loro opportunismo. Fatto sta che siamo conciati per le feste.<br />
Ma fra di loro qualcuno è “più uguale degli altri”.</p>
<p>Gli ambientalisti, i falsi Comitati, non quelli veri che propongono problemi reali, ma quelli ideologici per lo più gestiti da personaggi che sfogano personali frustrazioni contro tutto e tutti riuscendo a indurre la pavida classe politica a far danni addossandole poi la colpa: chi ha mai sentito di un Comitato chiamato non dico in giudizio, ma solo a rendere pubblico conto del malfatto?<br />
Da ultimo l’interdizione al progresso è diventata partito, noto con il nome di M5S. Si è opposto a ogni innovazione con una arroganza mista ad una ignoranza da manuale. Ma è riuscito nell’intento: fermare tutto. È caduto dalla padella di Grillo, Di Battista e Di Maio, alla brace di Conte: un cuculo politico che ha visto il nido dove deporre le uova delle sue ambizioni. Gli è rimasta la metà della corte dei miracoli che i due moschettieri con il D’Artagnan Grillo avevano messo insieme, ma tanto basta.<br />
Il 12 giugno dovremo votare 5 referendum. Su di essi è calato un silenzio tombale: il rischio è quello di non raggiungere il quorum.<br />
Noi tutti abbiamo assaporato l’iniquità di alcuni ma apprezzato l’equità e la competenza della maggioranza dei nostri magistrati: votiamo anche per loro, togliamogli il peso che loro colleghi iniqui li costringono a portare verso una opinione pubblica che rischia di non credere più che “ci sia un giudice a Berlino”.</p>
<p>Il M5S, insieme al suo quotidiano (ll Fatto), difende la Magistratura militante e osteggia i referendum.<br />
F.I. , con le cicatrici ancora dolenti dei colpi inferti a Berlusconi, li sostiene.<br />
FdI distingue: si a due quesiti, no agli altri tre. Gioco perverso che però paga, come paga per esempio, sostituirsi alla Lega nella difesa dura dei famosi balneari: la Lega è al governo, deve ben decidersi a votare il compromesso. Giorgia non vota niente, cavalca tutto.</p>
<p>Il PD accentua la sua deriva democristiana: dice e non dice. Lascia libertà di voto ai suoi sostenitori, ma si capisce che non gli piace azzoppare la formula mediatico/giudiziaria che gli ha consentito di eliminare interi partiti avversari senza pagare dazio. E poi Letta continua a sperare nella unica alleanza tattica disponibile, quella con i grillini, costi quello che costi. L’alternativa è la sconfitta certa alle prossime elezioni.</p>
<p>Il Salvini nazionale, fra gli onirici progetti del viaggio in Russia e la concreta perdita di consensi, ha mollato l’osso, non ne parla più. L’uomo da l’idea, augurabilmente infondata, di aver perso la bussola. Non ne imbrocca più una. Ma la sua presa sulla Lega (per Salvini premier!) è tuttora incontrastata. Nell’orizzonte immediato, le amministrative di giugno e i referendum, si profilano due sconfitte: all’interno del partito nulla cambierà. Qualche “mugugno” in più, qualche ulteriore provvedimento di contenimento da parte dei Commissari: come nella Varsavia occupata dai Russi nel 1831, l’ordine regnerà ancora nella Lega per Salvini premier e durerà fino alle prossime elezioni politiche. Il 2023 si annuncia per tutti, soprattutto per gli italiani, anno “fatale”.</p>
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		<title>CONSIDERAZIONI BELLICHE</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/04/30/considerazioni-belliche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 13:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ANPI]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dunque: contrordine compagno. Il Presidente ANPI Pagliarulo ha cambiato opinione: in Ucraina è in corso una legittima RESISTENZA armata. C’è da temere che anche nelle purezze dell’estrema sinistra si insinui</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque: contrordine compagno.<br />
Il Presidente ANPI Pagliarulo ha cambiato opinione: in Ucraina è in corso una legittima <strong>RESISTENZA</strong> armata. C’è da temere che anche nelle purezze dell’estrema sinistra si insinui il germe della conservazione del “posto”: le sua precedenti dichiarazioni lo avevano messo in pericolo.</p>
<p>Pagliarulo Gianfranco, nato a Bari nel 1949, è il sesto Presidente dell’ANPI.<br />
C’è una linea costante dei Presidenti ANPI, sono tutti consolidati rappresentanti della sinistra radicale:<br />
dal primo Arrigo Boldrini che curiosamente passò da capomanipolo della Milizia Volontaria (fascista) nel 1937 a membro del PCI clandestino nel 1943, a Carla Nespolo primo Presidente donna e primo a non aver fatto il partigiano, fino appunto all’attuale Gianfranco Pagliarulo, nato 14 anni dopo la conclusione degli avvenimenti resistenziali.<br />
Il cambio di rotta di Pagliarulo ha dato luogo a curiose situazioni comunicative, come quella in cui si era imbarcato il Fatto Quotidiano.</p>
<p>A questo quotidiano bisognerebbe applicare una indagine psichiatrica per capirne finalità e sostanza culturale.<br />
Che sia un giornale di “rottura” in senso ampio è accertato: rompe molti schemi fra i quali anche le palle di chi lo legge. È selettivamente schierato con le proteste contro il “sistema”: tuttavia se si tratta del “sistema” giudiziario come denunciato da Palamara, ne diventa il difensore, così come se si tratta del sistema politico come attuato dal M5S. Nella maggior parte degli altri casi è invece inflessibile accusatore di storture, complotti, corruzioni di ogni genere.</p>
<p>Anche l’aspetto dei suoi direttori è arcigno e apodittico: sarebbe interessante fare una ricerca per sapere l’indice personale di gradimento di Lopez e di Travaglio.<br />
E comunque il Fatto si era buttato con il consueto vigore a difendere Pagliarulo, la Sinistra/sinistra e uno spezzone del M5S, come al solito diviso e sparpagliato: la Resistenza italiana non può essere equiparata a quella odierna ucraina: là il nemico era il nazifascismo, l’unico autore di tutti i mali del mondo, qui il nemico è un invasore parzialmente erede delle virtù del salvifico comunismo.<br />
Questa la tesi.</p>
<p>Ma il presidente Pagliarulo ha cambiato visione e con lui il Fatto Quotidiano: sono stati i “poteri forti” o un minimo di onestà intellettuale o infine un pedestre conteggio dare/avere a indurli a cambiare?<br />
Conclusioni:<br />
&#8211; Il 25 aprile resta una data esplosiva e tale resterà fino a che la narrazione che ne fa la sinistra non cambierà.<br />
&#8211; Come per inciso avverrà il primo maggio: festa dei lavoratori solo se dipendenti e preferibilmente iscritti alla CGIL. Gli altri, partite IVA, artigiani, commercianti, professionisti, agricoltori, tutti esclusi: il lavoro da festeggiare è solo quello dei “proletari”.<br />
&#8211; La narrazione ANPI si compone di tre contenuti:<br />
1) i Partigiani furono determinanti per la liberazione del Paese dal giogo del nazifascismo: cosa tutt’altro che vera.<br />
2) i Partigiani liberatori furono solo quelli delle brigate garibaldine composte da uomini legati al PCI: cosa tutt’altro che vera.<br />
3) La vicenda storica italiana 1943 &#8211; 1945 fu segnata dalla lotta di un popolo tutto unito contro la dominazione del nazifascismo: cosa tutt’altra che vera.</p>
<p>Essa fu purtroppo una guerra civile con eccidi da ambo le parti, tutti odiosi, non distinguibili fra omicidi buoni perché contro i fascisti e omicidi cattivi perché contro gli antifascisti. – la guerra partigiana delle Brigate Garibaldi continuò dopo il 25 aprile 1945 allo scopo di destabilizzare il Paese e spingerlo verso il blocco sovietico. Gli accordi di Yalta non lo prevedevano, le truppe alleate fecero buona guardia, gli italiani annusarono il pericolo e votarono in grande maggioranza per la DC (cui almeno questo merito va riconosciuto): l’Italia si salvò dalla tragica fine che fecero i Paesi satelliti dell’URSS per i successivi 44 anni.</p>
<p>Questa evenienza storica è la sostanza della attitudine della sinistra prima comunista (PCI) e oggi più polverizzata ma altrettanto vigorosa, di festeggiare il 25 aprile: deve essere manifestazione anti occidentale soprattutto anti amerikana: la lotta continua in altre forme.<br />
Curiosamente la nebulosa antivax si salda con la nebulosa ANPI: l’obiettivo si consolida. Si tratta di manifestazioni contro il sistema delle liberal/social democrazie occidentali.</p>
<p>A fatti e celebrazioni avvenute, prendiamo nota che: &#8211; la sostanza delle contestazioni a favore della PACE a qualunque costo sono condivise dal M5S (e dal Fatto Quotidiano) – le armi non servono all’Ucraina invasa ma servono a allungare la guerra a beneficio soprattutto dell’Amerika che resta la vera colpevole della situazione. – i gruppi di estrema destra hanno identico indirizzo in un quadro della coincidenza degli opposti. – la Brigata Ebrea va fischiata non perché ha combattuto al fianco delle altre formazioni partigiane ma perché hanno ragione i palestinesi, cioè i figuri di Hamas a stipendio del democratico Iran.</p>
<p>L’ANPI non muore mai: nata per opera (solo prevalente) di chi il partigiano lo aveva fatto, si è trasformata in una bottega ideologica che vende prodotti nuovi, diversi e finanche lontani dalle finalità iniziali. Sono arrivati i nuovi componenti che la Resistenza l’hanno vista al cinema o letta su resoconti il più delle volte faziosi.<br />
C’è da chiedersi quanti 25 aprile ci vorranno per ripristinare la verità storica e celebrare in armonia un anniversario che ha comunque segnato per il nostro Pese un cambiamento epocale e positivo. Nonostante l’ANPI.</p>
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		<title>Zelens&#8217;kyj: cosa ci insegna un servitore del Popolo?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/21/zelenskyj-cosa-ci-insegna-un-servitore-del-popolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 00:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Servitore del Popolo]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa ho terminato la visione della prima stagione di Servitore del Popolo, la serie TV di Volodymyr Zelens&#8217;kyj, il presidente dell&#8217;Ucraina, dove interpretava un docente di liceo (in</p>
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<p>Pochi giorni fa ho terminato la visione della prima stagione di Servitore del Popolo, la serie TV di Volodymyr Zelens&#8217;kyj, il presidente dell&#8217;Ucraina, dove interpretava un docente di liceo (in realtà in Ucraina i licei son più istituti tecnici, cosa comune nei paesi ex-URSS) che viene eletto alla presidenza a sorpresa dopo un video virale di incazzatura con la situazione politica nel Paese.</p>



<p>Purtroppo, coi sottotitoli in inglese, ho trovato solo quella e il film (che vedrò, più avanti), per le altre stagioni attendo con trepidazione.</p>



<p>Oltre che significativa per la questione guerra tale serie è interessante politicamente, poiché si tratta dell&#8217;unica serie televisiva che è terminata perché&#8230; Dalla TV è passata alla realtà. Il presidente Holoborodko della finzione è divenuto il presidente Zelens&#8217;kyj della realtà.</p>



<p>E la cosa spettacolare è che nessuno sa se sia stata una intricata campagna elettorale sin dall&#8217;inizio o se la decisione di candidarsi sia arrivata dopo!</p>



<p>Permettetemi, dunque, questa piccola recensione da un punto di vista politico: proverò ad evitare gli spoiler perché, a mio parere, è una serie che chiunque sia appassionato di politica dovrebbe guardare. Potete trovarla su YouTube, su alcune piattaforme di streaming e, se mi contattate, posso darvi altre&#8230; informazioni utili.</p>



<p><strong>È una commedia, ma non aspettatevi nulla in stile italiano</strong> dove Boldi sente un movimento intestinale, apre la porta del bagno, però era uno sgabuzzino e tira uno scurreggione addosso a De Sica che dice &#8220;ma che è? Un elefante in decomposizione?&#8221;: ti lascia il sorriso alla fine di ogni puntata, ma ci sono momenti drammatici, tristi e tesi, così come intrecci romantici e sentimentali, che alla fine sono il sale della serie.</p>



<p>C&#8217;è anche un uso sapiente dei flashback e delle visioni del Presidente con personaggi storici e i colpi di trama non sono indifferenti, anche se alle volte &#8211; con un po&#8217; di psicologia &#8211; si può prevedere cosa succederà.</p>



<p>Piccola nota, per apprezzare al meglio la serie, è necessario capire un minimo di politica ucraina: ripassarne la forma di governo e un po&#8217; di storia recente è utile, oltre che al capire la corrente &#8220;operazione speciale&#8221;, anche a capire varie battute o a capire chi faccia cosa.</p>



<p>Io, ad esempio, nella prima puntata, credevo che il premier fosse tipo un consigliere del presidente&#8230;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://i1.wp.com/m.media-amazon.com/images/M/MV5BMjcxOTQ1ZmYtOWZlNC00ZTgzLWJjOGYtM2FhYzZiY2RiZTQyXkEyXkFqcGdeQXVyMjcwNDA4NTc@._V1_.jpg?w=800&#038;ssl=1" alt="Servant of the People (TV Series 2015–2019) - IMDb" data-recalc-dims="1"/><figcaption>Il primo ministro Chuyko&nbsp;con il presidente Holoborodko</figcaption></figure></div>



<p>In ogni caso, sia il presidente televisivo che quello reale seguono un&#8217;ideologia di <em>estremo centro</em>, giusto per fare qualche esempio dalla serie Holoborodko decide di abbassare le tasse per ristrutturare il sistema fiscale, ma al contempo metterà una tassa sui super-ricchi e sulla birra quando si dovrà ripagare un grosso debito, sempre a tema debito l&#8217;obiettivo del presidente è evitare di cadere nella trappola del debito e ripagare i creditori internazionali, a differenza della classe politica che, invece, preferirebbe andare avanti a debito eternamente e vede nel default una benedizione.</p>



<p>In sostanza, non policy dettate da una specifica ideologia, se non il far funzionare lo Stato e, ovviamente, la lotta alla corruzione. Pragmatismo alla massima potenza.</p>



<p><strong>Essenziale alla trama, e politicamente interessante, è il premier Chuyko</strong>: in politica dall&#8217;indipendenza del Paese &#8211; forse premier per tutti i venticinque anni &#8211; è una persona ampiamente esperta e navigata, ma al contempo fortemente collegata agli oligarchi e ad una politica corrotta: si rivelerà un amico-nemico del Presidente, consigliandolo sì in modo molto sensibile in molti casi, arrivando alle volte a dirgli che alcune misure erano così estreme che sarebbe stato bene avere una &#8220;guardia di confine patriottica e con idee simili&#8221; e rendendo essenzialmente possibile il suo lavoro, ma al contempo risponde (e non solo) al sistema di corruzione, provando sempre a garantirne l&#8217;esistenza, che probabilmente ritiene funzionale all&#8217;esistenza dello Stato stesso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://i2.wp.com/www.biccy.it/wp-content/uploads/2022/03/Una-scena-di-Servant-Of-The-People.jpeg?w=800&#038;ssl=1" alt="Zelensky, la serie televisiva con lui protagonista arriva anche in Italia" data-recalc-dims="1"/><figcaption>Una scena&#8230; parecchio animata del trailer del film</figcaption></figure></div>



<p><strong>Chuyko è essenzialmente una botta di realtà</strong> e di strategia che ricorda che, alle volte, perché le cose vengano fatte serve qualcosa in più rispetto alla pura onestà, specie se ad essere corrotto e marcio è il sistema stesso. E, soprattutto, che la politica non è sempre rose e fiori.</p>



<p>Particolarmente interessante è anche la scelta dei ministri: il presidente vorrebbe nominare quelli di sua competenza &#8211; su suggerimento del premier &#8211; tramite dei veri e propri colloqui di lavoro, ma il risultato porta a nomi già noti e stereotipati, così decide di rivolgersi alle proprie immediate conoscenze.</p>



<p><strong>Ciò può aprire una questione non indifferente: solitamente nominare gli amici in politica è un esempio di clientelismo</strong>, però, se si crede che i ministri sono prima di tutto consiglieri del Presidente più che servitori dello Stato e si rende tale nomina non un comodo posto con villa a Montecarlo e salario garantito ma un onere il discorso può cambiare: in un paese dove tutta la politica è corrotta e le persone davvero oneste di cui ti puoi fidare possono scarseggiare chi puoi nominare altrimenti?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="11419" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/21/zelenskyj-cosa-ci-insegna-un-servitore-del-popolo/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09/" data-orig-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?fit=720%2C480&amp;ssl=1" data-orig-size="720,480" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09" data-image-description="" data-medium-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?fit=720%2C480&amp;ssl=1" loading="lazy" width="720" height="480" src="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?resize=720%2C480&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-11419" srcset="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?w=720&amp;ssl=1 720w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/7dac751a939b35a5e2e5c2f3ab5aaf09.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /><figcaption>Il presidente col premier e vari ministri (nella finzione)</figcaption></figure>



<p>A mio parere la distinzione tra clientelismo e politica onesta è la ragione della nomina: se un mio amico diventasse premier e mi nominasse ministro dell&#8217;ambiente giusto perché non sa chi nominare e vuole ringraziarmi perché l&#8217;avevo aiutato una volta è clientelismo, visto che nei fatti mi ha semplicemente dato un posto pubblico, ma se un mio amico fosse premier e mi nominasse ministro dell&#8217;istruzione perché pensa che io possa licenziare gli statali in sovrannumero e rendere le scuole tecniche degne di tal nome meglio di ogni altra persona che conosce sarebbe politica onesta.</p>



<p>D&#8217;altronde, anche i partiti sono grossi circoli, quindi perché nominare &#8211; per le competenze! &#8211; un compagno di partito è ok mentre un amico no? Più che altro, il problema può essere nella cardinalità dell&#8217;insieme: meno sono i papabili, più è difficile avere troppe competenze ed è più facile avere nomine non di qualità.</p>



<p>I rapporti tra i nuovi ministri &#8220;laici&#8221; e il mondo politico, con intrighi, consulenti (nessuno è bravo come la nostra Michela) assistenti, dignitari, imprenditori e partiti sono anch&#8217;essi molto interessanti, oltre che divertenti, e quasi formativi, ma ve li lascio da esplorare nella serie, per non spoilerare troppo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p>Mi permetto solo di citare brevemente il ministro degli esteri, Mukhin, inizialmente ben poco istituzionale, con gaffes (ebbe a dire di un golpe in Africa che &#8220;anche i negri sono esseri umani, lasciateli golpeggiare&#8221;) e battute poco pacate, grazie all&#8217;aiuto della sua assistente diventa presto una figura apprezzata e di rilievo, riuscendo a consigliare e anche a correggere il Presidente quando necessario. Per di più, grazie al suo savoir faire maschile, riesce ad ottenere anche incontri diplomatici&#8230; Molto privati. Ma vi ho già detto troppo.</p>



<p>Anche la concezione personale del presidente interpretato da Zelens&#8217;kyj è interessante: egli ritiene di essere un cittadino comune e quindi di non necessitare di sicurezza (accetterà poi di avere una guardia autista tuttofare), residenze e trasporto su strada con scorta: questa visione è onestamente un po&#8217; populista: se posso capire il non usare una residenza lussuosa ha senso averne una ufficiale, che sia utilizzabile per scopi istituzionali e facilmente controllabile, idem sul trasporto e la sicurezza e Holoborodko stesso dice la ragione: &#8220;è un dirigente del Paese&#8221;.</p>



<p>Ma i dirigenti hanno il trasporto privato e la sicurezza per una ragione: il loro tempo è denaro e meno se ne spende in trasporto meglio è. Quattro incontri in un giorno invece di tre può significare ricevere un importante finanziamento o firmare un accordo commerciale rilevante. Idem la sicurezza: il ferimento di un dirigente importante o di un capo di stato o di governo può portare a non pochi problemi, giustificando il costo della sicurezza.</p>



<p>Non tutta la famiglia di Vasilij Petrovič, però, segue questa filosofia di vita: qualcuno vorrebbe ristrutturare casa e fare la bella vita usando l&#8217;influenza dell&#8217;essere famiglia presidenziale, qualcun altro vorrebbe trovare un lavoro, semplice o politico, così da vivere comodamente o addirittura di mazzette, portando a conflitti familiari non indifferenti, acuiti dalle decisioni del presidente e della loro influenza sulla vita quotidiana.</p>



<p><strong>Per concludere, è anche interessante un qualcuno contro cui Holoborodko si scontra spesso: il popolo</strong>.</p>



<p>Triste verità della democrazia è che chi ti elegge è spesso il tuo primo nemico. Se uno <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/08/15/auguri-liechtenstein-mille-di-questi-stati/">Stato funziona</a> il buon funzionamento dello Stato e il benessere della cittadinanza son solitamente cose che vanno fianco a fianco, ma se lo Stato ha problemi come <a href="https://www.lavocedelnord.net/2021/04/03/tutti-lo-amano-ma-ci-ammazzera-debito-pubblico-la-droga-di-stato/">debito</a>, clientelismo, voto di scambio e simili <strong>le riforme che servono nel lungo periodo possono far star male i cittadini nel breve</strong>: immaginate un aumento delle tasse, sussidi minori, licenziamento di dipendenti pubblici, pensionamenti posticipati e bollette più alte, sono cose che uno Stato potrebbe dover fare per salvarsi e garantirsi un futuro ma che, chiaramente, sono impopolari e possono portare a perdere le elezioni o peggio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-attachment-id="11402" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/21/zelenskyj-cosa-ci-insegna-un-servitore-del-popolo/screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333/" data-orig-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?fit=2400%2C1080&amp;ssl=1" data-orig-size="2400,1080" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333" data-image-description="" data-medium-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?fit=300%2C135&amp;ssl=1" data-large-file="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?fit=800%2C360&amp;ssl=1" loading="lazy" width="800" height="360" src="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=800%2C360&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-11402" srcset="https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=1024%2C461&amp;ssl=1 1024w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=300%2C135&amp;ssl=1 300w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=768%2C346&amp;ssl=1 768w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=1536%2C691&amp;ssl=1 1536w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?resize=2048%2C922&amp;ssl=1 2048w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w, https://i1.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2022/03/Screenshot_2022-03-20-21-53-55-17_4aed3257f278fcf7bfa3abd644e23333.jpg?w=2400&amp;ssl=1 2400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" data-recalc-dims="1" /><figcaption>Holoborodko parla con dei cittadini durante una protesta</figcaption></figure></div>



<p>Quindi, <a href="https://www.lavocedelnord.net/2021/10/31/la-sovranita-e-roba-da-paesi-seri/">molti politici poco coraggiosi</a> evitano di cambiare davvero le cose adottando misure palliative come &#8220;debito per ripagare il debito&#8221;, &#8220;assunzioni statali per ridurre la disoccupazione&#8221;, &#8220;alzare le tasse per abbassare le tasse&#8221; e simili cose che, soprattutto in Paesi poco sviluppati socio-politicamente come l&#8217;Italia, sentiamo tutti i giorni.</p>



<p><strong>Però, chi vuole cambiare le cose rischia di trovarsi contro l&#8217;elettorato!</strong> In tutta onestà, chi sarebbe contento di pagare bollette più alte, di dover trovare un nuovo lavoro dopo cinque anni in comune o, ancora peggio, dopo anni di supplenze per salire in graduatoria o, magari, di vedere la pensione allontanarsi di qualche anno?</p>



<p>Il presidente Holoborodko si troverà varie volte in conflitto tra la sua coscienza (specie quella storica) e la volontà popolare, col malcontento che cresce e porta il governo ad adottare misure&#8230; spaziali per provare a placare il dissenso, diciamola così.</p>



<p>Ma questa è una questione davvero importante per la politica: fregarsene della volontà popolare, affrontare proteste, reprimerle alle volte se sfociano nello sciopero (Reagan e Thatcher docent), rischiando ovviamente di perdere le elezioni, e lasciare cambiamenti duraturi o fare le cose piano, rischiando di non creare cambiamenti rilevanti ma non facendo arrabbiare il popolo?</p>



<p><strong>Non è un mistero che vari esempi di riforme coraggiose derivino da situazioni non classicamente democratiche</strong>: possiamo citare il Liechtenstein, dove <a href="https://www.lavocedelnord.net/2019/07/03/piccolo-e-meglio-giovanni-adamo-del-liechtenstein/">le riforme sono portate avanti dal Principe</a> &#8211; che considera la politica un&#8217;oligarchia &#8211; e dove il Popolo ha essenzialmente il potere, con la democrazia diretta, di dire no alla politica sempre o no al Principe in toto, e all&#8217;altro estremo il <a href="https://www.hoover.org/research/what-pinochet-did-chile">Cile di Pinochet</a>, dove il generale decise di delegare l&#8217;economia ai famosi Chicago Boys, istruiti da Milton Friedman, che fecero riforme molto coraggiose in campi come l&#8217;istruzione, il lavoro pubblico e la previdenza sociale, rendendo il Paese, piaccia o meno, il più prospero del Sud America, con la democrazia che si è rivelata capace di costruire sulle riforme, invece di cancellarle barbaramente (anche se negli ultimi anni questa tendenza c&#8217;è, tra presidente di estrema sinistra e riforma costituzionale, chi vivrà, vedrà)</p>



<p>Non sempre serve una dittatura, ovviamente: esempi simili in democrazia? Il New Labour di Blair che mantenne le basi del thatcherismo, i socialisti scandinavi che, tra gli anni &#8217;80 e &#8217;90, accettarono riforme capitaliste non indifferenti dopo aver perso le elezioni in favore di partiti conservatori a causa di vari problemi economici. Così come la Svizzera, patria della democrazia diretta, funziona parecchio bene.</p>



<p>Chiaramente, se non si ha la corona in testa, non è necessario indossare il berretto grigio: bisogna avere il giusto piglio per attuare misure impopolari, provare a ridurne gli effetti sulla popolazione, specie quella più debole, ed essere <a href="https://www.history.com/this-day-in-history/reagan-fires-11359-air-traffic-controllers">pronti ad affrontare</a> con durezza chi prova a politicizzare il diritto di sciopero trasformandolo in vile interruzione di pubblico servizio, senza darsi però alla repressione del dissenso.</p>



<p><strong>Ma sorge una questione morale non indifferente: se è il popolo ad accettare la corruzione</strong>, a trovarla un comodo sistema per veder le cose fatte, ad apprezzare le assunzioni clientelari, ad essere il primo a sbraitare contro i politici porci mentre è iscritto al concorsone per diventare bidello nella scuola dove il fratello insegna dove verrà preso per raccomandazione, a votare per le forze politiche che promettono lavoro facile, debito a manetta e spesa improduttiva, <strong>un servitore del Popolo dovrebbe pensare al miglior interesse di quest&#8217;ultimo e fare riforme sgradite o dovrebbe invece fare la volontà del Popolo e lasciare che le cose vadano avanti come sempre?</strong></p>



<p>Soprattutto: è facile sbraitare contro la politica, ma quanti hanno l&#8217;integrità e l&#8217;onestà di un Holoborodko per cambiare le cose? E, soprattutto, quanti sono disposti a rinunciare alle comodità di una classe politica di manica larga che regala lavoro e sussidi, che pagherà qualcuno più avanti, in favore del prendersi le proprie responsabilità ora e rimboccarsi le maniche?</p>



<p>Queste sono le riflessioni che un, purtroppo, appassionato di politica come me fa dopo aver guardato la serie. Una serie che ho apprezzato come commedia ma, ancor di più, nella sua componente politica e amministrativa.</p>


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		<title>Il paragone molle tra Ucraina e Palestina</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/16/il-paragone-molle-tra-ucraina-e-palestina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 01:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho visto in molti ambienti &#8220;né con la Russia né con la NATO&#8221; (siete con Putin, fatevene una ragione) paragoni francamente idioti tra palestinesi che combattono per la propria terra</p>
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<p>Ho visto in molti ambienti &#8220;né con la Russia né con la NATO&#8221; (siete con Putin, fatevene una ragione) paragoni francamente idioti tra palestinesi che combattono per la propria terra e ucraini che si difendono dall&#8217;invasione russa.</p>



<p>Posto che una persona può non concordare con il trattamento che Israele riserva alla Cisgiordania, se lo si critica bisogna farlo in modo sensato, non con paragoni che &#8211; se analizzati con mente pensante &#8211; si dimostrano insensati e fanno danno alla causa.</p>



<p>Prima di tutto, è bene ricordare perché Israele occupa la Palestina: <strong>perché gli arabi hanno attaccato</strong>. Prima la striscia di Gaza era parte dell&#8217;Egitto e la Cisgiordania della Giordania. </p>



<p>Questo differisce dalla situazione ucraina, che essenzialmente viene occupata da Mosca per ragioni sociopolitiche.</p>



<p>Permettetemi, <strong>ma trovo più vicina la situazione ucraina a quella di Israele nella guerra dei sei giorni</strong>, quando i vicini &#8211; che non ne riconoscevano l&#8217;esistenza &#8211; hanno invaso, portando ad una strepitosa difesa dello Stato ebraico che ha quindi annesso Sinai (restituito poi all&#8217;Egitto), Cisgiordania e Gaza.</p>



<p>Pensate se la guerra di questi giorni si fosse rivelata un disastro per la Russia e l&#8217;Ucraina, per garantirsi più sicurezza, avesse occupato dei pezzi di Russia per togliere a Putin delle posizioni di attacco facili.</p>



<p>Ecco, questa è la ragione per cui Israele ha la Palestina. Che poi sia passato troppo tempo e che non sia normale che non si sia ancora trovata una soluzione per porre fine all&#8217;occupazione son d&#8217;accordo, per quanto sia ingenuo pensare che sia tutta colpa dello Stato ebraico.</p>



<p>In sostanza, regge più paradossalmente un paragone tra israeliani e ucraini &#8211; che infatti Zelens&#8217;kyj fece nel suo discorso inaugurale &#8211; che un paragone tra palestinesi e ucraini: d&#8217;altronde, nella storia recente del Medio Oriente, gli arabi non sono stati un popolo in difesa, ma un popolo in attacco, che reclama territorio e rifiuta la pace se da ciò può derivare un guadagno territoriale.</p>



<p>Per fortuna le cose stanno migliorando e molti arabi si rendono conto che è meglio vivere bene in uno stato che ha rapporti con Israele che vivere in uno stato fallito che spende metà del proprio bilancio per finanziare razzi che vengono abbattuti da Iron Dome, ma la storia non mente e il paragone Ucraina-Palestina resta disinformato al meglio e truffaldino al peggio.</p>


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		<title>La Russia per il mondo: da diplomazia questionabile a stato canaglia?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/07/la-russia-per-il-mondo-da-diplomazia-questionabile-a-stato-canaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 02:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come mai stati tendenzialmente neutrali come la Svizzera, San Marino e Singapore stanno iniziando a sanzionare la Russia nonostante nel 2014 non agirono duramente contro l&#8217;annessione della Crimea e gli</p>
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<p>Come mai stati tendenzialmente neutrali come la Svizzera, San Marino e Singapore stanno iniziando a sanzionare la Russia nonostante nel 2014 non agirono duramente contro l&#8217;annessione della Crimea e gli eventi in Donbass?</p>



<p>Penso che la ragione sia banale: se le azioni del 2014 erano in qualche modo comprensibili &#8211; per quanto per molti non accettabili &#8211; quelle del 2022 sono essenzialmente criminose.</p>



<p>Pensateci: nel 2014 cosa accadde? Essenzialmente due cose:</p>



<ol><li>La Crimea &#8220;autonomamente&#8221; caccia gli ucraini e dichiara l&#8217;indipendenza, per poi unirsi alla Russia</li><li>Il Donbass &#8220;autonomamente&#8221; caccia gli ucraini e dichiara l&#8217;indipendenza</li></ol>



<p>Ovviamente sappiamo che non era davvero così autonomamente, il Cremlino ha aiutato, ma al contempo è stato un movimento locale a portare all&#8217;indipendenza delle zone.</p>



<p>In sostanza, la solita Mosca che sta sul filo del rasoio tra sostenere l&#8217;autodeterminazione e attaccare le integrità degli stati, così da trarne il massimo beneficio senza essere palesemente nel torto.</p>



<p>Ovviamente, nell&#8217;ottica della contrapposizione tra blocchi, ha senso per quello occidentale sanzionare la Russia per questi atti, ma c&#8217;erano anche stati che, pur non riconoscendo l&#8217;annessione della Crimea o l&#8217;indipendenza del Donbass, non sentivano la necessità di sanzionare, ritenendo gli atti tutto sommato non eccessivamente gravi.</p>



<p><strong>Ma l&#8217;attacco che abbiamo visto pochi giorni fa è ben diverso e, soprattutto, ingiustificabile: un attacco a uno stato sovrano, con motivazioni molto dubbie, oltre qualsiasi possibile pretesa territoriale russa, una vera e propria invasione</strong>.</p>



<p>La Russia non ha piegato le regole del gioco, le ha dichiaratamente violate, ha aggredito, portando anche stati neutrali a sanzionare: d&#8217;altronde, un conto è trovare i cavilli, un conto fregarsene direttamente. Chi dice a questi stati neutrali che non saranno i prossimi a subire una cosa del genere?</p>



<p>Ma è difficile credere che, ora, non ne pagherà le conseguenze: l&#8217;isolamento economico che si sta paventando innanzi a Mosca è senza precedenti e, per quanto la Russia non sia propriamente una democrazia, nemmeno è la Corea del Nord: i russi sentiranno la pressione e, per quanto possano credere nell&#8217;operazione speciale o che l&#8217;Ucraina sia governata da ebrei nazisti che parlano russo ma ammazzano i russofoni, quando inizieranno a non comperare più la carta igienica perché possono pulirsi le terga con il rublo qualcosa penseranno&#8230;</p>


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