FEDERALISMO & INDIPENDENZA | Approfondimento Politico

Meno RdC, più invalidità: non un meme ma un problema strutturale

Tolgono il Reddito di Cittadinanza e aumentano le pensioni di invalidità, soprattutto al Sud: sembra un meme di “Bossi, canotta e bombe a mano” ma è la notizia che ho letto l’altro giorno.

Ma non corriamo con gli sfottò: nessuno può negare che nel Mezzogiorno ci sia stato un enorme problema di false invalidità, parzialmente esistente anche oggi, che ha influito anche sulla tenuta del sistema previdenziale. Al contempo penso che il problema non sia di false invalidità, ma di invalidità vere.

Se conoscete persone con disabilità ne avrete sentite di cotte e di crude su cosa succede nel percorso di richiesta dell’invalidità, tutti hanno la loro storia e talvolta si entra nel campo della leggenda, come il presunto amputato a cui è stata data la revisione.

Se per chiedere l’invalidità serve la relazione del medico (pagata), presentarsi davanti a una commissione, se si è mandati a revisione magari in una sede più lontana, dove bisogna assolutamente recarsi pure se c’è una tempesta di neve, uno sciopero o un ricovero, con il reddito di cittadinanza era tutto più facile, si faceva una richiesta online o al CAF, ci si iscriveva presso un sistema inefficiente di ricerca del lavoro e arrivavano i soldi.

Certo, la pensione di invalidità è un bonifico che si usa liberamente mentre il reddito era su una carta vincolata, ma la comodità è chiaramente in favore del reddito di cittadinanza e se si parlava di cifre simili, per non poche persone, poteva essere più semplice

Ci tengo a sottolineare una cosa: non sono per nulla contrario a un’integrazione del reddito per la sussistenza di tutti i cittadini. Lo considero un fattore di dignità umana ma anche un’infrastruttura, un po’ come la sanità, dato che se un cittadino è in un periodo difficile sostenerlo lo aiuterà a non cadere ancora più in basso con maggiori costi sociali.

Il reddito di cittadinanza era fatto male, era sbilanciato verso il Sud, i meccanismi che dovevano aiutare le persone non funzionavano e sembrava una mancetta elettorale, per non parlare del problema del lavoro in nero più RdC. Ma pochi davanti alla scelta tra un lavoro pagato il giusto, dignitoso e rispettoso e un reddito di sussistenza sceglierebbero il secondo, e se i salari che paga un’azienda non competono con quelli delle altre aziende ma con una forma di sussistenza, problema suo.

Anche per la disabilità va detto che, se possibile, bisogna integrare nel mondo del lavoro, anche per un fatto di dignità della persona. Ma non sempre è possibile, quindi ben venga che ai disabili sia fornito un supporto maggiore che presume che spesso sia sostanzialmente impossibile, per loro, trovare lavoro, magari anche sostenendo le possibilità di svilupparlo in proprio se hanno delle capacità spendibili.

In ogni caso più che a un Sud lazzarone che va a cercare l’invalidità dopo che hanno perso il reddito è sintomo di un sistema di welfare disfunzionale, creato come tanti sistemi pubblici più per logiche clientelari che per aiutare concretamente il cittadino. Una delle poche cose che, effettivamente, fa male “da Nord a Sud”.

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Informatico di giorno, spietato liberista che brama la secessione del Nord di notte. Con la libera circolazione, dato che amo la pizza.

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