FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

L’Euro-cottolengo

Tanta gente ha una visione idealizzata dell’Unione europea, in un senso o nell’altro. C’è chi la vede come un obiettivo da anelare, una vera e propria patria, e chi la vede come una gabbia da cui evadere il prima possibile.

A mio parere la realtà è molto diversa. L’Unione europea è un ente caritatevole dove gli Stati migliori provano a dare un minimo di decenza ai peggiori per non finire in una polveriera.

Con la storia dei coronabond abbiamo visto l’Europa divisa in due: da un lato i lendenon che vanno col cappello in mano e dall’altro i freddi nordici che dicono “nein nein nein”.

La scusa del primo gruppo, ma specie dell’Italia, è semplice: “Eh ma non abbiamo colpe se c’è un’epidemia, quindi ci dovete aiutare”. Ma i nordici non sono scemi, hanno visto che la prima cosa fatta nel decreto cura Italia è stata salvare Alitalia. Non si fidano di noi, vogliono garanzie. E qui sorge il famoso MES, tanto opposto dai sovranisti. Gli italiani, abituati al bancomat lombardo, pretendono soldi subito e senza doverne rendere conto a nessuno. Per fortuna, c’è un ministro dell’economia a L’Aia.

La Commissione europea dovrebbe indagare sui Paesi che chiedono i coronabond, per capire i motivi per cui non hanno abbastanza spazi di bilancio per rispondere all’impatto economico della crisi

Il ministro delle finanze dei Paesi Bassi

Inoltre, il coronavirus economico è simile a quello medico: se può anche fare molti danni ad un sano nella grande maggioranza dei casi va ad uccidere persone in equilibrio precario. E l’economia italiana, di condizioni pregresse, ne ha a iosa.

Per quale ragione oggi la Germania, ma anche la Svizzera, fa e l’Italia piange? Perché Germania e Svizzera hanno i conti a posto e possono, essenzialmente, fare quel cavolo che vogliono, l’Italia ha i conti così disastrati che anche con la libertà data dai vincoli di bilancio sospesi non può fare quasi nulla perché ha esaurito le sue capacità in cose futili.

Ma il problema non è la loro “mancanza di solidarietà”, sono gli Stati lendenoni che, semplicemente, sono inadatti al ventunesimo secolo. Non che i nordici siano perfetti, tutt’altro, ma almeno ci provano, mentre i paesi del debito costante nemmeno lo fanno, si rotolano nel fango finché non devono chiedere aiuto.

Ma l’Euro-cottolengo non può durare per sempre. La tattica della Germania-infermiera che dice all’Italia “se firmi il trattato di Libero scambio ti do uno zuccherino e puoi fare lo 0,1% in più di debito” non può funzionare per sempre. O si curano gli Stati, facendo loro una cura dimagrante e dividendoli quando è preferibile o, semplicemente, l’Europa non esisterà più come la conosciamo e l’Italia si darà al debito pazzo e alla liretta da svalutare a comando, con tanti ringraziamenti dei risparmiatori. “L’inflazione distrugge nazioni e società esattamente come un esercito invasore” diceva una Thatcher tanto citata, quanto mai compresa, dai sovranisti.

Ma la vera domanda è: perché, noi, Lombardia, che potremmo tranquillamente avere il nostro attuale livello di servizi con una pressione fiscale decisamente più bassa ed essere partner dei Paesi nordici con i conti a posto dobbiamo essere trattati come gli scemi e rischiare di finire gambe all’aria facendoci governare da un Paese di mantenuti, che in quanto tali non hanno risparmi di rilievo, e di sussidiatori, che in quanto tali preferiscono mantenere industrie fallite che portano voti che favorire lo scambio internazionale che fa bene alla Lombardia.

Svegliamoci prima che sia tardi.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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