<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Internazionale &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<atom:link href="https://www.lavocedelnord.net/category/internazionale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<description>FEDERALISMO &#38; INDIPENDENZA &#124;  Approfondimento Politico</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Jan 2026 13:40:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.5.17</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2016/09/cropped-testata_01.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Internazionale &#8211; LA VOCE DEL NORD</title>
	<link>https://www.lavocedelnord.net</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">158304347</site>	<item>
		<title>Riflessioni ucraine</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/09/01/riflessioni-ucraine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 14:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=18696</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso Ferragosto, oltre che dai tradizionali fasti indegni di qualsiasi dietologia civile e da innumerevoli peccati contro il terzo comandamento, ha visto il summit tra Putin e Trump in</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/09/01/riflessioni-ucraine/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/09/01/riflessioni-ucraine/">Riflessioni ucraine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso Ferragosto, oltre che dai tradizionali fasti indegni di qualsiasi dietologia civile e da innumerevoli peccati contro il terzo comandamento, ha visto il summit tra Putin e Trump in Alaska, che ha riportato nel dibattito la possibilità che la guerra in Ucraina finisca. E alcune riflessioni vanno fatte.</p>



<p>Il primo tema su cui riflettere è il ruolo ambiguo dell&#8217;Europa e, in generale, dell&#8217;Occidente: è una guerra un po&#8217; nostra e un po&#8217; no. Abbastanza nostra da sostenere l&#8217;Ucraina con armi e aiuti economici, ma non abbastanza da sostenerla mandando uomini sul campo.</p>



<p><strong>Nonostante ciò, pretendiamo quasi che il resto del mondo si allinei a noi</strong>. Ci arrabbiamo se l&#8217;India compra il gas russo o se la Serbia è ambivalente con Mosca. Ma se siamo i primi a non essere convinti come possiamo pretendere che chi non ha un interesse diretto in questo conflitto stia pienamente dalla nostra parte?</p>



<p>Ma questa tendenza conta anche nelle trattative di pace. Se l&#8217;Occidente non vuole un confronto armato con Mosca che garanzie di sicurezza possiamo offrire all&#8217;Ucraina? Già nel memorandum di Budapest l&#8217;Ucraina ricevette garanzie di sicurezza da Russia, Stati Uniti e Regno Unito in cambio della cessione delle armi nucleari&#8230; cos&#8217;è stato fatto quando la Russia è entrata in Ucraina nel 2014?</p>



<p><strong>Nulla. Se non vogliamo scontrarci con Mosca, ogni nostra garanzia di sicurezza varrà zero.</strong> Ricordiamo anzi che la Russia vorrebbe la cessione di territorio oltre le linee di difesa ucraine, rendendola ancora più vulnerabile. Gliela concediamo, poi tra un anno Putin decide di tornare all&#8217;attacco e i Paesi andranno in soccorso dell&#8217;Ucraina? L&#8217;Italia che propone soluzioni stile &#8220;articolo 5&#8221; senza voler mandare soldati per un cessate il fuoco che farà?</p>



<p><strong>Sembra che si voglia prendere a calci la lattina nella speranza che un futuro governo russo si ritiri spontaneamente dall&#8217;Ucraina o che la Russia collassi</strong> permettendo a Kyiv di riprendersi il territorio perduto.</p>



<p>Ma per quanto le sanzioni stiano danneggiando la Russia, e chiunque lo neghi o è cieco o ha visto troppa Russia Today, non la stanno certamente distruggendo. Difficilmente qualsiasi governo russo accetterebbe una ritirata totale, anche Naval&#8217;nyj non era totalmente contrario all&#8217;annessione della Crimea per esempio, pur condannandone le modalità, e un collasso sembra improbabile.</p>



<p>Passiamo poi al lato umano: rifugiati e coscritti. La crisi dei rifugiati ucraini l&#8217;abbiamo creata noi, creando le condizioni per un conflitto ai nostri confini. L&#8217;idea della pace petalosa che si fa con gli abbracci e non con una deterrenza efficace, la bassa spesa militare che ha creato eserciti a malapena capaci di fare deterrenza per il proprio stato, un eccessivo affidamento agli Stati Uniti e l&#8217;idea che tutto sia meglio della guerra hanno portato a ciò. <strong>Putin è uno stronzo, non uno scemo, non avrebbe rischiato uno scontro diretto, specie con l&#8217;esercito non ottimale che ha mandato in Ucraina</strong>. C&#8217;è una ragione se chi è più o meno a libro paga del Cremlino, o sul suo registro dei volontari, è così contro al riarmo europeo.</p>



<p>Sia chiaro, la guerra è male, ma per dirla come Agostino d&#8217;Ippona se per l&#8217;uomo giusto la violenza difensiva è comunque una triste necessità, sarebbe ben più triste se dei tiranni governassero su degli uomini giusti.</p>



<p>In ogni caso, la questione demografica dei rifugiati ucraini è interessante: alcuni sono istruiti e ben produttivi e, in tempo di crisi demografica, può farci molto comodo questa immigrazione, per di più ampiamente compatibile a livello culturale. Ma rubare tutti i talenti all&#8217;Ucraina vuol dire farlo appunto a spese dell&#8217;Ucraina, sfavorendo la ricostruzione.</p>



<p>Nel mentre, in tre anni (e chissà quanti altri) le vite cambiano: si formano amori, legami nuovi, ci si ambienta in una nuova città, in una nuova vita&#8230; Sarebbe giusto prendere lo studente scappato allo scoppio della guerra appena diplomato, che ha lavorato tutta la sua vita in un altro Paese, magari ha anche trovato la morosa e dirgli &#8220;la guerra è finita, torna a casa tua&#8221;?</p>



<p>Se c&#8217;è un problema dell&#8217;accoglienza dei rifugiati ucraini è nella distribuzione, con alcuni Stati che ne hanno accolti in gran numero mentre altri ne hanno accolti meno.</p>



<p>Sul tema della coscrizione va detta una cosa: c&#8217;è chi inneggia ad una sorta di &#8220;armateli e partite&#8221; per cui l&#8217;Europa dovrebbe rispedire in Ucraina tutti i giovani in età di leva. Si potrebbero fare varie considerazioni di carattere militare e demografico, dato che se tutta l&#8217;Ucraina muore non c&#8217;è alcuna Ucraina da ricostruire, ma preferisco farne una umana: <strong>è perfettamente comprensibile che qualcuno non voglia rischiare la propria vita in una guerra imposta e senza senso.</strong></p>



<p>Su una cosa hanno ragione i <em>pacifinti</em>: <strong>l&#8217;Ucraina, da sola, questa guerra imposta e senza senso non può vincerla</strong>. Può sperare di sopravvivere, specie con il nostro aiuto, ma ogni giorno questa sopravvivenza costa di più a tutti. <strong>Se vogliamo che la vinca, dobbiamo mandare i nostri soldati professionisti, pagati per quello, e accettare anche che possano morire.</strong> Dire, dunque, che è una guerra nostra e agire come tale, pagandone anche il prezzo.</p>



<p>Ogni altra alternativa sembra un giocare sulla loro pelle e rischia, sul lungo andare, di aver seminato morte e distruzione per un accordo, che andrà sempre a favore della Russia, che si poteva fare ben prima.</p>



<p></p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/09/01/riflessioni-ucraine/">Riflessioni ucraine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">18696</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Zelens&#8217;kyj l&#8217;ha fatta fuori dal vaso, ma non date ragione a Mosca</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=18553</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da professore anti-corruzione a distruttore dell&#8217;autonomia delle agenzie anti-corruzione. Una parabola molto discutibile quella di Zelens&#8217;kyj, che con una legge approvata pochi giorni fa, tra le proteste di piazza e</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/">Zelens&#8217;kyj l&#8217;ha fatta fuori dal vaso, ma non date ragione a Mosca</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da <a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/21/zelenskyj-cosa-ci-insegna-un-servitore-del-popolo/">professore anti-corruzione</a> a distruttore dell&#8217;autonomia delle agenzie anti-corruzione. <strong>Una parabola molto discutibile quella di Zelens&#8217;kyj, che con una legge approvata pochi giorni fa, tra le proteste di piazza e quelle formali degli organismi internazionali come l&#8217;UE, ha reso dipendenti dal governo le agenzie anti-corruzione del Paese</strong> con la scusa di evitare infiltrazioni russe.</p>



<p>Sapete benissimo che io sostengo l&#8217;Ucraina, anzi, se me lo chiedete in privato, quando dalla risposta non dipende la mia reputazione e vi rispondo dal cuore, è ben probabile che mi esca qualcosa tipo &#8220;Mosca andrebbe ricoperta di Napalm&#8221;.</p>



<p>Ma supportare dei fratelli aggrediti non vuol dire concordare con tutto ciò che fa il capofamiglia, né non pensare alle conseguenze di determinate scelte.</p>



<p>Chi usa questa decisione del governo di Kyiv per fare propaganda filorussa è stupido, senza mezzi termini: la Russia è un paese corrotto fino al collo e <strong>se in Ucraina si toglie l&#8217;indipendenza dell&#8217;anti-corruzione in Russia al padre della Fondazione anti-corruzione hanno tolto la vita.</strong></p>



<p>Inoltre il popolo ucraino ha mostrato grande maturità democratica scendendo in piazza durante la guerra: bisognerebbe dirlo a un certo governo italiano che durante la sua di &#8220;guerra&#8221;, accomunata a quella ucraina comunque dalla presenza di militari russi sul territorio, sanzionava e poi criticava chi protestava. </p>



<p>Tanto che alla fine <a href="https://kyivindependent.com/48-lawmakers-from-various-factions-registering-bill-to-safeguard-independence-of-anti-corruption-bodies/">il governo ha dovuto fare marcia indietro</a>, annunciando anzi una in difesa dello stato di diritto e dell&#8217;indipendenza di queste agenzie.</p>



<p>Ma, se come qualcuno propone, si parla di adesione immediata all&#8217;UE per Kyiv bisogna ammettere una cosa: non sappiamo qual è il loro futuro. <strong>L&#8217;Ucraina ha una lodevole tradizione democratica, specie rispetto ai vicini</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-attachment-id="18566" data-permalink="https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/i4s32bn8nlk81/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=750%2C603&amp;ssl=1" data-orig-size="750,603" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="i4s32bn8nlk81" data-image-description="" data-medium-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=300%2C241&amp;ssl=1" data-large-file="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?fit=750%2C603&amp;ssl=1" loading="lazy" width="750" height="603" src="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?resize=750%2C603&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-18566" srcset="https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?w=750&amp;ssl=1 750w, https://i2.wp.com/www.lavocedelnord.net/wp-content/uploads/2025/07/i4s32bn8nlk81.jpg?resize=300%2C241&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" data-recalc-dims="1" /></figure>



<p>Ma si tratta comunque una democrazia imperfetta, che appena undici anni fa ha visto un rovesciamento di governo da parte del popolo, e della quale non possiamo veramente sapere il futuro. Chi ci dice che Zelens&#8217;kyj non ci consegnerà un&#8217;Ucraina molto meno democratica rispetto a quella che c&#8217;era nel 2019? O, volendo essere proprio paranoici, che la consegnerà con le buone?</p>



<p>L&#8217;Ucraina va decisamente presa per mano e accompagnata nel rafforzamento del suo sistema democratico, messo a dura prova da tutti gli eventi che ben conosciamo. Anzi, bisogna ammirare la volontà democratica così forte del popolo ucraino, tale da ottenere, in piena guerra, il ritiro di una misura indesiderata. Non possiamo abbandonarla o giudicarla per come agiscono i politici.</p>



<p>Ma parlare di ingresso nell&#8217;UE è prematuro: al netto dell&#8217;invasione in corso, non sappiamo dove andrà la politica. Possiamo sperare in bene, e ne abbiamo ben donde, ma entrare nell&#8217;UE è un po&#8217; come sposarsi, una decisione che andrebbe presa non nell&#8217;impeto, ma a seguito di una seria valutazione.</p>



<p>Per fortuna esistono varie forme di integrazione europea dalle quali l&#8217;Ucraina può trarre beneficio, rafforzando la sua democrazia, così da poter prima o poi entrare in una stretta unione politica nel modo più benefico per tutti.</p>



<p>Possiamo dire chiaramente una cosa: l&#8217;Ucraina ha scelto da che parte stare ed è la nostra. Ignorarlo è da folli, oppure da stronzi. <strong>Le notizie di questi giorni dimostrano tutto il contrario di ciò che i filorussi sui social</strong>, spero quantomeno prezzolati perché farlo gratis sarebbe veramente da coglioni, <strong>vogliono far credere</strong>.</p>



<p>Al contempo, ci ricordano l&#8217;importanza della gradualità nell&#8217;integrazione politica, che va fatta con razionalità e con piani di lungo termine</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/07/25/zelenskyj-lha-fatta-fuori-dal-vaso-ma-non-date-ragione-a-mosca/">Zelens&#8217;kyj l&#8217;ha fatta fuori dal vaso, ma non date ragione a Mosca</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">18553</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Trump, l&#8217;Europa e i divieti d&#8217;aborto: a tre anni da Dobbs cosa possiamo dire?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=17210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non credo proprio che Trump introdurrà un divieto federale dell&#8217;aborto. Non tanto perché mi fido della sua parola ma per il semplice fatto che la sua storia politica non è</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/">Trump, l&#8217;Europa e i divieti d&#8217;aborto: a tre anni da Dobbs cosa possiamo dire?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Non credo proprio che Trump introdurrà un divieto federale dell&#8217;aborto</strong>. Non tanto perché mi fido della sua parola ma per il semplice fatto che la sua storia politica non è quella di un ardito pro-life, quanto quella di un moderato che, pur non essendone un grande fan, non ha come priorità la sua proibizione. </p>



<p><strong>Che poi, nella magica landa oltreoceano dove la nostra 194 verrebbe considerata un &#8220;12 week abortion ban&#8221;, pare il sentimento prevalente</strong>: checché ne pensasse Kamala non ci si vince le elezioni, ma gli elettori non sono per il divieto. E parlo di magica landa perché se qui in Italia c&#8217;è una sorta di presunzione che l&#8217;aborto avvenga per gravi ragioni e spesso anche chi si definisce pro-choice non lo considera un bene e guarda con occhio torvo certi movimenti che potremmo definire ultra-abortisti, negli States c&#8217;è chi supporta allegramente il fare l&#8217;iniezione letale al feto di otto mesi senza porsi il minimo dubbio etico, cosa che qui risulterebbe sostanzialmente inaccettabile.</p>



<p>In ogni caso, se Trump con l&#8217;aborto c&#8217;entra poco, abbiamo già visto i pro-life europei abbracciarlo come paladino e i pro-choice, qui e oltreoceano, porsi in difesa delle &#8220;libertà riproduttive&#8221; minacciate, forse wireless, dalla semplice elezione del tycoon. Volendo però fare una riflessione non etica ma politica ho l&#8217;impressione che <strong>il timore non sia tanto che si applichino delle restrizioni all&#8217;aborto, ma che funzionino.</strong></p>



<p>Lasciatemi spiegare: la mia opinione sull&#8217;aborto la conoscete, è un male tipicamente derivante da altri mali (povertà, abusi, sessualità disordinata, manipolazione maschile, e mi si permetta una nota femminista: <strong>se si vuole contrastare l&#8217;aborto bisogna anche contrastare quegli uomini che usano le donne in modo usa e getta, ben dicevano le prime femministe, in un tempo in cui erano strenuamente nel campo pro-life: la donna ha libertà di scelta ed è colpevole, ma l&#8217;uomo che la porta ad abortire è tre volte colpevole!</strong>) ma al momento un approccio di ristretta legalizzazione, come quella attuata in Italia, dove il punto di accesso ad esso è anche punto d&#8217;accesso ad alternative per proseguire la maternità, è una buona soluzione per ridurre i danni sociali a ogni livello, vista la difficoltà nell&#8217;attuare un divieto per una cosa che solitamente viene effettuata in privato con maggiori danni.</p>



<p><strong>Ma cosa accadrebbe se gli Stati Uniti, quindi un paese occidentale moderno e di dimensioni tali da offrire un reale esempio</strong> (non me ne vogliano i microstati europei ma i loro divieti sono poco più che delle dichiarazioni d&#8217;intenti, né me ne voglia la Polonia, che è abbastanza un unicum nella sua zona) <strong>mostrassero che restringere l&#8217;accesso all&#8217;aborto non porta alle conseguenze gravi che crediamo? Nei fatti, salterebbe il tavolo e la mia posizione sarebbe insostenibile o, quanto meno, gravemente ignava.</strong></p>



<p>Quando passò Dobbs era pieno di &#8220;<em>may</em>&#8220;, incertezza totale sulle leggi appena approvate o entrate in vigore automaticamente, le cosiddette <em>trigger laws</em>: tra chi prevedeva decine di migliaia di donne morte per mano degli aborti clandestini e chi invece esultava convinto che fossero la soluzione a tutto. A tre anni i risultati, con una grande incognita che vedremo dopo, smentiscono entrambi i campi.</p>



<p><strong>Le leggi restrittive sull&#8217;aborto adottate negli US hanno certamente grandi problemi per quanto riguarda le eccezioni</strong>, tant&#8217;è che qualcuno nel mentre le ha riviste. L&#8217;assenza in alcuni stati, tra cui il Texas, di eccezioni legate a malattie del feto ha portato ad un aumento delle morti infantili (per quanto bisogna anche dire che, in un&#8217;ottica in cui la vita umana inizia alla concezione, sempre morte è) e, cosa decisamente molto più grave, <strong>leggi vaghe o addirittura restrittive sui pericoli per la salute della donna hanno portato alla morte di alcune gestanti</strong>. Non si può imputare ogni caso di malasanità nei riguardi donna in gravidanza agli abortion ban, cosa che in tutta onestà i media pro-choice amano fare, ma ci sono chiaramente vari casi dove la legge ha portato a ritardi tali da causare la morte della donna, cosa che i media pro-life tendono a minimizzare.</p>



<p><strong>C&#8217;è anche la tematica delle gravidanze a seguito di stupro: trovo molto problematico non riconoscere alla donna violentata quella che, nei fatti, è l&#8217;unica occasione di decidere se avere o meno quella gravidanza.</strong> Alcuni Stati non riconoscono eccezioni nemmeno in quel caso e, seppur le stime siano controverse per metodo, è il classico caso in cui anche una sola volta è troppo.</p>



<p><strong>Tuttavia, nulla di ciò che abbiamo visto di per sé giustifica un ritorno all&#8217;aborto libero e indiscriminato.</strong> Tutti gli articoli che negli Stati Uniti sono stati prodotti per dimostrare come tali leggi siano dannose e vadano abrogate riguardano le eccezioni o si sintetizzano come &#8220;questa coppia voleva abortire. Ora hanno un figlio&#8221;, che non è propriamente una tragedia.</p>



<p><strong>Le eccezioni devono essere tali e non un divieto surrettizio di aborto, come spesso capita negli stati rossi americani</strong>, ma se ci sono donne stuprate che non hanno possibilità di decidere se avere una gravidanza o meno e donne che rischiano la vita perché la legge è troppo stretta e permette di intervenire solo quando sono sul filo del rasoio la soluzione è che <strong>sia legale abortire in caso di stupro o che si possa intervenire in caso di necessità medica senza attendere troppo, non la liberalizzazione totale.</strong> </p>



<p>Facendo un riferimento di cultura dei miei che ben conoscete: stavo guardando qualche tempo fa una puntata di Law and Order SVU dove una ragazzina tredicenne stuprata scappa da uno stato con un duro divieto per andare a New York ad abortire. Mentre fuori dal tribunale c&#8217;erano i due campi, quello dell&#8217;aborto libero sino al nono mese e quello de &#8220;l&#8217;aborto è omicidio&#8221; l&#8217;assistente procuratore newyorkese Carisi, un cattolicissimo italo-americano, va dal procuratore dello stato d&#8217;origine della ragazzina per dirgli che concorda con lui che l&#8217;aborto sia morte, dato che sua madre aveva abortito quando il ginecologo le aveva detto che il figlio avrebbe avuto una gravissima malformazione cardiaca che l&#8217;avrebbe portato alla morte in poche ore, che ma nel caso specifico si stava parlando di una ragazzina violentata. <strong><a href="https://youtu.be/Hh2QINxjnxU">Guardate la scena</a></strong><strong> e ditemi se non è un qualcosa di illuminante, dove la semplicità degli slogan di entrambe le parti si scontra con la triste realtà dell&#8217;esistenza mali fisici, di violenze, coercizioni e coazioni.</strong></p>



<p>Comunque, prima parlavo di un&#8217;incognita: ovviamente <strong>è ancora lecito andare in un altro stato ad abortire</strong>. Se ci fosse un divieto federale è ovviamente impossibile sapere quanti di questi aborti legali diventerebbero aborti clandestini che mettono in pericolo la vita della donna. <strong>Le restrizioni sono state efficaci ad aumentare la natalità negli stati che le hanno adottate, indice immediato di efficacia,</strong> ma ironicamente non si può sapere con certezza cosa accadrebbe senza attuarne uno.</p>



<p>Ma bisogna prestare attenzione anche ad adottare l&#8217;indice della natalità come successo: si cade nell&#8217;idea per cui la limitazione dell&#8217;aborto avviene in ottica di far fare figli alla gente, ma ciò è problematico in ottica di autodeterminazione individuale. Una persona dovrebbe poter scegliere, con mezzi leciti e meno dannosi socialmente, la genitorialità o meno. <strong>Un indice molto interessante sarà quello delle infezioni sessualmente trasmissibili.</strong></p>



<p>Ci sono persone che hanno la tara di misurare tutto secondo le leggi di mercato, di costi e benefici e domanda e offerta, e nel 2002 <a href="https://www.law.gmu.edu/assets/files/publications/working_papers/02-11.pdf">erano arrivati alla conclusione che sì, la legalizzazione dell&#8217;aborto ha portato ad un aumento delle malattie sessualmente trasmissibili misurabile e non ignorabile</a>.</p>



<p>Effettivamente, la gravidanza è uno dei costi più alti che possono derivare da un coito, e non solo per la donna, visto che poi va mantenuto il pargolo se non dato in adozione: se si offre una via rapida per uscirne il costo del sesso cala nettamente e non vi è particolare ragione per contenersi e non adottare comportamenti notoriamente a rischio per la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili&#8230; ciò valeva nel 2003 e ancora di più vale nel 2023, ultimo anno di statistiche, dato che la situazione è in peggioramento da tempo.</p>



<p><strong>Sarebbe sicuramente ironico se tutti gli obiettivi che dovevano essere raggiunti dall&#8217;educazione sessuale venissero raggiunti da leggi più severe sull&#8217;aborto</strong>, è sicuramente possibile: al momento i dati americani sono abbastanza inconcludenti, ma è anche presto per avere dati affidabili. Chi vivrà, vedrà.</p>



<p><strong>Non crediamoci immuni da un&#8217;estremizzazione del dibattito stile americano, anzi, sta già accadendo</strong>: per i giovani sessualmente attivi oggi l&#8217;aborto è parte sana e naturale della propria sessualità, completamente slegata dai suoi naturali effetti, d&#8217;altronde <strong>se fallisce la contraccezione o non la si usa non si può certamente pretendere che un atto riproduttivo abbia effetti riproduttivi</strong>. A loro, anzi, i limiti posti dalla 194 sembrano anche stretti, e dato che nella loro ottica è un diritto (positivo! nemmeno negativo!) non hanno tutti i torti: se è un diritto come mai un medico non dovrebbe prestare la propria mano, perché dovrebbe esserci un&#8217;attesa di sette giorni, perché il consultorio dovrebbe proporre alternative? Se vado a comperare i preservativi o la pillola non fanno queste storie e l&#8217;aborto altro non è che ciò che si usa quando il contraccettivo ordinario non funziona: nulla di quanto (tipicamente poco) viene offerto dallo stato o dalle associazioni farà cambiare idea anzi, è offensivo!</p>



<p>La risposta di chi non condivide questa visione sovente è un rifiuto totale e a prescindere dalla situazione dell&#8217;aborto: avevo visto qualche settimana fa un sondaggio informale su un canale Telegram generalista di news e le due opzioni sostenute dalla maggioranza erano il divieto d&#8217;aborto e la sua legalizzazione sino alla nascita. <strong>Capite che c&#8217;è un grave problema che rischia di scoppiare nei prossimi anni</strong>, quando la memoria delle donne che hanno vissuto i tempi bui in cui spesso la gravidanza era imposta dall&#8217;uomo e l&#8217;aborto l&#8217;unica via d&#8217;uscita scomparirà e saremo divisi tra chi lo ritiene un omicidio inaccettabile in qualsiasi caso e chi, invece, lo ritiene una cosa come un&#8217;altra.</p>



<p><strong>D&#8217;altro canto, però, a una normalizzazione sociale della pratica corrisponde una sempre più inefficacia della 194 come strumento</strong>: non c&#8217;è bisogno di prevenire un qualcosa che non è un male, ma al contempo, <strong>l&#8217;idea che ad un atto sessuale a cui si acconsente sapendo che c&#8217;è una certa probabilità che finisca in gravidanza corrisponda un dovere della collettività di terminare questa gravidanza</strong> a proprie spese e magari usando il proprio potere coercitivo nei riguardi del personale sanitario per farlo <strong>è onestamente velleitaria</strong>. In questo gli Stati Uniti insegnano una lezione importante: Roe e Casey non istituirono un diritto positivo all&#8217;aborto, ma uno negativo, nessuno poteva essere perseguito per aver procurato un aborto entro i limiti stabiliti dalla Corte.</p>



<p>Nonostante tassi di obiezione di coscienza da Sicilia (tra l&#8217;altro ammessa anche in situazioni d&#8217;emergenza) l&#8217;accesso all&#8217;aborto non è mai stato seriamente problematico prima di Dobbs, un po&#8217; perché i limiti erano ben generosi rispetto alle medie europee, un po&#8217; perché un&#8217;organizzazione di mercato cerca di attirare clienti in modo più efficace.</p>



<p><strong>In effetti, chi è preoccupato del &#8220;diritto all&#8217;aborto&#8221; dovrebbe ben guardare al modello americano pre-Dobbs, che grazie all&#8217;assenza di significativa regolamentazione governativa era di sostanziale liberalizzazione</strong>, mentre chi non vorrebbe una grande accessibilità di esso e una certa prevenzione farebbe bene a riapprezzare la 194, chiedendone magari un&#8217;applicazione più integrale, ma stiamo andando off topic.</p>



<p><strong>Quello che gli Stati Uniti mostrano è, a mio parere, che la domanda del bene aborto è molto più flessibile rispetto a cinquant&#8217;anni fa</strong>. Se un tempo era spesso l&#8217;unica via per scegliere se avere una gravidanza o meno, oggi ben più spesso quella scelta si può fare al momento del coito o, addirittura, prima, con determinati tipi di intervento chirurgico. Se un divieto di aborto cinquant&#8217;anni fa portava alla clandestinità, oggi può portare a una revisione dei comportamenti dalle persone, con possibili conseguenze di salute pubblica positive (una vita sessuale più responsabile) o negative (vasectomia e liberi tutti).</p>



<p>Ma ogni caso è a sé e non possiamo sapere quanti casi un divieto eviterebbe, portando a una nascita o a comportamenti più responsabili, e quanti spingerebbe verso la clandestinità. La realtà è che al momento possiamo solo dire che <strong>una revisione restrittiva delle leggi sull&#8217;aborto con tutta probabilità non porterebbe a una strage</strong>, che è sicuramente una buona notizia. Per il resto, tre anni di dati viziati da ciò che ci siamo detti, e in realtà anche di difficile interpretazione per via di numerosi altri avvenimenti contemporanei, sono pochi per trarre conclusioni, non credete?</p>



<p><strong>Che una riduzione dell&#8217;accessibilità della pratica porti a una riduzione della domanda non ci vuole un genio a capirlo, e in Europa ne abbiamo un buon esempio nella Romania</strong>, dove si è passati da uno dei tassi di abortività più alti d&#8217;Europa ad uno dei più bassi semplicemente perché i medici hanno smesso di praticarlo e lo stato non offre particolari sostegni ad esso. <strong>Ma a tale riduzione è corrisposto anche un aumento dei casi di difficoltà per donne stuprate di accedere a quella che è l&#8217;unica via per decidere se avere una gravidanza o meno</strong>.</p>



<p>Cosa fare, dunque? Non lo so. Non sono qui a fare l&#8217;oracolo di verità ma a descrivere una situazione, una situazione su cui ho speso quasi duemila parole e che tanti liquidano con slogan semplicistici e come se fosse una partita di calcio, quando invece meriterebbe una seria analisi.</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2025/06/24/trump-leuropa-e-i-divieti-daborto-a-tre-anni-da-dobbs-cosa-possiamo-dire/">Trump, l&#8217;Europa e i divieti d&#8217;aborto: a tre anni da Dobbs cosa possiamo dire?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">17210</post-id>	</item>
		<item>
		<title>CRISTIANI PERSEGUITATI</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2023/01/30/cristiani-perseguitati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 09:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=14360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima della tempesta c’è sempre la quiete: le ostilità interne si assopiscono dovunque, tranne che in casa PD in piena campagna congressuale. Fra 16 giorni andranno a votare laziali e</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/01/30/cristiani-perseguitati/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/01/30/cristiani-perseguitati/">CRISTIANI PERSEGUITATI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima della tempesta c’è sempre la quiete: le ostilità interne si assopiscono dovunque, tranne che in casa PD in piena campagna congressuale.<br />
Fra 16 giorni andranno a votare laziali e lombardi. I partiti hanno trovato alleanze acrobatiche pur di aumentare i loro voti anche se di differente o antitetica provenienza. Proposte e programmi addio.<br />
Con questi funambolismi il PD ci ha governato per decenni senza aver mai vinto una elezione: vanta grande esperienza e la mette in campo.</p>
<p>M5S ha imparato presto e l’arrivo di Conte ha allargato le maglie oltre il cattivo gusto.<br />
Alleati in Lombardia con mielose dichiarazioni di amore, avversari nel Lazio, con scambi di accuse che sfiorano l’insulto: il cinismo politico di entrambi meriterebbe punizioni che non ci saranno: l’essenziale è vincere, quanto a governare se ne riparla.</p>
<p>Lo strappo della signora Moratti in Lombardia ha trovato casa nel “terzo polo” a sua volta molto disinvolto: alleato nel Lazio al PD, avversario in Lombardia. Neanche qui c’è gran coerenza.<br />
+ Europa lascia il centro sinistra lombardo perché ha inglobato il M5S mentre resta alleato nel Lazio.<br />
Perfino l’esigua sinistra ecologista si spacca: i verdi da una parte, la sinistra dall’altra!<br />
Per l’elettore di centrosinistra non è facile raccapezzarsi in questa confusione che sfiora la famosa ammuina napoletana.</p>
<p>Nel cdx c’è un po’ più di ordine con qualche novità (per me dolorosa): FdI conferma la leadership in Lazio, ma diventa guida anche in Lombardia dove ha sorpassato e poi staccato la Lega.<br />
Berlusconi, più che F.I. conserva il suo margine personale.<br />
Tutti insieme dovrebbero vincere.</p>
<p>Dei 4 consiglieri regionali leghisti dissidenti 3 sono rientrati nel solco della ortodossia e sostengono Fontana: rappresentano il disagio interno alla Lega, il bossiano Comitato del Nord. Uno è approdato alla corte della signora Moratti.  Meglio così: tagliarsi gli attributi per far dispetto a Salvini sarebbe stata una soluzione di puro masochismo.</p>
<p>Il 14 febbraio, a risultati acquisiti, le ferite inferte dal voto scateneranno la resa dei conti interni.<br />
Temo che la Lega sarà fra i partiti a maggiore turbolenza: il Comitato del Nord, le ipotesi di Gianni Fava, lo scontento della base, le repressioni dei pretoriani, la perdita di consenso che il partito registrerà fra l’indifferenza di chi oggi lo guida e l’intolleranza verso chi propone e richiede un cambio del modello salviniano. Gli “scontenti” di varie regioni hanno indetto incontri e assemblee post elettorali: la tempesta dopo la quiete?</p>
<p>Invece la attuale quiete prima della tempesta induce a mettere il naso in qualche problema di fondo della società occidentale che le vicende interne, quelle che ci riguardano a livello personale, ci fanno dimenticare o ci inducono a minimizzarne il significato e rinviarne l’esame.<br />
Una di queste è la persecuzione dei cristiani nel mondo.</p>
<p>Benedetto Croce ha chiarito nel suo opuscolo del 1942 che noi europei “non possiamo non dirci cristiani”. Nel mio piccolo sono come lui: laico ma consapevole che i miei valori sono quelli cristiani. La persecuzione dei cristiani riguarda anche me.</p>
<p>L’ala socialista, che guidava il parlamento europeo, rifiutò nei primi anni del 2000 di riconoscere le radici ebraico/cristiane della nostra civiltà non inserendole nella Costituzione europea che peraltro non fu approvata. In altri termini, rifiutate le radici cristiane, gli europei si trovano sradicati.<br />
Sembra che questa rinuncia li esima da ogni reazione per le persecuzioni che 350 milioni (stima CEI) di cristiani subiscono nel mondo ad opera prevalente delle due culture avverse: il materialismo marxista dove ancora applicato e la ferocia islamica.</p>
<p>In coerenza, di fronte a stragi e assassinii di cristiani, la U.E. non fa una piega, i governi occidentali non fanno una piega, il Vaticano, pur Stato cattolico, non fa una piega, il Papa e le gerarchie ecclesiastiche pur depositarie del verbo di Gesù, non fanno una piega.<br />
Oggi è triste giornata dedicata al genocidio ebraico: nel ricordare le barbarie naziste non dimentichiamoci che oggi i cristiani muoiono nel generale disinteresse.</p>
<p>Non così i mussulmani &#8211; che non muoiono per mano dei cristiani bensì subiscono aggressioni dai cinesi, dai birmani e si accoppano fra di loro &#8211; hanno convinto l’ONU a stabilire il 15 marzo &#8220;Giornata internazionale per combattere l&#8217;islamofobia&#8221; perché nell’anno 2019 di tale giorno l’australiano Brenton Tarrant ha ucciso 51 e ferito 40 fedeli mussulmani in due moschee della Nuova Zelanda.<br />
Si tratta dell’unico episodio di violenza degli ultimi 30 anni contro fedeli islamici in un luogo di culto.<br />
Tarrant è stato condannato all’ergastolo da una corte australiana, la riprovazione del suo gesto è stata unanime da parte di tutti i cristiani.</p>
<p>Nel frattempo cosa accade ai cristiani nel mondo negli ultimi 12 anni?<br />
&gt;&gt;&gt; Indonesia (24 dicembre 2000): terroristi musulmani bombardano diverse chiese facendo 18 vittime e oltre 100 feriti.<br />
&gt;&gt;&gt; Egitto (6 gennaio 2010): uccidono sei cristiani mentre uscivano dalla loro chiesa.<br />
&gt;&gt;&gt; Iraq (31 ottobre 2011): fanno esplodere i loro giubbotti suicidi in una chiesa di Bagdad: 60 cristiani morti, tra cui donne, bambini e neonati.<br />
&gt;&gt;&gt; Nigeria (25 dicembre 2011): giorno di Natale, fanno esplodere tre chiese: 37 persone uccise e 57 ferite<br />
&gt;&gt;&gt; Egitto (1 gennaio 2011): bombardano una chiesa ad Alessandria, almeno 21 cristiani uccisi. Secondo testimoni oculari, alcuni musulmani hanno iniziato a calpestare parti dei corpi sparsi sulla strada e a inneggiare slogan come &#8220;Allahu Akbar!&#8221;.<br />
&gt;&gt;&gt; Pakistan (15 marzo 2015): attentatori suicidi uccidono 14 cristiani in attacchi a due chiese.<br />
&gt;&gt;&gt; Pakistan (27 marzo 2016): bombardano un raduno di cristiani: 70 morti, per lo più donne e bambini.<br />
&gt;&gt;&gt; Francia (26 luglio 2016): sgozzano il parroco 84enne, don Jacques Hamel, mentre stava celebrando la Messa.<br />
&gt;&gt;&gt; Germania (19 dicembre 2016): Berlino, un musulmano alla guida di un camion travolge una processione cristiana: 13 morti e 55 feriti.<br />
&gt;&gt;&gt; Egitto (9 aprile 2017): bombardano due chiese uccidendo 45 e ferendo più di 100 cristiani.<br />
&gt;&gt;&gt; Egitto (29 dicembre 2017): sparano in una chiesa al Cairo uccidendo nove persone.<br />
&gt;&gt;&gt; Egitto (dicembre 2016): attentato suicida islamico contro due chiese: morti 29 cristiani e 47 feriti.<br />
&gt;&gt;&gt; Russia (18 febbraio 2018): un musulmano con un coltello e un fucile uccide in chiesa 5 donne e ne ferisce altre 5.<br />
&gt;&gt;&gt; Indonesia (13 maggio 2018): bombardano tre chiese provocando 13 vittime e decine di feriti.<br />
&gt;&gt;&gt; Filippine (27 gennaio 2019): bombardano la cattedrale uccidendo 20 cristiani e ferendone più di 100.<br />
&gt;&gt;&gt; Nigeria (20 aprile 2019): danno alle fiamme una chiesa gremita di fedeli, 150 dei quali uccisi.<br />
&gt;&gt;&gt; Sri Lanka (21 aprile 2019): bombardano tre chiese e tre hotel, uccidendo 359 persone e ferendone più di 500.</p>
<p>L’elenco riguarda gli episodi più gravi e tralascia un numero molto più lungo di delitti “spiccioli”.<br />
L’elenco comprende solo gli assassinii di cristiani per mano mussulmana avvenuti nei luoghi di culto, non comprende le mattanze di laici in mezzo a strade, piazze, stadi, uffici, discoteche: in luoghi non di culto.</p>
<p>Non comprende gli assassinii di uomini e donne non cristiani, comprese le innumerevoli vittime islamiche che non solo i gruppi del terrore ma anche i regimi che governano gli Stati islamici hanno inflitto alle loro comunità: basta vedere l’Afganistan e occuparci con un po’ più di attenzione di quanto sta accadendo oggi in Iran</p>
<p>È indicativa la provenienza da nazioni molto diverse dei terroristi che massacrano i cristiani: Nigeria, Iraq, Filippine, Pakistan, Egitto, etc..<br />
Sono di razze diverse, parlano lingue diverse, vivono lontani uno dall’altro, hanno condizioni socio-economiche diverse. L&#8217;unica cosa che li induce ad uccidere i cristiani sembra essere la loro religione che nella loro cultura è regola di vita e di comportamento.</p>
<p>Prendiamo atto che siamo tutti loro potenziali obiettivi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2023/01/30/cristiani-perseguitati/">CRISTIANI PERSEGUITATI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14360</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Aborto sì, ma così? Cos&#8217;è successo con Roe v. Wade?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/06/25/aborto-si-ma-cosi-cose-successo-con-roe-v-wade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2022 01:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=12707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come sapete sono a favore della legalità dell&#8217;aborto, ho anche proposto soluzioni assicurative per renderlo più accettabile qualora sorgesse un movimento del tipo &#8220;io non voglio mica pagare l&#8217;aborto a</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/25/aborto-si-ma-cosi-cose-successo-con-roe-v-wade/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/25/aborto-si-ma-cosi-cose-successo-con-roe-v-wade/">Aborto sì, ma così? Cos&#8217;è successo con Roe v. Wade?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come sapete sono a favore della legalità dell&#8217;aborto, ho anche <a href="https://www.lavocedelnord.net/2020/02/21/la-soluzione-bismarck-per-laborto/">proposto soluzioni assicurative</a> per renderlo più accettabile qualora sorgesse un movimento del tipo &#8220;io non voglio mica pagare l&#8217;aborto a chi tromba in discoteca, neh!&#8221;.</p>



<p><strong>Abbiamo tutti letto della decisione della Corte Suprema americana sul tema</strong> ma devo dire che, se certe reazioni di gioia di alcuni politici mi hanno urtato (o fatto cadere le palle, alcune erano davvero imbarazzanti), la decisione della Corte è per me assolutamente comprensibile.</p>



<p>D&#8217;altronde, il lavoro di un tribunale è quello di interpretare la legge, non crearla. Questo, almeno, in un sistema di diritto continentale come il nostro, ma anche in un sistema di diritto anglosassone ci sono delle limitazioni, tra queste la Costituzione.</p>



<p><strong>&#8220;La Costituzione americana garantisce un diritto all&#8217;aborto&#8221;</strong>? Questa è la domanda fondamentale. Non se sia giusto che ci sia tale diritto o se non averlo porta a conseguenze peggiori che ad avercelo.</p>



<p><strong>Se sì, c&#8217;è poco da fare, tale diritto resta. Se no, saranno gli Stati, o il Congresso, a decidere.</strong></p>



<p>E il no ha argomenti validi, non è un capriccio trumpiano. D&#8217;altronde, la Costituzione americana è stata scritta più di 200 anni fa, è difficile dire che contenga inequivocabilmente un diritto all&#8217;aborto. Infatti, gli autori di Roe v. Wade, l&#8217;hanno visto come parte di un più ottenibile diritto alla privacy, introducendo un criterio basato sui trimestri, sostituito con la possibilità del feto di vivere fuori dall&#8217;utero con Casey v. Planned Parenthood.</p>



<p>E già questo è un problema: più si va avanti, più la medicina permette di far vivere un feto fuori dall&#8217;utero. È ciò che ha <a href="https://www.businessinsider.com/roberts-supreme-court-went-too-far-overturning-roe-v-wade-2022-6?r=US&amp;IR=T">essenzialmente detto</a> il giudice capo Roberts nella sua <em>concurrence: </em>non ribaltare Roe v. Wade, ma dichiarare costituzionale la legge del Mississippi incriminata per questo criterio.</p>



<p><strong>Ci si può sempre porre la domanda dell&#8217;opportunità, l&#8217;ha fatto Roberts stesso</strong>: specie in un sistema dove la giurisprudenza conta è molto importante il valore del precedente e che resti tale, quindi &#8211; a meno che un qualcosa sia palesemente contrario allo spirito della Costituzione (esempi: le sentenze contro i Testimoni di Geova che non giuravano fedeltà alla bandiera) alle volte è meglio accettare un cattivo precedente che rifare tutto da capo.</p>



<p><strong>Ma se la Corte ritiene sinceramente che la precedente decisione fosse sbagliata, ha fatto bene a rovesciarla</strong>. Perché, appunto, il compito della magistratura non è applicare la legge per come sarebbe bella, ma per come è. Le leggi le fa il potere legislativo, un potere legislativo che per anni ha evitato di fare una legge federale per tutelare l&#8217;aborto. Una scelta derivante probabilmente da convenienze politiche che ora si paga, e carissimo.</p>



<p>Ma leggere attacchi ad una decisione del genere, per quanto impopolare, fa un po&#8217; male alla democrazia. Perché vuol dire che qualcuno preferisce quei tribunali che non applicano la legge, ma che la creano in base alla popolarità, abbandonando l&#8217;obiettività necessaria all&#8217;arbitro della separazione dei poteri.</p>



<p>Certo, sembra bello quando legalizzano l&#8217;aborto, ma non è tanto bello quando vorrebbero dire, a caso, che bruciare la bandiera americana non è coperto dal primo emendamento (tema sul quale <a href="https://youtu.be/nbWADAigxoM">Scalia aveva qualcosa da dire</a>) o, per fare un esempio assolutamente a caso in Europa, che fare prima un decreto amministrativo e poi legittimarlo (anche male) con un decreto legge per chiuderci in casa anche col divieto di fare sport è costituzionale &#8220;per la situazione&#8221;.</p>



<p><strong>Alle volte i tribunali devono anche dare una svegliata al legislativo, sia chiaro</strong>. Ma il fatto che per quasi 50 anni la politica di uno Stato, una superpotenza per di più, sull&#8217;aborto sia stata delineata non dai rappresentanti eletti dal Popolo ma dalla magistratura non indica che il problema sia la Corte Suprema, ma che sia la classe politica.</p>



<p>Una classe politica che, essenzialmente per paraculismo, non ha mai voluto mettere nero su bianco questo diritto, utilizzando l&#8217;esistenza di Roe v. Wade come scusante. Poi, quando cambia la dottrina giuridica, si scopre che, guarda caso, il legislatore poteva &#8211; e doveva &#8211; far qualcosa&#8230; </p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/06/25/aborto-si-ma-cosi-cose-successo-con-roe-v-wade/">Aborto sì, ma così? Cos&#8217;è successo con Roe v. Wade?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12707</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il mito del Povero Putin accerchiato dalla NATO</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/04/08/il-mito-del-povero-putin-accerchiato-dalla-nato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 18:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=11723</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni tanto mi piace dire, con un pizzico di ironia, che la costituzione italiana sarebbe stata assolutamente adatta a stare dall&#8217;altro lato della Cortina di ferro ma, siccome siamo finiti</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/04/08/il-mito-del-povero-putin-accerchiato-dalla-nato/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/04/08/il-mito-del-povero-putin-accerchiato-dalla-nato/">Il mito del Povero Putin accerchiato dalla NATO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni tanto mi piace dire, con un pizzico di ironia, che la costituzione italiana sarebbe stata assolutamente adatta a stare dall&#8217;altro lato della Cortina di ferro ma, siccome siamo finiti dal lato occidentale, è stata interpretata in senso più liberaldemocratico.</p>



<p><strong>In ogni caso l&#8217;Italia ha una storia di leccare gli stivali di questo o quell&#8217;autoritario abbastanza lunga, d&#8217;altronde, cosa possiamo pretendere dal Paese del partito comunista occidentale più grande? In questo l&#8217;Italia è più simile all&#8217;Ungheria che ad una democrazia dell&#8217;Europa occidentale.</strong></p>



<p>Dunque, è pieno di gente che essenzialmente giustifica Putin: la cosa divertente è che molti sono sovranisti, di quelli che urlano allo scandalo se l&#8217;UE dice di non far debito eccessivo ma poi difendono un&#8217;invasione di uno stato sovrano perché &#8220;eh, poverino Putin, lo abbiamo accerchiato, cosa doveva fare?&#8221;</p>



<p><strong>Eppure, fino a prova contraria, quello che ha appena usato un proprio alleati per compiere un attacco è&#8230; Putin</strong>. La NATO è un&#8217;alleanza prettamente difensiva che non ha mai attaccato la Russia o un suo alleato.</p>



<p>Seguendo la logica del putiniano, visto che la Russia e i suoi alleati minacciano direttamente stati amici e anche alleati, la NATO sarebbe legittimata non solo a intervenire militarmente per difendere l&#8217;Ucraina, ma anche ad invadere la Bielorussia e, perché no, Kaliningrad.</p>



<p>Ma, ovviamente, i famosi &#8220;<a href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/20/putin-non-pensa-alla-russia-ma-a-se-stesso-ecco-perche-con-dati-filo-russi/">né con Putin né con la NATO</a>&#8221; solitamente odiano solo la NATO e simpatizzano sotto sotto con l&#8217;autocrate russo, quindi è un esercizio inutile di logica.</p>



<p><strong>Putin odia la NATO semplicemente per un fatto: se un Paese ne è parte, non può più influenzarlo per forza bruta</strong>. Se la NATO non si fosse estesa ad Est oggi non avremmo la pace: ci sarebbero state un paio di altre invasioni per costringere qualche vicino a metter su un governo favorevole a Mosca e, magari, nel mentre, instaurare un paio di repubbliche popolari. D&#8217;altronde, Estonia, Lituania e Lettonia son piccoline, sapendo che attaccarle è facile e non ci saran conseguenze, perché no?</p>



<p>Indubbiamente, quindi, <strong>dal punto di vista di Putin l&#8217;espansione della NATO è un male</strong> ed è sicuramente uno dei fattori in gioco nell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina.</p>



<p><strong>Ma è una giustificazione? Proprio no</strong>. Sarebbe come dire che &#8220;eh, povero Hitler, abbiamo riempito l&#8217;Europa di ebrei&#8221; per dire che, con appena appena un po&#8217; più di appeasement, non ci sarebbe stata la guerra mondiale: &#8220;se solo fossimo stati fuori dalla guerra in Polonia&#8230;&#8221;.</p>



<p>Per di più, davvero per voi 1&#8217;200 chilometri di frontiera NATO dei più di 20&#8217;000 chilometri di frontiera sono un accerchiamento? La Cina, la Mongolia, la Bielorussia, la Corea del Nord o il Kazakistan sono buoni amici della Russia e insieme costituiscono più di 16&#8217;000 km del suo confine.</p>



<p>Verissimo, la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=v3C_5bsdQWg&amp;ab_channel=WendoverProductions">geografia non ha benedetto la Russia</a>, ma esiste modo e modo per reagire&#8230;</p>



<p><strong>Soprattutto perché con l&#8217;attuale approccio Putin sta portando Stati tendenzialmente neutrali, come la Finlandia, a valutare di unirsi alla NATO</strong>. E ricordiamoci sempre che l&#8217;adesione alla NATO è una scelta libera, sarà facile autofustigarci su &#8220;certo che Putin ha fatto bene a occupare la Georgia, noi l&#8217;abbiamo circondato ammettendo la Finlanda!&#8221;, ma, per quanto i finlandesi hanno notoriamente delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simo_H%C3%A4yh%C3%A4">particolari capacità</a> quando si tratta di difendersi da Mosca, se pensano che un attacco sia più probabile del dovuto è abbastanza ovvio che cerchino qualsiasi via per aumentare il potere di deterrenza.</p>



<p>E tanti saluti agli analisti che pensano che la NATO si espanda arrivando coi carri armati e non coi voti dei Parlamenti. E lo dico da persona, almeno idealmente, neutralista alla Jefferson.</p>



<p>Per concludere con la ciliegina sulla torta: <strong>anche la Russia ha la sua NATO, si chiama CSTO</strong>. Ha dentro Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan.</p>



<p>A differenza della NATO, che è sicuramente a trazione americana ma dove i Paesi hanno una certa autonomia decisionale, si pensi solo alla nota &#8220;insubordinazione&#8221; francese o alle varie volte che gli Stati Uniti son dovuti andar da soli, come in Iraq, questa organizzazione è essenzialmente russa e serve principalmente ad assistere nei conflitti interni. L&#8217;unico grande conflitto esterno, quello tra Armenia ed Azerbaijan, non ha visto intervenire l&#8217;alleanza perché&#8230; I rapporti tra Mosca e Erevan non erano tra i migliori, quindi si è mediato giusto il cessate il fuoco.</p>



<p>Qualcuno, tra l&#8217;altro, ama riempirsi la bocca con la parola &#8220;geopolitica&#8221;, come se ciò giustificasse Putin: ma per la stessa visione, se la Russia non può accettare un&#8217;Ucraina nella NATO difensiva in che modo l&#8217;Occidente può accettare un&#8217;Ucraina allineata alla Russia che può fare da testa di ponte per un attacco contro un alleato?</p>



<p>Ironia della sorte, secondo la logica di chi pensa che Putin può invadere l&#8217;Ucraina, noi abbiamo il dovere, ben più forte del suo diritto, di difenderla</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/04/08/il-mito-del-povero-putin-accerchiato-dalla-nato/">Il mito del Povero Putin accerchiato dalla NATO</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11723</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Putin non pensa alla Russia ma a sé stesso, ecco perché (con dati filo-russi)</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/20/putin-non-pensa-alla-russia-ma-a-se-stesso-ecco-perche-con-dati-filo-russi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Mar 2022 18:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=11283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Putin non è un patriota. È un politico immanicato con gli oligarchi che mette il proprio potere prima di ogni cosa. Magari poi tiene anche in conto un vago benessere</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/20/putin-non-pensa-alla-russia-ma-a-se-stesso-ecco-perche-con-dati-filo-russi/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/20/putin-non-pensa-alla-russia-ma-a-se-stesso-ecco-perche-con-dati-filo-russi/">Putin non pensa alla Russia ma a sé stesso, ecco perché (con dati filo-russi)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Putin non è un patriota. È un politico immanicato con gli oligarchi che mette il proprio potere prima di ogni cosa. Magari poi tiene anche in conto un vago benessere nazionale, ma sempre in un&#8217;edizione che ritiene la Russia un qualcosa inscindibile dalla presidenza di Vladimir Putin.</p>



<p>Per dimostrarlo non è necessario ragionare all&#8217;occidentale, basta partire dai medesimi dati filo-russi e ragionarci sopra senza voler fare i &#8220;figli di Putin&#8221;.  Cosa che alcuni russofili hanno effettivamente fatto, giungendo a conclusioni simili alle mie.</p>



<p>Partiamo da una cosa: i morti in Donbass. Che siano i 14&#8217;000 di fonte russa o i 3000 di fonte internazionale, è utile paragonarli ad un altro numero: i morti in Crimea, dopo il 2014.</p>



<p>Ossia zero.</p>



<p>D&#8217;altronde, gli ucraini non sono scemi e sanno che attaccare un territorio sotto protezione della Russia non è una grande idea e che porta a ripercussioni non indifferenti.</p>



<p>A Putin, per evitare queste morti civili, sarebbe stato sufficiente riconoscere le due repubbliche e far con loro un trattato di mutua difesa o protezione dei confini, come accadde con le due repubbliche di Ossezia del Sud e Abcasia, che infatti non sono quotidianamente oggetto di lotte armate.</p>



<p>Invece, queste due repubbliche, fino a poco prima dell&#8217;invasione, non erano riconosciute praticamente da nessuno, così il governo di Kyiv le vedeva come semplici organizzazioni terroristiche. Potevano sparare, potevano essere oggetto di tiro e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, se non per qualche osservatore internazionale.</p>



<p>Il riconoscimento, avvenuto pochi giorni prima dell&#8217;invasione per permettere il trasferimento delle truppe, dimostra ciò che pensa Putin, per davvero, del Donbass: a lui non interessano i russi che vivono lì, ma interessa avere un modo per destabilizzare l&#8217;Ucraina, uno stato non abbastanza allineamento.</p>



<p>D&#8217;altronde, la gran parte di chi oggi soffre e muore sotto i bombardamenti non è tra gli occidentalizzatissimi e mitteleuropeeggianti galiziani, ma tra ucraini etnici russofoni e alle volte russi etnici cittadini dell&#8217;Ucraina!</p>



<p>A Putin poco importa dei russi, delle loro vite e della loro sicurezza: gli interessa il potere. D&#8217;altronde, è essenzialmente un politico corrotto sin dalle origini, con collegamenti con oligarchi, crimine organizzato e servizi deviati, cosa possiamo aspettarci di buono? I russi, come gli ucraini, sono pedine sacrificabili per Vladimir Putin, sacrificabili per mantenere il potere e per i bilanciamenti internazionali utili a ciò.</p>



<p>In estrema franchezza, se i figli di Putin avessero un politico del genere in Italia si lamenterebbero costantemente della corruzione, dei collegamenti con le grandi aziende, delle grandi diseguaglianze tra territori, dell&#8217;impossibilità di vivere con il salario medio e così via. Ma siccome cavalca l&#8217;orso a petto nudo mentre spara raggi laser dagli occhi, tutto ok.</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/20/putin-non-pensa-alla-russia-ma-a-se-stesso-ecco-perche-con-dati-filo-russi/">Putin non pensa alla Russia ma a sé stesso, ecco perché (con dati filo-russi)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11283</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il paragone molle tra Ucraina e Palestina</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/16/il-paragone-molle-tra-ucraina-e-palestina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 01:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=11164</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho visto in molti ambienti &#8220;né con la Russia né con la NATO&#8221; (siete con Putin, fatevene una ragione) paragoni francamente idioti tra palestinesi che combattono per la propria terra</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/16/il-paragone-molle-tra-ucraina-e-palestina/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/16/il-paragone-molle-tra-ucraina-e-palestina/">Il paragone molle tra Ucraina e Palestina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho visto in molti ambienti &#8220;né con la Russia né con la NATO&#8221; (siete con Putin, fatevene una ragione) paragoni francamente idioti tra palestinesi che combattono per la propria terra e ucraini che si difendono dall&#8217;invasione russa.</p>



<p>Posto che una persona può non concordare con il trattamento che Israele riserva alla Cisgiordania, se lo si critica bisogna farlo in modo sensato, non con paragoni che &#8211; se analizzati con mente pensante &#8211; si dimostrano insensati e fanno danno alla causa.</p>



<p>Prima di tutto, è bene ricordare perché Israele occupa la Palestina: <strong>perché gli arabi hanno attaccato</strong>. Prima la striscia di Gaza era parte dell&#8217;Egitto e la Cisgiordania della Giordania. </p>



<p>Questo differisce dalla situazione ucraina, che essenzialmente viene occupata da Mosca per ragioni sociopolitiche.</p>



<p>Permettetemi, <strong>ma trovo più vicina la situazione ucraina a quella di Israele nella guerra dei sei giorni</strong>, quando i vicini &#8211; che non ne riconoscevano l&#8217;esistenza &#8211; hanno invaso, portando ad una strepitosa difesa dello Stato ebraico che ha quindi annesso Sinai (restituito poi all&#8217;Egitto), Cisgiordania e Gaza.</p>



<p>Pensate se la guerra di questi giorni si fosse rivelata un disastro per la Russia e l&#8217;Ucraina, per garantirsi più sicurezza, avesse occupato dei pezzi di Russia per togliere a Putin delle posizioni di attacco facili.</p>



<p>Ecco, questa è la ragione per cui Israele ha la Palestina. Che poi sia passato troppo tempo e che non sia normale che non si sia ancora trovata una soluzione per porre fine all&#8217;occupazione son d&#8217;accordo, per quanto sia ingenuo pensare che sia tutta colpa dello Stato ebraico.</p>



<p>In sostanza, regge più paradossalmente un paragone tra israeliani e ucraini &#8211; che infatti Zelens&#8217;kyj fece nel suo discorso inaugurale &#8211; che un paragone tra palestinesi e ucraini: d&#8217;altronde, nella storia recente del Medio Oriente, gli arabi non sono stati un popolo in difesa, ma un popolo in attacco, che reclama territorio e rifiuta la pace se da ciò può derivare un guadagno territoriale.</p>



<p>Per fortuna le cose stanno migliorando e molti arabi si rendono conto che è meglio vivere bene in uno stato che ha rapporti con Israele che vivere in uno stato fallito che spende metà del proprio bilancio per finanziare razzi che vengono abbattuti da Iron Dome, ma la storia non mente e il paragone Ucraina-Palestina resta disinformato al meglio e truffaldino al peggio.</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/16/il-paragone-molle-tra-ucraina-e-palestina/">Il paragone molle tra Ucraina e Palestina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11164</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Russia per il mondo: da diplomazia questionabile a stato canaglia?</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/03/07/la-russia-per-il-mondo-da-diplomazia-questionabile-a-stato-canaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Brian Sciretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 02:39:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=11176</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come mai stati tendenzialmente neutrali come la Svizzera, San Marino e Singapore stanno iniziando a sanzionare la Russia nonostante nel 2014 non agirono duramente contro l&#8217;annessione della Crimea e gli</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/07/la-russia-per-il-mondo-da-diplomazia-questionabile-a-stato-canaglia/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/07/la-russia-per-il-mondo-da-diplomazia-questionabile-a-stato-canaglia/">La Russia per il mondo: da diplomazia questionabile a stato canaglia?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Come mai stati tendenzialmente neutrali come la Svizzera, San Marino e Singapore stanno iniziando a sanzionare la Russia nonostante nel 2014 non agirono duramente contro l&#8217;annessione della Crimea e gli eventi in Donbass?</p>



<p>Penso che la ragione sia banale: se le azioni del 2014 erano in qualche modo comprensibili &#8211; per quanto per molti non accettabili &#8211; quelle del 2022 sono essenzialmente criminose.</p>



<p>Pensateci: nel 2014 cosa accadde? Essenzialmente due cose:</p>



<ol><li>La Crimea &#8220;autonomamente&#8221; caccia gli ucraini e dichiara l&#8217;indipendenza, per poi unirsi alla Russia</li><li>Il Donbass &#8220;autonomamente&#8221; caccia gli ucraini e dichiara l&#8217;indipendenza</li></ol>



<p>Ovviamente sappiamo che non era davvero così autonomamente, il Cremlino ha aiutato, ma al contempo è stato un movimento locale a portare all&#8217;indipendenza delle zone.</p>



<p>In sostanza, la solita Mosca che sta sul filo del rasoio tra sostenere l&#8217;autodeterminazione e attaccare le integrità degli stati, così da trarne il massimo beneficio senza essere palesemente nel torto.</p>



<p>Ovviamente, nell&#8217;ottica della contrapposizione tra blocchi, ha senso per quello occidentale sanzionare la Russia per questi atti, ma c&#8217;erano anche stati che, pur non riconoscendo l&#8217;annessione della Crimea o l&#8217;indipendenza del Donbass, non sentivano la necessità di sanzionare, ritenendo gli atti tutto sommato non eccessivamente gravi.</p>



<p><strong>Ma l&#8217;attacco che abbiamo visto pochi giorni fa è ben diverso e, soprattutto, ingiustificabile: un attacco a uno stato sovrano, con motivazioni molto dubbie, oltre qualsiasi possibile pretesa territoriale russa, una vera e propria invasione</strong>.</p>



<p>La Russia non ha piegato le regole del gioco, le ha dichiaratamente violate, ha aggredito, portando anche stati neutrali a sanzionare: d&#8217;altronde, un conto è trovare i cavilli, un conto fregarsene direttamente. Chi dice a questi stati neutrali che non saranno i prossimi a subire una cosa del genere?</p>



<p>Ma è difficile credere che, ora, non ne pagherà le conseguenze: l&#8217;isolamento economico che si sta paventando innanzi a Mosca è senza precedenti e, per quanto la Russia non sia propriamente una democrazia, nemmeno è la Corea del Nord: i russi sentiranno la pressione e, per quanto possano credere nell&#8217;operazione speciale o che l&#8217;Ucraina sia governata da ebrei nazisti che parlano russo ma ammazzano i russofoni, quando inizieranno a non comperare più la carta igienica perché possono pulirsi le terga con il rublo qualcosa penseranno&#8230;</p>


<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/03/07/la-russia-per-il-mondo-da-diplomazia-questionabile-a-stato-canaglia/">La Russia per il mondo: da diplomazia questionabile a stato canaglia?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11176</post-id>	</item>
		<item>
		<title>UCRAINA</title>
		<link>https://www.lavocedelnord.net/2022/02/28/ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maufrigneuse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2022 15:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lavocedelnord.net/?p=11160</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Stamattina mi sono alzato &#8211; Oh bella ciao, oh bella ciao,- oh bella ciao, ciao, ciao &#8211; Stamattina mi sono alzato &#8211; E ho trovato l′invasor…”. L’inno nazionale delle sinistre</p>
<div><a class="permalink" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/28/ucraina/">Leggi </a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/28/ucraina/">UCRAINA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Stamattina mi sono alzato &#8211; Oh bella ciao, oh bella ciao,- oh bella ciao, ciao, ciao &#8211; Stamattina mi sono alzato &#8211; E ho trovato l′invasor…”.</em><br />
L’inno nazionale delle sinistre impegnate è risuonato ieri nelle vie di Kiev, un po’ meno nelle deserte stanze dell’ANPI italico alle prese con le delibere di Vladimir Putin, ex colonnello di quel KGB cui le Brigate Garibaldi facevano riferimento nella c.d. Lotta Partigiana durata ben oltre il 25 aprile 1945.<br />
Risuonerà domani nelle piazze pacifiste allestite dalla Rete Pace e Disarmo e dalla stessa ANPI per richiedere al Governo italiano e alla comunità internazionale una “neutralità attiva” e la gestione della crisi ucraina affidata all’ONU?<br />
Intanto confesso la mia incapacità a capire che cosa vuol dire “neutralità attiva”: la moderna creazione di slogan e neologismi apparteneva a Gabriele Dannunzio e ai futuristi, da un pò è dominio di tutta l’intellighenzia della sinistra sia pacifista che forcaiola.<br />
A me non basta la cultura umanistica per capire come funziona la “neutralità attiva”: pare aver ragione Sciretti nel dire che la cultura scientifica ha ben maggior valore di quella umanistica, soprattutto di fronte a queste proposizioni ben lontane dal parallelogramma della logica classica.<br />
Fatto sta che non sono capace di capire il senso della neutralità attiva: secondo i miei modesti rudimenti logici o si è neutrali e quindi si rimane immobili, equidistanti fra due o più posizioni divergenti, oppure si è attivi e quindi si distingue fra le posizioni in campo e se ne supporta una.</p>
<p>Tutto questo per dire che la logica si confonde con l’ideologia, che tutto è tranne che logica.</p>
<p>Quanto poi ad affidare all’ONU il compito di dipanare la matassa è una scappatoia per sfuggire alla soluzione del problema: l’ONU non dipana niente, è una tribuna ipocrita che raccoglie e metabolizza di tutto. Esempio? Il Consiglio ONU dei Diritti Umani che decide sulle violazioni dei diritti umani e comprende fra i suoi 47 membri campioni come Libia, Cuba, Venezuela, Sudan, Qatar, Eritrea, eccetera! ma comprende anche l’Ucraina e quindi la sua azione dovrebbe essere automatica: addirittura un suo membro è sotto attacco. Ma immobilità e silenzio sono garantiti: possibile che Rete Pace e Disarmo e ANPI non lo sappiano?</p>
<p>I fatti: la Russia ha invaso l’Ucraina.<br />
L’Italia è molte volte interessata al problema: appartiene alla Nato e alla U.E., non ha una politica estera propria. Purtroppo però neanche l’U.E. ha una politica estera univoca.<br />
Da questo punto di vista la U.E. ricorda Metternich: è una espressione geografica.</p>
<p>A sua volta la Nato ha un socio forte (gli USA) che per anni ha investito uomini, mezzi e denaro tutelando i soci deboli dalle mire dell’Unione Sovietica: troppo facile dimenticare oggi che le nostre libertà, perfino i nostri tic, le dobbiamo in buona parte proprio alla Nato e agli “americani”.<br />
Si dice che la Nato è diventato strumento obsoleto.<br />
Se così è bisognerebbe spiegare perché oggi è l’unico messo in campo dall’Occidente per opporsi a Putin. Sono appunto i misteri della logica moderna.</p>
<p>L’Italia, fra i numerosi tic che ha generato, ha rinunciato a qualunque autonomia energetica dandosene vanto:<br />
&#8211;	il referendum antinucleare del 1987 ha definito tabù ogni riferimento, anche di studio, a questa fonte energetica, senza peraltro evitare di farne largo uso importandola (a prezzi talora doppi rispetto a quelli pagati dagli utilizzatori dei Paesi esportatori) da tutte le centrali nucleari sorte in Francia, Svizzera, Slovenia. Partendo dal presupposto “logico” che le radiazioni atomiche provenienti dalle centrali straniere si fermassero ai confini italici.<br />
Da cui i comici cartelli stradali sorti a inizio e fine dei territori comunali “Comune denuclearizzato”.  Per fortuna oggi rimossi ma spesso sostituiti dagli altrettanto comici “Comune operatore di pace”: l’illogica prepotenza della ideologia!<br />
&#8211;	le prescrizioni provenienti dagli innumerevoli “Comitati” sorti ogni dove in Italia, fra cui si distingue il No TAP in Puglia supportato dalla ex Ministra Barbara Lezzi (ex M5S) e dall’ambiguo Presidente regionale Emiliano (PD).<br />
&#8211;	Il referendum “No Triv” del 2016 promosso da Legambiente, Wwf, Marevivo, Fai, Pro Natura, Italia Nostra, Arci, insieme al Coordinamento Nazionale No Triv, e depositato dagli Enti regionali di Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise, ma disertato dagli italiani (votanti 32%) che hanno dimostrato molto più buonsenso di Comitati, Associazioni, ed Enti regionali proponenti. Fra cui spicca per misteriose ragioni perfino il Veneto.<br />
&#8211;	L’opposizione sistematica ai rigasificatori (l’Italia dispone riserve di 350.000 mc, mentre per esempio il Giappone ne ha oltre 13.000.000 e la Corea del Sud oltre 3.500.000 potendo quindi resistere ben più di noi alle crisi energetiche).<br />
&#8211;	L’opposizione altrettanto sistematica ai termovalorizzatori che ci libererebbero di due problemi impellenti, irrisolti e costosissimi: nuove fonti energetiche proprie e smaltimento dei rifiuti.<br />
&#8211;	L’ostilità, che ha diviso Comitati e Associazioni ambientaliste, verso fonti rinnovabili: l’invadenza dei pannelli solari, l’antiestetica delle pale eoliche.<br />
&#8211;	La normativa sulla limitazione delle trivellazioni di origine grillina. È noto il risultato: l’Italia ha dimezzato le sue (modeste) risorse energetiche, Slovenia e Croazia ringraziano e aspirano il ben di Dio. Il decreto attuale di Draghi rimette in moto quello che Conte aveva fermato, ma non concede nuove ricerche e nuove fonti. Va a capire perché.</p>
<p>L’elenco è tutt’altro che esaustivo, ognuno può aggiungervi le sue personali esperienze locali.</p>
<p>A proposito di logica, i colpevoli degli esiti odierni sono chiari ed individuati. Se oggi siamo nelle mani di Putin per far camminare i TIR, far girare industria e agricoltura, fare il minestrone, riscaldarci casa e se domani piomberemo in un vortice di inflazione a due cifre, se tutto questo accade e accadrà sapremo a quali porte bussare.<br />
Ma scommettiamo che non solo non busseremo alle porte giuste ma continueremo a seguire i pifferai dell’ambiente, dei no a tutto, che continueranno a suonare nei vari territori senza pagare dazio? Che indicheranno in gente come me il nemico ottuso (e venduto alle multinazionali) da contrastare e fare tacere.</p>
<p>Nel frattempo Putin si fa i fatti suoi, un po’ imperialisti, un po’ difensivi, un po’ giustificati dalla non esecuzione degli Accordi di Minsk II (2019), si paga la guerra con i nostri soldi (ha più che quadruplicato il prezzo del suo gas), tiene di fatto per gli attributi gran parte dell’Europa centellinando le forniture secondo gli atteggiamenti dei vari Stati, prende l’Ucraina e poi negozia, se ne fotte della Nato che abbaia ma non morde (per fortuna!), dirotta il gas in Cina e stringe patti sempre più stretti  col vero pericolo che corre l’Occidente, l’imperialismo Cinese: se Putin si prende l’Ucraina oggi senza pagare, domani la Cina si prenderà Taiwan (e l’80% dei semiconduttori) come si è già presa Hong Kong, senza neanche il contrasto delle Reti per la Pace e il Disarmo e dell’ANPI, può perfino darsi che le sanzioni gli servano per scrollarsi d’attorno qualche oligarca ingombrante.</p>
<p>Le “sinistre” nazionali e internazionali hanno difficoltà a calarsi nella vita di tutti i giorni, come i Comitati sono proiettate al “dove essere”, ai dogmi intangibili, se gli frana addosso una realtà tutta diversa dalle visioni non sanno bene che pesci prendere, normalmente non ne prendono e continuano la pontificazione mentre la controparte si porta a casa il bottino.<br />
Ne sono bell’esempio il coglione (politico) Biden e la sua corte.</p>
<p>Nel frattempo che cosa farà il satrapo turco? Ha il più potente esercito della Nato (USA esclusi), è amico di Putin con cui ha fatto qualche macello in Siria: i poveri Curdi, abbandonati a se stessi dalla consueta, inaffidabile ipocrisia di noi occidentali, esattamente come i (pochi) afgani che ci avevano creduto, possiede la costa sud e l’accesso al mar Nero, finora fa come gli altri: ferma condanna dell’invasione, auspicio alla soluzione negoziata, la Nato non lo ha coinvolto neanche a chiacchiere, gli organi dell’informazione non fanno cenno. Tutto lascia prevedere che al momento opportuno si farà sentire e saranno ulteriori dolori. Non so gli ucraini, ma se io dovessi scegliere fra Erdogan e Putin non avrei dubbi: starei in casa dello zar di Russia e non del califfo di Turchia, così come mai starei in casa del mandarino cinese che è quello che mi fa più paura e che è il solo a guadagnare dall’intero putiferio.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net/2022/02/28/ucraina/">UCRAINA</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.lavocedelnord.net">LA VOCE DEL NORD</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11160</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
