FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Perché, sull’aumento IVA, vinceranno i Cinque Stelle

Da quando il Governo del Cambiamento è andato un crisi possiamo finalmente vedere la bestia di Luca Morisi sfidare il mostro della Casaleggio Associati.

Punto molto dibattuto è l’aumento dell’IVA. Purtroppo per i nostri politici l’IVA è molto bastarda come imposta perché non è un numeretto in qualche foglio contabile ma è una cosa che si vede su qualunque scontrino e che quindi può influenzare anche l’elettore medio.

È quindi ovvio che nessuno desideri prendersi la responsabilità di un aumento del genere, che è purtroppo molto probabile considerando che la clausola di salvaguardia (che è spiegata in dettaglio qui) serve a coprire spese non coperte in altro modo e che tutte le proposte politiche odierne tendono ad aumentare le uscite volendo diminuire le entrate.

La propaganda del Movimento 5 Stelle è, in ciò, dannatamente efficace: “Aumento IVA? Citofonare Lega”. C’è un problema, l’aumento IVA, e c’è un colpevole: La Lega.

Il M5S ne risulta pulito: Noi ci abbiamo provato ma la fine del governo del Cambiamento ha impedito di finanziare la manovra in altro modo a causa dell’arrivismo di Salvini. E, in effetti, Tria aveva un piano: Togliere sgravi ed esenzioni fiscali e tagliare la spesa sociale.

Avrebbe funzionato? Non possiamo saperlo, probabilmente no, la Lega non avrebbe accettato un aumento delle imposte e il M5S non avrebbe accettato il taglio della spesa sociale.

La Bestia, in pieno delirio messianico, dichiara che non solo non aumenterà l’IVA ma addirittura verranno abolite le accise, pagheremo tutti il 15% di imposte, verrà abolita la Fornero e ai primi 100’000 elettori una batteria di pentole e una bici con cambio Shimano. Capirete anche voi che flat tax e accise contribuirebbero a un netto calo delle entrate statali mentre abolire la Fornero ha costi molto elevati. Questo è il tipico caso in cui scatta una clausola di salvaguardia, quando c’è un buco che il governo non riesce a coprire.

L’ultimo che ha provato ad abbassare le tasse senza abbassare la spesa raddoppiò il debito pubblico in otto anni. Solo che costui fu Ronald Reagan e spese la gran parte di quei soldi per riuscire ad imporre la supremazia militare all’URSS facendola crollare per bancarotta, mentre l’idea degli “omologhi” italiani è di fare ciò per mandare in pensione zio Peppino qualche anno prima e assumere centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.

Il problema è che l’IVA, a meno di una novella Thatcher italiana che riesce a fare tagli draconiani, aumenterà. E la propaganda Cinque Stelle avrà il colpevole: La Lega.

Mentre la Bestia pesterà un enorme ricordino, avendo (sper)giurato fino all’ultimo che l’IVA non sarebbe mai aumentata, che addirittura si sarebbero potute fare tre finanziarie, per poi trovarsela al 25,2% dal 1 gennaio 2020. Purtroppo i numeri e la realtà, nel momento in cui sei in uno stato di grazia dove pensi di avere sempre ragione, presentano spesso un duro conto.

E ciò sarà deleterio se accadrà durante un eventuale governo Salvini: Si troverebbe sotto il fuoco incrociato di tutta l’opposizione e con anche l’aumento dell’IVA del 2021 – circa 29 miliardi che se non coperti porteranno ad un’aliquota del 26,5% – da neutralizzare mentre si devono finanziare 60 miliardi per la flat tax (a due aliquote, Milton Friedman si rivolta nella tomba…), 20 miliardi l’anno per abolire la Fornero – e fanno 100 miliardi a legislatura – e qualche miliardo per varie ed eventuali. Una situazione che non si gestisce con un bravo social media manager ma con politici ed economisti con le contropalline.

Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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